Champagne Brut Rosé Cuvée Paradis Alfred Gratien

Denominazione: Champagne
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay, Pinot Meunier, Pinot noir

Giudizio:
10


Confesso che mi é venuto uno strano e divertente pensiero mentre degustavo, sempre più ammirato dall’eccellente qualità, questo straordinario Champagne rosé.
No, non pensavo che qualcosa di simile prodotto in Italia non l’avevo mai assaggiato e chissà se potrò mai assaggiarlo, ma un po’ maliziosamente mi chiedevo se uno Champagne del genere non potesse essere la bottiglia perfetta scelta dalla “nouvelle couple franco-allemande”, formata dal Presidente francese Sarkozy e dalla cancelliera tedesca Angela Dorothea Merkel (che non definirò come l’avrebbe definita Berlusconi….) per celebrare l’union sacrée tra Francia e Germania.
L’ho pensato perché questo Champagne è prodotto da una Maison champenoise fondata nel 1864 che nel 2004 è stata acquistata dalla potenza tedesca Henkell ovvero la “Henkell Trocken which is Germany’s best-known and most exported sparkling wine” (proprietaria anche del Prosecco Mionetto) e ha uno chef de cave, Nicolas Jaeger, che ha un cognome che farebbe pensare ad un’origine teutonica anche se è francesissimo e rappresenta la terza generazione degli chef de cave alla Alfred Gratien di Epernay, dopo il nonno, che iniziò a lavorare nella Maison nel 1928 ed il padre Jean-Pierre, a fianco del quale è stato dal 1990 sino al 2007 quando è diventato responsabile unico della produzione.
Pensiero “malizioso” a parte, legato al flirt esclusivamente politico esistente tra i due statisti, quanto a donne, basta pensare a sua moglie Carla Bruni, l’antipatico Sarkozy ha ben altri gusti, questo Champagne rosé, cuvée de prestige di una Maison, la Alfred Gratien, la cui produzione non supera le 250.000 bottiglie all’anno, mi è sembrato un vino di assoluto carattere e spiccata personalità.
Espressione di un savoir faire champenoise assolutamente tradizionale, che l’azienda stessa definisce “fidèle à lui-même, loin des tendances de la mode et des pressions de la production de masse.

Uno champagne “fait main gage de qualité et d’unicité”, ovvero fedele a se stesso, lontano dalle tendenze della moda e dalle pressioni della produzione di massa. Uno Champagne haute couture, fatto a mano, impegno di qualità e unicità.
Elementi che passano, oltre al lavoro dello chef de cave che assicura un’assoluta continuità stilistica con il lavoro di chi l’ha preceduto, attraverso la selezione rigorosa delle uve, una auto limitazione dei volumi, un rispetto del terroir, una vinificazione all’antica, nella tradizione champenoise, con una vinificazione separata di tutte le particelle di vigna e una prima fermentazione che si svolge interamente in piccole botti di rovere di 228 litri, a garanzia della conservazione degli aromi di frutta e dell’autenticità.
A comporre la cuvée è un assemblaggio dei migliori cru di tre grandi regioni, Côte des Blancs per lo Chardonnay, Pinot Noir dalle Montagne de Reims e la Vallée de la Marne per il Pinot Meunier, e per questo champagne vengono scelte solo le tête de cuvée.
Al termine delle operazioni le bottiglie di questo Champagne vengono tappate per la rifermentazione secondo la tradizione delle origini, ovvero con il tappo di sughero, per favorire micro ossigenazioni e una più completa maturazione del vino.
Non sono riuscito ad avere l’esatta composizione di questo supremo Rosè che non è millesimato ma è sempre espressione di una sola annata e per quanto riguarda lo Chardonnay prevede ampia parte di Grand Cru di Avize. Normalmente le percentuali prevedono un 45% di Chardonnay, un 40% di Pinot Meunier ed una percentuale solo intorno al 15% di Pinot noir, ed il risultato è veramente straordinario, tale da assicurare un momento di godimento davvero paradisiaco soprattutto se vi capita di condividere la bottiglia con una persona speciale in grado di apprezzare la qualità, la finezza, l’eleganza assoluta di questa cuvée.

Il primo elemento meraviglioso che si apprezza, ancora prima del colore, un salmone scozzese pallido e del perlage sottile, continuo, finissimo che danza letteralmente nel bicchiere, è il suono cristallino che si percepisce versando il vino, musicale, argentino, squillante, e poi è un trionfo di frutta secca più che di frutti di bosco (mirtillo, ribes, lampone) che inizialmente sono in secondo piano e poi emergono progressivamente, una componente agrumata vibrante (scorza d’arancia, mandarino e pompelmo rosa) e poi cioccolato bianco, cipria, burro di nocciola, e una mineralità croccante e salata, viva, piena di energia, a comporre un insieme di grande finezza.
La bocca è suadente, succosa, avvolgente, tutta lampone ribes e mandorla, setosa e cremosa, perfettamente sferica, di assoluta dolcezza e grassezza, piena, freschissima e nervosa (con acidità perfettamente calibrata) e nemmeno l’ombra di uno spigolo.
Una piacevolezza assoluta, un equilibrio perfetto, una precisione, una delicatezza, (Alfred Gratien parla di questa cuvée come di “un rosé potente, tenero e armonioso”) che conquistano per la loro naturalezza, per la classe naturale, per una bellezza che evoca lo charme di una donna di classe, naturalmente elegante senza aver bisogno di ricorrere ad alcun trucco, in grado di conquistarti con un semplice sguardo profondo e con il suono della sua voce.
Una cuvée de prestige dal prezzo importante, che sul sito Internet specializzato Vendita Champagne, che vi invito a visitare e che propone altri Champagne della gamma Alfred Gratien viene proposto a 75 euro. Una cifra non da poco, ma totalmente giustificata, grazie alla felicità, alla promessa di un enoico paradiso, “una certa idea del paradiso”, che regala ad ogni sorso…

2 commenti

Condividi

2 commenti

  1. Vittorio Vezzola

    gennaio 30, 2012 alle 11:49 am

    Riprendendo l’inizio del tuo articolo, per far partire gli eurobond bisogna mandarne un paio di bottiglie a Monti e confidare nel suo spirito di sacrificio. 🙂

  2. Pingback: Champagne Alfred Gratien Rosé | Champagne Blog

Lascia un commento

Connect with Facebook