Rassegna stampa Le Millebolleblog Riflettori su Asti, Franciacorta e TrentoDoc

Con questo post prende avvio Rassegna stampa Lemillebolleblog, una nuova rubrica di segnalazioni di articoli, apparsi in Rete, su siti Internet e wine blog, dedicati al mondo delle “bollicine”, metodo classico e non.
Si tratterà di un nuovo spazio di segnalazioni flash di pezzi significativi dedicati a vini e aziende produttrici di vini che rientrano nella tipologia di cui si occupa questo blog. La prima uscita è dedicata a due Franciacorta Docg, a nuovi protagonisti del TrentoDoc e a progetti giapponesi dell’Asti Docg.

La stanza del vino celebra Cavalleri
Ampio articolo del wine blog La stanza del vino, opera del sommelier veneto Michelangelo Tagliente, dedicato ai Franciacorta Docg della storica azienda agricola Cavalleri di Erbusco.
Scrive l’autore: “Etica e morale: parole grosse di questi tempi, figuriamoci, dove si fa profitto! Allora viene facile pensare che nel mondo del vino, correttezza, onestà, amore smisurato per il proprio lavoro e di conseguenza rispetto incondizionato per chi acquista il tuo prodotto, possano essere valori appartenenti solo a chi vive e vinifica seguendo i principi della biodinamica; equazione semplice, ma per nulla veritiera: un esempio concreto? L’azienda agricola Cavalleri in Franciacorta!”.
Gli elogi continuano segnalando l’esistenza di “un vero e proprio stile (lo stile Cavalleri)” che si “riflette inequivocabilmente nel liquido che trovi nella bottiglia! Bottiglie vendute sempre al prezzo che valgono, con il risultato che alla fine dell’anno in cantina non rimane più nulla. Altri, per aumentare la produzione, poiché la domanda supera notevolmente l’offerta, cercherebbero facili scorciatoie comprando uve a destra e a manca; da Cavalleri si fanno e si faranno, a meno che non ci sia dietro un progetto sensato, sempre 250.000 bottiglie (170.000 di Franciacorta e il resto Curtefranca Bianco e Rosso).
Alla fine una cosa l’ho capita, che i valori d’impresa di cui si sente parlare (spesso anche a sproposito) esistono per davvero: l’azienda Cavalleri n’è un esempio tangibile a cui il mondo dell’imprenditoria dovrebbe guardare per riprendersi da questo strano, lungo, noioso periodo di depressione che l’attanaglia!”.
Il testo completo dell’articolo, qui


Barone Pizzini conquista la Norvegia

Fabio e Dario Italiano animatori del blog Bere il vino, segnalano in un post che “ai norvegesi piacciono le bollicine di Franciacorta, in particolare quelle biologiche, rosate, con note di frutta secca e confettura.
E’ questo il profilo del Rosè Franciacorta DOCG di Barone Pizzini capace di aggiudicarsi l’appalto per la fornitura della propria etichetta in locali e ristoranti di Norvegia.
Il monopolio di Stato norvegese VINMONOPLET, infatti, dopo un’attenta degustazione rigorosamente alla cieca effettuata da un’apposita commissione tecnica, ha premiato eleganza e freschezza del Rosè di Barone Pizzini”.
Gli autori definiscono la conquista di questo appalto per il Monopolio norvegese “un risultato prestigioso per la maison franciacortina che per prima ha scelto di produrre Franciacorta DOCG da agricoltura biologica, ovvero utilizzando per la difesa e il nutrimento delle piante unicamente sostanze naturali, escludendo OGM, diserbanti, fertilizzanti o pesticidi di sintesi, risultato “che va ad aggiungere un nuovo e importante tassello alla già rilevante presenza dei propri vini sul mercato dei Paesi del nord Europa come Svezia, Belgio e Danimarca.
Ai vertici mondiali per reddito pro capite, per la consistente propensione al consumo e le buone prospettive di crescita, la Norvegia e il suo mercato del vino si caratterizzano per un giro d’affari di oltre 250 milioni di euro e 800mila ettolitri consumati all’anno”.
Il testo completo dell’articolo, qui

Nuovi protagonisti per il TrentoDoc- 1
Sul simpatico wine & food blog Pizzi & Fichi, viaggiare con gusto, viene annunciata l’entrata di tre nuovi protagonisti sulla scena del TrentoDoc.
Come si legge, “Trentodoc ha aperto le sue braccia a tre nuove cantine: Cantina Rotaliana di Mezzolombardo, Gaierhof e Concilio”. Tre realtà “che si affiancano alle 34 cantine che già tempo producono una delle eccellenze italiane, il famoso Trentodoc”.
Il testo completo dell’articolo, qui

Nuovi protagonisti per il Trento. Doc – 2
Sul battagliero Trentino wine blog il misterioso Cosimo Piovasco di Rondò  annuncia una notizia molto interessante.
Uno “dei grandi produttori della Terra dei Forti, Albino Armani”, ha annunciato che in occasione del Vinitaly presenterà un nuovo metodo classico. Come scrive “si chiama semplicemente 823. Numero che allude all’altitudine del vigneto di Pinot Nero (Alta Valle dei Ronchi, Ala di Trento) in cui è stata vendemmiata l’uva per produrlo.
La presentazione è affidata a un gioco di assonanze concettuali che incrocia numeri e parole: “il numero primo dello spumante” così infatti è stata annunciata ai consumatori questa novità trentina; alludendo alle qualità matematiche del numero 823 e all’eccellenza (per ora solo promessa) della bottiglia.
Questo nuovo Trento D.o.c. (che incomprensibilmente, almeno per ora, viene presentato con la denominazione e non con il marchio del consorzio di tutela: Trentodoc)”.
Il testo completo dell’articolo, qui

 


L’Asti Docg punta sul Giappone

Il settimanale Gazzetta d’Asti relazionando sull’andamento di un recente “incontro sull’export, per analizzare posizioni e potenzialità dell’Asti Docg e del Moscato d’Asti Docg nelle diverse realtà mondiali”, che si è svolto presso la Casa dell’Asti, il presidente del Consorzio dell’Asti fornendo “i numeri di un 2011 da record (con la produzione complessiva che ha superato i 106 milioni di bottiglie, 81 di Asti Spumante e 25 di Moscato d’Asti con una quota export superiore all’80%)”, ha assicurato che l’Asti punterà sempre di più sul Giappone, dove “il vino italiano gode di buona fama ed occupa la seconda piazza nelle importazioni, subito dopo quelle francesi con il 20% del mercato pari a 3,2 milioni di casse.
Nel comparto delle bollicine  l’Asti Docg registra vendite per 150 mila casse, pari a 1,8 milioni bottiglie con un trend dalle forti potenzialità”. In Giappone “l’Asti Spumante viene venduto nei negozi a 13-15 euro, più che raddoppiato nei ristoranti, a causa anche delle accise doganali di circa 2,50 euro a bottiglia per le bollicine (1 euro in più rispetto ai vini fermi)”.
Sono alle viste diverse iniziative promozionali per “indurre i giapponesi ad aumentare le occasioni di proporre un allegro “Kampai!” (è l’equivalente del nostro cin cin) con l’Asti e il Moscato d’Asti”.
Il testo completo dell’articolo, qui

Appuntamento alla prossima uscita
redazione@lemillebolleblog.it

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