La scomparsa di Carlo Dorigati, padre del TrentoDoc Methius

Ho già dato, su Vino al vino, qui, la triste notizia della scomparsa avvenuta ieri a Trento di Carlo Dorigati, 64 anni, eccellente produttore di vini rossi, Teroldego Rotaliano, Trentino Rebo, le riserve di Teroldego Diedri e di Cabernet Grener, nella cantina storica di famiglia, la Fratelli Dorigati di Mezzocorona.
Voglio ricordare su Lemillebolleblog che Carlo Dorigati era anche, dal 1986, un eccellente produttore di metodo classico, di Trento Doc, da quando, diplomato all’Istituto Agrario di San Michele e già impegnato nella cantina fondata dal suo bisnonno nel 1858, con il supporto dell’enologo Enrico Paternoster creò la linea di TrentoDoc Methius, che divennero in breve tempo tra i vini simbolo dell’azienda.
Dorigati lascia in tutte le persone che l’hanno conosciuto e apprezzato il suo entusiasmo, la sua vitalità e la tempra di sportivo, oltre alla voglia di saperne di più sul vino che l’ha portato in giro per il mondo, un grande vuoto. Come pure nel mondo del vino trentino, di cui era personaggio di riferimento.
Alla moglie Ivana e al figlio Paolo, ai fratelli Franco e Remo, le più sincere condoglianze mie e di tutti i lettori di Lemillebolleblog.

2 commenti

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2 commenti

  1. Angelo Rossi

    settembre 26, 2011 alle 11:23 am

    Caro Carlo, hai lottato per una settimana, ma alla fine la tua pur forte fibra ha ceduto. Ogni giorno della tua tremenda agonia è stato un giorno di speranza per i tuoi cari e per quanti ti hanno conosciuto, apprezzato e voluto bene. Con te abbiamo perso un amico ed un maestro di vita, pronto ad ascoltare ed approfondire. Non ti piegavi facilmente alle difficoltà, anzi, le sfide ti motivavano a fare sempre di più e meglio. Così nella tua professione di viticoltore-enologo di razza, come nei momenti di svago, di intense relazioni personali ed immersioni nella natura pedalando in bici o correndo assieme all’amata Ivana. Ti brillavano gli occhi di gioia nelle settimane scorse per la prima vendemmia assieme a Paolo, finalmente a casa dopo anni di studio e stage!
    Grande è sempre stato il tuo impegno, inversamente proporzionale alla tua modestia. Lasciavi che per te parlassero i riconoscimenti per la qualità dei tuoi vini o i trofei sportivi.
    Eri così fin da ragazzo e ragazzo nel cuore sei sempre rimasto. Ti stimavano gli insegnanti del pur severo Istituto agrario di San Michele al pari dei tuoi compagni di scuola e dei più giovani che ti vedevano come esempio da seguire. Se è vero che un produttore raggiunge il suo apice solo quando riesce a trasferire la propria personalità al vino, tu Carlo, ci sei magnificamente riuscito. Sapevi plasmare il tuo austero Teroldego o il sommo Methius, conciliando tecnica raffinata a rigorosa tradizione. Eppure il vino non era tutto per te, altri e ancor più nobili valori ti interessavano profondamente, così come non disdegnavi la scherzosa compagnia dei tanti amici che oggi ti piangono. Entusiasmo per una vita a tutto tondo, ecco forse, la sintesi del tuo carattere. Un entusiasmo generoso e contagioso, ben poggiato sulla tua vasta cultura di tecnico, di storico ed umanista.
    Così tu, novello Conte Firmian, sei stato portato via dal Basilisco, mitico drago di Mezzocorona, nel racconto che ci amavi declamare per dare al tuo vino quel tanto di leggendario da renderlo indimenticabile. Come indimenticabile sei e sarai sempre per noi.

    I tuoi amici dell’Unione Diplomati dell’Istituto Agrario di San Michele

    • Franco Ziliani

      settembre 26, 2011 alle 12:12 pm

      GRAZIE per queste splendide parole di ricordo, Angelo!

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