Lettera aperta ad Enrico Zanoni neo Presidente dell’Istituto TrentoDoc

Voglio spendere ancora due parole sulla notizia dell’elezione del dottor Enrico Zanoni, cremonese, 51 anni, direttore generale di Cavit, a nuovo Presidente dell’Istituto TrentoDoc, avvenuta al termine di un’assemblea sui cui aspetti paradossali mi sono già espresso qui e sul combattivo blog Trentino wine blog.
Ho già detto e confermo la mia convinzione che considero la scelta del direttore di Cavit una notizia non positiva, che avrei nettamente preferito che come presidente del TrentoDoc si fosse scelta persona (e non entro nel merito della persona Enrico Zanoni e delle sue capacità manageriali che sono sicuramente notevoli altrimenti non sarebbe al vertice di Cavit) espressione di altre realtà produttive e di altri rapporti di forza, ma non posso che fare oggi due cose che ho trascurato di fare ieri sera.
In primo luogo augurare comunque, visto che questo è un blog che si occupa di bollicine, che si è occupato molto di TrentoDoc e ha intenzione di continuare a farlo, buon lavoro al nuovo Presidente dell’Istituto e a tutti i membri del Consiglio di amministrazione, tra cui siedono persone, come Lucia Letrari ad esempio, di cui ho grandissima stima e considerazione.
E che sono certo non staranno lì a scaldare la sedia e cercheranno di portare e far pesare nelle decisioni anche le voci dei piccoli, evitando di accettare senza battere ciglio tutte le decisioni, per timore di disturbare i manovratori e apparire antipatici alla potente cooperazione.
Fatti gli auguri di rito voglio anche avere l’ardire di suggerire un paio di cose al nuovo Presidente.
In primo luogo di ricordarsi e di fare notare ai propri collaboratori che la comunicazione è importante, che viviamo nell’era della comunicazione, anche via Web, e che magari un sito Internet del TrentoDoc che a metà giornata del 13 dicembre non dà ancora la notizia delle elezioni di ieri, del nuovo Presidente e del nuovo Consiglio non fa proprio una bella figura.
In secondo luogo che sarebbe opportuno che sempre il sito Internet del TrentoDoc inaugurasse una nuova stagione di trasparenza, dando quei numeri su ettari vitati, bottiglie prodotte, statistiche e cose varie che altrove, e non solo sui siti della Champagne e del Cava, ma per restare in Italia della Franciacorta vengono normalmente dati.
Una volontà di trasparenza e comunicazione che potrebbe anche prevedere forme di dialogo e di comunicazione e di ascolto con chi, ad esempio il sottoscritto ed i misteriosi autori di Trentino Wine Blog, non hanno accolto con urla di giubilo la sua elezione e mostrano riserve non tanto sulla persona ma sul fatto che ancora una volta nel mondo del vino trentino non siano i piccoli e medi produttori, i piccoli vignaioli uniti (ma sono davvero uniti?) ad avere la meglio, a far pesare il loro voto e la loro voce, ma la solite cantine cooperative.
Chi scrive, autore di un articolo su Champagne e metodo classico italiani che apparirà sul numero di gennaio (in edicola dal 16 dicembre) del mensile La Cucina del Corriere della Sera e conduttore di questo blog, nonché giornalista, non sconosciuto, con quasi 30 anni di attività nel mondo del vino, non ha nulla in contrario, anzi, ad incontrare, per un’intervista, nei modi e tempi che Zanoni riterrà opportuni, il novello presidente del TrentoDoc.
Cose interessanti da chiedergli, chiarimenti (ad esempio sul fatto che membri del Consiglio siano anche tra i principali fautori della strana operazione Talento, sui prezzi di (s)vendita di svariati TrentoDoc e non solo sotto Natale, su ipotesi di revisione del disciplinare del TrentoDoc, su rapporto tra vigneti di pianura e vigneti di collina nell’ambito della denominazione), non mancano.
E potermi contattare, a questo o a quest’altro indirizzo e-mail non sarà difficile né tantomeno procurarsi il mio numero di cellulare. Basta volere…

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