Trentodoc Maso Nero Rosé 2005 Zeni

Denominazione: Trento Doc
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay, Pinot nero

Giudizio:
8


Ora che la manifestazione Perlage 2011 Territori Eccellenti si è svolta, nella consueta affascinante cornice di Madonna di Campiglio, ben organizzata da A.I.S. Trentino, posso confessare il mio imbarazzo e la mia grande difficoltà quando l’amico Mariano Francesconi, presidente A.I.S. nella terra del Concilio mi ha chiesto di condurre una degustazione di alcuni dei più interessanti metodo classico Rosé italiani.
Difficile condensare nel novero ristretto di 8-9 vini una selezione ragionata e non banale che rappresentasse la produzione delle bollicine di qualità, en rosé, in denominazioni diverse come Franciacorta Docg, TrentoDoc, Alta Langa Docg, Oltrepò Pavese Docg, oltre ad eventuali outsider senza peculiari denominazioni.
Quali vini selezionare per ogni denominazione? Difficilissimo sceglierne solo due (difatti ne ho scelti tre…) in Franciacorta e arduo selezionare i “campioni” più rappresentativi anche in Trentino.
Qui ho pensato di tagliare la testa al toro e di fare una scelta che ha fatto un po’ discutere, scegliendo un Rosé, il Dolomiti Brut di Pojer & Sandri, che non è un TrentoDoc e affidando al solo Perlé Rosé 2005 Ferrari il compito di rappresentare, e li ha rappresentati alla grande, la forza ed i colori del TrentoDoc.
E confesso che tra i TrentoDoc Rosé che potendo ampliare il numero dei vini in degustazione avrei volentieri inserito nella mia selezione c’era anche questo TrentoDoc Maso Nero Rosé vendemmia 2005, 40% Chardonnay e 60% Pinot Nero, sboccatura 2010, prodotto da una delle più simpatiche e vitali aziende trentine.
Quella che porta il nome del fondatore Roberto Zeni che le diede vita – leggete qui – nel lontano 1882, e che vede oggi un altro Roberto Zeni ed il fratello Andrea, aver dato vita a metà anni Settanta alla nuova storia dell’azienda, quando entrambi studenti presso la Scuola Enologica di S.Michele all’Adige, misero in bottiglia una piccola partita di Teroldego Rotaliano, circa mille bottiglie, presa in prestito dal padre Romano.
Oggi gli Zeni, affiancati da esponenti delle più giovani generazioni, lavorano circa venti ettari vitati per una produzione intorno alle centonovantamila bottiglie. Un terzo della superficie viticola è posta sul Campo Rotaliano. Due terzi della rimanente superficie è posta in collina.
Momento fondamentale nella storia dell’azienda fu, nel 1994, “la conversione del vigneto Maso Nero, “un’ antica residenza agricola posta sulla strada del vino delle colline avisane , finestra naturale sul vicino campo Rotaliano. Questi dolci pendii ricchi di storia , documentata da ritrovamenti romani sparsi sulle medesime colline, rievocano sapori e leggende di un tempo passato.
La posizione strategica del Maso Nero lo ha sempre portato ad essere al centro di un intenso scambio di vino che gli abitanti dello stesso hanno sempre prodotto con tanta passione e dedizione alla terra. Dalle testimonianze riportate, agli inizi dell’ottocento, correva voce, che nelle cantine sottostanti al caseggiato si nascondessero un covo di briganti che di certo non disdegnavano qualche bel bicchiere di vino accompagnato dalla selvaggina che si poteva cacciare nei boschi limitrofi.
Testimonianza di questa presenza è una particolarità della volta della cantina centrale. Essa è ricoperta di fuliggine, segno indelebile della presenza di un grosso caminetto utilizzato per cucinare i banchetti quotidiani oltre che fonte di calore. Proprio da queste vicende di storia lontana nasce il nome maso nero, in alcuni scritti anche Schwarzhoff”.
Il TrentoDoc di cui vi voglio parlare, del TrentoDoc Maso Nero riserva 2005 ho scritto invece, qui, su Vinix, vede protagoniste le uve, come ho detto 60% Pinot nero e 40% Chardonnay, da un vigneto condotto con allevamento a spalliera potata a Guyot, con sesti d’impianto pari a m 2.00 x 1.00, cinquemila vigne per ettaro, un capo a frutto per vigna con un carico totale di 6/8 gemme, provenienti da un altro vigneto, il Ronchi di Piazzole detto Spiazol altitudine 450 metri esposizione sud ovest, con una pendenza del territorio pari al 34% su una superficie totale di mq. 10135, con uve Chardonnay vendemmiate il primo settembre 2005 per mantenere integra l’acidità naturale e la sua carica intensa di frutta acerba, e le uve Pinot Nero del vigneto Spiazol raccolte al pieno della maturità polifenolica verso metà ottobre.
La tecnica di produzione di questo TrentoDoc Rosé prevede che dopo l’ammostatura e breve macerazione a cappello sommerso, il mosto inizia a fermentare ad una temperatura oscillante tra i 18 e 20 gradi e poi lentamente esegue la seconda fermentazione cioè la malolattica, atta a ridurre la acidità naturale.
In agosto 2006 il vino così ottenuto è stato imbottigliato assieme ad una pregiata cuvée di lieviti e zuccheri, per eseguire la rifermentazione in bottiglia ed ottenere la classica spuma. Il vino ha riposato per quarantadue mesi in bottiglia per maturare. In aprile 2010 è stata eseguita la sboccatura.
Come si legge sul sito Internet aziendale, “la volontà di un Trentodoc rosè è nata dalla consapevolezza della grande potenzialità che il vigneto Spiazol è in grado di esprime; un vigneto di Pinot Nero posto a circa 480 m. di altitudine in grado di mantenere le sue doti di acidità ma anche di sviluppare un tannino deciso; elementi molto interessanti che ci hanno sostenuto nell’elaborare questa bollicina in rosa”.
Per gli Zeni la sfida di un TrentoDoc Rosè “è di poter abbinare pietanze diverse come antipasti di salumi, zuppe di pesce, formaggi stagionati ma sicuramente interessante come un semplice aperitivo tra amici”.
E con questa “mission” e queste caratteristiche questo TrentoDoc Rosé 2005 mi è piaciuto molto, con il suo colore rosa antico cerasuolo scarico con leggera vena granatina, il naso molto compatto, ricco, complesso con una bella vena agrumata in evidenza e poi note di pan tostato, fiori secchi e piccoli frutti rossi in secondo piano, con una bella vena minerale e una certa incisività.
Bocca di buona consistenza e pienezza, ricco, continuo, persistente, con una vinosità spiccata e un finale cremoso che ricorda il cioccolato e grande piacevolezza di beva.

Azienda agricola Zeni
Via Stretta 2 – 38010 Grumo, San Michele a/A (TN)
tel. 0461 650456 fax 0461 650748
e-mail: info@zeni.tn.it
Sito Internet

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