Brut Metodo Classico riserva Verdicchio 2005 Ubaldo Rosi 2005 Colonnara

Denominazione: Altre Bollicine
Metodo: classico
Uvaggio: Verdicchio

Giudizio:
8


Avevo promesso, scrivendo qui della più che valida Cuvée del Presidente Luigi Ghislieri che avrei completato presto il discorso sui Verdicchio metodo classico della Colonnara di Cupramontana, cantina cooperativa marchigiana esemplare, fondata nel 1959 per iniziativa di 19 agricoltori, e oggi forte di 110 soci che controllano 120 ettari di vigneto specializzato.
Eccomi dunque oggi a parlare della “perla” delle bollicine aziendali, la riserva Ubaldo Rosi 2005.
La scheda aziendale ci dice che questo metodo classico, in pista dal 2004, viene prodotto con le migliori uve Verdicchio provenienti dai vigneti degli attuali 110 soci che conferiscono la loro produzione alla cooperativa.
I vigneti sono situati nel comune di Cupramontana e Apiro, su terreni di medio impasto di origine marina con forte presenza di argilla e sabbia, ad un’altitudine compresa tra i 500 e i 600 metri s.l.m.  E inoltre l’affinamento sui lieviti non inferiore ai cinque anni.
Quello che sul sito non si legge, ma che cercando su Internet ho trovato, è la motivazione del nome del vino: “Ubaldo Rosi nacque a Gubbio nel 1799 e fu amministratore dei Beni della Casa Ducale di Leuchtemberg prima a Fano, poi ad Osimo e quindi a Jesi.
Ma la sua vera passione era l’arte di produrre vino. Dalle lettere di quei tempi si legge che per molti anni si dedicò alla vinificazione, ottenendo risultati prestigiosi e molto apprezzati, specialmente per gli spumanti e per altri invecchiati ad uso oltremontano. Anche alla sua morte fu ricordato per questa emerita attività.
La stampa infatti, oltre ad elogiarlo per il suo operato professionale, lo esaltò per le virtù espresse nell’enologia, che gli valsero anche un attestato d’onore alla celeberrima esposizione di Parigi”.
Un personaggio storico del vino marchigiano Rosi e dunque meritevole destinatario di un Verdicchio metodo classico che l’azienda propone come vino da tutto pasto, ma “consigliato in particolare con antipasti di pesce e carni delicate, salumi crudi e cotti, paste e risotti con sugo di pesce o crostacei o tartufi bianchi, fritture miste, pesci nobili bolliti e salsati, o cotti al forno con vino e aromi. Ideale con i crostacei cotti in qualsiasi modo e con i piatti di pesce della cucina internazionale”.
In attesa di testarne il funzionamento su questa serie di piatti che al solo elencarli mi fanno venire l’acquolina in bocca, mi limiterò a riferire le mie impressioni sul puro assaggio “a nudo” in cantina nel corso della mia visita, resa indimenticabile dalla degustazione del Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore Cuprese 1991 (e 2001).
Colore paglierino di bella intensità e brillantezza con leggere sfumature verdognole, perlage finissimo, sottile di grande vivacità e “imprevedibilità” nel bicchiere, naso di grande complessità e ricca tessitura, con aromi di agrumi canditi, fiori secchi, anice, pesca bianca e accenni di lieviti e crosta di pane a comporre un insieme dinamico che svaria dal leggermente dolce al salato al minerale, in una cornice di grande consistenza cremosa e compattezza.
Bocca altrettanto piena, succosa, di grande espansione, con una vinosità pronunciata, una materia densa, e un gusto largo, pieno di sale, ampio e goloso in una cornice di sorprendente freschezza e complessità.
Un metodo classico che a dispetto dei suoi sei anni di età appare ancora giovanissimo e solo all’inizio del proprio percorso in bottiglia. Sono certo che provandolo nuovamente tra un paio d’anni lo troverei ancora più bilanciato, più buono e godibile di quanto lo sia già, notevolmente, ora.

Colonnara Viticoltori in Cupramontana
Via Mandriole 6 Cupramontana (AN)
tel. +39.0731.780273 fax 0731.789610
e-mail info@colonnara.it
sito Internet http://www.colonnara.it/

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