Prosecco Superiore DOCG Metodo Classico .G Le Vigne di Alice

Denominazione: Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene
Metodo: classico
Uvaggio: Glera

Giudizio:
7


Avviso per gli spiritosi ed i “battutisti” ad ogni costo. Leggete bene quello che sta scritto in etichetta. Trattasi di .G e non di punto G.
Differenza non da poco, perché tra il vino di cui vi andrò a parlare ed il punto G, dico quel punto G, c’è ben poco in comune.
Questo anche se le produttrici di questo particolare Prosecco (ho detto produttrici e quindi qualcosa di femminile come vedete c’è), hanno voluto un po’ giocare, spiritosamente e con garbo, sull’equivoco con quel mitico punto, oggetto della ricerca di ogni amante di Venere degno di questo nome, suggerendo, nella scheda tecnica del vino presente sul sito Internet aziendale, azienda al femminile, ça va sans dire…, Le Vigne di Alice, un consiglio delizioso informa di pensiero: “da accompagnare a chi ti cerca e ti desidera”.
Siamo nella Marca Trevigiana, nelle terre del Prosecco, e come si legge sulla scheda pubblicata sul sito Internet del loro bravissimo distributore, Pietro Pellegrini from Cisano (BG), Pier Francesca Bonicelli e Cinzia Canzian, che hanno fondato Le Vigne di Alice nel 2005 sono grandi appassionate di Prosecco e bollicine. E “con un’esperienza alle spalle nell’azienda di famiglia, hanno voluto dare inizio a questa avventura esprimendo il loro modo di intendere le bollicine. Vi raccontano il loro stile di vita nella zona a nord est del Conegliano Valdobbiadene DOCG, esprimendo nei loro spumanti una grande passione per questo lavoro e per la loro terra.
Le Vigne di Alice rappresentano una piccola realtà, all’interno del territorio Prosecco Superiore, che fin da principio ha prodotto spumanti con una personalità ben precisa, un po’ fuori dal coro se vogliamo, ma a Cinzia e Pier Francesca importa di più studiare, sperimentare, vedere quali sono e saranno le possibilità espressive di questo vitigno autoctono, la Glera appunto”.
Il nome scelto per l’azienda, Le Vigne di Alice, “è quello della nonna, evocativo, espressione di un vagare continuo, di una ricerca” e lo slogan che hanno scelto e a me piace moltissimo è “Life is a bubble, la vita è una bollicina quasi una filosofia di vita”.
E le loro bollicine, osserva Pellegrini, “sono dialoghi non monologhi, parlano di coraggio, di sfide, di emozioni e soprattutto di ciò che piace a loro: un’idea di bollicine che nell’Alice va oltre l’impatto olfattivo ruffiano e piacione dell’extra dry comune e che invece sorprende in bocca”.
Con questa disponibilità a mettersi in gioco e tentare vie diverse dal solito non mi stupisce che il duo delle Vigne di Alice sia approdato all’avventura/scommessa del Prosecco metodo classico, ed ecco nascere il Metodo Classico .G solo da uve Glera.
Cinzia Canzian è convinta che “un territorio per crescere debba anche osare, debba sperimentare e trovare nuove strade all’eccellenza” e a suo avviso “il metodo classico può fare la differenza in un territorio come questo, la differenza rispetto alle produzioni fuori zona e di pianura, a dimostrare che il valore di questi Prosecco DOCG sta nella fedeltà a questa terra e alla sua storia enologica”.
E, come racconta, “assaggiare ogni tre, quattro mesi questo vino, il Metodo classico appunto, per capire cosa sta succedendo, per capire come si evolve é affascinante. Donne e natura a confronto, come squadra s’intende, le loro mani, la loro testa, il vino, i lieviti, il tempo é in sostanza un brano di vita”.
Ecco quindi Alice .G Prosecco Superiore di Conegliano Valdobbiadene Metodo Classico 2009, ottenuto da uva Glera 100%; nella prima fermentazione un 30% viene messo in tina grande, il resto in acciaio, assemblaggio e tirage nel febbraio 2010. Nessun dosaggio.
I dati analitici, puntualmente forniti, dicono alcol 11,50% vol., zuccheri 2,80 gr/lt, Ph 3,22, Acidità totale: 6 g/l, solforosa libera 50, solforosa totale 110. Dalla vendemmia 2009 si sono ottenute 2000 bottiglie (con sboccatura molto recente, 14 luglio 2011), ma i numeri cresceranno, visto che, raccontano le due “Alici”, “nel 2010 abbiamo messo in lavorazione 4000 bottiglie. Quest’anno saranno 8000”.
Tutto bene, intrigante il gioco di parole sul punto G, simpatica la storia dell’azienda e del vino e intraprendenti le due produttrici, ma il vino? Direi piuttosto convincente.
Bello il colore, che lascio descrivere alle due artefici, “giallo paglierino, con riflessi verdognoli, brillante e perlage fine”, e sorprendentemente fruttato, per un Prosecco, il naso, ricco, compatto, ben maturo e solare, con pesca noce e frutta secca, soprattutto mandorla, in evidenza, e poi mela, e ricordi di pesca gialla.
Ed un gusto che conferma la fruttuosità apparsa protagonista nei profumi, pieno, succoso, maturo al punto giusto e ben saldo, con una bella vena sapida che innerva e dà scatto e nerbo alla rotondità d’assieme, e regala equilibrio e piacevolezza.
Piacevolezza tale che questo .G lo potrete tranquillamente servire e gustare non solo come aperitivo, ma arrischiarlo a tavola. Ovviamente, come dicono Cinzia e Pier Francesca “da accompagnare a chi ti cerca e ti desidera”.
E chi tu cerchi e desideri, inutile dirlo perché Life is a bubble ed è ancora più bella e spumeggiante se vissuta in due…

Le Vigne di Alice
Via della Chiesa 20 31029 Carpesica TV
tel. +39 0438 920818
e-mail cinzia@levignedialice.it
Sito Internet www.levignedialice.it

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3 commenti

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3 commenti

  1. Paola

    ottobre 3, 2011 alle 12:27 pm

    posso fare una battuta un po’ da maschiacci e dire che il punto G tira e fa “tirare” sempre?

  2. Simona

    ottobre 3, 2011 alle 12:28 pm

    io mi auguro invece che un paio di bicchieri di questo Prosecco aiutino il mio partner, ancora un po’ imbranato in queste cose, a trovare più facilmente il punto G..

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