Derbusco Cives: in Franciacorta è nata una stella

Denominazione: Franciacorta Docg
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay

Giudizio:
9

Denominazione: Franciacorta Docg
Metodo: classico
Uvaggio: Pinot nero

Giudizio:
9


I più attenti lettori di questo blog si saranno chiesti per quale motivo in due distinte degustazioni che ho avuto il piacere di condurre per AIS nel giro di due settimane, quella del 24 novembre al Club Nautico di Viareggio e quella del 3 dicembre, riservata ai Rosé, a Madonna di Campiglio, io abbia scelto di inserire in degustazione, accanto a Franciacorta noti e affermati come quelli di Cà del Bosco, Bellavista e Il Mosnel, o di aziende più piccole ma dotate di una certa storia come Enrico Gatti o Faccoli, un nome poco noto ai più come Derbusco Cives.
E si saranno anche chiesti, andando a visitare il sito Internet di questa azienda, dove spiccano le bottiglie di foggia molto ricercata e particolare opera (come le etichette e tutto il packaging) di quel mago che corrisponde al nome di Giacomo Bersanetti, se dietro a questa presentazione flamboyant (in inglese i vini vengono definiti Superlative Classic Brut of Franciacorta) che balza decisamente all’occhio e fa la differenza, se il sottoscritto si fosse improvvisamente convertito alla filosofia dominante che privilegia l’apparire sull’essere, il modo di presentarsi sulla sostanza.
Nulla di più sbagliato. Se ho inserito due diversi Franciacorta, il Brut Doppio Erre a Viareggio ed il Rosé in Trentino, di questa azienda dal nome latino, che non significa altro che “Cittadini di Erbusco”, che ha sede ad Erbusco e conta su 12 ettari vitati tutti dislocati in questo borgo che i responsabili dell’azienda definiscono l’Epernay della Franciacorta, la “capitale morale, l’epicentro della regione”, ed il villaggio dove, con buona pace degli altri villaggi franciacortini, si troverebbero i vigneti valutati 100%, i cosiddetti “vigneti cinque stelle”, è perché sono assolutamente convinto di trovarmi di fronte ad una della realtà produttive più significative di tutta la zona.

Ad un’azienda che definire emergente è riduttivo, dato che è emersa e promette di continuare a fare ancora meglio, con una produzione che ha superato le cinquantamila bottiglie ben stoccate nella nuova e attrezzatissima cantina posta proprio all’inizio di Erbusco provenendo da Adro, (cantina di cui deve essere ancora completata la parte spettacolare e di accoglienza, ma che è già tecnicamente funzionante da tempo), e che è riuscita a conquistare in breve tempo uno stile peculiare, una personalità spiccata e indiscutibile.
E l’interesse di un pubblico che, forse attratto dalla bottiglia speciale che non si può non notare, ma soprattutto convinto, come me, dalla qualità dei vini, sta dimostrando grande interesse, nonostante i vini (distribuiti in tutta Italia da Cuzziol) siano proposti a prezzi un po’ al di sopra della media.
Ma chi e cosa c’è dietro a Derbusco Cives? C’è la passione di un gruppo di soci fondatori, che provengono da diverse esperienze, voglio citare solo Luigi Dotti del Ristorante Il Priore di Calino Cazzago S. Martino, nonché Giuseppe Vezzoli, enologo e già produttore di ottimi Franciacorta nella sua azienda agricola, ovviamente ad Erbusco, che ha avuto la pazza idea di dare avvio e delineare, quando ancora la crisi aveva da venire, un progetto ambizioso e importante, con la precisa volontà di non produrre solo gli ennesimi Franciacorta, ma dei vini con le bollicine che facessero la differenza.
Questo attraverso una meticolosa scelta dei vigneti, pigiature soffici e utilizzo di mosto fiore, selezione rigorosa delle partite e lungo affinamento, mai inferiore ai 30 mesi, sui lieviti. Curando insomma ogni dettaglio in maniera quasi maniacale. Con risultati che soprattutto dal punto di vista della beva, della personalità, della complessità io giudico spettacolari.

Franciacorta Brut Doppio Erre Di
Larga parte della produzione è appannaggio di quello che mi riesce difficile definire il Franciacorta “base”, il Franciacorta DOCG Brut Doppio Erre Di, una sigla che vuole significare che ci si trova di fronte ad un vino, Chardonnay 100%, 30 mesi sui lieviti, dalla sboccatura tardiva e che le bottiglie vengono consegnate dégorgiate da poco per garantire la massima freschezza, Franciacorta dal perlage finissimo, spumeggiante, spettacolare, colore paglierino oro squillante, dal naso molto compatto, ricco, cremoso di grande impatto eppure finissimo, con frutta ben matura in evidenza (pesca, ananas, mela) e poi agrumi e fiori bianchi e una nitida crosta di pane.
Bocca molto ampia, larga, consistente, di grande sostanza, con una bella materia succosa, acidità che spinge e grande freschezza e nerbo, da Franciacorta ricco di sale e carattere. Valutazione quattro stelle.
Franciacorta Brut millesimato
Si cresce ancora di più con il Franciacorta Brut millesimato (io ho degustato l’annata 2005, con sboccatura settembre 2010 e ora è da poco in commercio il millesimo 2006) sempre Chardonnay in purezza, con una parte importante del vino affinato in legno e una permanenza sui lieviti che sale a 44-46 mesi, anche in questo caso dotato di un finissimo perlage, di un colore paglierino oro intenso che conquista, bouquet molto pieno, composito, decisamente strutturato e importante, una componente fruttata ben pronunciata, con maturità di frutto, anche note di albicocca e dattero, nitida vena agrumata, note di crema pasticcera, burro, fiori secchi e fieno di montagna.
E poi subito un attacco di grande impegno e sostanza in bocca, molto largo, pieno, intensamente vinoso e consistente, di grande densità e larga tessitura, vino che gioca su due dimensioni, ampiezza e profondità, con una persistenza lunga e viva e una freschezza che conquista. Valutazione quattro stelle – quattro stelle e mezzo
Tocca quindi a quelli che considero i due gioielli di Derbusco Cives, l’Extra Brut (sboccatura novembre 2010) ed il Rosé.
Franciacorta Extra Brut
Il primo, tanto per cambiare Chardonnay 100%, con una parte consistente affinata in legno, ed una permanenza sui lieviti che sfiora i quattro anni, perlage finissimo (caratteristica di tutti i Franciacorta di Derbusco Cives) squillante colore paglierino oro e un naso che affascina per la sua splendida definizione, per la sua spiccata mineralità che evoca la pietra focaia, per le sue note di agrumi, cedro e pompelmo in particolare, in evidenza, e poi di miele, fieno, fiori secchi, sfumature leggermente speziate, di pan d’épices, a comporre un insieme ricco, importante, deciso, ma freschissimo e di eleganza fuori dal comune.
La bocca è larga, piena, ma molto severa, rigorosa, austera e di gran nerbo, ben secca, ricca di energia, sapida e dal nerbo preciso e vigoroso, e regala un gusto di grandissimo equilibrio e sostanza e di persistenza lunga, dalla beva contagiosa. Valutazione quattro stelle e mezzo
Franciacorta Rosé
Infine il Rosé (sboccatura marzo 2011), inutile a dirlo Pinot nero 100% (come tutti i migliori Rosé franciacortini), 44 mesi di permanenza sui lieviti e una parte del vino affinata in legno, che potrà anche spiazzare, com’è accaduto durante la mia degustazione a Madonna di Campiglio, per un colore che è assai lontano dal cromatismo del Rosé canonico, ma che mi affascina in occasione per la sua tinta molto particolare con una certa tendenza al ramato, cerasuolo pallido, buccia di cipolla.
E poi il suo perlage finissimo e di grande vivacità nel bicchiere (niente flûte please), ed il naso molto ricco, maturo e complesso che definirei solare e mediterraneo con l’intera gamma degli agrumi in evidenza, accenni di macchia mediterranea, miele, e poi piccoli frutti rossi, fragole di bosco e mirtilli in particolare, a costituire un insieme succoso complesso e compatto di ampia tessitura freschezza ed eleganza.
Bocca larga e suadente , gusto molto vinoso di grande fittezza e densità, ricco, pieno, strutturato, maturo al punto giusto, con grandissima cremosità al palato, grande lunghezza e pienezza ed un retrogusto che richiama il mandarino, e lascia la bocca vivacissima, pulita in grande tensione. A mio avviso uno dei tre migliori Rosé della Franciacorta ed il diritto di far parte a pieno titolo del Gotha dei metodo classico Rosé italiani. Valutazione che sfiora il punteggio massimo di cinque stelle.
E se non è una realtà di cui tenere conto questa!

Derbusco Cives
via Provinciale Erbusco BS
e-mail info@derbuscocives.com
sito Internet http://www.derbuscocives.com/

29 commenti

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29 commenti

  1. ivano bracchi

    dicembre 13, 2011 alle 11:37 am

    ciao vanni lo sapevo che eri il n uno adesso ti serve un bravo venditore che esporti il tuo vino in brasile santo domingo ucraina taylandia le mie zone eccc………………….ciao

  2. matteo

    dicembre 13, 2011 alle 4:48 pm

    E’ un vino buonissimo. Piace a tutti. I titolari sono deliziosi. COMPLIMENTI…..!!!!!!!!!

  3. Il contestatore

    dicembre 13, 2011 alle 5:16 pm

    ho una brutta opinione da franciacortino verso questo vino, che solo ziliani considera eccellente, e soprattutto verso i titolari della cantina in questione, che con numeri pindalici ed altro, non è certo la sede adatta questa per dire cose più approfondite, hanno fatto una cantina al limite della legalità.
    per i vini, senza pensare dei suoi prezzi fuori di testa, si parte dal 28€ per un brut, hanno una qualità secondo me, e molti altri, non di certo ziliani, ancora giovani e non certo di qualità ma molto più che di immagine.e pure quella è molto discutibile.

    • Franco Ziliani

      dicembre 13, 2011 alle 5:25 pm

      egregio signore, lei fa affermazioni da querela nascondendosi, da coniglio, dietro ad un nick name. Ma le sembra logico? Queste affermazioni le faccia, se ritiene, dichiarando chi é!
      prendo atto del suo parere, sul vino, ma resto della mia idea, che é condivisa dalle numerose persone cui mi é capitato di proporre in degustazione due Franciacorta di Derbusco Cives. Tutti scemi e incompetenti loro e unico intelligentone ed esperto lei?
      ma per favore!

      • Il contestatore

        dicembre 13, 2011 alle 5:46 pm

        querela?addirittura?
        peccato, che in degustazioni serie, non nelle sue, poco serie e prezzolate, questi vini fanno pessime figure, e in queste degustazioni vi partecipa pure lei, pensi un po’!
        come sempre, prezzolato.

        • Franco Ziliani

          dicembre 13, 2011 alle 5:49 pm

          pubblico il suo commento per dimostrare quali imbecilli circolino per la blogosfera. Perché solo un imbecille può accusarmi di essere “prezzolato”: idiota!

  4. Il contestatore

    dicembre 13, 2011 alle 5:23 pm

    precisiamo, che vezzoli, non è enologo.grazie.

    • Franco Ziliani

      dicembre 13, 2011 alle 5:30 pm

      e adesso che ha fatto questa stupida precisazione, del resto tutta da dimostrare, si sente meglio, ha dato finalmente un senso alla sua triste, inutile giornata?

      • Il contestatore

        dicembre 13, 2011 alle 5:45 pm

        lei mi dimostri che costui è enologo…

  5. Giovanni

    dicembre 13, 2011 alle 6:49 pm

    Ziliani ignori le provocazioni di qualche stupido che interviene qui solo per fare notare la propria povertà di spirito. Io ero presente alla sua bella degustazione di Franciacorta fatta a Viareggio e ricordo benissimo quanto il Franciacorta di Derbusco Cives fosse piaciuto a me e a tutti i numerosi partecipanti alla serata. A proposito: quando pensa di tornare a Viareggio?

  6. Serenella

    dicembre 13, 2011 alle 6:50 pm

    degustati e bevuti più volte i Franciacorta di Derbusco Cives mi sono piaciuti tanto. Sono un po’ costosi ma la qualità la può discutere solo un incompetente. O un produttore mediocre e invidioso

  7. Mauro Risso

    dicembre 14, 2011 alle 12:39 am

    li ho bevuti 2 volte… + o – non da 4 o 5 stelle comunque belle bottiglie 😉

  8. Flaviano

    dicembre 14, 2011 alle 12:30 pm

    anche a me non è piaciuto molto, ci sono franciacorta che hanno più personalità

  9. il chiaro

    dicembre 14, 2011 alle 9:21 pm

    l’immagine è molto bella, ho vissuto la genesi della forma della bottiglia (un bicchiere da vino capovolto) praticamente in diretta.
    Non ho molti assaggi di questi vini per cui tralascio un giudizio che non può basarsi su basi “solide”. Però ad una recente bevuta stagnolata il rappresentante dello stesso l’ha definito più simile a un prosecco che a un franciacorta. Non vi descrivo la faccia che ha fatto quando si è tolta la stagnola dalla bottiglia.
    Il prezzo poi non aiuta.

    PS per contestatore: puoi dire le stesse cose senza risultare offensivo e avresti più considerazione da parte di tutti. Peccato perchè pare che le idee tu le abbia chiare, ma così rovini tutto.

    • Franco Ziliani

      dicembre 15, 2011 alle 7:23 am

      sono trent’anni circa che mi occupo di vino e almeno venticinque che degusto Franciacorta. Se ho scritto quello che ho scritto su questa azienda ed i suoi vini, mettendoci la faccia, é perché sono convinto che si tratti di Franciacorta di sicura qualità. E non certo vini “più simili ad un Prosecco che a un Franciacorta”.
      Quanto a tale “contestatore” non credo proprio che abbia le idee chiare e che l’insulto faccia parte del suo modo di essere e di intervenire su questo blog, ricevendo la “considerazione” che merita. Nessuna

      • il chiaro

        dicembre 15, 2011 alle 9:11 pm

        Ziliani, la frase “sono trent’anni circa che mi occupo di vino e almeno venticinque che degusto Franciacorta” sembra tanto quella di quel tale che diceva che ha assaggiato 100000 (centomila) vini nella sua carriera.
        Alla gara di chi ce l’ha più lungo io non voglio partecipare per due motivi: perderei sicuramente, ma soprattutto non mi sembra il metro giusto per giudicare un degustatore.
        Insomma, non si può pretendere di legittimare come migliore il proprio giudizio soltanto in base ad una lunga carriera di assaggiatore altrimenti quel tale del mio paese che è morto di cirrosi avrebbe più credibilità di noi tutti che qui scriviamo.

        • Franco Ziliani

          dicembre 15, 2011 alle 9:22 pm

          però, che commento “intelligente” il suo, signor il chiaro!
          Mi permetta di complimentarmi per la sua arguzia, il suo stile, il suo acume…

          • il chiaro

            dicembre 16, 2011 alle 8:00 am

            le sto soltanto dicendo che non è ponendo avanti all’interclocutore il suo CV che può pretendere di legittimare come giusto il suo giudizio.
            E poi che ne sa se dietro a un nome ci sono più o meno di 30 anni di bevute dei quali 25 a base franciacorta?

          • Franco Ziliani

            dicembre 16, 2011 alle 8:19 am

            ho la presunzione di pensare che il mio curriculum professionale e il mio nome siano più che sufficienti per dare un certo valore al mio giudizio

          • il chiaro

            dicembre 18, 2011 alle 9:28 am

            spero ben che abbia stima di se stesso, ma sarebbe bello che anche l’interlocutore ne avesse e non perchè lei beve da 30 anni e da 25 franciacorta. E’ difficile?

          • Franco Ziliani

            dicembre 18, 2011 alle 12:29 pm

            non é difficile e francamente della sua stima non me ne può interessare di meno…

      • Il contestatore

        dicembre 15, 2011 alle 9:26 pm

        insulti cestinati dalla redazione. E’ una pia illusione inviare “commenti” di insulti e diffamazioni nei confronti miei e del prossimo e pensare che io possa pubblicarli…

  10. Marco Braga

    dicembre 15, 2011 alle 8:52 am

    Ad essere sincero anche a me non ha detto molto!!! Parlo dell’Extra brut. Ho la sensazione che sia un prodotto valutato troppo sia qualitativamente che economicamente, ovviamente è un giudizio personale. Non mi è piaciuto.

    • Franco Ziliani

      dicembre 15, 2011 alle 9:27 am

      bene, prendo atto che anche a lei l’Extra Brut di Derbusco Cives non é piaciuto molto. A me invece é piaciuto tantissimo

  11. Fabio

    dicembre 30, 2011 alle 7:36 pm

    La bottiglia di Extra-Brut 2006 che ho assaggiato assieme ad alcuni amici aveva belle note di pasta fresca, buccia di mandarino, pompelmo rosa e banana verde; al palato ci è parso composto, austero, “verticale”, con una lieve nota sapida in chiusura che ricorda i granelli di sale marino (quello buono, ovviamente). Io che non sono un amante della Franciacorta l’ho trovato un vino eccellente, misurato e – proprio per questo – seducente. De gustibus …

  12. nicola dalla valle

    gennaio 10, 2012 alle 10:02 pm

    DA PARTE NOSTRA POSSIAMO DIRE CHE I PRODOTTI NON SONO MALE,MA RIMANIAMO COLPITI DALLA SPICCATA INTELLIGENZA DELLA QUALE ALCUNI DI VOI SONO STATI DOTATI!EVVIVA GLI OSTI E ABBASSO I CHIACCHERONI I MALIGNI I SUPPONENTI E I PERMALOSI

  13. andrea PC

    giugno 26, 2012 alle 6:44 pm

    Sono stato colpito dalla forma meravigliosa di queste bottiglie veramente uniche.Il prodotto (li ho praticamente assaggiati tutti)e’ veramente eccellente. Secondo me hanno curato molto bene tutto,dal packaging al prodotto finale! Provatelo!!! Ciao a tutti e buona degustazione.

  14. Davide Barin

    novembre 5, 2013 alle 10:55 pm

    Assaggiato oggi in enoteca centrale a Mestrino durante un pranzo di lavoro con un mio partner. Sanno che cerco sempre vini particolari e il doppio erre di, per me é stata una sorpresa anche se premetto che non amo le troppe bollicine.
    Mi ha colpito il profumo appena stappata, il colore e il sapore molto gradevole e vicino alla frutta dolce che tanto mi piace.
    Ne ho acquistata una bottiglia da gustare con calma insieme a mia moglie, sicuramente c’è la godremo e anche se il costo é elevato, preferisco bere una bottiglia ogni tanto che finire in cirrosi per aver bevuto tanto e male.
    Assaggiatelo

  15. Anna

    marzo 23, 2014 alle 10:22 pm

    Oggi a pranzo tagliatellina al salmone con il Brut Doppio Erre Di e con la spigoletta al forno il superlativo Rosé. Concordo pienamente con i migliori giudizi. Complimenti per la bottiglia molto elegante.

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