Pronto ad un patto con il diavolo: nel 2035 devo esserci! A proposito di una profezia di Gianluca Bisol

Oggi mi sento profondamente faustiano e sono pronto anch’io a fare un patto con il diavolo, proprio come fece nella leggenda di un celebre racconto popolare tedesco Faust Bojan.
Lo confesso senza problemi, sono pronto a vendergli l’anima, non per avere la conoscenza assoluta o chissà quale potere o privilegio (nemmeno quello, un vero sogno, dell’amore perfetto e infinito), ma per avere la certezza di essere ancora qui, vivo e vegeto, nel 2035, tra 24 anni, (lo stesso periodo di tempo del patto faustiano), quando prevedibilmente avrò 79 anni, e Lemillebolleblog festeggerà il suo primo quarto di secolo.
Perché mai questo patto e perché proprio il 2035?
Semplicissimo, perché per quella data voglio essere presente e lucido quanto basta per vedere se si realizzerà o meno la profezia non di Celestino, ma di Gianluca, alias Gianluca Bisol, classe 1966, dieci anni più giovane di me (lui beato), imprenditore trevigiano del Prosecco, direttore gene­rale delle cantine Bisol, nonché elegante e chicchettoso produttore, che nei giorni scorsi l’ha proprio sparata, pardon, annunciata, grossa.
Ha difatti destato molta impressione e suscitato molti commenti, in Italia e all’estero, l’uscita che Bisol, ospite ad Hong Kong del congresso enologico internazionale Wine Future 2011, ha fatto nel corso del dibattito Sparkling Wines Now & Then.
In questa occasione il baldo Gianluca ha testualmente nientemeno dichiarato che nel 2035 la richiesta di mercato del Prosecco supererà il miliardo di bottiglie. Avete capito bene, un miliardo…
Ecco la sua dichiarazione relativa al “successo internazionale del Prosecco e del Cartizze, punta della Piramide di qualità della denominazione: “Il Prosecco, così edonistico, piace e diverte: la sua forza risiede nella sua capacità di farsi conoscere non come Status Symbol, ma come LifeStyle Symbol. In questo rappresenta perfettamente la qualità e lo stile di vita europei: fine, moderno ed informale”.
Gianluca Bisol ha rivendicato di avere già previsto questo boom: “Nel 2006 ho pubblicamente affermato ‘Se le tendenze di mercato mondiali per il vino spumante continueranno a crescere in questo modo per i prossimi 14 anni, nel 2020 il Prosecco sarà indiscutibilmente il vino spumante più venduto nel mondo’. Ora intendo alzare la posta, dichiarando che entro 25 anni la richiesta di mercato del Prosecco supererà il miliardo di bottiglie”.
“L’area asiatica” conclude Gianluca Bisol “potrebbe rappresentare un mercato davvero importante se le varie denominazioni del Prosecco sapranno presentarsi insieme, rispettando e valorizzando le singole peculiarità”.
Di queste dichiarazioni di Bisol, riprese da Vini e Sapori qui, da Cronache di gusto qui, da Winenews qui, ha parlato anche la wine writer britannica Rebecca Gibb in una news pubblicata sull’edizione on line della celebre rivista inglese Decanter, news che testualmente recita: “The Prosecco region estimates it will grow to almost five times its current size by 2035. The Italian sparkling wine producing region forecasts production volumes will reach one billion bottles within the next 25 years, according to figures revealed at Hong Kong’s Wine Future conference.
The region currently produces 220m bottles each year. Gianluca Bisol, managing director of Bisol, estimates the Prosecco-producing regions of Veneto and Friuli will need to invest around €1.8bn (£1.5bn) to finance this expansion. Bisol told Decanter.com, ‘Growth will be possible because the consumer will shun general sparkling wines for higher quality products.’ Growth has been fuelled by the US, which has quadrupled its consumption of Prosecco in the past decade to 2.3m bottles in 2010.
Production is set to double within the next two years claims Bisol. ‘There are enough vines in the ground for 400m bottles and they will come on stream in 2013,’ he added”.
E di fronte a questa dichiarazione, che testimonia un entusiasmo e una fiducia incrollabile che Gianluca Bisol ha confermato anche in uno scambio di mail che abbiamo avuto domenica sera, mail dove mi invitava a ragionare sul fatto che “in appena quaranta anni la vendita è passata da 5 milioni di bottiglie a oltre 200 milioni quest’anno! Pensa che come Bisol quest’anno in Cina vendiamo quasi 100 mila bottiglie, nel 2006 erano appena 4 mila.
Piccolo esercizio: immagina di andare indietro  nel tempo, diciamo anni settanta (produzione 5 milioni di bottiglie) e sentire un produttore che ti dice che entro venticinque anni la produzione di prosecco sarebbe decuplicata….ha sbagliato…fino al 95 si è moltiplicata per 12 volte!”, volete voi che io possa mancare alla verifica del 2035 (roba da niente, sono solo 24 anni…)?
Giusto per toccare con mano e vedere de visu se la sparata, a ridaje, la previsione di G.B., si sarà avverata oppure no.
Demoni e satanassi vari attendo urgentemente vostre notizie: questo patto del diavolo, siglato con un brindisi al Prosecco, s’ha da fare!

49 commenti

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49 commenti

  1. sebino

    novembre 14, 2011 alle 11:40 am

    domanda da ignorantone, un miliardo di bottiglie, rasentando la qualità, a quanti ettari corrispondono?

  2. Luca Ferraro@Bele Casel

    novembre 14, 2011 alle 12:54 pm

    su 1 ettaro si possono produrre fino a:
    doc 9450 bottiglie
    docg conegliano valdobbiadene 7.087,5 bottiglie
    docg asolo superiore 6300 bottiglie

    tenendo in considerazione il 70% di resa da uva a vino e non i superi di campagna

    • Giovanni Palazzi

      novembre 16, 2011 alle 9:13 am

      Mah…, sono un po’ perplesso, può darsi che mi sbagli , ma se i dati sono quelli del disciplinare di bottiglie ad ettaro se ne producono molte, molte di più.
      Se in un ettaro a coltura specializzata di Asolo superiore Docg si possono produrre max 12 tonn di uva e la resa uva vino è 70 % , i litri prodotti sono 8400 e di bottiglie da 0,75 11.200, non 6300. Probabilmente l’errore è stato quello di moltiplicare i litri per la capacità delle bottiglie 0,75, in realtà va diviso.

      • Luca Ferraro@Bele Casel

        novembre 16, 2011 alle 9:04 pm

        hai ragione, chiedo scusa.
        ecco i conti corretti

        doc 16800 bottiglie
        docg conegliano valdobbiadene 12600 bottiglie
        docg asolo superiore 11200 bottiglie

  3. Maurizio

    novembre 14, 2011 alle 3:55 pm

    Ciao a tutti, in realtà….Per produrre un miliardo di bottiglie di Prosecco, ovviamente di qualità, si dovrebbe far riferimento a circa 60000 Ettari nella Denominazione, dove ci sono al momento ottime possibilità di sviluppo..ve lo assicuro in quanto enologo e “esperto”. Attualmente, per vostra informazione, ci sono 20000 Ettari di Prosecco Doc e 7000 Ettari tra docg ValdobbiadeneConegliano e docg Asolo…Cin Cin!

    • Franco Ziliani

      novembre 14, 2011 alle 4:28 pm

      bene, chi vivrà vedrà!

    • sebastiano

      novembre 15, 2011 alle 7:00 pm

      Caro Maurizio, scusa ma, da enologo esperto, rifai i conti. Intanto con 20 mila ettari di prosecco in produzione (ancora non ci sono, in produzione) il calcolo previsionale sfiora le 550 mila bottiglie, e magari le due DOCG avessero 7 mila ettari effettivamente vitati. In tutto il Veneto ce ne sono, di ettari vitati, 72 mila cira e la produzione è di 8 e qualcosa milioni di ettolitri, se anche restringi alla resa ridotta di una doc/DOCG, per arrivare ad un miliardo di bottiglie, quanti ettari ti servono? Questo al di là di ogni considerazione bisoliana. Considero però che nel 2007 gli ettari a uva prosecco/glera erano nel solo veneto 10.500 circa, oggi ce ne sono circa 6 mila di piu, molti non in produzione. Alla fine i numeri li faranno i mercati, ahimè e per fortuna di chi coltiva. Se la domanda continuerà a tirare ai ritmi attuali (ed è questo il vero problema) al miliardo di bottiglie potremmo arrivarci anche prima, in caso contrario mai. Cin cin

  4. Simone

    novembre 14, 2011 alle 4:53 pm

    Buongiorno, mi sono tolto la curiosità di calcolare la percentuale di crescita necessaria per passare da 200mln a 1mld di bottiglie in 25 anni ed il risultato è una crescita del 6,65% annuo; facendo lo stesso ragionamento nei 40 anni precedenti, partendo da 5mln per arrivare a 200mln, la crescita risulta essere stata maggiore e pari a 9,66%.
    Dedico un brindisi (di Cartizze) a tutti voi!

  5. Cecilia Pianigiani

    novembre 14, 2011 alle 5:28 pm

    Buonasera, ricordo di aver assaggiato, al Vinitaly 2011, basi provenienti da diversi versanti, con risultati soprendenti. Spessore e personalità legate anche alla “serietà” del terroir speciale di Valdobbiadene. Complimenti!

  6. Marco De Tomasi

    novembre 14, 2011 alle 5:42 pm

    Fecendo gli spergiuri dovrei teoricamente arrivare alla fatidica data tutto sommato abbastanza comodamente (starò probabilmente maledicendo il governo perché mi avrà allungato di tre/cinque anni l’età per il pensionamento a 6 mesi dal ritiro). Ma se tanto mi dà tanto, credo non smanierò per degustare uno dei prosecchi provenienti da vigneti piantati a forza nelle marcite oggi buone a mala pena per il riso.

  7. Maurizio

    novembre 15, 2011 alle 10:03 am

    Ciao Marco, ciao a tutti….mi ricollego al post di Marco ….chiedo: sono forse migliori le zone recuperate con la bonifica in Franciacorta e in Champagne?
    …il Prosecco della Denominazione è di qualità, controllato e garantito per definizione

    • Franco Ziliani

      novembre 15, 2011 alle 10:46 am

      “controllato e garantito per definizione” e poi svenduto a 4-5 euro…

      • Luca Ferraro@Bele Casel

        novembre 15, 2011 alle 11:53 am

        4-5€ sugli scaffali o franco cantina?

        • Franco Ziliani

          novembre 15, 2011 alle 11:56 am

          sugli scaffali Luca, lo sai bene non cascare dalle nuvole

          • sebastiano

            novembre 15, 2011 alle 7:05 pm

            Caro Franco, se è così il problema non esiste, nè del miliardo, nè del mezzo, ne delle 300 mila bottiglie. e presto (l’anno prossimo?) potremmo assistere ai primi espianti (parlo della DOC allargata)

  8. Marco De Tomasi

    novembre 15, 2011 alle 3:54 pm

    @ Maurizio: credo che il miliardo di bottiglie non si riferisca alla docg bensì alla doc. Non credo che gli amici di Valdobbiadene, Conegliano, Asolo e Montebelluna acconsentiranno ad aggiungere una “g” al resto del mondo prosecco.
    Sarebbe un suicidio !
    Mi è giunta notizia che sui Colli Berici si stavano espiantando vigneti per far posto al prosecco. Ovviamente non si andava a togliere Sauvignon o Chardonnay, bensì l’autoctono e unico Tocai Rosso (o Tai, come preferite). Lo stop della regione dovrebbe avere fermato, almeno temporaneamente questa pratica scellerata ! Si parla tanto di tipicità e poi le scelte sono orientate all’industria. Che tristezza.

  9. Martina

    novembre 15, 2011 alle 7:23 pm

    Sono una giovane di Valdobbiadene e – per motivi di studio e di lavoro – giro moltissimo l’Italia: sono orgogliosa nel vedere quanto il Prosecco venga apprezzato in modo sempre maggiore, nelle occasioni più diverse…aperitivi, party, brindisi di laurea, abbinamenti con ogni piatto, dalla cucina italiana…alla fusion….è davvero un vino democratico…adatto ai palati più fini…e alle tasche “meno piene” (come…le mie e quelle dei miei compagni di Università)

  10. Lara Bentivoglio

    novembre 15, 2011 alle 8:10 pm

    Ciao a tutti, la mia professione di “coolhunter” mi permette di girare il mondo e per chi come me fa parte della “nuova generazione” di appassionati di enologia l’argomento Prosecco è molto sentito: è un vino che viene apprezzato in modo trasversale e internazionale e incontra il gusto (e le tasche) di tutti perché si propone in modo molto friendly pur mantenendo sempre un’elevata qualità. Dal mio punto di vista, la domanda di Prosecco dai mercati esteri non potrà che crescere in modo esponenziale, e qui Gianluca Bisol ci ha proprio azzeccato, proprio perché (come mi pare abbia dichiarato in una recente intervista) è un vino “lifestyle symbol” che si adatta perfettamente alla società contemporanea.

    • Franco Ziliani

      novembre 15, 2011 alle 8:13 pm

      vuole spiegarci cosa fa una “coolhunter”?

      • Lara Bentivoglio

        novembre 15, 2011 alle 11:29 pm

        Una coolhunter come me si occupa di girare il mondo a nome di riviste o aziende per recuperare informazioni e materiali che possano delineare – in anticipo sui tempi – mode e linguaggi “di prossimo avvento” nell’ambito dei media, dello spettacolo, della comunicazione, della moda, dei consumi culturali… e nel mio caso anche dei consumi enogastronomici, ma per interesse personale: motivo per cui mi interessa particolarmente il Prosecco!

  11. Alessandro Carlassare

    novembre 16, 2011 alle 9:17 am

    Caro Franco, ho letto il tuo post poche ore dopo la sua pubblicazione e sono stato alquanto indeciso se commentare oppure no… Bisogna essere onesti e sinceri: la previsione di Bisol è un puro ed emerito azzardo se non un’emerita sciocchezza (volevo scrivere ben altro termine), che va compresa perché rientra in quel parlare che si pone a metà strada tra il discorso serio e la pura sparata pubblicitaria (per stimolare i media nel riprendere quanto hai detto, ed infatti siamo qui a discuterne dopo che la stessa Decanter gli ha dedicato spazi non indifferenti).
    Non serve essere esperti di marketig enoico, o fini conoscitori dei mercati orientali, per sapere che l’incremento che potrà dare il mercato asiatico ad uno spumante è alquanto limitato (e tu sai bene il perché), e l’incremento dalle 4000 alle 100.000 bottiglie in 5 anni, in un paese che conta una popolazione di 1,3 miliardi di persone, ne è la prova.
    E d’altra parte se il futuro del Prosecco fosse realmente così roseo non ci sarebbe bisogno di assistere all’ingiustificato (ed un po’ squallido) gioco al ribasso sul prezzo, che lo stesso Bisol non può fingere di non conoscere.

    • Simone

      novembre 17, 2011 alle 11:01 am

      Il successo del Prosecco è internazionale…ed è un dato di fatto.
      Quella di Gianluca Bisol è certamente una previsione molto significativa e, visti i trend di crescita degli ultimi anni, non si può dire sia un eccessivo azzardo!
      Infatti, la crescita da 5mila a 100mila in 5 anni significa una crescita di oltre l’80% all’anno…chiedo: come mai ritiene il mercato asiatico limitato per il futuro, viste proprio le potenzialità che lo contraddistinguono? La crescita degli spumanti, secondo una ricerca presentata recentemente al Vinexpo, è prevista del 5,6% dal 2010 al 2014 a livello mondiale, contro un 3% scarso per i vini fermi
      A mio parere sono dati molto, molto, molto interessanti!

      • Franco Ziliani

        novembre 17, 2011 alle 11:53 am

        io aggiungerei un altro molto, così per essere più sicuri…

  12. pierazzo

    novembre 16, 2011 alle 3:03 pm

    sono d’accordo con alessandro: bisol in pratica ha fatto una proiezione matematica possibile ma assai improbabile, tuttavia, con unsa semplice dichiarazione al posto e al momento giusto, ha dato visibilità al prosecco in tutto il mondo più che con una campagna pubblicitaria da dieci milioni di euro. la notizia oramai si legge anche su “topolino”. per una volta, in comunicazione, valdobbiadene batte rovato.

  13. Giovanna

    novembre 16, 2011 alle 5:22 pm

    Ciao a tutti! amo il prosecco e amo l’asia (laureata in lingue orientali con diverse esperienze all’estero)…conosco i gusti degli orientali e posso affermare che il Prosecco (quello DOC/DOCG e non “made in…chissà dove”) piace ai cinesi, piace ai giapponesi e anche a tanti altri! Stanno imparando a conoscerlo, ad apprezzarlo e a combinarlo con la cucina orientale che è sicuramente diversa dalla nostra! posto il commento di un altro blog che può offrire da spunto alla discussione: http://www.grandepassione.com/posts/2007/12/23/prosecco-in-hong-kong-china.html

    p.s. Complimenti per il blog!

  14. Alessandro Carlassare

    novembre 16, 2011 alle 8:04 pm

    Grazie a Giovanna scopro che Bisol è andato per difetto: sono le ore venti, ed in questo momento a Treviso, Padova e Vicenza (media distanza da Valdobbiadene 40-60 km) migliaia di persone staranno sorseggiando un calice di Prosecco per aperitivo, senza comprendere NULLA del luogo di origine e provenienza, per finto Prosecco che esso sia!
    Però agli orientali (loro che lo conoscono e lo capiscono) piace solo quello che “non viene da chissà dove…. “
    A questo punto la richiesta sarà di dodici miliardi di bottiglie entro la fine del 2014, forse anche dodici miliardi e cinquecentomila, evviva (ma DOC e DOCG, mi raccomando….)

    • Franco Ziliani

      novembre 16, 2011 alle 8:19 pm

      Cosa ci vuoi fare Alessandro? Quando parlo di Prosecco su Lemillebolleblog, spesso in modo critico, si scatenano i super aficionados del genere, più realisti del re, pronti, più del simpatico Gianluca Bisol, a giurare che il Prosecco, Docg, Doc, ecc. ecc. spezzerà le reni, enoiche ovviamente, allo Champagne e a tutti gli sparkling wines possibili ed immaginabili. Peccato che non ci spieghino perché tanti Prosecco Superiore Docg vengano (s)venduti a prezzi non proprio da grande vino…

      • Alessandro Carlassare

        novembre 17, 2011 alle 9:34 am

        Caro Franco, tu sai quanto io ami, aldilà della mia appartenenza territoriale, il vino che nasce sulle colline che circondano casa mia. Però un po’ di sano realismo serve: Il Prosecco è un vino che ha valore superiore al suo prezzo attuale e che nella categoria Charmat teme pochi rivali, e che vanta potenzialità ancora inespresse, ma viene costantemente sopravalutato dalla critica partigiana, rendendolo persino oggetto di antipatia.
        Passeggiando quasi ogni domenica per le vigne della DOCG, la cosa che più mi turba risiede nello constatare come i vigneti più trascurati e mal tenuti appartengono (spesso) a quelli più partigiani e che più urlano la loro presunta superiorità…
        E questo mi provoca MOLTA tristezza!

      • Giovanna

        novembre 17, 2011 alle 7:17 pm

        Credo che il mio commento sia stato frainteso…non ho mai detto che i cinesi e i giapponesi siano TUTTI profondi conoscitori ed estimatori del Prosecco DOC. Ma è sicuramente interessante il fatto che anche in Oriente ci siano sempre più persone che cercano di informarsi sull’origine dei prodotti e che cerchino un prosecco di qualità!io non credo che il prosecco sostituirà lo champagne ma sicuramente si sta ritagliando una posizione interessante nel mercato di diversi paesi!quindi da appassionata più realista (almeno non disfattista) del re, aggiungo pure che il prosecco veneto e friulano è tutto buono! salute!

  15. Cantastorie

    novembre 16, 2011 alle 9:39 pm

    ….in un mondo globale dove è “cool” solo quello che un certo tipo di mondo fa e consuma, è facile essere famosi e ricercati, come è altrettanto facile passare di moda… ed allora, non vai più bene neppure per la più piccola delle tasche…..

  16. Marco Spagnol

    novembre 18, 2011 alle 3:09 am

    scusate l’intrusione. Perche’ quando si parla di Prosecco si discute solo del prezzo? Pensate che chi da sempre vive in e con il Prosecco, sopr attutto nelle due docg, sia facile una situazione simile? Perche’ non si puo’ vedere il triste mercato come un aiuto al consumatore in quanto costringe anche I bravi produttori a rimanere contenuti con I prezzi?
    Da produttore non posso lamentarmi ma certe affermazioni le vedo solo come trovate commerciali molto intelligenti anche se non condivise.

  17. MARCO MEROTTO

    novembre 18, 2011 alle 12:31 pm

    PROSECCO DOC VERSO IL MILIARDO DI BOTTIGLIE
    Come commentare l’affermazione di Gianluca Bisol:”tra 25 anni produrremo 1 miliardo di bottiglie di Prosecco?”

    Gianluca Bisol è persona autorevole nel mondo del prosecco, lungimirante e professionale se ha fatto questa dichiarazione i suoi buoni motivi deve pur averli! Difficile ovviamente fare una previsione a cosi lungo termine, in 25 anni potrebbe succedere di tutto! Certo è che il Prosecco piace, leggero, versatile, profumato ed elegante, incontra perfettamente lo stile di vita moderno! In questo momento la DOC Prosecco e le due DOCG sono in fase di assestamento produttivo e di prezzo, dopo la loro costituzione(2009) che ha portato ad una riduzione della resa, c’è stato il conseguente aumento di prezzo, che ci ha portati al limite della nostra fascia di mercato. Nel frattempo c’è stata la corsa all’impianto di prosecco nelle 9 provincie autorizzate con conseguente aumento del potenziale produttivo, stimato tra 2 anni a circa 400 milioni di bottiglie, le stime autorevoli sull’andamento dei prezzi sono orientate in una riduzione del 30% nel 2012 per arrivare poi ad un prezzo di 0,50€/l a regime con l’attuale domanda. Ha senso produrre a questi prezzi??? In questo momento credo che il Prosecco debba cercare di ottenere la protezione internazionale in ambito WTO, in quanto prodotto di successo, sarà anche molto copiato soprattutto se le previsioni sono queste. Secondo deve esser fatta una zonazione della DOC in modo da limitare le zone d’impianto future a quelle + vocate. Terza cosa una denominazione autorevole quale dovrebbe essere quella del Prosecco dovrebbe avere uno scopo sociale e non uno scopo industriale! Se le previsioni saranno rispettate, gli impianti non coinvolgeranno certo le zone DOCG ma solo la DOC in cui abbiamo appezzamenti enormi che per essere convertiti a vigneto hanno bisogno di ingenti investimenti che una piccola azienda non potrebbe fare! Morale della favola x produrre il miliardo dovremmo quasi triplicare gli impianti e chi lo farà??? Se non le grandi aziende o mediante investimenti provenienti da altri settori??? La via migliore è quella di crescere lentamente consolidando le posizioni ottenute aumentando di volta in volta l’offerta in base alla domanda evitando quindi la nascita di aziende speculatrici potenzialmente destabilizzanti x l’intero “Mondo Prosecco”. E infine si sente commentare sta notizia data dal Sig. Bisol poeticamente, da persone e blogger che non hanno mai tastato con mano la cultura e i problemi del vero Prosecco e nei loro blog non son capaci nemmeno di scrivere correttamente il nome della denominazione Conegliano Valdobbiadene DOCG!

    • Franco Ziliani

      novembre 18, 2011 alle 12:44 pm

      una cosa é certa, quando scrivo del Prosecco i commenti sono molto numerosi… Beh, mi fa piacere questa vivace e articolata discussione

      • MARCO MEROTTO

        novembre 18, 2011 alle 9:34 pm

        …allora viste le proficue discussioni dovrà parlar più spesso di Prosecco!

        • Franco Ziliani

          novembre 18, 2011 alle 9:36 pm

          si prepari: per settimana prossima ho programmato un articolo che dovrebbe fare discutere. Ci conto!

          • MARCO MEROTTO

            novembre 18, 2011 alle 9:46 pm

            certo, se parliamo in modo serio del “Mondo Prosecco” sono sempre a disposizione!

  18. Alex Cester

    novembre 18, 2011 alle 10:30 pm

    Se la richiesta aumenterà così tanto,penso che saranno decisivi gli impianti della DOC. In ogni caso nella mia azienda(quasi 40 ettari tra prosecco e pinot grigio)dal prossimo anno inizierò a investire sul moscato giallo,si vocifera 1 €/kg d’uva 25 t/ha resa Max. Insomma credo che gli impianti prosecco DOC e DOCG non soddisferanno la richiesta.

  19. massimo

    novembre 21, 2011 alle 7:56 am

    Gentile Dott. Ziliani,

    Sono un produttore di Prosecco nella zona storica di Conegliano Valdobbiadene e seguo con interesse il suo blog. Intervengo per congratularmi con Gianluca Bisol perchè è riuscito, e mi creda lo dico senza ironia, a creare una discussione sul nulla. Dire che tra 25 anni nel mondo si berranno 1 miliardo di bottliglie di Prosecco è stata una trovata pubblicitaria e comunicativa assolutamente geniale perchè efficace e, cosa che non guasta, gratis.

  20. Pingback: Prosecco Docg un anno dopo. Un ottimismo giustificato? | Wine-Italy blog

  21. Pingback: Prosecco Docg un anno dopo. Un ottimismo giustificato? | Il Prosecco

  22. Roberto Actis

    dicembre 2, 2011 alle 7:57 pm

    Gianluca Bisol non ha detto questa affermazione in piazza Valdobbiadene tra gli amici.
    Lo ha detto nel congresso più importante del mondo del vino. Non si tratta di pubblicità gratuita.
    Gli Italiani Dovete ringraziarti imprenditori di questo tipo…

    • Franco Ziliani

      dicembre 3, 2011 alle 9:40 am

      sostenitore più realista del re, nessuno l’ha mai accusato di essersi fatto pubblicità gratuita, semmai di aver fatto una “sparata”…

      • Roberto Actis

        dicembre 5, 2011 alle 1:47 am

        novembre 21, 2011 alle 7:56 am
        Gentile Dott. Ziliani,
        Sono un produttore di Prosecco nella zona storica di Conegliano Valdobbiadene e seguo con interesse il suo blog. Intervengo per congratularmi con Gianluca Bisol perchè è riuscito, e mi creda lo dico senza ironia, a creare una discussione sul nulla. Dire che tra 25 anni nel mondo si berranno 1 miliardo di bottliglie di Prosecco è stata una trovata pubblicitaria e comunicativa assolutamente geniale perchè efficace e, cosa che non guasta, gratis.

  23. adriano

    dicembre 18, 2011 alle 2:35 pm

    Cari amici,
    quello che sta succedendo nel mondo enologico veneto-friulano non ha precedenti nella storia moderna. Una grande opportunità di crescita economica è apparsa in questi anni per il nostro territorio e credo sia compito di noi attori di tutto questo farsì che si possa davvero arrivare al traguardo ipotizzato dal Dott.Bisol.
    Questo sarà possibile solamente se si farà davvero comparto tutti assieme, dal viticultore sino ad arrivare al commerciale, anteponendo sempre la proffessionalità, competenza e onestà.Io crdo che tutto questo sia possibile, l’alternativa e ritornare piccoli e sporchi ed ignoranti.
    Auguro a me e a tutti coloro che amano il nostro territorio di riuscirci.

  24. Pingback: Prosecco prodotto popolare o status symbol? | Wine-Italy blog

  25. maria

    maggio 6, 2012 alle 2:34 pm

    vorrei con tutto il cuore fare il patto con lucifero …ho gia avuto contatti

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