Champagne Blanc de Blanc Réserve Privée Grand Cru Bruno Paillard

Denominazione: Champagne
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay

Giudizio:
9


E’ un po’ di tempo, eccezion fatta per la celebrazione della perfezione fatta Champagne che ho proposto a fine ottobre parlando del leggendario Nec Plus Ultra 1996, che non mi occupo di una delle mie predilette Maison de Champagne, quella Maison Bruno Paillard creata dall’omonimo proprietario, classe 1953 e nativo di Reims, nel 1981, proseguendo un’attività familiare di courtier avviata nel 1975.
Maison non di grandissime dimensioni la Bruno Paillard, importata in Italia da Cuzziol (leggete la scheda aziendale qui) visto che produce ogni anno circa 500.000 bottiglie, 75% delle quali esportate in 30 Paesi, ma uno stile ed un modo di fare che mi convince senza se e senza ma ad ogni bottiglia che degusto/bevo e che trovo sia perfettamente condensata nella parola d’ordine aziendale, risquer l’émerveillement ovvero rischiare la meraviglia, lo sbalordimento, viste le sensazioni che i suoi Champagne provocano. Sensazioni che ho già espresso scrivendo del Rosé Première Cuvée e del Brut Première Cuvée.
Colmo la lacuna di qualche mese lasciato passare senza aver parlato degli Champagne di questa casa che vede da qualche anno il patron affiancato dalla affascinante figlia Alice, che parla e scrive (e lo ha dimostrato intervenendo su questo blog) un delizioso italiano, proponendovi ora un altro degli Champagne multi millésimés, quindi vini non millesimati, ma frutto di una calibrata cuvée di più annate, uno Champagne elaborato esclusivamente con uve Chardonnay, proveniente dalla rinomata “Côte des Blancs” (85 %), da vigneti classificati 100% situati ad Oger, Le Mesnil sur Oger, Chouilly, che viene proposto come Blanc de Blanc Réserve Privée Grand Cru.
Un vino che nella sua scheda tecnica evoca, a causa della sua spuma particolarmente cremosa e fine, l’immagine di trine e merletti, a causa di una precisa scelta di vinificazione un tempo riservata allo champagne crémant : “durante il travaso che precede la seconda fermentazione (in bottiglia) e l’invecchiamento, vengono aggiunti meno zuccheri e fermenti di quanto non si faccia con uno champagne normale.
Si ottiene quindi un po’ meno spuma (3,5 atmosfere di pressione rispetto alle normali 5-6)”. Una scelta tecnica particolarmente adatta allo Chardonnay. Come dosaggio la Maison si è orientata su un dosaggio basso limitato a 6-7 grammi di zucchero residuo per litro, che rende questo Blanc de Blanc particolarmente indicato come aperitivo e in abbinamento a piatti di pesce e a tutto pasto, soprattutto se i piatti sono delicati.
Molto interessante quello che scrive la Maison Paillard a proposito di questo Champagne, ovvero che “come tutti i vini molto fini è anche molto fragile e deve essere conservato con molta cura e servito dopo averlo rinfrescato ponendolo in un secchiello con ghiaccio” e non in frigorifero.
Ma come è apparso questo Champagne a me e alla cara persona (assolutamente competente) che anche in questo caso ha degustato in mia compagnia e intrecciato e completato le mie impressioni di degustazione con le sue in una sorta di bubbles (più che brain) storming molto stimolante?
Uno Champagne (data di dégorgement luglio 2010) di grande livello e finezza, colore paglierino di media intensità oro pallido, con tenui riflessi verdognoli e grande vivacità e brillantezza nel bicchiere, perlage molto sottile, fine, di bella continuità con bolle molto piccole e dinamiche nel bicchiere, naso elegantissimo, cremoso, di assoluta freschezza e complessità, con fiori bianchi e l’intera gamma degli agrumi a dominare, cioccolato bianco, nocciola, pietra focaia, accenni di lieviti e crosta di pane, a costituire un insieme entusiasmante per la delicatezza, la precisione con cui ogni elemento, ogni suggestione aromatica può essere percepita.
La sensazione di delicatezza continua in bocca, sin dal primo attacco, che è vivo e fresco, ma diventa subito suadente, avvolgente, cremoso, tale da accarezzare il palato come una carezza, un vero merletto di grande charme, morbido, setoso, eppure vivacissimo e fresco, soprattutto nel finale, molto lungo e persistente, ricco di sale ed intensamente minerale.
Uno Champagne dalla piacevolezza e dalla beva assoluta perfetto per i palati più esigenti che amano essere come “coccolati” dalla morbidezza cremosa e avvolgente di un vino di grande classe.

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