Per Donatella Cinelli Colombini il TrentoDoc è semplicemente “spumante”!

Si dice spesso che comunicare correttamente aiuta decisamente a qualificare un prodotto e a renderne più agevole la commercializzazione.
Si ripete anche che è compito della stampa, di una corretta informazione fornire al consumatore tutte quelle informazioni utili perché sia in grado di distinguere un prodotto da un altro ed evitare confusioni e fraintendimenti, e che dovere di un’informazione degna di questo nome sia distinguere chiaramente tra un prodotto ed un altro e chiamare ogni prodotto con il proprio nome.
Anche perché il consumatore si abitui a dare a Cesare quel che è di Cesare. E parlando di bollicine chiamare Prosecco quel che è Prosecco, Franciacorta quello che è Franciacorta, Cava se è Cava e non Crémant de Bourgogne, evitando accuratamente di ricorrere a quella definizione fasulla e insignificante, che è fuorviante e fornisce un falso messaggio al consumatore, che è il termine “spumante”.
Chi segue regolarmente questo blog sa perfettamente come Lemillebolleblog sia nato proprio per opporsi alla confusione imperante che porta ancora larga parte dell’informazione, o presunta tale, a parlare di “spumante italiano”, di “guerra” dello spumante contro lo Champagne, a mettere nello stesso calderone metodo classico e metodo charmat, vini nati da uve aromatiche come il Moscato o la Glera e vini nati da uve canoniche da “méthode champenoise” come Chardonnay e Pinot nero.
E’ tanta la confusione sotto il cielo e ancora molto diffusa una certa pigrizia che porta a generalizzare parlando di “spumanti”, quando si dovrebbe invece mettere il puntino sopra le i e dire Alta Langa Docg, Conegliano Valdobbiadene Superiore Docg, Asti Docg, Oltrepò Pavese Docg, ecc.

Di questa pigrizia, sorprendentemente, ho scoperto avere dato prova non l’ennesimo giornalista pressapochista di turno, ma anche un produttore, che avendo dimestichezza con le denominazioni, con Doc e Docg, dovrebbe essere abituato a non fare confusione. E che credo non apprezzerebbe affatto se il suo Brunello di Montalcino ed il suo Rosso, rigorosamente a base di Sangiovese di Montalcino 100%, venissero indistintamente definiti come “vino rosso” e basta.
Il produttore, anzi, la produttrice un po’ “pasticciona” e imprecisa è la Signora Donatella Cinelli Colombini, proprietaria della Tenuta Casato Prime Donne, vice presidente del Consorzio del Brunello, Assessore al turismo del Comune di Siena, pardon ex assessore, che sul suo blog aziendale, nella sezione visite in cantina, nel riferire di una visita in azienda di “Marcello Lunelli vicepresidente della cantina “Ferrari” di Trento. Venuto in Toscana con la famiglia e un gruppo di amici in occasione di una festa”, ha pensato, come potete leggere qui, di titolare “E’ da noi il principe dello spumante”.
E sia nel titolo, sia nel testo del post, ha evitato accuratamente di citare il nome esatto della denominazione d’origine relativa alle bollicine prodotte a Trento dalle Cantine Ferrari, che si fregiano della Doc Trento e non sono, anche se la scritta che si legge sulla facciata della cantina sfrecciandole davanti in autostrada, riporta ahinoi proprio questa dicitura, dei banali e indistinti “spumanti”, ma dei validi Trento Doc.
Come non concludere, di fronte a questi piccoli ma significativi incidenti di percorso, che molto da imparare, sul modo di comunicare e di fare corretta informazione a favore del consumatore, hanno ancora non solo la stampa, soprattutto quella generalista, ma anche il mondo del vino, di cui Donatella Cinelli Colombini, produttrice in quel di Montalcino e Trequanda, ma anche figura istituzionale in qualità di vice presidente del Consorzio del Brunello, è illustre rappresentante?

12 commenti

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12 commenti

  1. Cantastorie

    settembre 20, 2011 alle 9:17 am

    ..è vero, con il termine spumante non si indica un prodotto definito come può essere il Trento Doc, come un’ automobile può essere una station wagon o una spyder…il termine “spumante” identifica tutti quei vini che hanno avuto fermentazione in bottiglia o in altri recipenti e che, non solo nel linguaggio comune, raggruppano non solo le “bollicine italiane ma anche lo Champagne e compagnia cantando….

  2. Alessio Rondinelli

    settembre 20, 2011 alle 11:41 am

    Da Wikipedia, l’enciclopedia libera. Vino spumante: “I vini spumanti sono quei vini caratterizzati, all’apertura della bottiglia, dalla produzione di spuma, dovuta alla presenza all’interno della stessa di anidride carbonica non aggiunta dall’esterno ma prodotta per fermentazione.
    All’atto dell’apertura della bottiglia il prodotto all’interno deve avere una sovrappressione non inferiore a 3,5 bar ad una temperatura ambiente di 20 °C per i DOC. Gli altri prodotti tipo spumanti aromatici devono avere 3 bar. Il vino frizzante deve presentare una sovrappressione non inferiore a 1 bar e non superiore a 2,5 bar.”.
    Egr. sig Ziliani, ma prima di mettere i polpastrelli sulla tastiera CHE NE DICE DI INFORMARSI? Non credo che questo sia un processo a lei noto, scrive anche che la dottoressa Cinelli Colombini è assessore al turismo di Siena quando tutti noi qui sappiamo che non lo è e lo sanno anche in Italia visto che la stampa nazionale l’ha salutata come pietra miliare in un processo di qualità. Ma è evidente che lei non ha letto l’ABC del bravo giornalista e quindi si diverte ad attaccare un personaggio che probabilmente, e a ragione, non le rivolge attenzione.
    Grazie ad Internet che è bella perché ognuno può scrivere quel che vuole ma se poi chi scrive si definisce giornalista allora le cose cambiano… A proposito, Ziliani, ma lei ha mai pensato di andare a vendemmiare?

    Ma forse ha da fare con il Franciacorta…

    Cordiali saluti,
    Alessio Rondinelli

    • Franco Ziliani

      settembre 20, 2011 alle 11:55 am

      Egregio Signor Rondinelli, innanzitutto grazie per essersi firmato e per aver esposto le sue idee, in modo critico, non trincerandosi dietro ad un nick name, ma in maniera palese. E’ molto meglio relazionarsi con persone vere non con fantasmi, come accade spesso nei blog…
      Faccio unicamente ammenda per il fatto di aver scritto che la Signora é ancora Assessore al Comune di Siena, mentre invece é ex assessore. Ora correggo subito.
      Per il resto, non ho bisogno di leggere “l’Abc del bravo giornalista” né tantomeno di prendere lezioni di giornalismo da lei, non avendo il piacere di conoscerla né di sapere se sia il futuro nuovo direttore del Corriere della Sera o dell’Ansa, perché so perfettamente quello che ho scritto. E perché l’ho fatto.
      Non si fermi alla banalissima descrizione puramente tecnica del vino spumante che ha fornito. Legga un po’ questo blog, cerchi su Google le discussioni in corso sulla congruità in uso del generico termine di “spumante” per definire un vino metodo classico o champenois come un TrentoDoc. E scoprirà quello che ho scritto nel mio post, ovvero che va dato a Cesare quel che é di Cesare e che corretta informazione richiede di non limitarsi a scrivere spumante, ma a parlare di TrentoDoc, Oltrepò Pavese Docg, Asti Docg, Alta Langa Docg, Prosecco Doc e Prosecco Superiore di Conegliano e Valdobbiadene Docg.
      Oltre che di Franciacorta Docg, di cui mi occupo, come degli altri prodotti a denominazione d’origine sopra indicati, su questo blog.
      Saluti cordiali anche a lei!

  3. Siria

    settembre 20, 2011 alle 11:50 am

    commento moderato dalla redazione

  4. marzia morganti

    settembre 20, 2011 alle 11:56 pm

    peccato che anche il Concorso Enologico Internazionale di Vinitaly, usi la parola spumante per definire il Trento DOC nella ‘CATEGORIA VINI SPUMANTI A DENOMINAZIONE DI ORIGINE E ALTRI SPUMANTI
    GRUPPO 2 – VINI SPUMANTI PRODOTTI CON FERMENTAZIONE IN BOTTIGLIA (METODO CLASSICO)’ e quest’annno ha premiato con la Gran Medaglia ‘TRENTO DOC SPUMANTE BRUT “TRIDENTUM” 2006
    CESARINI SFORZA SPUMANTI SPA – GRUPPO LA VIS – TRENTO (TN)
    TRENTO DOC SPUMANTE BRUT MILLESIMATO “ALTEMASI” 2006
    CAVIT S.C. – TRENTO (TN)’, magari informiamoli che stanno sbagliando, cin cin

    • Mario Crosta

      settembre 21, 2011 alle 8:34 am

      Secondo me al Vinitaly non hanno sbagliato. Infatti “spumante” e’ una categoria, non una tipologia. Quello che dovremmo imparare tutti, specialmente i produttori, e’ valorizzare il vino per tipologia: allora c’e’ il metodo classico a rifermentazione in bottiglia, il metodo Martinotti-Charmat a rifermentazione in autoclave, il metodo Frolov-Bagreev a rifermentazione in akrotofor-e, il metodo Gerasimovich a flusso continuo.
      E ogni DOC o DOCG infatti specifica il metodo usato fra le sue regole, di cui va orgogliosa, quindi sarebbe più giusto definire ognuno di questi vini con il nome delle DOC e DOCG.
      Lo so che non e’ semplice cambiare abitudini, ma ci siamo riusciti prima, quando abbiamo smesso di dire metodo champenoise perche’ i Francesi hanno vinto la causa. Perche’ non riuscirci anche adesso?
      La precisione non e’ un optional…

      • Franco Ziliani

        settembre 21, 2011 alle 8:37 am

        questione, come ho scritto, anche di pigrizia mentale, oltre che di pressapochismo…

        • Mario Crosta

          settembre 21, 2011 alle 9:34 am

          Sì, e’ vero, in effetti le abitudini radicate sono dificili da estirpare, come il vizio del fumo o l’alcolismo. Ma e’ proprio per questo, come in quei due casi, che e’ fondamentale il lavoro di gruppo per un obiettivo ben motivato.
          Abbiamo gia’ saputo fare una bella distinzione in Piemonte, dove si e’ specificato “vivace” da “frizzante”. Non e’ stato semplice, ma ce l’abbiamo fatta, la gente ha capito, comincia ad abituarsi.

  5. marzia morganti

    settembre 20, 2011 alle 11:57 pm

    corrego, i due vini spumanti citati hanno ricevuto la Gran Menzione

    • Franco Ziliani

      settembre 21, 2011 alle 7:34 am

      Marzia, quale zelante difesa delle “ragioni”, che non ci sono, della tua datrice di lavoro. Svolgi opera di ufficio stampa anche in questo caso? 🙂

  6. marzia morganti

    settembre 21, 2011 alle 8:35 pm

    la mia datrice di lavoro, come la chiami tu, mi permetto di dirti che prima di tutto è un’amica ventennale, il confronto con lei per me è sempre stato motivo di crescita umana e professionale. E’ una persona alla quale devo molto, le opportunità di lavoro che mi ha creato, avendo stima di me, sono molte e non hanno prezzo. Detto questo ti faccio presente che la mia datrice di lavoro non ha bisogno delle mie difese, sa difendersi da sola, ma non si possono leggere attacchi pretestuosi come tu le rivolgi spesso e mi pare anche volentieri e rimanere in disparte. La parola spumante nel titolo usato dalla signora Donatella Cinelli Colombini è quanto mai appropriata ed un giornalista navigato come te dovrebbe sapere che in un titolo conta l’efficacia e non c’è imprecisione in quanto il Trento Doc è uno spumante. Ma mi viene un dubbio, forse anche tu hai qualche collaborazione che stai difendendo, allora dichiaralo in modo palese, io di una cosa sono certa, i miei clienti sono tutti alla luce del sole e le mie comunicazioni sono tutte firmate in calce con il nome mio o della mia agenzia Marte Comunicazione , così chi legge sa da che parte sto. ciao Marzia

    precisazione per il signor Mario Crosta, la mia frase : ‘.. magari informiamoli che stanno sbagliando, ..’ riferita al Concorso di Vinitaly è una battuta, è certo che Vinitaly non ha sbagliato, per il momento, anche il Trento DOc, è nella categoria spumante, .. Ziliani permettendo, chi vivrà vedrà. m.

    • Franco Ziliani

      settembre 21, 2011 alle 11:00 pm

      Marzia, capisco il tuo zelo nel prendere le difese, anche se non ne ha bisogno come dici tu, la tua amica e datrice di lavoro, ma ti do (gratuitamente) un consiglio: abbassa le ali e datti una calmata. E rivolgi ad altri, non a me, farneticazioni come quando scrivi “Ma mi viene un dubbio, forse anche tu hai qualche collaborazione che stai difendendo, allora dichiaralo in modo palese, io di una cosa sono certa, i miei clienti sono tutti alla luce del sole e le mie comunicazioni sono tutte firmate in calce con il nome mio o della mia agenzia Marte Comunicazione , così chi legge sa da che parte sto”…
      Io continuo a fare il giornalista indipendente, il free lance, non faccio pubbliche relazioni e p.r. per nessuno. Per la precisione

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