Brut Blanc de Noir Dosage Zero Dorigo Montsclapade

Denominazione: Altre Bollicine
Metodo: classico
Uvaggio: Pinot nero

Giudizio:
7


C’è anche il Friuli (Venezia Giulia) da considerare, anche se non dispone di una propria denominazione che accolga e qualifichi in maniera chiara ed inconfondibile queste bollicine, nel discorso sul metodo classico italiano.
Si tratta di una piccola produzione, appannaggio di aziende agricole alcune delle quali hanno pensato bene (si fa per dire) di trovare accoglienza sotto il cappello confuso dell’Istituto Talento, ma di una qualità tale, nelle migliori espressioni, da giustificare che Lemillebolleblog le segnali ai propri affezionati lettori in questo momento cruciale (per la vendita soprattutto) che è il mese di dicembre.
Il metodo classico di cui voglio parlarvi oggi, facendo finta di non aver letto una valutazione diciamo così “superficiale” presente sul sito Internet aziendale, secondo la quale i vini prodotti “li chiamiamo spumanti, ma sono degli champagne a tutti gli effetti. Il sistema di fermentazione, la presa di spuma con il metodo Champenoise ed anni di affinamento sur lie prima di proporli sul mercato, per creare degli spumanti davvero speciali”, è proposto da un’azienda agricola di Buttrio (provincia di Udine) che ha un ruolo di primo piano nella storia del vino friulano degli ultimi 30-40 anni.
Parlo dell’azienda agricola Dorigo Montsclapade creata nel 1966 da Girolamo Dorigo (commercialista con interessi nell’ambito di lottizzazioni immobiliari) “con l’acquisto di due vigneti, il Ronc di Juri a Buttrio ed il Montsclapade a Premariacco. Questi nomi sono antichi toponimi geografici, che stanno per “Vigna degli Juri”, dal nome della famiglia che per generazioni ha coltivato queste terre prima di noi, e “Monte spaccato”, a causa della strada che taglia in due la collina più alta”.
Dorigo fu tra i primi ad introdurre in Friuli un concetto nuovo di viticoltura, con ristrutturazioni delle vigne che portarono all’introduzione “in Friuli di un tipo di viticoltura allora inesistente: il Guyot ad altissima densità (10.000 viti su un ettaro di terreno) lavorato con trattori scavallatori di ispirazione francese”.
I risultati si tradussero in vini, Montsclapade, Mont di Juri, Pignolo, Chardonnay, Tazzelenghe, che per gli appassionati dei vini complessi e “dialettici” come amava definirli Veronelli, costituiscono ancora dei classici, vini prodotti da Girolamo Dorigo cui progressivamente si era affiancato il figlio Alessio, enologo consulente anche di svariate altre realtà friulane e coinvolto nell’azienda con la sorella Alessandra.
I vigneti aziendali oggi si trovano nei comuni di Buttrio e Premariacco, nel cuore della zona DOC Colli Orientali del Friuli, vigneti posti su suolo marnoso caratteristico del Friuli, caratterizzato da scarse riserve nutrizionali e poca capacità di trattenere acqua.
Quello del metodo classico per Girolamo Dorio, grande appassionato della Champagne (nonché della Borgogna) è stato un antico sogno, che è riuscito a realizzare, oltre vent’anni fa, lavorando sulle uve canoniche champenoise, Chardonnay e Pinot nero, e ancora oggi che è Alessio Dorigo a condurre la danza in azienda, con una particolare attenzione alle modalità di produzione sostenibili, per “rispetto per il prossimo ed il proprio ambiente”, le bollicine metodo classico hanno un posto di rilievo nella produzione aziendale.
Due i metodo classico prodotti, un Brut Cuvée (da Chardonnay e Pinot nero fermentati in barrique) e un ancor più ambizioso e difficile Blanc de Noir Dosage zero, che è tornato in produzione dopo una lunga assenza e che il produttore nella scheda tecnica del vino definisce “Estremo, secco, rigoroso, non addolcito, non dosato”.
Un vino con il quale si voleva “cogliere l’essenza delle bollicine nella sua forma più pura: da qui la scelta di usare Pinot Nero vinificato in bianco al 100% e di affinarlo sui lieviti in bottiglia per 60 mesi”.
Pinot nero ottenuto da un vigneto collinare (200 metri di altezza) con sesto d’impianto è 0,8 per 1,3 con una densità d’impianto di 9.600 piante per ettaro allevate a Guyot e resa contenuta in 0,8 Kg di uva per pianta, la cui tecnica di produzione prevede pigiatura è estremamente soffice; viene utilizzato solo il mosto fiore. La fermentazione del vino di base avviene in barriques di secondo passaggio, la malolattica è svolta completamente. Il vino rimane sulle fecce fino al tirage con una permanenza sui lieviti di cinque anni”.
Vino impegnativo non da aperitivo ma dalla sicura destinazione gastronomica per il quale Dorigo propone l’abbinamento ad ostriche o pesce crudo, mentre a mio avviso e della persona che ha degustato insieme a me troverebbe un ideale e singolare abbinamento a weißwurst (o salsiccia bianca) “la più nota specialità gastronomica della cucina bavarese e soprattutto di Monaco di Baviera”. Oltre che a piatti elaborati a base di preparazione di pesce impegnative.
Nella versione che ho degustato e che dichiarava in retroetichetta la sboccatura risalente al giugno 2011, il Brut Blanc de Noir Dosage Zero Dorigo Montsclapade mi ha colpito oltre che per un perlage spettacolare per intensità, vivacità, finezza per il suo colore paglierino acceso oro con leggere sfumature verdoline e grande brillantezza.
Molto particolare, inizialmente molto strano e tale da evocare addirittura il mallo di noce, il naso, molto fitto, ricco, di ampia struttura e asciuttezza, giocato su note di frutta esotica, albicocca secca e non privo di toni ossidativi seppure sotto controllo e non spiacevoli. Una certa carenza, dovuta forse all’estrattività del vino, alla sua concentrazione, di eleganza o di fragranza aromatica.
La bocca confermava l’impianto del vino, giocato più sulla potenza, la vinosità, la materia, che sulla finezza e sulla morbidezza al palato, con una grande materia ricca, una spalla salda, una struttura notevole, e un’ampiezza, una larghezza al palato che prevale sulla profondità e la verticalità, con grande energia indubbiamente ma con un nerbo acido non sufficiente, a mio avviso, a bilanciare e rilanciare la grande materia e a rendere il vino, lo ripeto, bisognoso di essere portato e valutato a tavola, perfettamente equilibrato e appealing.
Ma se amate i metodo classico di grande impatto, concentrati, tali da darvi la sensazione di gustare un vino con le bollicine che una bollicina metodo classico tout court, questo Blanc de Noir Dosage zero, fa sicuramente per voi.

Az. Agr. Girolamo Dorigo
Via del Pozzo, 5 – 33042 Buttrio – UD
tel (+39) 0432 674268 – fax (+39) 0432 673373
e-mail: info@montsclapade.com
Sito Internet www.montsclapade.com

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