Aggiornamenti sulla vicenda Oltrepò Pavese – Cruasé: così parlò il Presidente del Consorzio tutela vini


Sono debitore di un aggiornamento alle tante persone che hanno letto e mostrato interesse per questo post pubblicato lunedì, dove raccontavo la singolare vicenda, tutta oltrepadana per stile, della assoluta non risposta da parte del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese e dei suoi responsabili alla mia richiesta di poter fare una degustazione di Oltrepò Pavese Cruasé.
Nel contempo sono successe parecchie cose. E’ innanzitutto successo che un gruppo di produttori ha deciso di prendere le distanze (trovate i loro commenti a corollario di questo post) dallo “strano” comportamento del Consorzio.
E alcuni si sono gentilmente offerti, prendendosi l’incarico di fare quello che il Consorzio non intende fare e che istituzionalmente dovrebbe fare (come fa senza eccepire organizzando le degustazioni per le varie guide) di raccogliere i campioni e di consentirmi, anche nel loro interesse, per completezza dell’informazione, di fare la degustazione.
Un’amica, una collega giornalista, venuta a conoscenza di quanto mi era accaduto, mi ha scritto osservando che “il negare a un giornalista il suo DOVERE di informarsi per informare è un errore. Ho scritto DOVERE volutamente e non DIRITTO, sebbene sia anche questo. Ma un giornalista ha innanzitutto il dovere di informare i suoi lettori, il pubblico, le persone.
Un giornalista ha il diritto e il dovere di esprimere valutazioni, soprattutto quando, come nel tuo caso, tali valutazioni derivano da esperienze, competenze e saperi. Negare questo dovere e questo diritto a un giornalista è violarne la dignità professionale, nonché quella umana di libero pensiero e libera espressione che sono sanciti dalla Costituzione Italiana e da varie Carte dei Diritti dell’Uomo.
So che quest’ultima affermazione ti può apparire iperbolica rispetto alla sostanza del fatto, ma è inaccettabile che anche a livello minuscolo qualcuno si arroghi il diritto di negare diritti altrui, compreso quello di compiere il proprio dovere, in modo del tutto arbitrario, soprattutto quando facendolo lo fa a nome di un gruppo/ collettività che in realtà ignora l’azione in corso”. Forse l’amica esagera un po’, ma la sostanza delle cose è questa. Il Consorzio tutela vini Oltrepò Pavese mi impedisce di informarmi per informarvi. Ottime, e ringrazio i produttori che le hanno espresse, le prese di distanza dal Consorzio, ma quali notizie dal Consorzio e dai suoi vertici?
Notizie sono arrivate, ma non come un “pirla” come il sottoscritto poteva sperare, ma in una forma che, avendo affidato ad un avvocato l’incarico di valutare se esistano o meno gli estremi per una querela, preferisco per il momento non commentare.
Il Presidente del Consorzio Paolo Massone non solo non ha posto rimedio, non solo non si è attivato per rendere finalmente possibile la degustazione di Cruasé, ma ieri ha pensato bene di inviare ad un gruppo di produttori, alcuni dei quali sono quelli che avevano preso pubblicamente le distanze dal comportamento del Consorzio, la seguente comunicazione, di cui sono per fortuna venuto a conoscenza grazie all’onestà intellettuale e alla indipendenza di alcuni produttori che l’avevano ricevuta.
Ecco il testo: “Oggetto: Replica a Franco Ziliani Spett.li soci, Siamo rammaricati dal comportamento del giornalista Ziliani per l’arroganza che dimostra in ogni occasione, una degustazione del nostro Cruasé ad personam abbiamo ritenuto di evitarla, avevamo pensato di inserirlo alla prossima degustazione utile organizzata anche per altri.
Vorrei inoltre rendervi edotti del fatto che alla prima uscita del Cruasé Novembre 2009, Ziliani era stato invitato in O.P. per la presentazione del progetto, lo stesso lo ha snobbato classificandoci come il solito Oltrepò casinista e inconcludente.
Se sul suo blog (che non frequento da allora e non credo in futuro) ci fosse un archivio potrete andarvi a leggere lo scambio di opinioni. Ognuno di noi può decidere come comportarsi, di certo Ziliani ha ampiamente dimostrato di non essere amico dell’O.P. di certo le fortune del Cruasè non dipenderanno da quella penna boriosa. Paolo Massone Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese”. Lo ripeto, sarà un avvocato a decidere se la cosa dovrà finire qui o proseguirà in altre sedi. Purtroppo non in quelle dove in altri tempi, forse più civili di questo in cui ci tocca vivere, simili questioni sarebbero state risolte… Io non posso consentire a nessuno (non mi hanno spaventato presidenti di Consorzio di ben altra caratura, con ben altra esperienza professionale, ruoli istituzionali ricoperti nella loro lunga carriera, esperienza e carattere, figuriamoci se mi faccio impressionare dal Signor Massone) di definirmi come mi ha definito, bontà sua, il presidente del Consorzio Oltrepò Pavese e di farmi passare, cosa che non sono affatto, e lo dimostrano i miei scritti, critici, ma anche pieni d’interesse per questa zona, per nemico dell’Oltrepò.
Quanto allo “scambio di opinioni” presenti sul blog Vino al vino il Signor Massone ricorda o riferisce male, perché gli unici suoi interventi in forma di commento (come chiunque può facilmente verificare tramite il motore di ricerca interno al blog) sono contenuti a margine di questo post, relativo ad un’iniziativa del “Pinò Club”, e di quest’altro post, dove commentai la notizia della sua nomina a Presidente del Consorzio. Il primo articolo del settembre 2008 e del giugno 2009.
Massone fa riferimento ad una presentazione del Progetto Cruasé (cui ero stato invitato e alla quale non avevo potuto partecipare) del novembre 2009, data successiva ai suoi commenti. Questo per la precisione.

Ora, data pubblica notizia del comportamento del Presidente del Consorzio Oltrepò Pavese, su cui voglio chiedere un parere anche alla FederDoc, mi interessa conoscere il punto di vista dei diretti interessati, delle persone che sono state oggettivamente danneggiate dal comportamento del Signor Massone.
Parlo dei produttori dell’Oltrepò Pavese, che hanno visto danneggiata l’immagine e la credibilità della terra dove con tanto impegno e fatica lavorano, che vorrei sapere:
se si riconoscano nelle parole del loro Presidente;
se le condividano;
se si sentano rappresentati da chi si comporta così con un giornalista;
se continuino a voler essere rappresentati da chi dà dell’arrogante e del borioso ad un giornalista indipendente che scrive quello che pensa.

Uno di loro mi ha già scritto “dico solo che spetta a noi produttori soci del Consorzio decidere se presentare i nostri vini in degustazione e non certo a Paolo Massone per motivazioni personali”.
E un altro mi risulta aver scritto al Consorzio giudicando “pesante e fuori luogo” la risposta di Massone, esprimendo il convincimento che “al di là della simpatia o meno di Ziliani nei confronti dell’Oltrepò Pavese,  il compito del Consorzio è quello di fargli cambiare opinione non certo quello di ignorarlo o, peggio ancora, offenderlo”.
Inoltre ho ricevuto ieri sera, da una persona dell’entourage del Consorzio, una telefonata dove il mio interlocutore si diceva assai dispiaciuto dell’accaduto e mi manifestava, anche da parte di molti produttori con cui aveva parlato, apprezzamento per il mio lavoro e la mia professionalità. E per il ruolo di questo blog e di Vino al vino.

A questo punto tocca ai produttori farsi sentire dal Presidente del loro Consorzio e indurlo a più miti ragioni. Scuse pubbliche, da parte sua, sono sempre disposto ad accettarle, tutti possono sbagliare e andare fuori dalle righe ed eccedere.
Una cosa è chiara: se le scuse non arriveranno e se i produttori non prenderanno pubbliche distanze dall’atteggiamento tenuto dal Presidente del Consorzio tutela vini Oltrepò Pavese, se rimarranno zone grigie d’indifferenza e di “ponziopilatismo”, trarrò le mie conclusioni.
Ed eviterò accuratamente, visto che il Presidente del Consorzio sembra volere questo (ma lo vogliono anche i produttori oltrepadani?) di occuparmi di Cruasé, del magnifico Oltrepò Pavese e dei suoi vini.
Ma questo avrebbe un solo significato: “negare a un giornalista il suo dovere di informarsi per informare” voi, lettori di questo blog e appassionati del mondo sempre più variegato e vivace delle bollicine metodo classico italiane.

72 commenti

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72 commenti

  1. Ruggero

    settembre 28, 2011 alle 10:15 am

    io se fossi in lei non mi fiderei tanto e prenderei con le pinze le telefonate di personaggi dell’entourage del Consorzio che le arrivano. Potrebbero dirle una cosa per un’altra.
    Io l’ho avvisata, veda lei!

  2. L.T.B.B

    settembre 28, 2011 alle 10:37 am

    …guardo le mie terre d’oltrepò da un po più in la e mi rattristo!!
    Consorzio…ma che stai combinando???
    Forse che serva un CAMBIAMENTO!??!?!

  3. Enrico Pinali

    settembre 28, 2011 alle 10:45 am

    solo una cosa di dire , che tristezza! La classica reazione di chi non ha nulla di dire e quindi attacca!

  4. realista

    settembre 28, 2011 alle 11:07 am

    Ziliani ma lei é così presuntuoso e pieno di sé e soprattutto ingenuo da pensare che i produttori dell’Oltrepò Pavese vadano a rischiare una crisi del loro Consorzio, a mettersi contro il presidente che hanno eletto, per prendere le sue difese?
    Ma scenda giù dalle piante per favore, ma chi crede di essere? Se lo tolga dalla testa: i produttori oltrepadani contro il presidente del Consorzio per farsi belli con lei, nemmeno fosse Parker, non andranno mai.
    E anche se ha ragione a lamentarsi per quello che ha scritto il signor Massone non otterrà nulla. Muri di gomma.
    Perché questo é l’Oltrepò del vino, mi creda

  5. Enrico Pinali

    settembre 28, 2011 alle 11:18 am

    Ma è realmente importante da che parte stanno i produttori dell’OP? Se si mettono contro il presidente da loro eletto? Con il dovuto rispetto è un problema loro che dovranno risolvere al loro interno. Come dovranno anche capire a cosa serve un consorzio che non promuove.
    La cosa a mio avviso importante , che poi è quella che dovrebbe far aprire gli occhi agli iscritti, riuscirà Ziliani a fare una degustazione nonostante il consorzio ? Personalmente, se lo vuole , glielo auguro .

  6. agipapress

    settembre 28, 2011 alle 11:44 am

    Caro Ziliani, in genere non amo uscire con commenti che preferisco riservare ad un gruppo ristretto di pochi “intelligenti veri”, come lei ben sa facendone parte, onde evitare di essere subissata da mail di critica, ma questa volta proprio non ho retto l’onda d’urto e l’effetto Vaiont è stato immediato.
    Il Consorzio DEVE chiudere, siamo arrivati ad un punto di “evanescenza” e di inutilità che ancora non si capisce per l’interesse di chi stia ancora in piedi. Parte della sua attività è stata demandata all’esterno e praticamente basterebbe una banalissima commissione della Camera di Commercio riunita ad hoc di volta in volta, per garantirne lo svolgimento; l’altra parte dell’attività del Consorzio era ed è – anzi era e sarebbe!! – la promozione. Ma quale promozione? partecipare per esempio ad Oltrevini nel 2009 e non dare i fondi previsti, circa 20mila euro, cosa di cui si lamentò persino in conferenza stampa l’allora presidente della Casteggio Servizi Piero Bonferoni? Oppure fare affondare progetti promozionali che aveva avviato Panont come il Bonarda Style o il progetto Caveau dell’Oltrepò Pavese, salvo tentare di far ripartire il secondo in modo zoppo perché non si avva più la disponibilità di Panont impegnato su ben altro e più interessante – per lui – fronte di Riccagioia? Oppure essere il promotore di una edizione di Oltrevini 2011 che ha fatto un danno alle aziende, come ho avuto modo di scrivere anche sulla mia agenzia, perché per aderire ad una iniziativa che non è in grado d’essere nemmeno autocelebrativa, è segno che forse è proprio meglio starsene a casa, a “fare andare l’orto” come diceva mio nonnno che da agricoltore lungimirante, mi ha insegnato ad essere concreta e a non credere alle fanfallucche portate dal vento…
    Cosa è diventato il Consorzio? Un ameba informe, forse, dove però, a quanto mi risulta, e vedo che risulta anche a lei, qualche essere pensante ancora esiste e si sta domandando se sia il caso di restare dentro solo per fare numero e pagare una quota che non porta altro che brutte figure o situazioni d’imbarazzo, come quella provocata a lei, o se sia invece il caso di uscire e fare gruppo a sè imboccando un percorso che sia davvero nuovo.
    Non credo – ma qualche barlume di ottimismo mi resta purtroppo o per fortuna! – che tutti i produttori dell’Oltrepò Pavese siano proprio pronti e disposti a gettare alle ortiche il proprio lavoro, il proprio fondo e le proprie vite soccombere – perché di questo, in ultima analisi, si tratta –
    per seguire un “pifferaio” che magico non è più e che si avvale di “pifferi più sonati che sonanti” non in grado di fare quella promozione che servirebbe davvero, di qualità e non dozzinale da sagra paesana…
    E di conseguenza ne deriverebbe una comunicazione diversa, più seria, più vera, più incisiva, più qualificante per tutti – a partire da chi la fa, che non si dovrebbe più sentire in dovere di correre ai ripari con telefonate da retroguardia – sia per quelle che vogliono il cambiamento, ma paradossalmente anche per quelle che oggi come oggi navigano bene nelle acque stagnanti oltrepadane, forse in ossequio a quelle paludi che in epoca preistorica caratterizzavano questa nostra zona…
    Caro Ziliani, il Consorzio a parer mio ha i giorni contati, forse addirittura le ore. Ogni aiuto a staccare la spina delle macchine che, in una sorta di accanimento terapeutico lo stanno tenendo in vita, è da me visto in modo positivo. E non sono la sola; le posso garantire che per motu proprio la spina non si stacca, occorre tirare, e forte, per poter dire alla fine “Il re nudo è morto; viva il re”. I tempi sono maturi, non solo l’uva…

    • Franco Ziliani

      settembre 28, 2011 alle 8:35 pm

      non sta certo a me “staccare la spina” ma sono certo che molti produttori, la maggioranza, opteranno per l’accanimento terapeutico: contenti loro…

  7. Zakk

    settembre 28, 2011 alle 1:50 pm

    A mio modo di vedere il consorzio non DEVE niente a nessuno (mi riferisco alla richiesta di organizzare una deg.), ma di certo ha perso una buona occasione per mostrarsi efficiente e coraggioso. Un giornalista ha il dovere di informare, ma che un’ ente privato debba assecondarlo mi pare follia.
    Per cui se fossi un produttore della zona spedirei i campioni a casa Ziliani e aspetterei. Certo che se i produttori si organizzassero indipendentemente allora il presidente del consorzio alcune conclusioni dovrebbe trarle, tipo dimissioni irrevocabili.
    My two cents.

    Zakk Attack!!!!!

    • granosalis

      settembre 28, 2011 alle 8:52 pm

      Per Zakk: un Consorzio che ha fra i suoi compiti la promozione dei vini è anomalo che non voglia organizzare una degustazione di vini richiesta da un giornalista. Non è questione di essere coraggiosi, è il suo compito, se non lo fa, sbaglia. Se poi la motivazione è uno scambio di opinioni su un blog due anni fa a maggior ragione non c’è motivazione. Essere “amici” di un territorio cosa significa? Dire che va tutto bene, anche quando bene non va? Allora il discorso torna alla base: per gestire un consorzio di promozione occorre avere chiara cosa sia la promozione e quali siano i suoi meccanismi di comunicazione. Distinguere fra “amici” e “nemici” è insensato, escludere a priori è uno sbaglio, adottare criteri personalistici pure. Legarsi al dito qualcosa accaduto (se accaduto) due anni fa, è perlomeno inquietante perchè fa pensare a un rancore da lesa maestà. Ma anche una profonda, dolorosa e dannosa insicurezza. E forse un obiettivo contorto: se nessuno ne parla male (e chi l’ha detto che se ne parlerà male???), nessuno può criticare l’operato del Consorzio, i soci son contenti. Evitiamo a monte di farne parlare chi ci pare rischioso e pericoloso. Il risultato è tutto il parlare di questi giorni: bel colpo! I produttori dell’Oltrepò possono andare a testa alta, sia con Ziliani sia con chiunque altro, non sono insicuri, non si nascondo perchè in un blog due anni fa qualcuno ha scritto e un altro ha detto, e l’ultima cosa che si potrebbe fargli come danno è farli credere al mondo dei pavidi non in grado di affrontare una degustazione con un giornalista. Fra questi produttori e queste Aziende che possono andare e vanno a testa alta per il loro lavoro e il loro impegno e che non sono mai state né saranno pavide c’è anche l’Azienda di Paolo Massone. E vorrei che qualcuno gli dicesse, visto che afferma di non leggere i blog di Ziliani, che c’è qualcuno che la pensa così. Un giorno, forse, capiremo come sono andate le cose.

  8. Gianluca Ruiz De Cardenas

    settembre 28, 2011 alle 8:12 pm

    Disapprovo il comportamento del Consorzio in questa circostanza e, facendone parte, mi scuso individualmente, per quello che può valere.
    Cordiali saluti,
    Gianluca Ruiz De Cardenas
    Az. Agr. Ruiz De Cardenas

  9. Daniele Sala

    settembre 28, 2011 alle 8:32 pm

    So per certo, in quanto riferitomi di persona, che alcuni piccoli/piccolissimi produttori dell’Oltrepò non si sentono tutelati dal loro Consorzio, nemmeno quando nei luoghi opportuni manifestano apertamente i lori dissapori e le problematiche che vorrebbero fossero affrontate. Infatti questi vengono, anche se non ufficialmente, considerati “Dissidenti”. Purtroppo altri la pensano allo stesso modo, ma temendo i poteri forti se ne stanno nelle retrovie. Perciò Franco sono sicuro che questi piccoli produttori saranno felici di aprirle le porte per degustare i vini da loro prodotti. Mi auguro, e ne sono sicuro, che lei non farà di tutta l’erba un fascio, ma approfondirà lo stesso i vini oltrepadani, elogiandoli quando la loro qualità parlerà nel bicchiere.

  10. Giulio Fiamberti

    settembre 28, 2011 alle 8:40 pm

    Non è mia natura ne nascondermi ne puntare il dito ma ammetto che la vicenda non sia facilmente digeribile per nessuna delle parti in causa.
    Reputo Paolo Massone una persona sensata e capace, come produttore e come uomo.
    In molti casi, prima di occupare il posto istituzionale che oggi occupa, si è distinto per capacità di critica e di quel libero pensiero di cui spesso si parla, senza paura di andare contro la massa se riteneva giusta una propria idea.
    In questo caso però non posso non rilevare che ha evidentemente “sbagliato la bracciata”.
    Forse essendo abbastanza nuovo in un ruolo, che giudico di una difficoltà estrema, può aver fatto un errore di valutazione.
    Non di meno però trovo che l’opzione di creare un muro tra il consorzio ed una penna si caustica ma certamente letta sia quanto meno autolesionista.
    Meglio allora cercare di presentare al meglio la realtà locale, al fine di dimostrare come certi passi vengono fatti e non pensare, forse, che eliminando le critiche si eliminino i difetti.
    Difetti per altro forse inferiori alla percezione che si ha fuori zona, e qui mi rifaccio anche alla discussione sui tristellati.
    Forse è vero che non tutti in O.P. sono ad alti livelli ma penso che una compagine di prodotti e produttori abbiano raggiunto un livello più che accettabile e molti altri si stiano migliorando.
    Quanto alla sua inimicizia verso la nostra zona posso personalmente testimoniare che benchè sia un giudice piuttosto severo, non le sfugga nessuna delle nostre pecche e ogni tanto ci tratti con un po’ di sufficienza, ha sempere osservato e scritto di Oltrepò non mancando di dare giudizi positivi ai prodotti che la soddisfacevano.
    Aggiungerei che, in un mondo enogiornalistico che si ricorda mediamente poco di noi, non va sprecata la possibilità di far scrivere e, magari, di mettere le basi perchè si possa anche colpire un presunto detrattore, con la competenza, la capacità organizzativa, la gentilezza e la dimostrazione che il progetto Crusè c’è e se non è ancora al 100% è certamente in crescita.
    Rinnovando la disponibilità già data per una degustazione la invito a rimanere sintonizzato sul nostro Territorio che, ricco certo di contraddizioni, è anche spesso ricco di sorprese.
    Mi auguro che le prossime possano sorprenderla positivamente.
    Allora forse sarà lei a stupire noi con discussioni tipo:
    “Non hai un Cruasè in carta?? Sei Pazzo??”

  11. Cristina

    settembre 29, 2011 alle 11:32 am

    Grazie Sig. Ziliani per aver evidenziato con questi 2 articoli certi Modus operandi discutibili da parte del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese.
    In merito alla sua richiesta di degustazione non entro in merito, se non sul fatto della mancanza di stile e di educazione a non rispondere.
    Ma c’é dell’altro Sig.Ziliani, sembra che ci sia un vero e proprio “Sistema Consorzio”.
    Pare che tra i soci aderenti ci sono “figli e figliastri”. I facenti parte della categoria dei “figliastri”, cioè coloro che legittimamente dissentono o obbiettano su certe idee o decisioni del Consorzio, si vedono statisticamente “segare” le DOC dalla commissione di giuria di degustazione. Inoltre, sempre statisticamente parlando, nei campioni delle aziende che vengono sottoposte ai controlli annuali figurano guarda caso, spesso i nomi di quelle dei “figliastri”.
    Saranno solo semplici coincidenze? O magari sono solo le frustrazioni di produttori mediocri?
    Io mi auguro di cuore che si tratti soltanto di coincidenze e frustrazioni, che le voci a me giunte siano soltanto delle grosse “bufale”. Perché se i fatti stanno veramente così e, di “SISTEMA” si tratta, sarebbe un fatto molto grave. Altro che il silenzio nei suoi confronti sig. Ziliani.

  12. Marco Bertelegni

    settembre 29, 2011 alle 9:48 pm

    L’Oltrepò Pavese sta vivendo un momento poco sereno, sorgono tante perplessità sul futuro ed è sempre più in calo la fiducia verso le istituzioni che invece di tutelare il territorio pare lo stiano poco a poco affondando. Oggi si parla fino alla nausea di Cruasè, e la Bonarda portata a 125 q/Ha di produzione va a picco…In soli tre anni i prezzi delle uve Pinot Nero si sono quasi dimezzati, e si continua a parlare solo di Cruasè. Si è passati dalla fascetta consortile al marchio consortile ed intanto i prezzi delle uve sono sempre in calo. Sarà questa una cosa normale e tollerabile ancora per molto?
    Da socio del Consorzio porgo le mie scuse per un comportamento non certo corretto nei suoi confronti e la invito a degustare il nostro Pinot Rosè non Cruasè.
    Cordiali saluti

    • Franco Ziliani

      settembre 29, 2011 alle 9:52 pm

      Ringrazio Bertelenghi che non conosco, ma il fatto stesso che lavori per un’azienda storica come Monsupello, che ho avuto il piacere di visitare più volte e di cui conservo il magnifico ricordo del suo artefice, il grande Carlino Boatti, é per me una garanzia. Sarà un piacere venirla a trovare

  13. Marco Bertelegni

    settembre 29, 2011 alle 10:07 pm

    L’aspettiamo in azienda al più presto.
    Grazie

  14. Mirella

    settembre 30, 2011 alle 6:21 am

    Caro Ziliani,
    sono giornalista pure io e conosco i diritti e i doveri che la nostra professione comporta. Ma sono soprattutto una donna, una persona e come tale entro nel merito della discussione. Fossi in te non mi meraviglierei del comportamento di Paolo Massone che ha voluto, sicuramente, proteggere il lavoro di tanti produttori e il progetto Cruasè da una penna che dire caustica è un eufemismo. Ricordo alcune tue uscite dalle quali io stessa ho dedotto che, per qualche tuo strano motivo, tu non ami l’Oltrepò. E non credere che i produttori oltrepadani ti rispettino, tutti in blocco. Per quel che sento, io che li conosco uno ad uno quasi tutti, ti vedono disfattista nei loro confronti, uno che ha sposato la causa di altre zone vinicole, non per onestà intellettuale (anche questa dovrebbe essere un nostro DOVERE) ma per un proprio tornaconto personale. Dalla tua penna sono usciti fiotti di veleno più che d’inchiostro nei confronti di questa terra. E continuano a uscirne, a giudicare da questo tuo post nel quale, da un fatto puramente personale, trai occasione per buttare benzina sul fuoco di una situazione difficile per molta gente che in questa realtà lavora, investe, e soprattutto ancora ci crede.
    Un poco di autoanalisi, fossi in te la farei, oppure uno che afferma “non mi hanno spaventato presidenti di Consorzio di ben altra caratura, con ben altra esperienza professionale, ruoli istituzionali ricoperti nella loro lunga carriera, esperienza e carattere, figuriamoci se mi faccio impressionare dal Signor Massone”, non ne ha bisogno?

    • Franco Ziliani

      settembre 30, 2011 alle 6:49 am

      Mirella, ha elementi per dimostrare questa sua farneticante affermazione “ti vedono disfattista nei loro confronti, Uno che ha sposato la causa di altre zone vinicole, non per onestà intellettuale (anche questa dovrebbe essere un nostro DOVERE) ma per un proprio tornaconto personale”.
      Se li ha si sbrighi a tirarli fuori, altrimenti questa sua uscita potrebbe facilmente essere tacciata, com’é, di diffamazione.
      P.S. il tu lo si usa con le persone che si conoscono, non con chi non si conosce. Come nel nostro caso…
      Ma lei, Mirella, esiste veramente o il suo é l’ennesimo caso di nickname di fantasia, utilizzato per offendere?
      Le ho scritto, attendo una sua risposta

      • Mirella

        settembre 30, 2011 alle 7:10 am

        Il tu tra giornalisti, o comunque tra chi svolge la stessa professione, è un dato di fatto ancestrale, a meno che non si pensi che esistano più livelli (serie A – B – C…)secondo i quali concederlo o meno…
        Si calmi, dott. Ziliani! Vuole denunciare tutto l’Oltrepò?

        • Franco Ziliani

          settembre 30, 2011 alle 7:12 am

          no, se non si sbriga a scusarsi per le sue diffamazioni Mirella mi limito a querelare lei

          • Mirella

            settembre 30, 2011 alle 7:53 am

            Ritengo di non avere niente per cui scusarmi.
            Agisca di conseguenza.

          • Franco Ziliani

            settembre 30, 2011 alle 8:18 am

            Bene prendo atto che lei ritiene di non avere nulla di cui scusarsi dopo aver inviato un commento al mio blog dove testualmente scrive: “E non credere che i produttori oltrepadani ti rispettino, tutti in blocco. Per quel che sento, io che li conosco uno ad uno quasi tutti, ti vedono disfattista nei loro confronti, uno che ha sposato la causa di altre zone vinicole, non per onestà intellettuale (anche questa dovrebbe essere un nostro DOVERE) ma per un proprio tornaconto personale. Dalla tua penna sono usciti fiotti di veleno più che d’inchiostro nei confronti di questa terra. E continuano a uscirne, a giudicare da questo tuo post nel quale, da un fatto puramente personale, trai occasione per buttare benzina sul fuoco di una situazione difficile per molta gente che in questa realtà lavora, investe, e soprattutto ancora ci crede”.
            Agirò di conseguenza, così avrò occasione,nelle sedi opportune, di fare la sua conoscenza

  15. Alessio

    settembre 30, 2011 alle 7:23 am

    Scusate se mi intrometto nella vostra discussione. Sono un giornalista e vivo da sempre in Oltrepò. Non voglio entrare nel merito della contrapposizione tra il signor Ziliani e il Consorzio, ma limitarmi a una considerazione di carattere generale. Io credo che l’Oltrepò Pavese dovrebbe far tesoro di messaggi come quelli che arrivano da Ziliani, cioè da un osservatore esterno che senza pregiudizi e con lucido pragmatismo porta alla luce i tanti limiti di questa terra. Non pochi oltrepadani, produttori e non, forse sono ormai avvezzi al basso profilo che tengono le istituzioni e molti operatori che a vario titolo animano la zona. Ma se davvero l’Oltrepò vuole tradurre in concreto le belle parole di alcuni inguaribili ottimisti, deve saper superare una mentalità chiusa e non poco “ristretta”, anche facendo tesoro delle critiche. Esempi lungimiranti come quello di Carlo Boatti, ben seguito dai suoi eredi, dovrebbero essere contagiosi e non eccezioni da annotare sul taccuino.

    • granosalis

      settembre 30, 2011 alle 8:33 am

      Alessio: concordo, bravo! Ai produttori dell’Oltrepò: questo è parlare equilibrato ma non dormiente né di parte, a mio parere sono questi i comunicatori che avete sul territorio che dovete tener presenti, non chi vi fa finire nel tunnel della confusione.

  16. granosalis

    settembre 30, 2011 alle 8:22 am

    Scusi, Mirella, ma se Ziliani è quel “cattivissimo” personaggio che, a stare alle sue parole, sembrerebbe non perdere occasione per attaccare l’Oltrepò, le pare un’operazione di acuta promozione metterlo in condizioni di attaccare l’Oltrepò? Per Ziliani: escludo si tratti di una giornalista, una giornalista non penserebbe di prendere per vero un sentito dire e di scriverne come ha fatto qui. Un giornalista dovrebbe sapere cosa rischia anche in sede di procedimento disciplinare, presumo che funzioni anche per i giornalisti come funziona negli altri ordini professionali. Forse mi sbaglio, il mio Ordine però ad esempio prevede che insinuazioni su colleghi soprattutto se fatte in pubblico provochino un procedimento interno, sino ad arrivare se è il caso alla sospensione e alla radiazione, mentre è ammessa la presentazione di documentazione di abusi che aprono un procedimento con nomina di perito. Non so, ripeto, come sia il funzionamento per i giornalisti, ma escluderei che si possa dare forma scritta a chiacchiere lesive della professionalità e dignità di un collega, dunque escluderei che sia un giornalista. Escluda anche che sia qualcuno che conosce l’Oltrepò, gli interventi dei produttori qui inseriti provano il contrario. E’ una provocazione che aggiunge danno al danno:ora si tenta di far passare i produttori come malpensanti. E’ così? Pensano e dicono quello che sostiene Mirella? In base a cosa? Al sentito dire di un sentito dire, perchè la calunnia è un venticello e distrae l’attenzione dal tema? Ziliani: finora hanno fatto tutto da soli: non rispondono a una richiesta legittima, s’arrampicano sugli specchi per giustificarsi e li sfondano, sostengono come ragione (?) delle cose che equivalgono a calpestare a piedi nudi i vetri che loro stessi hanno sfondato, perdono sangue da tutte le parti e invece di mettere un cerotto strusciano ancor di più i piedi sui cocci… Lei, Ziliani, basta che stia fermo, in fondo, e fanno tutto da soli, compresa l’invenzione del “nemico” che alla fine credono esistere davvero. Tra poco saremo al complottone! 🙂 (è ironico; non salti in mente a qualcuno di offendersi per avergli dato dai “complottisti”). A me sembra che dovrebbero esserle invece grati perchè se c’è un giornalista autorevole del settore che ha sempre parlato dei vini dell’Oltrepò, questo è Lei e non da ieri, ma da anni e io ad esempio la seguo da tanti anni sin da quando scriveva su un portale (lo indichi Lei se vuole, a Sua discrezione) che ancora oggi è l’unico che faccia davvero promozione dell’Oltrepò anche se è un portale privato. Chi non sa rispondere alle critiche o lo fa peggiorando la situazione, conferma che le critiche sono esatte. Io sbaglierò, ma ho la sensazione che siano scattati dei meccanismi non sullo stesso piano e nemmeno tanto lucidi, se leggo questi interventi, perchè da una parte leggo interventi concreti, che parlano di cose concrete, produttori con i piedi per terra , dall’altra leggo interventi (e una lettera) dove sembra prevalere l’emotività, il nervosismo, il dire cose che sembrano importanti ma che in realtà non hanno significanza. Uno scambio di interventi su un blog del 2009!!!!, senza nulla togliere al suo blog, Ziliani, ma sono persino scaduti i termini di legge per una denuncia e in Italia i tempi di denuncia sono lunghissimi. Eppure qualcuno ha tenuto lì il testo di un blog per due anni per dimostrare che… che cosa? Ma mettete i blog in rassegna stampa??? Avrete una rassegna stampa sterminata, visto che ognuni di noi può aprire blog all’infinito. E questo, questo di questi giorni, lo metterete in rassegna stampa? Ma ci rendiamo conto che non c’è nessuna sostanza in tutto questo? Siamo nel 2011 in un Paese dell’Occidente: e rendete “fatto” il sentito dire e vi muovete di conseguenza, fate, disfate, scrivete lettere ai soci, fate correre voci casuali, parlate di un blog di due anni fa, insomma una gran confusione per nulla? Oh, ragass (dalle mie parti è un modo di dire benevolo, significa “ragazzi/giovani, amici”), bastava organizzare una degustazione di vini, uscite dall’incubo! Se non prima, dopo. Nessuno vi ha chiesto di rivelare la formula dell’atomica e non era annunciata la calata degli Unni, ma organizzare una degustazione di vini. Non era programmata una Crociata contro l’Oltrepò, state calmi e riconducete il ragionamento alla sostanza: una degustazione di vini. Vi rendete conto, invece, di cosa state combinando?

  17. Giorgio

    settembre 30, 2011 alle 12:06 pm

    Non entro nel merito del contrasto ma preferisco pensare che Ziliani parli dell’oltrepò con la rabbia di chi vede un territorio “soffocato” e non per odio. Al di là della stucchevole controversia ritengo che nelle nostre terre siano stati fatti molti errori per la totale mancanza di programmazione. Anzichè spendere soldi per iniziative “di facciata” è doveroso investire sul marketing copiando (non mi vergogno) da altre lande (bresciano, altoadige, sicilia ecc ecc). Anziche ragionare limitando la visione al presente cominciamo a pensare imprenditorialmente e diamo la possibilità alle aziende di far conoscere i loro prodotti attraverso contributi e agevolazioni. Smettiamo di fare vini nuovi e poi chiederci se alla gente piace e, per una volta, facciamo un’indagine di mercato preventiva. Le aziende ci sono, i vini sono validissimi per cui, se nessuno li conosce, un motivo ci sarà. Non cerchiamo colpevoli ma troviamo soluzioni.

  18. Emanuele Bottiroli

    settembre 30, 2011 alle 12:23 pm

    Buongiorno a tutti, vorrei esprimere un’opinione del tutto personale, svincolata da questo post, dal Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese e da tutti i commenti sin qui pubblicati.

    Credo che ogni realtà consortile sia una famiglia in cui chiarire, discutere e crescere senza bisogno di trasformare ogni tema in una lotta da ring o all’ultimo sangue.

    Da giornalista credo fermamente che Franco Ziliani non sia nel modo più assoluto al soldo di altre zone di produzione (chi conosce vagamente il suo curriculum sa che ha pagato in prima persona il prezzo della sua personalità e della sua coerenza).

    E’ un professionista che fa il suo mestiere: degustare, recensire e far discutere.

    Certo all’Oltrepò Pavese non le manda a dire… ma è solo perché pubblica sempre ciò che liberamente pensa.

    • sandro g.

      settembre 30, 2011 alle 4:07 pm

      Le ricordo che è il Consorzio che non ha discusso con gli altri membri della “famiglia” l’eventualità della degustazione. Vi scoprite parenti adesso? Grazie per le confortanti parole riguardo a Ziliani, ma le assicuro che non ce n’era alcun bisogno. Lo sapevamo già, da molto, ma molto molto tempo.

      • Franco Ziliani

        settembre 30, 2011 alle 4:13 pm

        si può sapere quello che sapevate, su di me, “da molto, ma molto tempo”?

        • sandro g.

          settembre 30, 2011 alle 4:18 pm

          che Lei è un professionista che fa il suo mestiere, nessun minimo dubbio sulla sua professionalista. E’ pleonastico ribadirlo. Sono in disaccordo sul “far discutere”, la vedo un po’ diversamente: Lei ha la capacità di vedere la notizia e di portarla all’attenzione dei Suoi lettori, come in effetti ogni giornalista dovrebbe fare. Non credo che Lei “faccia discutere”: le discussioni nascono, quando nascono, da sole perchè la notizia, come si dice in gergo, c’è. La Sua esperienza è indiscutibile e, ritengo, nota a tutti coloro che si interessano di vino e vogliono informazioni obiettive e imparziali.

  19. G.

    settembre 30, 2011 alle 12:35 pm

    ma un bel sonoro CHI SE NE FREGA di questi dell’Oltrepo? lasciateli nel loro brodo, sicuro sono convinti che gli altri sono invidiosi, è tipico di quella gente lì, e più se ne parla e più mettono morbo. Ziliani, Lei faccia come vuole, ma non vede che non esce un ragno dal buco? Meritano zero, non perder del tempo, li lasci andare per la loro strada. Mio consiglio è che se ne freghi di questi, io li toglierei anche dall’elenco delle zone di produzione che ha in alto, ma chi se ne frega di questi. Che roba noiosa, con tutto il rispetto per Lei, ma che roba noiosa, ma chi se ne frega.

    • Fabrizio Dellaporta

      settembre 30, 2011 alle 2:11 pm

      Buongiorno.
      Non entro nel merito della diatriba di questo articolo, perchè non sono addetto ai lavori…
      Però sono Oltrepadano DOC (o DOCG fate voi) e quando vedo queste provocazioni gratuite non posso stare solo a leggere e basta.
      Signor G. le faccio una domanda? Dall’alto del suo anonimato (o dovrei dire dal basso…) lei è convinto di valere più di zero, come scrive lei? Se ne è convinto è perchè in effetti non ha ben chiaro il concetto matematico di cosa voglia dire zero…
      Accetti un consiglio… rimanga anonimo lettore e non anonimo scrittore: non è nelle sue corde… Pace e bene!

      • Franco Ziliani

        settembre 30, 2011 alle 2:36 pm

        “provocazioni gratuita” in che senso? Può chiarire Fabrizio?

        • Fabrizio Dellaporta

          settembre 30, 2011 alle 2:47 pm

          Beh non è bello leggere “Meritano zero”, “sono invidiosi è tipico di quella gente lì”, “chi se ne frega di questi dell’Oltrepo” indirizzato indistintamente a tutti gli oltrepadani…
          Io mi sento toccato per la mia appartenenza a questa zona, non per la categoria dei produttori vinicoli, cui non appartengo… Saranno loro se mai a doversi lamentare.

          • G.

            settembre 30, 2011 alle 3:39 pm

            Guardi che non volevo offendere proprio nessuno: rilegga alcuni degli interventi dei suoi conterranei e valuti se val la pena di investire tempo nel leggerli. Se non fosse l’oltrepò e leggesse queste cose di un altro posto, facciamo esempio la toscana, cosa penserebbe? Litigano fra loro, non sono d’accordo fra loro. Le verrebbe voglia di andare e comperare i loro vini? Sono convinto anche più di lei che l’Oltrepò meriti ben altro che quello che si legge, ma molto di più. E se vuole che le dica tutto quel penso, quel che manca lì non è il consorzio o il vino, è la politica del territorio, che se uno viene non sa dove dormire e non sa dove mangiare e forse non c’arriva nemmeno perchè ogni tanto chiudono il ponte della becca. Poi leggo qui che litigano per una degustazione, ma è il minimo che si può fare! Non si senta offeso, anche a me piace l’Oltrepò, ma ci sono certe volte, lo scrivo proprio con dispiacere, che ti fan venir voglia di scrivere ma chi se ne frega.

  20. francesco sala

    settembre 30, 2011 alle 12:48 pm

    ziliani boccia l’oltrepò.
    siamo rovinati.
    già le cantine sociali procedono ai primi licenziamenti.
    le aziende chiudono.
    casa sgarioli è in fiamme: rivolta di piazza stile banlieue.
    l’economia della provicnia di pavia è a picco.
    si aspettano le indicazioni da mario draghi.
    barack obama ha espresso in una nota il suo cordoglio e promette aiuti alle popolazioni delle valli versa e scuropasso.
    angela merkel attesa a minuti per un vertice d’urgenza a borgoratto mormorolo.
    per gli aggiornamenti vi rimando allo speciale in tempo reale della CNN

  21. Giorgio Cestari - Primo Oratore

    settembre 30, 2011 alle 1:02 pm

    Resto stupito delle affermazioni della “giornalista” Mirella:
    Che Ziliani sia piuttosto spigoloso è un dato di fatto, ma è anche un bene in tanta melassa buonista che si vede sui blog.
    Per il resto a me sembra invece piuttosto corretto: la degustazione di Ziliani sugli spumanti trentini sta a dimostrare che si interessa di tutto, e non ha una cuspide di favore verso qualche zona, che sarebbe la Franciacorta, par di capire?
    Però poi se si va a vedere il gradimento per la Franciacorta delle pur vituperabili guide, si scopre che Ziliani non è in cattiva compagnia: in questo momento il Franciacorta sta andando bene.
    Perchè allora , e perchè comunque, è necessario offenderlo?
    Guardi, ascolti un consiglio da esperto (sono avvocato) è meglio che ritiri quello che ha scritto e si scusi, perchè la diffamazione anche secondo me ci sta tutta, ma rifletta sul fatto che la competenza di Ziliani è tale che i suoi tentativi di olrgaggiarlo gettano cattiva luce su di lei stessa.

    Nel merito posso dirle che, in qualche caso non commendevole l’offerta arriva perfino a PAGARLI i giornalisti purchè parlino del loro prodotto (penso in particolare a molta offerta turistica): qui c’è un giornalista di caratura internazionale che si offre di fare una degustazione e gli dicono di no!
    O il mondo è capovolto o è roba da matti.
    Secondo me Ziliani non si offende perchè gli dicono di no, ma perchè fa pena anche a lui vedere certi autogol.
    Saluto, PO

  22. Claudio Micalizio

    settembre 30, 2011 alle 1:37 pm

    Senza entrare nel merito della vertenza che non conosco e che peraltro non credo sia di vitale importanza….
    Riflettete un attimo: un giornalista che querela un’altra giornalista perchè colpevole di aver riferito il pensiero di alcuni produttori o – nella migliore delle ipotesi per la parte che si ritiene offesa – un parere del tutto personale su chi, nella vita, campa esprimendo giudizi nei confronti di tizio e caio (e immagino rivendicando con orgoglio la propria libertà di farlo). E tutto – si badi bene – per una disputa nata sul blog di cui è responsabile il querelante stesso che quindi, in quanto tale, dovrebbe vigilare ed eventualmente rimuovere contenuti offensivi. Non Vi sembra tutto un po’… ridicolo? Non sarebbe meglio chiudere tutto a tarallucci e… vino? Dai, fate i bravi!

  23. G.

    settembre 30, 2011 alle 2:05 pm

    Micalizio: è quello che dico anch’io, chi se ne frega dell’Oltrepo. Non sono però d’accordo sul fatto che Ziliani non dovrebbe difendersi da qualcuno che riporta voci non provate. Se la giornalista voleva dire qualcosa al collega per avvisarlo di voci correnti, lo avrebbe dovuto avvisare in privato, non in pubblico. Nè mi pare che il tono sia di quelli che si usano fra colleghi: è un attacco bello e buono. E solo dopo scatta il meccanismo che Ziliani non dovrebbe difendersi perchè si tratta di colleghi? Ma che ragionamento capovolto è? Comodo dire: ha riportato le voci di altri. Che non li riportasse, che c’azzecca, che ci guadagna?

  24. Roger Marchi

    settembre 30, 2011 alle 5:27 pm

    Nel novembre 2010 scoprii questo blog e ho iniziato a seguirlo. Notai subito la quasi totale assenza di recensioni sul Metodo Classico O.P. DOCG, tanto più evidente rispetto ai post dedicati alle bollicine di altre regioni. Anziché mettermi a pensare a uno Ziliani al soldo di questa o quella regione, organizzai con alcuni amici produttori e con la collaborazione di Giorgio Liberti del ristorante “Prato Gaio” una degustazione di Metodo Classico O.P. (Cruasé e non), riscontrando un interesse non generico di Ziliani per l’iniziativa. Secondo me (e credo anche secondo i produttori presenti) fu una giornata riuscita, con un dialogo vivace (ma correttissimo) fra tutti i presenti, e fu particolarmente meritorio da parte dei produttori sottoporsi senza preconcetti alla penna “caustica” (o “boriosa”)di Ziliani. Quello che mi spinse a organizzare questa degustazione fu il fatto che ritenevo inconcepibile l’Oltrepò avesse così poca visibilità su un importante blog nazionale, oltretutto inserito in una rete di blog internazionali di settore. Io auspico che l’Oltrepò, con iniziative di singole aziende (o meglio ancora di gruppi di aziende) o del Consorzio, ottenga una sempre maggiore visibilità sui blog e mi auguro di non dover nuovamente leggere questo tipo di discussioni. Anche perché – tanto per tornare a un confronto caro a Siria e a molti altri lettori – mentre in Oltrepò si parla di degustazioni rifiutate a Lemillebolleblog, in Franciacorta si terrà fra poco la European Wine Bloggers Conference…

    • Franco Ziliani

      settembre 30, 2011 alle 5:52 pm

      grazie della tua testimonianza Roger. Grazie di quanto hai fatto e di quanto già da tempo mi hai detto di essere disposto a fare ancora. Per puro amore dell’Oltrepò. Ti ringrazio di tutto cuore, ma credo che ci sia un Consorzio delegato (é il suo compito istituzionale) a fare queste cose, senza discriminazioni, senza distinguo, senza se ne ma. Delegato a farle senza insultare nessuno, come ha fatto, definendomi tra l’altro “penna boriosa” (un par de ciufoli, come dicono a Roma), il presidente del Consorzio Oltrepò.
      Ma non si preoccupino: otterranno presto, ho ancora qualche cosa simpatica da scrivere, il risultato che, forse, si sono prefissi. Smetterò di occuparmi di Oltrepò Pavese, dimenticherò l’esistenza (come giornalista, come persona ci tornerò eccome, é troppo bella) di questa terra, e andrò a “rompere” altrove.
      Peccato per i produttori seri che fanno ottime cose e danno credibilità e lustro a questa splendida zona vinicola lombarda. Avrei continuato ben volentieri, come ho fatto, a scrivere, qui e altrove, del loro lavoro, della loro fatica, dei loro sogni…

      • Alessandro F.

        ottobre 1, 2011 alle 9:22 am

        Perchè vuole fare questa cosa, Franco? Cui prodest? Magari prodest al suo fegato, in senso metaforico, e a qualcuno che potrà dire “Visto che bravi siamo stati? Ora non romperà più!”. Il suo fegato suppongo sia già ben corazzato, “quelli che” meritano di capire che darsi martellate sugli organi sensibili non è utile. Non lo faccia e dimostri, Lei sì, che le baruffe chiozzotte, i venticelli di calunnia, i polveroni sollevati ad arte, i leccaggi, la tendenza a buttare tutto “in vacca” sono metodi provinciali e superati. Chi lavora in modo professionale è ben oltre (po?).

  25. Claudio Micalizio

    settembre 30, 2011 alle 5:31 pm

    gentile signor G: vivo in Oltrepo, amo l’Oltrepo, credo che sia un territorio meraviglioso e dalle enormi potenzialità ma che abbia limiti oggettivi… però, mi perdoni, ma non posso dire “chi se ne frega dell’Oltrepo”. Dico solo che la vicenda in sè non merita di finire in tribunale, luogo che dovrebbe essere preposto ad affrontare questioni più serie. Ziliani, poi, ha tutto il diritto di difendersi ma ricorrere alle vie legali mi sembra sinceramente eccessivo se non addirittura paradossale: si immagina cosa accadrebbe se tutte le persone criticate da Ziliani ricorressero alle vie legali? Noi giornalisti ci lamentiamo quando alcune categorie (i politici, per esempio…) ricorrono alle querele per difendersi dal sacrosanto diritto di critico e poi facciamo noi la stessa cosa contro chi non la pensa come noi o ci critica?

    • Franco Ziliani

      settembre 30, 2011 alle 5:37 pm

      sciur Micalizio, gentile collega di Tele Pavia, provi a mettere, se riesce, sullo stesso piatto della bilancia le mie critiche, critiche, non diffamazioni e quello che ha scritto la giornalista Mirella (ho anche il suo nome e cognome, avendo risposto ad una mia mail) che ha testualmente inviato questo commento che ho pubblicato pari pari: “E non credere che i produttori oltrepadani ti rispettino, tutti in blocco. Per quel che sento, io che li conosco uno ad uno quasi tutti, ti vedono disfattista nei loro confronti, uno che ha sposato la causa di altre zone vinicole, non per onestà intellettuale (anche questa dovrebbe essere un nostro DOVERE) ma per un proprio tornaconto personale. Dalla tua penna sono usciti fiotti di veleno più che d’inchiostro nei confronti di questa terra. E continuano a uscirne, a giudicare da questo tuo post nel quale, da un fatto puramente personale, trai occasione per buttare benzina sul fuoco di una situazione difficile per molta gente che in questa realtà lavora, investe, e soprattutto ancora ci crede”.
      Un primo avvocato che ho contattato – ne ho sentiti tre – perché voglio capire bene l’entità del danno e l’ammontare della richiesta di risarcimento danni che farò avere, tramite legale, alla “collega”, mi ha detto: “a mio parere il tenore della dichiarazione travalica i limiti del diritto di critica quindi, trattandosi di blog pubblico fruibile ed accessibile da un numero indeterminato di persone, potrebbe configurarsi il delitto di diffamazione in quanto viene leso l’onore e il decoro della persona in se e della professionalità con danno sia di natura personale che professionale”.
      E ora ci ragioni sopra, egregio collega…
      Una domanda Micalizio: come si sarebbe comportato lei se io avessi scritto di lei quello che ha scritto di me la sua collega Mirella? Avrebbe alzato le spalle e fatto finta di niente perché, come sembra dire tra le righe, tra giornalisti non ci si querela? Chieda notizie in merito a Feltri, Belpietro, Sallusti, Travaglio, ecc. ecc.

  26. AnonimoPerOra

    settembre 30, 2011 alle 7:08 pm

    Un giornalista è tenuto al rispetto della Deontologia Giornalistica, il discorso qui inizia e qui finisce. L’Oltrepò non è un porto franco della legge, della Deontologia e dell’Etica. Se un individuo si definisce giornalista, ma poi indica di parlare “soprattutto” come ” una donna”, applica in seconda battuta categorie relative al proprio genere, cioè all’appartenenza al sesso femminile. Se scrive “sono giornalista” veicola implicitamente a priori di riferire informazioni utili per notiziabilità, verità, verifica e interesse verso i lettori, caratteristiche tutte della professione giornalistica. Se vuol parlare non come giornalista ma “soprattutto” come “una donna”, l’informazione relativa alla professione risulta del tutto accessoria se non finalizzata, come sopra indicato, a conferire un senso di “autorevolezza derivante dalla professione” e veridicità a quanto sostenuto. E poi spieghi a tutti come parla qualcuno che è “soprattutto una donna”, cosa che implicitamente parrebbe indicare che 1) le donne pensano e si esprimono diversamente dagli uomini; 2) lo stesso individuo potrebbe essere definito “uomo in proporzione residuale” e che 3) per paradosso ci si possa definire anche “soprattutto uomo”. Il fatto che lo stesso individuo si presenta come “persona” lascia pensare che lo stesso presuma l’incapacità del destinatario a riconoscerla come tale.
    “Il diritto di cronaca può essere esercitato, quando ne possa derivare lesione all’altrui reputazione, prestigio o decoro, soltanto qualora vengano dal cronista rispettate le seguenti condizioni: a) che la notizie pubblicata sia vera; b) che esista un interesse pubblico alla conoscenza dei fatti riferiti in relazione alla loro attualità ed utilità sociale; c) che l’informazione venga mantenuta nei giusti limiti della più serena obbiettività.
    Cassazione penale, sez. V, 09 ottobre 2007, n. 42067 in Diritto & Giustizia 2007”.

  27. Claudio Micalizio

    settembre 30, 2011 alle 7:39 pm

    Gentile Ziliani, come ho premesso nel mio primo post non vorrei entrare nel merito della vicenda perchè non ho parlato con i produttori citati e poi non conosco Lei, non so sinceramente quanto sia accreditato, credibile e indipendente. A giudicare il tono dei suoi post e a leggere le attestazioni di stima che riceve, penso però sia un pezzo grosso (non è ironia, mi creda: nel settore sono assolutamente “ignorante” e -come diciamo noi vogheresi- “uno può parlare solo se sa le cose”… Che poi è una regola che dovrebbe essere utile anche per fare il giornalista!).
    Però… siccome mi chiede come mi sarei comportato nei suoi panni, Le dico quello che faccio ogni volta che qualcuno esprime critiche nei confronti del mio operato: se necessario rispondo nel merito, argomentando le mie ragioni e se possibile confutando le obiezioni che mi vengono mosse. Quando il mio interlocutore alza i toni, lo lascio parlare (o scrivere) e se mi insulta (cosa che in 23 anni per la verità non mi è mai capitata… probabilmente sarò un giornalista mediocre?!?) taccio o, se proprio voglio avere l’ultima parola, replico con ironia… Di certo non vado in tribunale perchè, lo ribadisco, sarebbe un’enorme contraddizione: ma come, noi giornalisti ci arrabbiamo quando il “potere” cerca di metterci il bavaglio e rivendichiamo il diritto sacrosanto di criticare liberamente tutto e tutti e poi quando ad essere criticati (magari aspramente) siamo noi… quereliamo? No, mi basta rendere conto alla mia coscienza: ho agito correttamente? ho rispettato le regole della professione? posso guardarmi allo specchio senza disagio nonostante le critiche che mi vengono mosse? Se sì, chissenefrega degli insulti, delle critiche, delle obiezioni: la mia dignità e la mia credibilità professionale valgono più di qualunque risarcimento (che però, non lo nego, farebbe comodo al mio conto in banca). E se ho sbagliato io? Molto semplicemente chiedo scusa – e se il caso ne pago le conseguenze – avendo comunque la consapevolezza di aver agito in assoluta buona fede. E farei la stessa cosa se il mio interlocutore fosse un ricco imprenditore, un politico, un cittadino qualunque o un collega giornalista…
    Ps. Quanto agli illustri giornalisti che Lei cita posso semplicemente dire che, evidentemente, non la pensano come me.

    • Franco Ziliani

      settembre 30, 2011 alle 7:43 pm

      c’è una grande e fondamentale differenza, Micalizio, tra legittime critiche e diffamazioni o ingiurie. Io non ho ricevuto critiche, bensì diffamazioni e gratuite (e soprattutto infondate e non dimostrabili) INGIURIE.
      Ecco perché sono decisamente incavolato e intenzionato seriamente ad adire a vie legali.
      Domanda (super ingenua): voi in Oltrepò non conoscete la parole SCUSE??
      Pensate che scusarsi, quando si sbaglia, sia vergognoso, improponibile, assurdo?

  28. Claudio Micalizio

    settembre 30, 2011 alle 7:46 pm

    Le ho appena detto che quando sbaglio non ho problemi a chiedere scusa. Quanto alla mia collega conterranea (ah, le virgolette quando definisce la signora può toglierle: è giornalista tanto quanto Lei) si scuserà se riterrà di doverlo fare. Anche questo fa parte delle regole della democrazia.

    • Franco Ziliani

      settembre 30, 2011 alle 9:11 pm

      Micalizio, come fa ad essere sicuro che sia giornalista? Io non ho ancora fatto, per il momento, il nome completo della collega che si é firmata Mirella. Come ha fatto a riconoscerla? C’é stato un passa parola oggi nella stampa oltrepadana?

      • Claudio Micalizio

        ottobre 1, 2011 alle 9:05 am

        Signor Ziliani, sono il primo a riconoscere di non avere la sua cultura, la sua preparazione e la sua intelligenza… ma non penso di essere proprio stupido! I giornalisti in Oltrepò sono poche manciate, una di queste si chiama Mirella, si occupa da sempre di vino, territorio ecc. ecc…. non ho fatto molta fatica a riconoscerla. Vede che tutto sommato anche noi dell’Oltrepò non siamo così “indietro”….

      • Silvana Biasutti

        ottobre 1, 2011 alle 10:54 am

        Da quando in qua c’è una stampa “oltrepadana”?

        • Claudio Micalizio

          ottobre 1, 2011 alle 12:58 pm

          Mi aiuta a capire il senso della sua domanda?

          • Silvana Biasutti

            ottobre 1, 2011 alle 1:55 pm

            Domanda posta a Franco Ziliani, dopo aver letto – appunto – la locuzione “stampa oltrepadana”,se non vado errata (ora non trovo più il pezzullo de cuius)in un commento a questo post. Trovo naturale l’aggettivo attribuito a dei produttori e inedito attribuito a una “stampa” che immagino sia “locale”. Tutto qui e niente di polemico, solo una curiosità lessicale…

          • Franco Ziliani

            ottobre 1, 2011 alle 2:03 pm

            va bene, allora chiamiamola solo “stampa locale”.

    • Franco Ziliani

      settembre 30, 2011 alle 9:55 pm

      Micalizio, sono andato a rileggermi, tramite questo link
      http://www.oltrevini.it/programma_sabato_17.html
      il programma del convegno sulla neonata Doc Casteggio nell’ambito della rassegna Oltrevini a Casteggio
      e ricordandomi chi abbia parlato e chi abbia moderato ora capisco meglio i suoi commenti, quello che dice e non dice e come lo dice:
      “Il Casteggio: sette Comuni, un territorio DOC – CONVEGNO.
      Tavola rotonda a cura del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese sulla neonata D.O.C. Casteggio, frutto di un meticoloso lavoro di ricerca e riattualizzazione di un’antica storia di produzione, che torna patrimonio presente per ben sette Comuni.
      Si approfondiranno le “case history” nazionali dei vini-territorio, indagando il successo delle etichette che comunicano il binomio tra qualità enologica e terroir unici.
      Al tavolo dei relatori:
      Claudio Micalizio (moderatore), Direttore di TelePavia
      Paolo Massone, Presidente del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese
      Francesco Montresor, Presidente del Consorzio Tutela Lugana Doc
      Carlo Alberto Panont, Direttore Generale della Società consortile per azioni Riccagioia
      Enrico Gerli, titolare del ristorante I Castagni di Vigevano (stella Michelin)
      Oreste Corradi, titolare del ristorante Locanda Vecchia Pavia Al Mulino di Certosa di Pavia (stella Michelin)”

      • Claudio Micalizio

        ottobre 1, 2011 alle 8:53 am

        Bene, ora che dice di aver capito… spiega anche a me cosa avrebbe capito? Prego…

        • Franco Ziliani

          ottobre 1, 2011 alle 9:32 am

          elementare Watson! Se lei viene invitato a moderare un convegno organizzato dal Consorzio Oltrepò Pavese, dimostrando di essere gradito e di avere buoni rapporti con l’establishment consortile, é pacifico che voglia mantenere, per vari motivi, questi buoni rapporti. Ed é elementare che non voglia/possa spendere parole di critica nei confronti di chi preferisce insultare il prossimo… Sono stato chiaro, caro collega di Tele Pavia?

          • Claudio Micalizio

            ottobre 1, 2011 alle 9:59 am

            Ziliani… vede perchè io sento il bisogno di documentarmi prima di scrivere? Perchè poi, altrimenti, si corre il rischio di dire castronerie come ha appena fatto. Io sono andato a moderare il dibattito cui Lei fa riferimento a titolo gratuito e perchè mi hanno invitato in quanto rappresentante di una testata locale che opera in provincia di Pavia. Una tv che non ha mai lesinato critiche al sistema Oltrepò e al Consorzio locale ma che parte sempre da un presupposto, da una missione che cerchiamo umilmente di portare avanti anche quando denunciamo le cose che non vanno: essere al servizio di questo territorio, cercare di unirlo, di farlo “crescere”, di fargli prendere consapevolezza di potenzialità e limiti. Guardi, detto con molta stima per i signori del Consorzio… io non ci ho guadagnato nulla ad andare a moderare quel convegno e non ci perdo nulla se non mi chiameranno più. Ma sono felice che mi abbiano invitato questa volta e ci sono andato perchè ritenevo fosse mio dovere farlo: da giornalista ma soprattutto da cittadino che ama la sua terra, dove è nato e dove ha scelto di tornare a lavorare.
            Ps. Se fossi come Lei, dovrei querelarla per le illazioni del suo post? La prego, mi presti uno dei suoi legali per un consiglio… vuoi vedere che così inizio a fare un po’ di soldi anch’io?

          • Franco Ziliani

            ottobre 1, 2011 alle 10:04 am

            nessuna “illazione” egregio Signor Micalizio, che lei si tenga buono il Consorzio per ragioni di ordine economico non l’ho mai scritto. Nè l’ho penso o ho motivi di pensarlo.
            Ho solo detto che é ovvio e comprensibilissimo che un giornalista attivo in ambito locale come é lei tenga ad avere buoni rapporti con il Consorzio e che al Consorzio risulta gradito. E che é elementare che non voglia/possa spendere parole di critica nei confronti di chi preferisce insultare il prossimo.
            Il resto sono solo sue fantasie… Quanto alle “castronerie”, beh, lassem pert… e buona giornata

  29. Mirella

    settembre 30, 2011 alle 7:52 pm

    Non era mia intenzione, e il mio commento lo esprime, diffamare Ziliani, semmai metterlo in guardia da malelingue e da critiche forse a lui sconosciute. Se avessi voluto diffamarlo avrei riportato un pensiero mio (peraltro impossibile perchè non conosco personalmente il collega) e non quelli di altri.
    In secondo luogo, il commento, a suo parere lesivo della sua onorabilità, non l’ho divulgato su una testata nazionale, a insaputa della “parte lesa” ma su un blog di cui egli stesso è moderatore. Lui stesso ha deciso di pubblicarlo. Il dialogo poteva rimanere tra me e lui, se non avesse approvato e pubblicato il post. E’ come se io pubblicassi un messaggio privato che mi è stato scritto su fb o un’email e poi accusassi l’autore di diffamazione.
    Comunque, è l’ultimo intervento che intendo fare sull’argomento. Se il sig. Ziliani intende proseguire nelle sue farneticazioni legali, faccia pure.

    • Franco Ziliani

      settembre 30, 2011 alle 9:09 pm

      vedo che ha cominciato a fare un vigoroso MARCIA INDIETRO Mirella.
      Anche se poi rischia di rovinare tutto parlando di “farneticazioni legali”…
      La informo, mi pare che non abbia le idee chiare, che quando una persona invia un commento ad un blog é perché desidera che sia pubblicato. Se avesse voluto avere un dialogo privato tra me e lei poteva mandarmi una mail (l’indirizzo é ben visibile sulla home page di Lemillebolleblog) invece ha mandato un commento. Un consiglio: non si arrampichi sui vetri, rischia di cadere

  30. Mirella

    settembre 30, 2011 alle 8:03 pm

    P.S. E comunque io, pur essendo al primo (e ultimo) intervento, ci ho messo la faccia, con un nome che è il mio. Al pari di Roger Marchi, di Claudio Micalizio, di Emanuele Bottiroli, di Francesco Sala, dello stesso Franco Ziliani, ci ho messo la faccia. I vari signor G., Anonimo per adesso, e altri, lanciano il sasso e ritirano la mano.

    • Alessandro F.

      settembre 30, 2011 alle 10:22 pm

      Mirella, Le segnalo che questo è l’ultimo intervento che lei annuncia come ultimo dopo un altro ultimo. Anche quello che lei indica come primo è in realtà il quinto (e ultimo):-) Cerchiamo di sorridere, direi, il mondo continua a girare oltre questo blog.

      • Franco Ziliani

        settembre 30, 2011 alle 10:25 pm

        Alessandro questa mattina quando ho letto il primo intervento della ormai mitica Mirella le assicuro che a “girare” erano anche altre cose… Ma ora, dopo gli ultimi (?) interventi dell’immaginifica collega confesso che mi sto solo divertendo e posso andare a dormire sereno e rilassato… 🙂

  31. Alessandro F.

    settembre 30, 2011 alle 8:37 pm

    Scusate se vado fuori tema e chiedo una cosa che non c’entra proprio niente, ma com’è andata la vendemmia in Oltrepò? 🙂
    P.S.: vi siete ricordati di vendemmiare oltre a leggere e a scrivere qui?

    • agipapress

      settembre 30, 2011 alle 10:58 pm

      Se nel frattempo non è accaduto nulla di “ultimo”…. suggerirei ad Alessandro F. di andare a vedere il sito del Consorzio ( http://www.vinoltrepo.it rigorosamente senza accento!) dove non c’è scritto come è andata la vendemmia, ma come si spera e si auspica che vada, data 18 agosto.
      Insieme alla non fornita comunicazione del non più direttore Panont (mancanza segnalata in un altro commento ad altro post di Ziliani), il sito dimentica anche di aggiornare i dati della vendemmia, confidando forse nel blog “autarchico” di Bottiroli già scoperto da Ziliani come fonte accreditata di …”notizie vere dal Consorzio”.
      Sottolineo all’attenzione di Alessandro F. onde non farsi gravemente fuorviare, che forse i dati proposti su Vinoltrepo.it nell’articolo del 10 agosto scorso, destano qualche perplessità: mediamente risulta che ogni azienda dell’Oltrepò abbia 4,218 ettari (visto che la cifra si ricava dividendo i 13.500 ettari per le 3.200 aziende): sarà vero? Non sono un po’ pochini? E poi qual è la densità di addetti del settore per ettaro vitato visto che i primi sarebbero 11 mila e i secondi 13.500? vale a dire 1,2 addetti/ettaro? non soffrono di solitudine?
      Ma forse per i conti “ultimi” e più precisi, dobbiamo attendere le verifiche di Mirella ;-)))))

      • Franco Ziliani

        settembre 30, 2011 alle 11:07 pm

        tosto questo suo commento agipapress, tosto come questo suo ampio articolo
        http://agipapress.blogspot.com/2011/09/pavia-anche-stavolta-e-colpa-dei.html
        della quale la ringrazio molto
        Mi consolo c’é un Oltrepò Pavese che non ha paura e tiene la testa alta: questo sì che mi piace!

      • Silvana Biasutti

        ottobre 1, 2011 alle 11:07 am

        Devo dire che questa ‘modalità’ di consorzi e altri enti, che aggiornano (qualcuno addirittura facebook) le loro sortite sul web, semestralmente è la spia del loro modo di stare al mondo e del loro ‘sentire’ nei confronti dei soci, insieme al loro modo di fornire ‘dati ufficiali’.
        Mi ricorda il (nostro, ahimé) ministro della Difesa che ha snocciolato in diretta tv, nel solito bailamme di Ballarò, i dati del decremento della borsa di Francoforte, negli ultimi dieci anni (30%, punto più punto meno). Peccato che il numero sia quello dell’incremento, della stessa borsa, nello stesso periodo.
        Il che dimostra che enti e istituzioni, solitamente espressi dalla politica, soffrono degli stessi disturbi dei politici.
        Della gravità e dell’origine di tali disturbi, ognuno di noi può farsi la sua idea.

  32. Alessandro F.

    settembre 30, 2011 alle 11:22 pm

    Grazie, agipapress.
    Lo temevo che qualcosa avreste dimenticato di fare intanto 🙂 però solo aggiornare il sito, la vendemmia spero che vi siate ricordati di farla. Ripropongo la domanda: com’è andata la vendemmia?

  33. Cristina

    ottobre 1, 2011 alle 2:48 pm

    Commento moderato dalla redazione. Le affermazioni diffamatorie a danno dei produttori di vino dell’Oltrepò Pavese vanno provate, altrimenti sono solo calunnie.

  34. Alessandro F.

    ottobre 1, 2011 alle 9:29 pm

    Non lo sapremo mai 🙁

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