Bloomberg scopre e celebra la Franciacorta

Anche una rivista come il Bloomberg Business Week, espressione del celebre sito di analisi economiche e finanziarie Bloomberg, scopre la Franciacorta.
In un articolo firmato dal giornalista ben noto e di lunga esperienza John Mariani, la Franciacorta e le sue bollicine vengono raccontate in maniera accurata ai lettori americani.
L’articolo esordisce invitando a non chiamare i vini di Franciacorta “spumante” come se si trattassi di bollicine dolci come l’Asti e non confonderli con lo Champagne anche se sono prodotti con la stessa “méthode champenoise”. E a non pretendere che abbiano una storia antica perché i franciacortini stessi sono orgogliosi di essere giovani e figli del boom anche se la zona ha una storia antica di produzione di vini che risale al medioevo. Ricostruita la moderna storia produttiva della Franciacorta dagli anni Sessanta, Mariani conia per la zona l’efficace definizione di “Silicon Valley of Italian wine”, ricordando l’arrivo della Docg nel 1995 e sottolineando che “From the beginning Franciacorta adopted the exacting French method of making Champagne, distancing itself from the large bulk processes used to make Italian spumante and prosecco”.
Ovvero che sin dall’inizio la Franciacorta ha scelto di usare la stessa tecnica dello Champagne, prendendo le distanze dai metodi di produzione in autoclave di spumante e Prosecco.
L’autore dell’articolo ha sottolineato poi un altro elemento importante, ovvero che i prezzi dei Franciacorta non hanno raggiunto livelli stellari e che Franciacorta Docg di eccellente qualità si possono trovare negli Stati Uniti e in Europa al di sotto di 25 dollari.
Quanto all’abbinamento a tavola, i Franciacorta si sposano perfettamente ai piatti ricchi di burro della Lombardia, come il risotto allo zafferano e l’ossobuco, oppure a prodotti tipici come Bresaola, Grana Padano e formaggi vari.
Circa un paragone con lo Champagne, l’articolista lo reputa difficile, perché il gusto individuale ha la sua importanza. Scrive l’autore: “So how do Franciacorta sparklers compare to Champagnes? That isn’t easy to answer, because individual taste in sparkling wines is a huge factor. I, for one, think that the pas dosage method in even the most expensive Champagnes and Franciacortas robs the wines of their fruit, leaving a bone dry taste that the producers would have you believe is “elegance.”
Some, especially the Brits, enjoy decades-old vintage Champagne that begins to show oxidation, which I consider a flaw. Others, including myself, like a little yeastiness in the nose and on the palate, a quality not easily detected in Franciacortas”.
E osservando che la tipologia del Pas Dosè o Dosage Zero tende a far passare in secondo piano la componente fruttata, e di apprezzare nei vini quella leggera vena di lieviti che non ha facilmente trovato nei Franciacorta, conclude osservando che “the Franciacortas I recently sampled certainly bested most other Italian sparklers and compared more than favorably with a wide range of Champagnes”, ovvero che i Franciacorta da lui degustati sono apparsi migliori di altri sparkling wines italiani e reggono agevolmente il confronto con una vasta gamma di Champagne.
L’articolo si chiude con una degustazione di alcuni Franciacorta, a proposito di uno dei quali, un Rosé, Mariani dice di trovarlo “a little like prosecco but drier and more refined”.
Il che non si capisce bene se sia un complimento o una critica…

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