Premium Sparklers of il Mosnel: un articolo del wine blogger tedesco Christian G.E. Schiller

Ma quali risultati ha portato, in termine di visibilità, di consacrazione come zona produttrice dei top (o tra i top) metodo classico di qualità, di articoli pubblicati, lo svolgimento lo scorso ottobre, tra Brescia e la Franciacorta, della 4th European Wine Bloggers’ Conference ?
In realtà non ho assistito sinora, può darsi che sia stato distratto e che non abbia monitorato molto bene la wine blogosfera, ad un grandissimo ritorno e mi chiedo se questa grande occasione non avrebbe potuto essere sfruttata meglio…
Un’eccezione è rappresentata dal recente articolo, pubblicato sul suo blog Schiller-wine, dal giornalista e wine blogger tedesco Christian G.E. Schiller che definendoli Premium Sparklers celebra i Franciacorta Docg dell’azienda agricola Il Mosnel degustati nel corso della sua partecipazione all’European Wine bloggers conference.
Di sé Schiller dice “I live in the greater Washington DC (US) and Frankfurt am Main (Germany) areas and write about wine. I am a member of the “Weinfeder” (German Wine Journalists Association) and the FIJEV (International Federation of Wine and Spirits Journalists and Writers). I am currently in Germany and post daily”.
L’articolo illustra correttamente sulle caratteristiche dei Franciacorta Docg e della zona vinicola bresciana, ricordando che sono prodotti con le stesse uve impiegate in Champagne, raccontando la genesi della storia vinicola, e i suoi primi cinquant’anni di storia, le diverse tipologie di metodo classico prodotti, i 200 produttori, i tremila ettari, i 13 milioni di bottiglie prodotte, il fatto che l’85% dei Franciacorta siano venduti in Italia e le dimensioni medie di larga parte delle aziende produttrici.
Più interessante la parte dell’articolo dedicata alla serata trascorsa al Mosnel e ai Franciacorta degustati, il Pas Dosé, di cui viene sottolineato il “subtle full bouquet, crisp and dry on the palate, elegant texture, long-lasting mousse with extremely tiny bubbles”, il Brut Satèn 2007, “rich bouquet with some hints of vanilla, the leisurely mousse caresses the palate with great finesse”, il Rosé Brut, “Prettily pink with lots of red fruit flavors and enough acidity in the finish to be refreshing, quite elegantly toasty and spicy”.
Valutazioni come eleganza, finezza, elegante tessitura, perlage sottile, fanno capire che, evidentemente, questi Franciacorta de Il Mosnel hanno superato l’esame Schiller…

3 commenti

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3 commenti

  1. Roger Marchi

    febbraio 8, 2012 alle 5:15 pm

    Ciao Franco, questione interessante quella del dovere di informazione del blogger. In che senso scrivi che l’incontro franciacortino avrebbe potuto essere sfruttato meglio?
    In Oltrepò tempo fa un’azienda di un amico ha avuto un’esperienza assai negativa con un giornalista svedese conosciuto a Vinitaly 2010 che presentava fior di credenziali. Dopo aver visitato l’azienda e aver proclamato di aver assaggiato il miglior Pinot Nero italiano, e dopo essere stato ospitato con tutti i riguardi (per lui e l’amante) presso l’ex “Le Robinie” di Enrico Bartolini, costui non ha scritto mezza riga sull’azienda in questione e sulle altre due che aveva visitato.
    Insomma, direi che alla Franciacorta è andata meglio 😀

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