L’arrogante Casta politica crede ancora (nel 2011!) che si possa parlare di “spumanti”: in castigo dietro alla lavagna!

Ci sono due validissimi motivi per essere incavolati (eufemismo) dopo la lettura di questa puntuale cronaca di Alessandra Arachi pubblicata sull’edizione on line del Corriere della Sera.
“Incavolati” neri per la notizia in sé, ennesimo episodio che conferma l’arroganza di una classe politica, pardon di una Casta, che continua a pensare di poter fare quel cavolo che vuole sfidando l’indignazione e l’ira di noi cittadini-elettori (ma non sudditi!) che non ne possiamo più del sistema di privilegi che loro si sono autorizzati e costruiti a loro esclusivo egoistico interesse.
Ma c’è da incavolarsi, di fronte alla notizia che un senatore lombardo (non importa di quale partito politico fosse: sono tutti uguali, di ogni colore e formazione a sfruttare ogni forma di privilegio) ha avuto la faccia di tolla di presentarsi al controllo del transito in aeroporto di Fiumicino, in partenza per Milano Linate, con una bottiglia, pretendendo di poterla tenere nel bagaglio a mano (mostrando il tesserino di parlamentare) cosa che a noi comuni mortali è proibita, visto che siamo tenuti ad imbarcare in valigia anche una sola bottiglia, ovviamente ben imballata perché non si rompa in viaggio, anche per un altro motivo.
Non solo per l’arroganza del politico, per il privilegio che si é auto-concesso, per le giustificazioni ridicole e sfacciate che ha addotto per questo suo gesto di ordinaria arroganza da Casta, ma perché questo tale, dimostrando una totale ignoranza non sono delle più ordinarie norme di buona educazione e di senso civico, ma anche dell’alfabeto del vino.
Come ha definito il parlamentare la bottiglia che ha preteso di portare a bordo? Una “bottiglia di spumante” che, ha detto, “valeva due euro” (che finesse nei confronti di chi dice che gliel’aveva regalata… una collega senatrice…).
Da questo deduciamo che molti nostri parlamentari non solo sono arroganti, che si considerano Casta privilegiata cui tutto è concesso, ma sono anche clamorosamente ignoranti in materia di vino e hanno l’impudenza di parlare genericamente di “spumanti”, senza dire se siano Asti Docg, Prosecco Doc o Docg, Franciacorta Docg, TrentoDoc, Alta Langa Docg, ecc., anche nel dicembre 2011.
Asini in tutto, da mandare in castigo dietro alla lavagna…

 

6 commenti

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6 commenti

  1. Athos

    dicembre 1, 2011 alle 12:57 pm

    Eh Franco, pretendere che capiscano la differenza tra Prosecco e Franciacorta, quando ancora ‘un hanno capito loro cos’è sto “spread”, è come pretendere che sappiano amminiostrare l’Italia!
    maremma…

  2. probo

    dicembre 1, 2011 alle 6:10 pm

    non vedo lo scandalo. se uno e’ affezionato alla sua bottiglia.. lasciatelo passare. del resto e’ un senatore.
    noi comuni mortali dobbiamo accontentarci d’altro. i controllori lasciano passare – ai comuni malintenzionati – droghe e quant’altro. prosit!

  3. Silvana Biasutti

    dicembre 2, 2011 alle 12:44 pm

    Mi sono messa a ridere, quando ho letto questo piccolo fattaccio. Non fa che confermare che “questi e quelli” non cambiano e non hanno capito che se vanno avanti così saranno costretti a cambiare, e non a suon di flutes (circonflesso non trovo mai!).
    Oppure guarda la metà piena del famoso bicchiere: le bollicine stanno diventando indispensabili!!!

  4. Franco Ziliani

    dicembre 2, 2011 alle 4:39 pm

    comico vedere come hanno dato questa notizia nello spazio delle news di Yahoo.
    Nel titolo parlano di Champagne
    http://it.notizie.yahoo.com/il-senatore-in-aereo-con-lo-champagne.html
    anche se poi nel testo parlano di “spumante”: “Ma il regolamento evidentemente non vale per il senatore, che in quel bagaglio ha nientemeno che una bottiglia di spumante”.
    Ma prima di fare i titoli li leggono i testi?

  5. Cantastorie

    dicembre 2, 2011 alle 9:13 pm

    ..o come si diceva una volta, sopratutto al sud…. lo schiumante!!

  6. Primo Oratore

    dicembre 3, 2011 alle 12:56 am

    Per una volta non sono d’accordo con Lei. La casta è formata da una maggioranza, ma non sono tutti uguali. Ed il qualunquismo è un male peggiore del vizio che lei, giustamente nel caso di specie, ha voluto stigmatizzare.
    Chi ha votato coloro che hanno approvato una legge che consente di NOMINARE i parlamentari anzichè farli eleggere, ha più responsabilità di altri. E chi ha votato quella legge ha nomi e cognomi, non è piovuta dal cielo.
    La casta dunque l’hanno aiutata questi elettori a crearla, non pensando che e chiunque abbia un potere tende ad utilizzarlo anche male, e se ci è arrivato per mertito di una nomina anzichè di una elezione, risponderà al nominante e non all’elettore.
    Male ha fatto sicuramente il senatore, malissimo hanno fatto coloro che glielo hanno consentito, peggio di tutti il controllore (ma sicuramente teneva famiglia…).
    Ed adesso ne pagheremo tutti le conseguenze.
    Saluto PO

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