George Clooney testimonal di Cà del Bosco? Una foto apparsa su Chi scatena le richieste

Lo so bene che pubblicando questo post, oltre ad incorrere puntualmente nelle rampogne di Siria, mi beccherò da altri l’accusa di fare dell’eno-gossip. Ebbene sì, sconfina un po’ nel gossip enoico la notizia che il celebre settimanale Chi, specializzato nel gossip, nel raccontare, guardando un po’ dal buco della serratura, amori, tresche sentimentali, corna e separazioni dei personaggi dello star system, ipotizza che l’attrice americana di origine italiana Marisa Tomei avrebbe preso nel cuore di George Clooney il posto che fu di Elisabetta Canalis.
Ma che c’azzecca il fascinoso George con questo blog bollicinaro? C’entra, perché nell’articolo apparso sul numero di Chi del 28 settembre, lanciato dallo strillo “Clooney scherza con l’amata collega Marisa Tomei” apprendiamo che “George Clooney ha fatto sorridere Marisa Tomei 47 attrice di origini italiane molto quotata a Hollywood che George ha voluto nel suo film Le idi di marzo”.
Ma chi se ne frega, direte voi! Calma e gesso, non è finita, perché il settimanale diretto dal poliedrico Alfonso Signorini pubblica una foto che ritrae Clooney intento a versare vino (in un bicchiere che sembra tutt’altro che canonico) da una bottiglia inconfondibilmente bollicinara. E facilissima da riconoscere.
E in un box dal titolo “Bolle spaziali Clooney ha scelto il gusto italiano”, si apprende che la bottiglia in oggetto è la facile da riconoscere “Cuvée Prestige è il gioiello nato in Franciacorta nel 2007 e contiene le migliori selezioni di uva Pinot nero Chardonnay e Pinot bianco assemblate alle riserve delle migliori annate. Una bottiglia costa attorno ai 25 euro”.
Per chiudere raccontando che “il successo di Cà del Bosco si deve a Maurizio Zanella e alla sua famiglia che dal 1968 ha fatto conoscere al mondo la Franciacorta”.
Due cose voglio dire di fronte a questa piccola notizia.
Che il buon Clooney, con i mezzi a sua disposizione, avrebbe potuto non accontentarsi del Franciacorta base di Cà del Bosco, ma avrebbe potuto puntare sui Franciacorta haut de gamme, tipo il Dosage Zéro millesimato (il mio prediletto), il Satèn millesimato o le preziose Cuvée Annamaria Clementi. Escludendo che sia tirchio e abbia voluto risparmiare, posso pensare che per non mettere in difficoltà Marisa, che magari non è una grandissima esperta di bollicine, abbia preferito il Franciacorta di Cà del Bosco più facile.
E cosa dire poi di questo product placement effettuato tramite un settimanale popolare a grandissima diffusione?
Direi che se è stato studiato a tavolino e messo a segno, da quali abili esperti di marketing e comunicazione non so, equivale ad un piccolo capolavoro.
E se è invece è stato inconsapevole, ed il paparazzo di Chi ha davvero beccato l’attore statunitense nell’atto di servire, come involontario testimonial, un vino scelto direttamente da lui o dal suo entourage, rappresenta, per Cà del Bosco e per la Franciacorta un gran “golasso”. Perché Clooney ha scelto Franciacorta e non TrentoDoc o Oltrepò Pavese Docg, o Prosecco…
E perché qualche mia gola profonda all’interno della celebre Maison di Erbusco mi riferisce di un effetto Clooney clamoroso, con richieste da ogni parte (e qui ci sarebbe da aprire un’altra parentesi e parlare di chi per scegliere un vino ha bisogno di sapere che piace ad un divo di Hollywood…), per il Franciacorta Prestige.
Semplice tramite di un brindisi galeotto o testimone di una nuova love story sarà ancora una volta Chi, e non certo Lemillebolleblog, a raccontarcelo

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11 commenti

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11 commenti

  1. Daniele

    settembre 28, 2011 alle 4:04 pm

    non può che essere product placemente (e quindi indovinato)!
    Non si pubblicizza gratuitamente una bottiglia in questo modo con tanto di trafiletto dedicato..qui han pagato secondo me Sig. Ziliani, e han fatto bene.
    Quanto alla scelta della cuvee..non credo serva piazzare un Annamaria Clementi, quanto una cuvée base che sgomita con molti altri marchi per guadagnare mercato…considerando anche i milioni di esemplari sboccati.

    Daniele

  2. Siria

    settembre 28, 2011 alle 4:46 pm

    Se il tutto non fosse studiato a tavolino, il “poliedrico” Signorini, come lo chiama lei, non si sarebbe certo preso la briga di descrivere per filo e per segno in un trafiletto quella bevanda che porta il nome Franciacorta con tanto di ministoria dell’azienda e il bel George non avrebbe messo così bene in favore di teleobiettivo l’etichetta… ma la cosa che mi stupisce di più è che io e lei andiamo d’accordo, visto che, parlando dei Franciacorta veri di Ca’ del Bosco, il Dosage Zero Millesimato è anche il mio preferito.
    Quanto a ciò che penso di queste operazioni ad usum popolini è meglio che stia zitta.

  3. Joseph

    settembre 28, 2011 alle 8:15 pm

    Beve proprio male Clooney…è un’obrobrietà di vino…pfff….pessimo chi lo pubblicizza “gratuitamente”!

    • Franco Ziliani

      settembre 28, 2011 alle 8:34 pm

      non sarà il migliore Franciacorta, ma non é certo come lo definisce lei con un giudizio che si commenta da solo

      • Joseph

        settembre 29, 2011 alle 1:26 am

        è il peggior franciacorta in circolazione!
        non può dire di no…
        segue – commento moderato dalla redazione

  4. Siria

    settembre 28, 2011 alle 8:42 pm

    Ziliani, perché non approfitta dell’occasione, di George e della drastica affermazione di Joseph per farci una bella degustazione? In fondo si tratta di un Franciacorta prodotto in quantità importanti da un’azienda leader. Ce lo descriva, con la sua consueta accuratezza. Ce ne narri pregi e difetti. Ci dica se è buono, quanto e buono, se vale i 23 o 24 euro che costa, se è rappresentativo della Franciacorta, se merita il nome “prestigioso” e la sontuosa confezione stile Cristal. Ci faccia sapere!

    • Franco Ziliani

      settembre 29, 2011 alle 4:26 am

      consiglio accettato Siria, metto in cantiere (credo proprio che non ci saranno problemi a realizzarla, non siamo in Oltrepò) una degustazione di tutti i Franciacorta di Cà del Bosco, Prestige compreso

  5. Filippo

    settembre 28, 2011 alle 8:57 pm

    Il Prestige lo trovo dolce e molto molle. Forse George e Marisa lo stavano accompagnando ad un panettone !

    • Mauro Risso

      settembre 29, 2011 alle 4:18 pm

      Filippo! Grandissimo commento!!! hahahah!!!

  6. marco

    settembre 28, 2011 alle 11:14 pm

    signor ziliani, fra una pubblicità e l’altra, la invito a rispondere al sig togni viticoltore di montagna, da lei accusato di essere un millantatore… (il post in questione è quello della franciacorta al veleno).

  7. piersebino

    settembre 29, 2011 alle 12:02 pm

    peggior franciacorta no, tecnicamente è un vino corretto… è destinato alla massa di non bevitori quello si… il prezzo in rapporto alla qualità è elevato, purtroppo penso sia tutto marketing, “io ignorante, se mi costa tot vuol dire che vale tot” e anche oltretutto fanno pagare la parecchia pubblicità che non sembra ma c’è dietro (l’uscita su chi per esempio la pagheranno comunque i consumatori come anche la festa dello scudetto del milan e tante altre robe)

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