Solo abbassando i prezzi Cava e Prosecco possono insidiare lo Champagne! Ma il suo fascino resta insuperabile

Sul rinnovato sito Internet dell’A.I.S. ho dato la notizia – che potete leggere qui – dei risultati di un sondaggio effettuato per conto del grande salone internazionale di Bordeaux, Vinexpo. Si tratta dei un sondaggio riferito a quello che viene testualmente definito “marché des vins effervescents”, che potremmo tradurre, anche se l’espressione non mi piace ed è generica e imprecisa, perché mette sullo stesso piano prodotti profondamente diversi tra loro, come “mercato dei vini spumanti” definito tout court come il mercato più “dinamico”.
Nel mio articolo ho cercato di prendere le cose valide dal sondaggio, ad esempio la previsione che il mercato degli “effervescents” potrebbe addirittura crescere del 5,6% nell’arco di tempo tra il 2010 e il 2014, arrivando a 2,5 miliardi di bottiglie, e altri elementi numerici.
Quando poi quando ho letto testualmente, sul sito Internet specializzato francese Vitisphère, ma anche sul sito Internet italiano Wine News, che aveva ripreso la notizia, che testualmente si arrivava ad affermare che “la suprématie mondiale des vins de Champagne est de plus en plus remise en question par ses deux concurrents européens”, ovvero che “la supremazia mondiale degli Champagne é sepre più messa in discussione dai suoi due competitor europei”, ho cominciato a dubitare che potesse trattarsi di un sondaggio da poter prendere seriamente in considerazione.
Verissimo che nel 2010 lo Champagne ha venduto 319 milioni di bottiglie (+7%), il Cava spagnolo ne ha vendute 245 milioni (+11,5%) e l’italiano Prosecco 210 milioni, ovvero rispettivamente 73 milioni e 109 milioni meno dello Champagne, non bruscolini…
Verissimo che la concorrenza si fa maggiormente principalmente nell’export, dove il Cava è leader avendo venduto 149 milioni di bottiglie nel 2010 (+14%), lo Champagne 140 (+24%) e il Prosecco 115 milioni (+15%). Verissimo altresì che questa leadership del Cava e l’ottima performance del Prosecco hanno però una motivazione e pagano uno scotto pesante, il fatto di vendere ad un prezzo medio decisamente più basso di quello dello Champagne: lo Champagne ha un prezzo medio (13,5 euro) ben superiore a quello di Cava e Prosecco (che si attestano fra i 4 e i 5 euro).
E impeccabile l’osservazione che lo Champagne possiede sia un mercato interno di grandi dimensioni (60% delle vendite) sia una quota importante di esportazioni al di fuori dell’Europa (40%), mentre Cava e Prosecco esportano il 60% delle loro bottiglie, in Europa per oltre il 70%. E interessanti e utili tutti gli altri dati.
Ma perdiana, come possono aver fatto dei francesi, con il loro orgoglio, il senso della grandeur, lo spiccato eno-nazionalismo, a pensare, e scrivere che la “suprématie mondiale des vins de Champagne” possa essere messa in discussione? Io credo che le teorie di questo studio, che sembra realizzato più nel Penedes e a Conegliano che a Bordeaux vadano prese con beneficio di inventario.
Pertanto, pur non potendo che augurare, ragionando da un punto di vista puramente patriottico e nazionalistico, tutte le maggiori glorie e successi al Prosecco, e guardando con simpatia al Cava, penso che sul primato dello Champagne non tramonterà mai il sole.
Con tutto il rispetto possibile per i competitors citati nel rapporto di Vinexpo un conto è il Cava D.O., un conto il Prosecco, anche il più blasonato, quello Superiore Conegliano Valdobbiadene Docg, e un conto è lo Champagne… Voglio chiudere con una battuta che era cara ad un indimenticabile giornalista, Germano Pellizzoni, che è stato per anni mio direttore ad A tavola da cui ho imparato tantissimo e che ricordo con imperituro affetto. Germano amava dire: “Ziliani se stasera porta fuori a cena una bella donna e vuole “andare a segno”, cosa le offre Champagne o Franciacorta (e lui citava la più nota azienda franciacortina)?”.
Discorso che vale ancora di più se al posto delle bollicine bresciane, come competitor dello Champagne e come scelta per fare “il brillante” al ristorante, dovessi scegliere Cava, oppure Prosecco…
Sbaglio? Non credo proprio…

66 commenti

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66 commenti

  1. Mario Crosta

    settembre 22, 2011 alle 10:37 am

    Se parli di Prosecco generico sono perfettamente d’accordo con te. Ma ci sono dei Valdobbiadene DOCG d’autore che sceglierei certamente al posto di tutti gli champagne generici. Fermo restando che per me lo Champagne e’ l’ottava meraviglia del mondo.

  2. Cantastorie

    settembre 22, 2011 alle 10:44 am

    ..il buon Dio ha creato l’acqua, l’uomo il vino ed un uomo di Dio lo champagne!!

  3. Mario Crosta

    settembre 22, 2011 alle 10:45 am

    Tanto per non far nomi, mi piacciono molto alcuni dei vini prodotti da Bellenda, Ruggeri, Bisol, Canevel, Il Colle, Nino Franco, La Masottina, Zucchetto, Varaschin eccetera. Rispetto a degli champagne che vedo ogni anni in vendita a Auchan a 15 o 16 euro e che secondo me dovrebbero declassare a cremant, e’ un gran bel bere!

    • Franco Ziliani

      settembre 22, 2011 alle 10:51 am

      de gustibus… Ho appena fatto, mezz’ora fa, una lunga chiacchierata telefonica con il direttore del Consorzio del Prosecco Superiore Conegliano Valdobbiadene, che mi ha gentilmente invitato a tornare a visitare la zona… Ci penserò, perché i posti sono splendidi, i produttori in gamba, ma il Prosecco… Non riesce ad entrarmi nel cuore, nulla di personale, de gustibus appunto…

      • Mario Crosta

        settembre 22, 2011 alle 11:01 am

        Lo so, Franco, da sempre. Anche i Lambruschi. Ma ricordo che una volta sei rimasto folgorato sulla via di Damasco da un “Vecchie vigne”… e poi ricordati sempre che un Prosecco metodo classico e’ pur sempre una forzatura rispetto all’ottimo, insuperabile, magnifico, Prosecco col fondo, l’unico vino di cui ne puoi bere quanto ne vuoi e quando vuoi, ma che non ti tradisce mai. Io ho guidato di notte (anzi era l’automobile che andava da sola, per fortuna, tanto conosceva a memoria la strada…) fino a Vienna con gli altri due che russavano grazie a un Prosecco che andava giu’ come l’acqua, a litri, con le cozze, con i granchi, “co’ ‘e cape”…

        • Franco Ziliani

          settembre 22, 2011 alle 11:02 am

          Mario!!!???? Queste cose non si fanno e se si fanno non si raccontano… 🙂

          • Mario Crosta

            settembre 22, 2011 alle 11:16 am

            In vino veritas…

        • Cantastorie

          settembre 22, 2011 alle 11:24 am

          ..è vero, caro Mario, il “profondo” a trovarlo buono, è un’altra cosa, ma i produttori che tu hai citato non ne fanno… o se lo fanno….

  4. Mario Crosta

    settembre 22, 2011 alle 11:36 am

    I produttori che ho citato sono quelli che fanno alcuni metodo classico Valdobbiadene DOCG d’autore che piacciono a me, visto che si parlava di rapporto con Cava e Champagne. Non mi risulta di aver scritto da nessuna parte alcun rapporto tra quei produttori e quello che invece cerchi tu (e continua a cercare: chi cerca, trova!).

  5. Siria

    settembre 22, 2011 alle 11:38 am

    Uffa che noia, sono ancora d’accordo in toto con Ziliani… 🙂

    Personalmente il Prosecco lo userei solo per fare il bagno in una vasca del 700.

    • Franco Ziliani

      settembre 22, 2011 alle 12:12 pm

      basta Siria, altrimenti finisce che le chiedo di farlo insieme il bagno nel Prosecco (o preferisce il Franciacorta?) nella vasca del ‘700… 🙂 🙂 🙂

      • Mario Crosta

        settembre 22, 2011 alle 1:55 pm

        Finche’ e’ anonimo, non ti conviene rischiare, non sei sicuro del sesso.

        • Siria

          settembre 22, 2011 alle 3:51 pm

          Che noia Crosta con questa storia.

          • Mario Crosta

            settembre 22, 2011 alle 8:15 pm

            No, Siria, io sono annoiato delle sue diffamazioni di intere zone vinicole che non siano l’Oltrepo’ coperte (per ora)da un anonimato che spero le venga legalmente tolto da un momento all’altro. Diffamazioni anche contro dei produttori che spero la perseguano civilmente e la obblighino a pagare caro per le assurdita’ che lei scrive qui da tempo.

          • Franco Ziliani

            settembre 22, 2011 alle 8:18 pm

            Mario!!!

          • Mario Crosta

            settembre 22, 2011 alle 8:24 pm

            Franco!!!
            Spes ultima dea.

  6. Zakk

    settembre 22, 2011 alle 11:53 am

    Se va in zona valdobbiadene vada da casa coste piane, il resto e’ noia

  7. Cantastorie

    settembre 22, 2011 alle 12:27 pm

    ..non sono d’accordo con Zakk, la noia c’è ma non è dappertutto e se cerca bene troverà almeno una dozzina di produttori al di sopra di ogni aspettativa, tra qui quattro o cinque che fanno un “colfondo” che è veramente speciale… certo per chi non conosce bene la zona, è dura, molto dura, perché questi produttori sono piccoli e non riescono a farsi conoscere… ma speriamo che non diventino troppo grandi…

    • Mario Crosta

      settembre 22, 2011 alle 1:50 pm

      Fai i nomi, per cortesia. Io i miei li ho fatti. Il blog serve a trasmettere le informazioni. Se tu trasmetti solo le opinioni partecipi solo a meta’.

  8. Marossi

    settembre 22, 2011 alle 2:26 pm

    Che poi, per sorpassare lo spumantino francese, ammesso che si voglia farlo, basterebbe smettere di parlarne e berlo, qui da noi, cominciando a brindare a Prosecco, vino in ogni caso vero, e non addizionato. Lo sciampàgn è solo una lambic un po’ più costosa.
    Ciò detto, il problema del prosecco è la resa per ettaro.

    • Franco Ziliani

      settembre 22, 2011 alle 3:05 pm

      Marossi ha bevuto così tanto Prosecco lei da fare affermazioni così ridicole?

      • Marossi

        settembre 22, 2011 alle 6:04 pm

        Non si può amare lo sciampagn e l’Italia allo stesso tempo, scelga.
        E’ una questione culturale, mi creda.

        • Franco Ziliani

          settembre 22, 2011 alle 6:16 pm

          Ma per favore, non dica “bestialità”! Sono profondamente italiano e adoro lo Champagne (non come lo scrive lei) e non v’é alcuna contraddizione!

          • Marossi

            settembre 23, 2011 alle 10:55 am

            Che lei sia ‘profondamente italiano’ è fuor di dubbio (anche la sua propensione all’improperio immotivato è tipica nostra), tuttavia non è di questo che parlavo, ma della sua assenza di patriottismo. Che mica tutti ce l’hanno, anzi: non va più di moda da circa 150 anni.

          • Franco Ziliani

            settembre 23, 2011 alle 10:58 am

            ma cosa ciancia Marossi! Io sono filo-italiano, ma lo Champagne, perdiana, é lo Champagne! E solo degli ottusi in nome di una sorta di eno-autarchia becera possono pensare che se ne possa fare a meno…

          • Cantastorie

            settembre 23, 2011 alle 11:27 am

            L’inutilità dei Francesi per l’umanità è stata inficiata dall’invenzione dello champagne, del fois gras…..

          • Franco Ziliani

            settembre 23, 2011 alle 11:38 am

            Cantastorie, ma che storie va raccontando?

          • Marossi

            settembre 23, 2011 alle 11:36 am

            Insomma: ottuso, becero, senza gusto né cultura (questo si arguisce dal post sopra).
            Ma, esimio Ziliani, ritiene tutto questo livore necessario o lecito per difendere l’onore del frizzante franzoso?
            In altri tempi io l’avrei dovuta sfidare a duello a cagione delle sue male parole. Quindi un fratello avrebbe ucciso un fratello, quest’orrenda novella vi do, in nome di un vino d’Oltralpe.
            Che tristezza.
            Viva l’Italia (parlandone da viva).

          • Franco Ziliani

            settembre 23, 2011 alle 11:40 am

            e io sono pronto ad accettare il duello caro Marossi, a difesa dell’onore offeso delle franzose bollicine! Ma visto quello che ha scritto e postato altrove (su Intravino) mi spiacerebbe molto, perché su altre cose credo che siamo in sintonia, doverla infilzare con la mia spada… Ma che le hanno fatto lo Champagne e gli/le champenois/e?

  9. Cantastorie

    settembre 22, 2011 alle 2:30 pm

    ..Ok Mario, io non sono molto d’accordo perché ognuno ha i suoi gusti e sopratutto le sue abitudini, non parlo, e non mi piace, parlare del tizio o del caio, ma visto che sono sollecitato, ed anche Ziliani, ad esempio ne ha citatati già alcuni, confermo la qualità intangibile di Bele Casel, di Miotto Valter e Silvano Spagnol per i “colfondo” mentre per i brut o extradry posso segnalare Le Sorelle Bronca, Adamo Canel, Carmina, Borgo Antico, Perlage, Conti di Collalto, Foss Marai, Frozza e Andreola… ma ce ne sono altri… che ho solo preso qualche volta in passato e non assicuro al momento….anche se fra quelli che hai citato tu, rinosco in parecchi delle qualità, ma spesso dei numeri “stratosferici”….

    • Daniele

      settembre 22, 2011 alle 5:35 pm

      MA perchè nessuno parla di Silvano Follador?
      Metodo Charmat (seccosecco) o Classico non dosati da urlo.

      Ah forse non ne parla nessuno perchè non se ne trova.

      Comunque non dèvio dal tema, sono d’accordo Sig.Ziliani che lo Champagne will never die.

      Allo stesso tempo credo che una visita ‘di qualità’ sulle splendide colline del prosecco potrebbe magari farla riavvicinare a questo prodotto, come nessun altro così amato odiato.

      Ogni prodotto deve fare il suo lavoro, voglio dire, il prosecco è prosecco, lo champagne è champagne.

      • Franco Ziliani

        settembre 22, 2011 alle 5:38 pm

        Daniele, se strappo da Siria la promessa di accompagnarmi nelle terre del Prosecco parto subito!

  10. Alessandro Carlassare

    settembre 22, 2011 alle 2:32 pm

    L’interessante post poteva dare inizio a una discussione costruttiva ed interessante, purtroppo i commenti deragliano in cavolate (vole usare altro termine, anche se sempre per C inizia): tipo chi beve solo questo o quello, chi ci fa il bagno, chi beve solo quello col fondo, e magari lo consiglia solo se ben ossidato…
    Commenti scritti tanto per fare e che a NULLA portano.
    Il problema è solo uno: di Prosecco si parla tanto (troppo) e non lo si conosce in modo adeguato.
    Franco, mi unisco all’invito del direttore del Consorzio e ti chiedo di fare un giro a Valdobbiadene (te l’ho chiesto la prima volta 3 anni fa…): quando te ne andrai continuerà a non piacerti (cosa lecita, vi mancherebbe) ma almeno potresti capire perché certi commenti sono proprio fuori luogo.

  11. Marossi

    settembre 22, 2011 alle 2:39 pm

    Aneddoto. Un giorno un amico francese, sapendomi enofilo, mi porta una bottiglia di vino delle sue lande. “Assaggia – dice orgoglioso – sciampàgn!”. Inarco il sopracciglio, lo assaggio. “Non è male, non sapevo che anche da voi si producesse Franciacorta”.

    • Cantastorie

      settembre 22, 2011 alle 3:39 pm

      ..non si dia cruccio Marossi, c’è gente che confonde fischi per fiaschi… tanto per non uscir dal tema…. e poi il non sapere distinguere un vino è meno grave….!

  12. marco spagnol

    settembre 22, 2011 alle 7:09 pm

    Perfettamente concorde con lei Ziliani: gusti sono gusti!
    Ma concedetemi alcune domande: perchè se una cosa non piace molta gente si sente libera di calpestare lavoro, storia, cultura, ecc. di una zona solo ed esclusivamente per il gusto di farlo? Non sarebbe più corretto dire che il prodotto non piace e fermarsi senza offendere chi nel lavoro “noioso” ci perde le notti? Credete che produrre il detergente per Ziliani, Siria e tutti gli altri che la pensano come loro sia lo scopo enologico della zona del Prosecco?
    Sinceramente credo che ci si possa vergognare di certe affermazioni che troppo liberamente vengono espresse e che di persone che la pensano così la nostra zona (produco CONEGLIANO VALDOBBIADENE DOCG) possa volentieri farne a meno.
    Sono molto favorevole ad uno scambio di opinioni alla pari ma scusatemi se non non sento il bisogno di sentirmi giudicato da chi si sente sopra ad un piedistallo!

    • Franco Ziliani

      settembre 22, 2011 alle 7:13 pm

      Spagnol ricordavo altri suoi interventi in tema di Prosecco assolutamente fuori dalle righe e questo conferma un modo, il suo, di commentare, che trovo scarsamente dialogico ed eccessivo. Accetti le critiche, non tutte vengono espresse in maniera distruttiva e irrispettosa caro il mio produttore di Conegliano Valdobbiadene Superiore Docg! E’ un consiglio che le offro gratis, simpaticamente

      • marco spagnol

        settembre 22, 2011 alle 7:22 pm

        Le critiche vengono accettate e valutate ma sinceramente in queste battute non ne vedo. Mi sembrano più opinioni personali e certe volte irrispettose.

        • Franco Ziliani

          settembre 22, 2011 alle 7:30 pm

          questo é il suo personalissimo punto di vista caro signore. Il suo

      • Alessandro Carlassare

        settembre 22, 2011 alle 7:39 pm

        Franco, sii onesto: se Siria avesse scritto “personalmente il Franciacorta lo userei solo per fare il bagno in una vasca del ‘700” non l’avresti ripresa o apostrofata?
        La fatica è fatica ad ogni latitudine ed in ogni luogo: certe affermazioni vanno cassate aldilà delle proprie idee e dei propri gusti, altrimenti è ovvio che qualche produttore perde la pazienza..

        • Franco Ziliani

          settembre 22, 2011 alle 7:42 pm

          va bene Alessandro, hai ragione, ma mi sembra che il contesto fosse chiaramente ironico e che non si trattasse di un’affermazione seria in forma di stroncatura, ma una pura boutade…

          • Alessandro Carlassare

            settembre 22, 2011 alle 8:19 pm

            E’ vero, si poteva comprendere la chiave ironica, ma tu sai bene che l’amore per alcuni vini, special modo per quello che “ti appartiene” come zona o che produci, rende noi tutti più suscettibili e meno comprensivi.
            Anche questo è il bello del vino.
            Data l’ora ti auguro una buona serata.

  13. Siria

    settembre 22, 2011 alle 8:29 pm

    Vedo – cosa che peraltro già sapevo – che i produttori di vino sono molto suscettibili. Dovrebbero invece essere contenti della mia boutade: un bagno nel Prosecco vuol dire almeno 150 litri, ovvero 200 bottiglie: un bell’affare, direi! Take it easy, signori.

    • Franco Ziliani

      settembre 22, 2011 alle 8:33 pm

      Siria, la boutade é stata chiara, ora basta, altrimenti i prosecchisti si “arrabbiano”. E magari hanno anche un po’ ragione…
      Non c’é solo business (anche se ce n’é molto) nel cuore degli uomini e delle donne di Conegliano Valdobbiadene. E questa passione, questo altro, che é molto, merita rispetto

      • Mario Crosta

        settembre 22, 2011 alle 8:43 pm

        Non mettermi fra i prosecchista, Franco, che non lo sono e lo sai benissimo. Nato a Busto Arsizio, accudiddu in Sardegna e ormai fra le foreste dei Beschidi. Sto col vero prosecco DOCG di Conegliano Valdobbiadene adesso come sono stato con il Franciacorta DOCG a sua volta e come sono stato con uno tra i migliori produttori oltrepadani qundo vengono reiteratamente bersagliati da un anonimo di rara vigliaccheria.
        Questa e’ l’ultima volta che scrivo un commento in questo blog. Che se lo tenga pure questo Siria e faccia come ha fatto fin d’ora l pipì sul tappeto. Contento tu, contenti tutti.

        • Franco Ziliani

          settembre 22, 2011 alle 8:44 pm

          mi riferivo ai produttori Mario, non a te! E non fare così, amico mio, per favore… Un forte abbraccio

          • Mario Crosta

            settembre 22, 2011 alle 8:56 pm

            No, basta. O Siria o me. E tu hai gia’ scelto. Ti ho mandato a proposito una e-mail, perche’ la cosa potrebbe ripetersi anche su Vinoalvino, con dei troll del genere.
            Fine delle mie trasmissioni. In bocca al lupo!

          • Franco Ziliani

            settembre 22, 2011 alle 10:41 pm

            come vuoi Mario

      • Siria

        settembre 22, 2011 alle 9:04 pm

        Ho il massimo rispetto per il duro lavoro di vignaiuolo. Anche le aziende ultracommerciali, alla fine, hanno gente che si fa il mazzo in vigna e in cantina. Il Prosecco non mi piace, non mi piace proprio il sapore del glera, posso dirlo? Poi, basta, chiedo scusa a chi si è ritenuto offeso dalla mia boutade, per carità, Crosta escluso.

        • Mario Crosta

          settembre 23, 2011 alle 8:42 am

          Per me questo e’ un grande onore, perche’ le scuse dei vigliacchi come lei sono false ed inaccettabili comunque.

          • Siria

            settembre 23, 2011 alle 11:45 am

            Non chiedo l’intervento dell'”arbitro” (in questo caso il padrone del blog che ha deciso di non censurare questo intervento offensivo) perché non è mio costume…
            Commento parzialmente moderato dalla redazione

  14. Alberta Follador

    settembre 23, 2011 alle 9:45 am

    Lo scrivo qui ma potrei far copia incolla in tutti i blog. Basta con questi assurdi commenti. Con che diritto vi permettete di criticare e trarre tali sentenze. Perché tutti vogliono sapere di vino, si permettono di scrivere di vino?! Siete noiosi. Chi di voi ha vissuto i problemi di una vendemmia? Chi ha visto la grandine scendere e distruggere tutto il proprio raccolto? Lottare poi con la produzione che non c’è perché per coerenza e correttezza non acquisti un kg d’uva? La peronospora che invade i vigneti perché la chimica non la vuoi utilizzare, le farfalle ghiotte delle tue foglie. Addormentarsi la notte con la preoccupazione che i vini non fermentino con tutte le conseguenze che potrebbero seguire. Me che ne sanno molti di voi di tutto questo? Giornalisti compresi. Però fa bello, vi piace, vi fa sentire importanti dietro una tastiera dimostrarvi maestri e sicuri nel vostro pensiero. Mentre noi produttori ci chiediamo continuamente cosa è giusto e cosa è meglio per noi, per il nostro futuro, ci mettiamo in discussione. Cerchiamo vendemmia dopo vendemmia di dare, ognuno nelle proprie possibilità o come meglio crede, l’espressione più bella e migliore del nostro vino. Anche sbagliando, può capitare. A volte mi chiedo perché ci dobbiamo tormentare tanto quando basterebbe chiedere a voi e avete una soluzione a tutto!

    • Cantastorie

      settembre 23, 2011 alle 10:54 am

      ….56.000.000 di “coach”, 46.000.000 di premier, 36.000.000 di “escoffier”, 26.000.000 di primari ospedalieri, 16.000.000 di tecnici informatici, 6.000.000 di commercialisti, questa è l’Italia, che ci piaccia o no, a parole siam tutti maestri…siamo tutti professionalmente ineccepibili in quello che un tempo era il Bar Sport, la ribalta del sapientino di turno e oggi è internet…. in ogni caso il diritto a parlare non include necessariamente quello a venire presi sul serio. .. come diceva appunto Huber Humphrey

  15. Cantastorie

    settembre 23, 2011 alle 12:19 pm

    ..Caro Ziliani, le battute, andrebbero “capite” e non solo “prodotte”…in ogni caso la frase non è mia…ma non ricordo chi la disse…. ma se lei ha indicazioni più precise sull’utiltà, tout court dei cugini transalpini ci metta al corrente……

    • Franco Ziliani

      settembre 23, 2011 alle 12:30 pm

      no Cantastorie, lascio a lei dimostrare, se ci riesce, perché a suo avviso la Francia ed i francesi sarebbero, a suo illuminato avviso, “inutili”… Penso che sarà un’impresa non tanto titanica, ma inutile, quasi quanto provare a svuotare il mare…

      • Cantastorie

        settembre 23, 2011 alle 12:33 pm

        …lei si cimenterebbe nel provare l’utilità di certi politici italiani (anche se non faccio nomi, non è difficile indovinare…) che sono in parlamento da trent’anni e non hanno mai fatto per un solo giorno l’interesse comune ed il bene per tutti?

        • Franco Ziliani

          settembre 23, 2011 alle 12:43 pm

          non ci penso nemmeno Cantastorie, li reputo in larghissima parte, e di ogni possibile schieramento, inutili, nocivi, da evitare come la peste. Ma che c’azzecca tutto questo con lo Champagne ed i francesi? Perché sta provando a mandare “in vacca” (perdonate tutti il “francesismo”) la discussione proposta dal post? Allora ha ragione Crosta che certi commenti li devo bannare e basta!

  16. marco spagnol

    settembre 23, 2011 alle 12:51 pm

    Grazie Alberta!
    Aggiungo poi: credete che nessun giovane, e non solo per l’età, cerchi di cambiare le cose? credete sia facile lottare quotidianamente in azienda e fuori per fare prove, esperimenti e cambiamenti sentendoti sempre dire “è 50 anni che faccio così e guarda dove siamo arrivati”? credete sia facile capire perchè molti clienti o semplici consumatori non capiscono quello che fai? credete che in zona nessuno stia migliorano, e non intendo economicamente, le cose?
    Sicuramente non lo credete e non potete nenche capire visto che il produttore di vino viene visto solo con il simbolo del dollaro vicino!
    Allora no giudicate!
    Sapete secondo me perchè si cade in queste discussioni? per lo stesso motivo per il quale discutiamo in cantina e nei vigneti: abbiamo a che fare con la vecchia mentalità italiana! Tutti sappiamo di tutto e sappiamo più degli altri e sinceramente chiedo scusa in anticipo a chi mi seguirà perchè probbabilmente sarò uguale in quanto italiano e fiero di esserlo e perchè mi rendo conto di quanto dura sia poter fare dei cambiamenti facendoli diventare delle conquiste personali.

    • Franco Ziliani

      settembre 23, 2011 alle 1:08 pm

      forza Marco, ora sì che mi piacciono il suo entusiasmo e la sua ostinazione a cambiare/migliorare le cose! Sono assolutamente dalla sua parte!

  17. Luca Ferraro@Bele Casel

    settembre 23, 2011 alle 7:04 pm

    Alberta, Marco
    sapete quanto io ami il prosecco e il suo mondo ma questa volta purtroppo devo dare ragione al Franco. la maggior parte del prosecco che viene prodotto globalmente fa i numeri solo grazie al prezzo. E’ vero anche che ci sono molte piccole aziende che lavorano molto bene e tra quelle inserisco anche le vostre senza ombra di dubbio. Purtroppo però non facciamo testo, commercialmente dobbiamo imparare molto dai francesi.
    Spero che noi giovani come dici tu Marco riusciremo a cambiare le cose, ma servirà tempo. Noi stiamo lottando con tutte le nostre forze e prima o poi arriveremo da qualche parte ne sono certo.

  18. pierazzo

    settembre 27, 2011 alle 12:06 pm

    siria, vieni a trovarci e porta il costume. teniamo un tino aperto.

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