Franciacorta DOCG Extra Brut “EBB” 2007 Il Mosnel

Denominazione: Franciacorta Docg
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay

Giudizio:
9


L’ho già detto, ripetuto e ribadito: dal mio punto di vista, che qualcuno potrà anche giudicare “provinciale” o riduttivo non vi è complessità e grandezza possibile in un vino, ancor più se si tratta di un vino con le bollicine metodo classico, se non si accompagna a quell’elemento per me fondamentale ed imprescindibile che è la piacevolezza.
Perché a mio modo di vedere un vino, per quanto possa essere dichiaratamente ambizioso e spettacolare, se una volta stappato non si fa bere gioiosamente può essere considerato un vino riuscito solo a metà. E talvolta risulta addirittura essere un vino sbagliato.
Risultato, molto spiacevole, che si ha spesso quando nella “confezione” del vino, nella sua ideazione e preparazione risulta essere sgradito e ingombrante protagonista quell’elemento che dovrebbe restare sempre in secondo piano che è il legno.
Secondo me un metodo classico millesimato e haut de gamme, si tratti di Champagne, Franciacorta, TrentoDoc, che vede nei profumi e al gusto il legno dominare è un vino non solo squilibrato e privo di eleganza, a volte persino presuntuoso e volgare, ma che contravviene alla sua mission primaria, farsi bere e regalare alle nostre vite concitate un pausa fatta di armonia, allegria ed emozioni.
Ma come dev’essere allora, si chiederà qualcuno, un Franciacorta importante? Una recentissima visita di qualche giorno fa, l’ennesima, in una delle più esemplari cantine franciacortine, Il Mosnel di Lucia e Giulio Barzanò a Camignone di Passirano, azienda che é stata una delle indiscusse protagoniste del grande evento Franciacorta che si è svolto recentemente con grande successo – leggete qui – a Varsavia, per la regia di Magazyn Wino e di Elisabeth Babinska Poletti, mi ha persuaso che un vino che abbina mirabilmente complessità e piacevolezza, ambizione e facilità di lettura, importanza e capacità di farsi bere, è, senza se e senza ma, il Franciacorta Extra Brut “EBB”.
Vino di cui ho veramente goduto il millesimo 2007 da poco in commercio, con sboccatura gennaio 2011.
Che sia un vino speciale e dal peculiare valore simbolico lo testimonia il nome e quella sigla, EBB, che equivale ad Emanuela Barzanò Barboglio, madre di Lucia e Giulio, che come scrivevo lo scorso febbraio in questo articolo dedicato al Pas Dosé, è stata “una donna straordinaria e uno dei pionieri della Franciacorta del vino”, che per mezzo secolo condusse “con piglio e tenacia” l’azienda.
Prendendo decisioni di fondamentale importanza per l’intera terra franciacortina, quando alla fine degli anni Ottanta, quando produceva e vendeva bene circa centomila bottiglie di uno “spumante” Charmat non esitò a rinunciare a questa produzione, per puntare integralmente sul metodo classico, consentire la nascita del Consorzio Franciacorta e favorire quell’identificazione zona – prodotto che ha reso il Franciacorta (Docg nel 1995) un must per un numero crescente di consumatori.
Oggi Emanuela Barzanò Barboglio, scomparsa nel 2007, è salita nel cielo dei grandi viticoltori ed i figli hanno voluto dedicarle una cuvée particolarmente importante, creata per la prima volta nel 2003, cui attribuiscono, come è facile capire, un valore simbolico.
Si tratta di un Blanc de Blanc, 100% Chardonnay, che nasce da una selezione di uve provenienti dai vigneti Dosso, Limbo, Larga, Mosnel e Roccolo posti nel Comune di Passirano, pede collina di Monterotondo e Fantecolo con esposizione Est – Sud – Est, terreno morenico di media fertilità, sciolto, con scheletro di media profondità, vigneti allevati a cordone speronato e guyot, con resa per ettaro contenuta a 80 quintali di uva ovvero 52 ettolitri per ettaro.
Le uve per il millesimo 2007 sono state raccolte con vendemmia manuale in piccole casse dal 6 al 16 agosto 2007, utilizzando solo il mosto fiore (la prima frazione del 50% di succo), e scegliendo, Giulio ne è un deciso sostenitore, la strada della fermentazione primaria in piccole botti di rovere (da 225 lt), che hanno ospitato il vino per cinque mesi, fino alla primavera successiva. Assemblaggio e imbottigliamento con “sciroppo di tiraggio” hanno preceduto l’accatastamento per la rifermentazione in bottiglia e l’affinamento per 36 mesi nei locali delle seicentesche cantine prima del “remuage”.
Successivamente sboccate e dosate “Extra Brut” ricevono il tappo a fungo e la gabbietta. Minimo tre mesi di affinamento ulteriore sono infine necessari prima di immettere questo Docg sul mercato.

Un Franciacorta che uno dei più seguiti e raffinati wine writer polacchi, Wojciech Bońkowski, ha definito sul suo blog Polish wine guide, “the tense, structured, Chablisian Extra Brut EBB 2007”, nato per accompagnare le portate più importanti.
Ottimo con crudità di mare o carni bianche e speziate, noi (parlo di Lucia, Giulio, Elisabeth Poletti ed il sottoscritto) l’abbiamo apprezzato anche su un piatto apparentemente più quotidiano (ma squisito e da bis) come dei maccheroncini al ragù di “pestom”, fatto con la carne di maiale recentemente macellato, secondo la ricetta resa celebre dal celebre ristoratore anfitrione Benedetto Girelli nel suo omonimo ristorante di Barghe, gustato in quell’ambiente particolare che è il gastro-salotto con uso di cucina Quelli che il vino posto all’interno dell’azienda.
Bellissimo vino questo Extra Brut EBB 2007: splendida la vivacità e la brillantezza del colore, un paglierino oro squillante, delicato, sottile, continuo e molto fine il perlage, ed il naso riesce subito a metterti in sintonia con il vino, con una freschezza elegante, suadente, fragrante, fatta di note di fiori bianchi, marzapane, miele, un ricordo di crosta di pane leggermente grillé, e la fruttuosità, calibrata, non sovramatura, data dalla polposa morbidezza di una pesca gialla, dal nitore sapido e solo leggermente amaro della mandorla, dalla vibrazione degli agrumi.
Il tutto accompagnato da quel timbro ben sapido e minerale che è un classico in ogni Franciacorta del Mosnel. Note di legno non pervenute, inesistenti. Altrettanto equilibrio e finezza al gusto, con la giusta complessità scandita da una bella larghezza e pienezza al palato, da una bella ricchezza di sapore, da una persistenza lunga e succosa e da una profondità e capacità di allungo verticale, da un grande dinamismo e slancio che rende il vino pieno di energia, vitale ma delicato, ricco di “sale” e nerbo, con perfetto equilibrio tra tutte le componenti, compresa l’acidità, che c’è ma non “morde”, e assoluta piacevolezza, godibilità. Un Franciacorta questo, orgogliosamente rivendicato in retroetichetta come “integralmente prodotto dal viticoltore” di cui quella grande Signora del Vino che è stata EBB, Emanuela Barzanò Barboglio, sarebbe stata fiera…

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