Gli States scoprono i Franciacorta wines – 2 Un articolo di Richard Marcis

Nuovo episodio nel progressivo processo di scoperta dei vini della Franciacorta da parte della stampa specializzata statunitense.
Il wine writer statunitense Richard Marcis, “The Italian wine guy”, le cui credenziali parlano di “freelance wine, food and travel writer based in the Washington, D.C. area specializing in Italian travel and the food and wines of Italy”, sul suo sito Internet Wine Words Wisdom, in larga parte dedicato a cibi e vini italiani, sito di cui viene dichiarato che “has no commercial affiliations: this website is 100 percent independent”, ovvero che non ha implicazioni commerciali ed è cento per cento indipendente, ha pubblicato un ampio articolo dedicato alla Franciacorta e ai suoi vini.
Articolo pubblicato intorno al Natale 2011, di cui ho preso visione solo ora. Marcis esordisce ricordando che l’Italia offre una vasta gamma di “super sparkling wines” e sottolinea che non bisogna attendere un’occasione speciale di festa per stapparli e che funzionano molto bene a tutto pasto e dice che il migliore di loro e probabilmente il meno conosciuto negli States è il Franciacorta.
Un vino definito senza mezzi termini “Italy’s closed rival to Champagne and is generally regarded as Italy’s finest sparkling wine. The best Franciacorta wines can go nose-to-nose with some of the best Champagne wines”.
In altre parole il vino maggiormente in grado di rivaleggiare con lo Champagne e considerato come il migliore “sparkling” italiano, le cui migliori espresioni possono rivaleggiare e confrontarsi con i migliori Champagne.
Marcis ricorda le molte similitudini esistenti tra Franciacorta e Champagne, il fatto che si tratti contemporaneamente di un’area di produzione e di un prodotto dotato dello stesso nome e non manca di far notare la clamorosa differenza di numeri e dimensioni tra i 13 milioni di pezzi della Franciacorta e i 320 milioni dello Champagne.
Non manca poi di sottolineare che il metodo di produzione è lo stesso, che le uve sono le stesse (anche se in Champagne il Pinot bianco è una rarità) e la particolarità della tipologia del Satèn, definito “similar to Blanc de Blanc Champagne in that it is made exclusively from white grapes.
This Franciacorta wine is also produced in a slightly different fashion and is unique for its lower bottle pressure. Consequently, the wine is softer and creamier with somewhat finer bubbles.  It is only produced in the Brut format”. Ovvero un Franciacorta più soffice e cremoso e con bollicine meno aggressive, simile allo Champagne Blanc de Blanc.
L’articolo si chiude, prima delle note di degustazione di alcuni vini di aziende i cui vini sono disponibili negli States, aziende di dimensioni tra le più rilevanti nel panorama franciacortino come Bellavista, Contadi Castaldi, Guido Berlucchi e Ca’ del Bosco, ricordando come il tessuto connettivo della zona sia costituito da una rete di “smaller producer”, di piccole aziende agricole, “with the average being perhaps just five acres under vine, or less. These wines are typically consumed locally and seldom distributed outside of Italy”.
Una nota particolamente positiva é dedicata alla Bellavista di Erbusco di cui si scrive: “Bellavista is arguably Italy’s finest producer of sparkling wine. Its vintage and non-vintage Franciacorta wines exhibit great elegance and balance”.
Insomma, qualcosa comincia a muoversi a livello di immagine per la rampante, ambiziosa zona vinicola bresciana anche in terra americana…

1 commento

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Un commento

  1. Mario Matano

    febbraio 1, 2012 alle 10:29 am

    Era ora che questa zona ricevesse il giusto riconoscimento dei propri prodotti eccellenti.

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