Franciacorta Brut Satèn 2007 Fratelli Berlucchi

Denominazione: Franciacorta Docg
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay, Pinot bianco

Giudizio:
8


Non sono notoriamente un grandissimo fan di quella tipologia che gode di particolare successo (così pare) in Franciacorta che corrisponde al nome (indubbiamente bello) di Satèn.
Ognuno, mi pare, concepisce il Satèn a modo suo, qualcuno molto rotondo e piacione e quasi (orrore!) proseccheggiante, altri come la cuvée più importante aziendale, con massiccio ricorso all’affinamento in legno, altri come dei vini dello stile cangiante a seconda dei momenti e delle mode.
Insomma, pur con tutta la simpatia possibile (che qualcuno obietterà che è molta) per la Franciacorta, mi sembra che il conseguimento di uno “stile” abbastanza lineare e riconoscibile (soprattutto da parte del consumatore) di Franciacorta Satèn sia ancora lontano.
Ovvio quindi che su Lemillebolleblog il Satèn non sia la tipologia più presente, però quando mi imbatto in un Satèn che mi convince sono ancora più contento di scriverne.
E’ questo il caso, (e ultimamente sto molto scrivendo di questa che è una delle aziende storiche franciacortine, la Fratelli Berlucchileggete qui e poi ancora qui su Vinix.com ) di cui ho apprezzato il Satèn millesimato 2007 (70% Chardonnay e 30% di Pinot bianco), oltre 30 mesi sui lieviti e un residuo di zuccheri per litro variante dai nove agli undici grammi.
Nella bella descrizione di questo Satèn fornita sul sito Internet/blog del progetto cultural-emozionale Portate il cuore, voluto dall’attivissima e super dinamica amministratrice delegata dell’azienda, la simpatica Pia Donata Berlucchi, racconta così la dinamica e la filosofia di questo Brut Satèn: “La storia del Franciacorta Satèn comincia da un sapiente dosaggio dello zucchero ad inizio lavorazione, sei mesi circa dopo la vendemmia, durante il cosidetto” tirage” come lo chiamano in Francia, “il tiraggio” in Franciacorta, di circa 11 grammi/zucchero per ogni litro di giovane vino bianco vendemmiato pochi mesi prima e chiamato ”vino atto a divenire Franciacorta”: le bollicine che ne scaturiranno in maniera assolutamente naturale, fra l’alcol del vino, il lievito e lo zucchero, saranno piccolissime come ”perle”, misurate, fitte e persistenti, mai prorompenti come quelle degli altri Franciacorta.
L’anidride carbonica sarà compresa fra le 3,5 e le 4,5 atmosfere: la lunga permanenza sui lieviti, minimo 30 mesi, per definirlo poi “millesimato”, ne completeranno il raffinato, unico e splendido risultato. Dall’aperitivo al dessert, mai con cibi aspri, sempre con gusti ricchi e complessi, avvolgenti e morbidi, salati sì, ma addirittura anche con dessert di mandorle e cioccolato!”.
E poi, chiamando in causa addirittura il tango, parla del Satèn e della sua “seducente sensualità arriva alle nostre orecchie…con quale musica? Quella del tango, naturalmente, splendida danza dalle caratteristiche simili, dai risvolti appassionati, come poteva essere diverso?
Così la nostra azienda presenta il suo Franciacorta Satèn millesimato fra danza, note musicali, sete fruscianti e fiori rossi all’orecchio, in un mix di emozioni e seduzioni. Franciacorta Satèn, sempre e solo millesimato, segreta seduzione di un bianco da bianchi, dall’aperitivo al dessert.
Un tango ci emoziona con il suono setoso e sensuale del bandoneon, mentre il fruscio del Satèn ci ammalia, accompagnando i cibi più vari: il cuore resta sospeso fra la seduzione del tango ed il morbido fascino delle bollicine… il Saten “bianco da bianchi” con bassa pressione di sole 4 atmosfere. Il profumo dello Chardonnay e la sapidità del Pinot Bianco senza la corposità del Pinot nero: “bianco da bianchi”, bollicine gentili in una seduzione elegante e sensuale, segreta e sfacciata nello stesso tempo”.
Prodotto in circa 25 mila esemplari e in vendita in enoteca tra i 20 ed i 25 euro, alla mia degustazione il Franciacorta Brut Satèn 2007 Fratelli Berlucchi mi è apparso così: colore paglierino oro di media intensità, perlage sottile e continuo, naso più largo, cremoso, maturo e fruttato degli altri vini della gamma, con una nota di mela, agrumi e fiori bianchi, con maggiore dolcezza espressiva, ma con la consueta nitida di frutta secca, mandorla soprattutto, tipica dei Franciacorta della casa, molto sapido e minerale.
Bocca giustamente morbida e setosa come prevede la tipologia, largo, pieno, ben strutturato si allarga bene sul palato, con acidità più contenuta e bilanciata, buona lunghezza e persistenza, con una componente vinosa più accentuata e meno “spigoloso” degli altri Franciacorta Fratelli Berlucchi, e una bella chiusura che richiama gli agrumi ma anche una buona presenza di frutto.
Da servire come aperitivo e su preparazioni a base di pesce.

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Attenzione!

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