Champagne Brut Rosé Rosé de Saignée Roger Coulon

Denominazione: Champagne
Metodo: classico
Uvaggio: Pinot Meunier, Pinot noir

Giudizio:
9


Che gran bella cosa bere sino all’ultima goccia, in due, apprezzandola sommamente con gioia con l’unico rammarico che si trattasse di una normale bottiglia e non di un magnum, una bella bottiglia di Champagne Rosé!
E che bella cosa per noi comunicatori poter riferire ai nostri lettori che per emulare la nostra felice esperienza raccontata via blog non dovranno svenarsi o accendere mutui, ma che dovranno spendere solo una trentina di euro!
Sono pertanto felice di poter aprire questo articolo con la good news che questo Champagne Rosé che sto per consigliarvi presenta un prezzo di listino (tutto poi dipende dal ricarico che faranno enotecari e rivenditori) intorno ai 25 euro, lo stesso fantastico rapporto prezzo-qualità che presentavano anche due Champagne della stessa piccola Maison di Vrigny nella Montagne de Reims di cui vi ho già scritto su Lemillebolleblog, la Cuvée Réserve de l’Hommée e il Brut Blanc de Noir 2003 di Roger Coulon, distribuito in Italia dalla Bellenda distribuzione di Umberto Cosmo.
Come ho già scritto quella dei Coulon è una “famille de vignerons, depuis 8 générations” una famiglia di vignaioli, di récoltants-manipulants da otto generazioni, di un’azienda animata da Eric Coulon, Président des Vignerons de Vrigny, e da Isabelle Coulon, impegnata nell’elaborazione dei vini, nelle visite in cantina, nelle degustazioni e nella commercializzazione.
Un domaine che produce solo novantamila bottiglie, che vengono vendute in Francia, Regno Unito, Germania, Belgio, Svizzera, Giappone, Stati Uniti e Italia. Dieci ettari di vigneto di proprietà ripartiti su 5 villaggi e su 70 parcelles (vigne dai nomi evocativi come “Les Gouttes d’Or”, “Les 4 Vents”, “Les Champs de Vallier”) classificate come Premier Cru, con un terroir che “bénéficie d’une situation privilégiée à mi-coteaux exposés au Sud-Est et sur un sous-sol composé de calcaire tendre et d’argile du sparnacien”.
Nei vigneti domina leggermente, con il 40% delle superfici il Pinot Meunier, mentre un 30% ognuno vanno a Chardonnay e Pinot nero, con un’età media delle vigne intorno ai 40 anni. Prodotto con la tecnica, delicata, del Rosé de saignée, ovvero viene insomma direttamente dal Pinot noir e Pinot Meunier macerati, da cui vien fatto salasso. Viene da vino rosso, insomma “ les rosés de saignée: vinification en rouge de raisins rouges.  Après une macération courte de 24 à 48 heures, on “saigne” la cuve, donc on extrait une partie du moût et on la transfère dans une cuve voisine où elle va fermenter, ce qui permet l’obtention de rosés relativement foncés, en fonction bien sûr du temps de cuvaison”,  é una cuvée tra un 80% di Pinot Meunier e 20% di Pinot Noir, provenienti dalle Montagne de Reims, su terreni argillo-calcarei, e presenta un’acidità totale di 4 grammi litro e 7 grammi di zuccheri residui.
Grande Champagne Rosé questo di Roger Coulon, colore cerasuolo intenso leggermente granato più che buccia di cipolla o salmone di bellissima intensità e brillantezza, perlage finissimo, sottile che procede nel bicchiere con andamento “a nuvole”.
Naso intensamente vinoso sin dal primo impatto, che evoca il melograno e la frutta secca, noci brasiliane soprattutto, che prevale inizialmente sui piccoli frutti di bosco rossi, e poi in sviluppo note di agrumi, mandarino soprattutto, pesca bianca, cioccolato bianco, mango essiccato, a costituire un insieme aperto, fragrante, di grande appeal ed eleganza, molto aperto, intrigante.

La bocca non conferma quanto annunciato a naso, e appare inizialmente molto più secca, decisa, rigorosa, minerale, con agrumi freschi a dominare anche se poi sviluppa una nitida, succosa, nota di lampone e ribes, una grandissima piacevolezza, un grande sale ed un bellissimo equilibrio e una freschezza notevole che invoglia al bere.
Ottimo come aperitivo e da tutto pasto, la Bellenda distribuzione ne consiglia l’abbinamento a pesce crudo, crostacei, sushi e fritture di mare; prosciutto crudo di Parma e di San Daniele, mortadella tagliata a cubetti, Parmigiano Reggiano; primi piatti a base di pasta dai sapori decisi (alla norma, aglio olio e peperoncino, amatriciana, ecc); frittate; carni bianche arrosto (perfetto con il cappone).
Per me magnifico comunque lo si beva, intrigante, vivo, succoso, pieno di energia e di vita, tale da suscitare scoppiettante joie de vivre. Naturalmente in due…

1 commento

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Un commento

  1. Cinzia Canzian

    gennaio 10, 2012 alle 10:38 am

    Concordo, gran bella bottiglia!

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