Champagne Blanc de Blancs Grand Cru – Extra Brut s.a. Agrapart

Denominazione: Champagne
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay

Giudizio:
9


L’ho sempre pensato e ne sono profondamente convinto che la forza della Champagne, oltre che nel grande impatto, mediatico e commerciale, delle Grandi Maison, che oltre a comprendere larga parte in termini quantitativi della produzione, riescono a veicolare un messaggio fortissimo, facile da recepire da larga parte dei consumatori di tutto il mondo, sta nella capacità di ragionare e operare diversamente, pur sempre in una coerente logica champenoise, proposta da quel tessuto vastissimo di piccole e medie aziende che formano l’universo, il tessuto connettivo dei Récoltant Manipulant (R.M.).
Pur con tutto il rispetto, doveroso, per le cuvées, anche le più importanti e ambiziose delle Maison, sono gli Champagne artigianali di queste che da noi chiameremmo piccole aziende agricole, a dare la misura intera di come solo in Champagne e nient’altro che in Champagne si possano produrre grandi vini con le bollicine che da qualsiasi altra parte del mondo é letteralmente impossibile emulare.
Perché sono unici e inimitabili, figli di terroir che altrove non esistono, di climi estremi, ma anche di una storia e di un savoir faire unici.
Riflettevo su queste solari evidenze, qualche tempo fa, degustando con grande piacere, ospite di quel gran signore del vino che Pietro Pellegrini, alias Pellegrini Spa, specializzata nella distribuzione e commercializzazione di vini e distillati di alta qualità, quel piccolo capolavoro di artigianato enoico champenois che è lo Champagne Blanc de Blancs Grand Cru – Extra Brut s.a. realizzato (mi viene meglio definirlo così che prodotto) da una piccola azienda agricola di dieci ettari, da un récoltant Manipulant, di Avize nel cuore della Côte des Blancs, Agrapart, fondata nel 1894 da da Arthur Agrapart bisnonno degli attuali proprietari Pascal e Fabrice.
Il Récoltant Manipulant gestisce e controlla ogni momento, dalla maturazione delle sue uve all’evoluzione del suo vino, e Agrapart ha la fortuna di avere i propri vigneti, 62 appezzamenti (alcuni con più di 60 anni, con età media di circa 35 anni),  in villaggi quali Oger, Cramant, Oiry e Avize (tutti Grand Crus della Côte des Blancs).
Il suolo gessoso, specifico della Côte des Blancs, crea le condizioni ideali per l’uva Chardonnay e apporta al vino freschezza ed eleganza. Nella coltura dei vigneti Agrapart prevede da sempre l’aratura “per mantenere una vita microbiologica costante che permette alle radici di assorbire in profondità gli elementi minerali che conferiscono ai vini l’autenticità dei territori da cui provengono.
I trattamenti alle piante, omeopatici, sono assicurati dalle cure in funzione della presenza parassitaria. Il concime è organico e adattato in base alle analisi del suolo (terriccio e letame).
Nelle fasi vendemmiali, come si legge nelle dettagliate note tecniche presenti sul sito della Pietro Pellegrini, “il trasporto delle uve è rapido allo scopo di torchiarle prima possibile, in cassette bucate, lavate sistematicamente dopo ogni utilizzo. La torchiatura, lenta e selettiva in modo da separare le qualità dei succhi d’uva, avviene con torchio tradizionale Coquard 4000 kg.
La sfecciatura è statica, senza enzimi, vengono impiegati solo i lieviti indigeni delle uve ed in fase di vinificazione “i vini più importanti maturano in botti di legno di rovere (capacità di circa 600 lt.), non si ricerca il gusto legnoso ma l’ossidoriduzione (l’ossigeno non è un nemico del vino). In vasche di acciaio i vini più morbidi.
La fermentazione malolattica è procurata per apportare più stabilità, equilibrio ed evoluzione al vino. I vini sono mantenuti sulle loro fecce prima di essere assaggiati per l’assemblaggio del tipo di cuvée. La stabilizzazione tartarica avviene in modo naturale durante l’inverno. L’imbottigliamento avviene con la piena luna di maggio, senza collaggio o filtrazione.
Le cuvées di assemblaggio d’annate sono commercializzate non prima di 4 anni dalla vendemmia, i millesimati non prima di 6. Il liquore del dosaggio è composto dal vino dell’annata e zucchero di canna”.
Venendo allo Champagne che ho degustato, il Terroirs Blanc de Blancs Grand Cru – Extra Brut s.a. si tratta di uno Champagne totalmente a base di Chardonnay, di una cuvée multi-millesimo composta per metà da uve dell’annata 2006 (25% maturato in botti di rovere) e metà da uve dell’annata 2007, assemblaggio di tête de cuvée di uve provenienti da vigneti in Avize, Oger, Cramant e Oiry.
Fermentazione malolattica completa, permanenza sui lieviti di quattro anni, dosaggio dello zucchero limitato a cinque grammi litro e solforosa contenuta a 50 mg litro. Il campione che ho degustato era stato dégorgiato ad inizio 2011. La degustazione mi ha proposto uno Champagne realizzato da un vigneron che giustamente si può definire “à l’écoute de la Nature”.
Colore paglierino oro splendente, di straordinaria luminosità e brillantezza, perlage sottile e continuo, propone un naso compatto, fitto, denso, molto cremoso che esprime in evoluzione nitide note di frutta secca (mandorle soprattutto) nocciola, fieno, fiori secchi, agrumi, ed in evoluzione una magnifica crosta di pane croccante e leggermente tostata, a costituire un insieme di grande intensità e rigore.
Bocca larga, piena, di grande ampiezza e notevole vinosità, gusto vivo, nervoso, molto salato, di magnifica consistenza,  con equilibrio perfetto di tutte le componenti, una grande energia (da vino ancora giovane che deve ancora esprimersi in toto e ha grandi potenzialità) e un’indubbia piacevolezza, una freschezza e un nerbo preciso, con acidità presente ma perfettamente bilanciata, che facilitano e rendono gustosa la beva.
Sia che si proponga questo Champagne Blanc de Blancs Grand Cru – Extra Brut come aperitivo, sia che lo si porti a tavola abbinandolo ad antipasti freddi e soprattutto preparazioni a base di pesce, con prevalenza di crostacei e molluschi.
Questa la magia ed il savoir faire di un Récoltant Manipulant!

Champagne Agrapart
http://www.champagne-agrapart.com/

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