Oltrepò Pavese metodo classico Brut Riserva del Poeta 2003 Anteo

Denominazione:
Metodo: classico
Uvaggio: Pinot nero, Chardonnay

Giudizio:
7


Voglio premetterlo subito, prima che qualche “fenomeno” (mi veniva da usare una tipica espressione milanese, ma essendo un po’ forte ho preferito rinunciare) salti su a dire che “ce l’ho su con l’Oltrepò Pavese” e con le sue aziende.
Nulla di personale nei confronti di questa splendida zona vinicola lombarda, che ha colline e angoli di un fascino tale che la Franciacorta se li può sognare, peccato solo che alla bellezza dei posti non corrisponda, sempre secondo il mio gusto personale (che trattandosi del mio blog e non di quello di altri è legittimo io esprima) un altrettanto formidabile e gagliardo valore delle sue bollicine metodo classico.
Anche se in Oltrepò Pavese, come ho già avuto modo di raccontare, quel che scrivo non è molto gradito e buona parte dei produttori oltrepadani non nutrono particolare simpatia nei miei confronti (vedremo se le cose cambieranno dopo l’arrivo del nuovo direttore del Consorzio…) io cerco di essere il più onesto possibile nel giudicare i vini targati O.P. che mi capita di degustare, e come ho dimostrato anche di recente, quando ho nuovamente scritto di una piccola esemplare aziendina di cui avevo elogiato la produzione la scorsa estate, se c’è da parlare bene e battere le mani sono felicissimo.
E niente di personale, visto che li conosco bene da anni, nutro nei confronti di una delle storiche aziende vinicole oltrepadane, l’Anteo di Rocca de’ Giorgi dei fratelli Cribellati, dei cui metodo classico mi è capitato di scrivere già qui e poi ancora qui.
Mi dispiace pertanto, ben sapendo quale importanza e valore simbolico attribuiscano a questo vino, dedicato a loro padre Trento Cribellati, “imprenditore per i casi della vita ma poeta di vocazione” e fondatore dell’azienda, posta a quasi quattrocento metri di altezza, nel 1981, e dotata oggi di 30 ettari di vigneto, in larga parte destinati a Pinot nero, non poter raccontare di un’esperienza gustativa completamente soddisfacente.
Forse è il gusto mio, che pure trova straordinari gli Extra Brut prodotti con Pinot nero oltrepadano in purezza, da Bruno Giacosa e che ha pur giudicato bene (basta scorrere gli archivi del blog) altre bollicine pinotnerose oltrepadane, a non riuscire a cogliere la grandezza di questi metodo classico, e sono le loro caratteristiche a non corrispondere al mio gusto, che soprattutto in un metodo classico ricerca eleganza, finezza, equilibrio e soprattutto piacevolezza.
Quell’elemento che fa sì che quando stappi una bottiglia di quelle giuste, di quelle che “cantano”, la bottiglia, soprattutto se si è in due a gustarla, voli via dans l’espace d’un matin.
Io ho rispettato e ammirato il disegno, trasparente, trovandomi di fronte ad un vino lungamente affinato sui lieviti, quasi sei anni, trattandosi di un millesimato 2003 con sboccatura dichiarata settembre 2010, che nasce da una partita già selezionata in vigna, raccolta a mano in piccole ceste forate con accurata cernita vendemmiale.
Pressatura soffice in bianco con utilizzo del solo mosto fiore (resa del 40% circa). Fermentazione in acciaio a temperatura controllata (18 °C) con lieviti selezionati. Parziale affinamento del vino base in barrique. Cuvée a base di Pinot Nero (85%) e Chardonnay (15%) da vigneti di proprietà in Rocca de’ Giorgi, esposti a sud, sud-ovest, posti su marna calcarea eocenica, con resa per ettaro molto contenuta, e nulla lasciato al caso per produrre un metodo classico inconfondibilmente oltrepadano di gran pregio.
Ma, accidenti a me, è proprio questo carattere così ostinatamente oltrepadano, e un po’ “gnucco”, questa prevalenza della sostanza, che assolutamente non manca, come pure una struttura notevole, sull’eleganza, sull’equilibrio a non convincermi, e a far sì che di fronte a questa riserva che punta ad essere il fiore all’occhiello della produzione di metodo classico di Anteo io non riesca ad entusiasmarmi.
Bello sicuramente il colore, un paglierino oro intenso, dorato, con una leggera vena ramata, perlage non molto persistente, ma di buona finezza, ma è poi il naso, così maturo, secco, asciutto, intensamente vinoso, molto pieno, tutto giocato su note agrumate, pompelmo in primis e poi ananas e frutta esotica, con una vena di frutta secca e di albicocca essiccata ed un ricordo di spezie e un filo di caffè tostato, a non spiccare il volo, a dare l’impressione di un qualcosa cui manchino eleganza, fragranza, leggiadria.

Potente e strutturata la bocca, molto piena, strutturata, estrattiva, concentrata, figlia di una materia prima importante e di una piena maturità di frutto, ma quando si passa alla ricerca di una dimensione extra che non sia semplicemente un’ostentazione di peso e di densità, quando si chiede al vino di non rimanere bloccato in sé e di sciorinare anche tesori di articolazione, di finezza, quell’equilibrio tra frutto e acidità, che scatena la voglia di bere, il vino, largo, ma un po’ carente di profondità e di verticalità e non dotato di un particolare “sprint” mostra, lo ripeto, sempre secondo il mio gusto, i suoi limiti.
E fa sì che finito il primo bicchiere, anche portandolo a tavola (non è sicuramente un metodo classico da aperitivo) e abbinandolo a preparazioni anche impegnative (il produttore lo definisce “ottimo su antipasti, pesci, molluschi, crostacei e carni bianche non eccessivamente salsate. Adatto ad abbinamenti anche audaci”) non venga una grandissima voglia di passare al secondo e al successivo.
Ma è solo il mio punto di vista, di un innamorato dell’Oltrepò Pavese che da questa terra e dai suoi vini, soprattutto se metodo classico, vorrebbe ottenere ben altre emozioni…

Azienda Agricola Anteo
Località Chiesa – 27040 Rocca de’ Giorgi (PV)
tel +39.0385.99073 – fax +39.0385.951814
email: info@anteovini.it
sito Internet http://www.anteovini.it/

2 commenti

Condividi

2 commenti

  1. Luca Bergamin

    febbraio 16, 2012 alle 10:16 am

    …un perla d’oltrepò davvero!concordo!

    • Francesco Beghi

      febbraio 16, 2012 alle 1:53 pm

      Concordi su una recensione sostanzialmente negativa Luca? 😉

Rispondi a Francesco Beghi Annulla risposta

Connect with Facebook