Perché il Festival Franciacorta in cantina. Un dibattito sul blog Terra uomo cielo

Come già annunciato il prossimo week end, sabato 17 e domenica 18 settembre, in contemporanea con la prestigiosa rassegna Oltrevini di Casteggio, si svolgerà, in giro per il territorio della zona vinicola bresciana, la nuova edizione del Festival Franciacorta in cantina.
Anche quest’anno la rassegna non si svolgerà, com’era accaduto in passato, in un’unica sede, la splendida Villa Lechi di Erbusco, con una sola location che accoglierà i visitatori, ma con una formula che prevede la possibilità di visitare, per degustazioni, eventi culturali ed enogastronomici, performance varie, un folto gruppo di aziende.
Anche se dolorosa, perché era bellissimo mettere a disposizione degli appassionati un luogo fisico dove poter conoscere il lavoro di tante aziende franciacortine diverse e mettere a confronto i loro Franciacorta Docg, ma non era ormai più possibile, dato il clamoroso successo della manifestazione, è stata una scelta obbligata. Che tanti hanno accettato con buona pace e alcuni, invece, contestano, e giudicano sbagliata.
Secondo lo spirito di dialogo e di confronto che anima questo blog, ho pertanto pensato di segnalare, pubblicato sul blog Terra uomo cielo di Giovanni Arcari, un post nel quale la rassegna del Festival Franciacorta in cantina viene messa in discussione.
Civilmente come nelle parole ferme, ma rimaste sempre sul piano della correttezza, del padrone di casa. Meno civilmente e spiace, nelle parole di altri intervenuti con i loro commenti.
Giovanni Arcari ha scritto: “Questa manifestazione con la sua bella e democratica formula non esiste più, quindi smettete di chiedere e mettetevi il cuore in pace: dimenticatevi di poter confrontare in tempo reale ciò che produce tizio rispetto a caio. Il confronto costruttivo non sà dà fa!
Per il secondo anno il consorzio ha confermato il Festival Franciacorta in Cantina che fa presupporre la necessità di avere una cantina non solo come luogo di trasformazione delle uve, ma come una sorta di struttura ricettiva nella quale si potranno intrattenere gli ospiti tra stelle filanti, sorrisi smaglianti e bottiglie che fanno il botto.
Quindi, se la vostra sede più che assomigliare al Billionaire, sembra la casa dei Bradford siete fottuti, perché non c’è spazio per nessun altro. Ne avevo già scritto QUI e dal Consorzio mi era stato risposto così: “caro Arcari, non puoi immaginare la quantità di pubblico che è accorso nelle varie cantine. I produttori sono tutti entusiasti”.
Un successo che, facendo una ricerca in rete, pare ravvisato solo dal Consorzio e da qualche azienda”.
Pur essendo un amico, sincero, di Giovanni, così come ho detto intervenendo sul blog, non sono d’accordo con quanto sostiene.
E ho pensato, anche se qualche persona poco civile mi darà, come ha già fatto, del pavido “di fronte a Zanella” (n.d.r. Maurizio Zanella presidente del Consorzio Franciacorta e deus ex machina di Cà del Bosco, e mio amico dal 1984), che la migliore replica ad Arcari sia quella, ufficiale, del Consorzio, postata su Uomo terra cielo dal responsabile dell’Ufficio stampa.

Ecco l’intervento di Francesco Angius: ““Ringrazio Giovanni Arcari per aver postato l’argomento Festival Franciacorta in cantina e ritengo sia opportuno intervenire nella discussione con l’unico intento di chiarire meglio alcuni aspetti.
La scelta dello scorso anno di modificare la formula del tradizionale Festival di settembre, principale manifestazione dedicata al Franciacorta e grande vetrina per le cantine del territorio, fu presa dal Consiglio d’Amministrazione del Consorzio esclusivamente dopo aver preso atto di alcuni elementi oggettivi scaturiti a seguito dell’ultima edizione svoltasi a Villa Lechi e Casa Marchetti di Montestrutto nel 2009.
In quella edizione furono ben 62 le cantine partecipanti, un numero record che costrinse il Consorzio a trovare una soluzione logistica per poterle accogliere tutte, individuando appunto Casa Marchetti, situata accanto a Villa Lechi.
In vista dell’edizione 2010 vi furono ulteriori adesioni da parte di altre 7 cantine e sarebbe stato da irresponsabili organizzare il Festival nel medesimo luogo, senza la possibilità di offrire un contesto adeguato ai produttori e soddisfando contemporaneamente le attese dei visitatori.
Infatti già nell’edizione 2009 le presenze avevano abbondantemente superato la quota di 6000 con alcuni disservizi. L’edizione del 2010 ha registrato la presenza di 15000 persone. Quindi il Consiglio d’Amministrazione del Consorzio, in previsione di un maggiore afflusso, ha cercato soluzioni alternative a Villa Lechi che potessero offrire adeguati servizi (parcheggi, servizi igienici, spazi per degustare) arrivando perfino a valutare l’ipotesi di utilizzare la Fiera di Brescia, lasciando la Franciacorta. Ma tale ipotesi fu scartata perché il Festival non è mai stato solamente uno spazio di degustazione, essendo invece un’ideale vetrina per tutto il territorio che trasmettesse in modo inequivocabile valori intrinsechi di eleganza, bellezza e piacere che sono propri del Franciacorta ed il suo territorio.
E così, seppur a malincuore, si è dovuto prendere atto che in Franciacorta oggi non esiste uno spazio che unisca bellezza, superficie adeguata e servizi che garantiscano di poter offrire a un pubblico sempre più numeroso un’accoglienza di assoluta qualità, in linea con la politica che da sempre il Consorzio persegue.
Si è quindi preferito modificare la formula decidendo di restare in Franciacorta valorizzando le cantine (le loro differenze, le loro unicità) ed il territorio, dando anche l’opportunità al consumatore di poter così acquistare le bottiglie direttamente alla fonte, piuttosto che mantenere a tutti i costi il format storico spostandosi fuori dal nostro territorio in spazi che nulla avrebbero avuto in comune con i valori espressi dal Franciacorta.
Grati se vorrete suggerire eventuali soluzioni alternative che saremmo felici di poter valutare per l’edizione 2012, vi saluto cordialmente Francesco Angius – Ufficio stampa”.

Forse per l’edizione 2012 del Festival si potrà pensare, se ce ne saranno i mezzi, di mantenere l’attuale formula del Festival Franciacorta in cantina e di prevedere contemporaneamente, presso Villa Lechi o altra struttura, un luogo dove, su preventiva iscrizione, si potranno prevedere possibilità di degustazioni di singole tipologie, il Satèn piuttosto che il Rosé o il Brut, di modo da favorire quel confronto democratico tra i produttori ed i vini cui accenna Arcari.
Ma credo proprio che finché non ci sarà una struttura adatta ed il numero dei produttori franciacortini crescerà, con la conseguente loro volontà di avere uno spazio in manifestazioni collettive, il Festival Franciacorta “vecchia formula” rimarrà solo un piacevole ricordo…

82 commenti

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82 commenti

  1. Michele Tarentini

    settembre 13, 2011 alle 12:25 pm

    il sig. Zanella potrà anche avere ragione, ma l’anno scorso ho visitato una piccola cantina e mi è sembrato che quanto da loro organizzato (molto interessante) purtroppo non ha avuto un gran seguito di pubblico, e difatti quest’anno non aderiranno all’evento!
    Io concordo con il sig. Arcari!

    • Andrea Marenghi

      settembre 13, 2011 alle 2:00 pm

      Buongiorno.
      Quello che dice lei Tarentini, è un’aspetto che molti produttori franciacortini dicono…ma non vengono ascoltati!

  2. Andrea Marenghi

    settembre 13, 2011 alle 1:58 pm

    Buongiorno.
    Anchio, concordo pienamente con il Sig. Arcari.
    Quanto dice il Sig. Tarentini, è veritiero.
    Tantissime cantine non hanno un’accoglienza per ricevere le persone, e si sà, che il 70% delle persone che segue il Festival, vuole andare in cantine “grandi”.
    Se poi ci si mette direttamente il consorzio a sponsorizzare sempre quelli…
    Per fortuna esistono ancora persone che voglio seguire altre realtà!!!
    Io ribadisco, che il festival in questo modo, è stato strutturato, in modo da accontentare i soliti.
    Per l’edizione 2012, come descrive lei Sig. Ziliani, mi sembra un’altra “scoperta dell’acqua calda!”.
    Se venisse fatto in quel modo, si sà benissimo che la gente preferirebbe di più all’edizione più “demoocratica”, e limitando il numero di visitatori con prenotazioni etc non è affatto democratico, e lo trovo sempre più una soluzione da “casta”.
    Come ho già detto nel blog del Sig. Arcari, le strutture di accoglienza e di ricettività, ad Erbusco, ci sono.E non poche.
    Dico questo perchè è il mio paese.
    Lei dice :” Ma credo proprio che finché non ci sarà una struttura adatta ed il numero dei produttori franciacortini crescerà, con la conseguente loro volontà di avere uno spazio in manifestazioni collettive, il Festival Franciacorta “vecchia formula” rimarrà solo un piacevole ricordo…”…secondo me i produttori franciacortini,hanno la volontà d’avere ancora uno spazio “democratico” per il festival…ma se decidono in pochi gli altri purtroppo si adeguano!Purtroppo!
    Io ribadisco questa formula del festival, non è altro che una seconda edizione di “cantine aperte” e che è fatto in modo per accontentare sempre i soliti…

  3. Siria

    settembre 13, 2011 alle 5:02 pm

    Copio-incollo il mio intervento su quel blog:

    Dopo discussioni sulla qualità dei vini, su cui ci sarà da ritornare, in questo caso do ragione al 101% a Giovanni Arcari. Questa è una formula in cui si dà un enorme vantaggio ai produttori “scenografici”, i quali forse temono il confronto diretto con qualcuno che magari non accoglie i visitatori nel Taj Mahal ma che fa delle bollicine più interessanti. Come se Juventus-Chievo cominciasse già sull’1-0.

    Siria

  4. Giovanni Arcari

    settembre 13, 2011 alle 6:43 pm

    Caro Franco, ti ringrazio per aver ripreso il mio post.
    Quanto scrive Michele qui sopra è inequivocabile: un ottimo contenuto viene penalizzato perché il contenitore non brilla. Non mi pare un bel messaggio per il consumatore. Con questo non voglio dire che aziende maggiori, per spazi e strutture, non abbiano dei grandi contenuti.. ma questo possono dimostrarlo ovunque.

  5. max

    settembre 14, 2011 alle 5:10 pm

    Buongiorno,

    io la penso perfettamente come voi e anche quest’anno, come lo scorso, per protesta non parteciperò alla manifestazione.
    Facciamo tutti così, abbassiamo il numero di partecipanti e vedrete che forse si tornerà alla vecchia formula.

  6. Siria

    settembre 15, 2011 alle 1:37 pm

    Chissà perché Ziliani appoggia tutto quello che fa il Consorzio di Franciacorta dominato dai soliti potenti mentre altrove se la prende sempre coi padroni del vapore a favore dei piccoli produttori.

    • Franco Ziliani

      settembre 15, 2011 alle 8:23 pm

      vuole una risposta alla sua “domanda” Siria? Ma semplice, faccio così perché sono un servo dei “soliti potenti” (che dovrebbe però spiegarmi chi siano) e non capisco la grandezza assoluta dei piccoli produttori di altre zone, tipo l’Oltrepò Pavese…
      Ma si accorge che i suoi interventi, oltre che prevedibili e noiosi, sono sempre più offensivi? Giuro che se fosse un maschietto mi piacerebbe tanto incontrarla per un franco colloquio a quattr’occhi. Ma siccome si trincera dietro il conigliesco anonimato di un nickname e sostiene, sino a prova contraria, di essere una donna, non potrò purtroppo avere questa soddisfazione… Che peccato!

      • Siria

        settembre 15, 2011 alle 8:53 pm

        Non ci vuole molto a capire chi siano i potenti in Franciacorta e non è colpa mia se lei si comporta in modo schizofrenico e rigira frittate. Cosa c’entra l’Oltrepò Pavese? “Non capisco la grandezza assoluta dei piccoli produttori di altre zone, tipo l’Oltrepò Pavese”? E chi ha mai detto questo? Lei ha recentemente criticato uno spumante de La Versa (piccolo produttore?) ed elogiato uno spumante di Paolo Verdi (grande industriale?). E in entrambi i casi ero perfettamente d’accordo. Lei si contraddice in modo patente, egregio. A Montalcino si scaglia contro Rivella, in Langa si scaglia contro Gaja, e in Franciacorta osanna ogni mossa del Consorzio guidato come si sa da una persona che nel mondo del vino non conta nulla. Suvvia. Ah, il coniglio mi piace alla ligure, con le olive e i pinoli.

        • Franco Ziliani

          settembre 15, 2011 alle 10:52 pm

          la informo che questo, che ho deciso di pubblicare integralmente, senza togliere una sola virgola delle sue farneticazioni e offese, é l’ultimo suo commento che pubblico. I prossimi verranno puntualmente cestinati

          • Siria

            settembre 15, 2011 alle 11:02 pm

            commento moderato dalla redazione

  7. zakk

    settembre 16, 2011 alle 8:15 am

    Però Ziliani, la sua presa di posizione è quanto meno incomprensibile.
    Cantine Aperte esiste gia e nessuno sente il bisogno di raddoppiarla come manifestazione anche perchè se un privato cittadino desidera visitare una cantina franciacortina basta che prenda in mano il telefono e prenda un appuntamento. Figuriamoci se, invece di un privato cittadino questo desiderio ce l’ha un ristoratore o similia.
    Posso credere nella buona fede di Zanella, ma la cosa puzza da molto lontano.

    La credibilità del consorzio è veramente al minimo in questo momento, si fidi che di ristoratori ed enotecari ne frequento parecchi.

    • Franco Ziliani

      settembre 16, 2011 alle 8:24 am

      invece, caro signore, di lei non mi fido, primo perché si trincera, nello sparare affermazioni pesanti come le sue, dietro ad un nickname, secondo, perché sostiene cose che sanno solo di sparata a vanvera, senza argomentare in nessun modo. Inoltre lei potrebbe essere benissimo l’ennesima”reincarnazione” di Siria…
      Non le piace la formula del Festival Franciacorta in cantina? Legittimo che non le piaccia e lo dica intervenendo qui, ma non nel modo che ha scelto

      • Siria

        settembre 16, 2011 alle 10:28 am

        La censura è il classico strumento di chi non ha argomenti seri da opporre.

        • Franco Ziliani

          settembre 16, 2011 alle 11:42 am

          ma quali argomenti dovrei opporre alle sue cavolate?

          • Siria

            settembre 16, 2011 alle 12:48 pm

            Per esempio spiegarci come mai, in Franciacorta e solo in Franciacorta, lei sostiene a spada tratta il mainstream di una politica che penalizza le piccole aziende a discapito di quelle grandi, come ha giustamente scritto il sig. Arcari (parte in causa, d’accordo) ma anche tutti gli altri intervenuti su questo blog.

          • Franco Ziliani

            settembre 16, 2011 alle 1:10 pm

            io a lei non devo proprio spiegare niente! E poi, domanda, ma é sicura di sapere quello che dice?
            Vada a vedersi gli archivi delle degustazioni dedicata ai Franciacorta e verifichi la ridicolaggine delle sue affermazioni, visto che la stragrande maggioranza degli articoli riguarda Franciacorta di piccole e medie aziende, non di quelle grandi. Lei é ridicola.
            P.S. i suoi eventuali “commenti” se così li possiamo definire, resteranno in stand by, poiché ora esco per andare in Valtellina e non li potrò controllare e moderare sino a domani mattina. Questo nel caso lei voglia cianciare ancora di censure o altre sciocchezze

      • Zakk

        settembre 16, 2011 alle 9:11 pm

        Che “cantine aperte” esista già e’ un dato di fatto.
        Che un privato cittadino possa prenotare visite in cantina (non tutte, ma quasi) e’ un dato di fatto.
        Che lo possa fare altrettanto un operatore del settore e’ un dato di fatto.
        Che io conosca ristoratori ed enotecari che spontaneamente hanno criticato questa versione del festival e’ un dato di fatto che prego non mi si chieda di dimostrare.
        Se ho fatto affermazioni pesanti invece mi piacerebbe capire dove nel mio post precedente.

        • Zakk

          settembre 19, 2011 alle 8:56 pm

          C’e qualcunooooooooo

  8. Michele Tarentini

    settembre 16, 2011 alle 11:55 am

    al di la delle diatribe tra la sig.ra Siria ed il sig. Ziliani, che ormai sono omnipresenti in qualsiasi discussione di questo blog.
    Mi auguro che il consorzio si ponga almeno il problema del perchè la nuova formula e fonte di parecchie critiche negative!

    • Franco Ziliani

      settembre 16, 2011 alle 12:02 pm

      per la precisione non si tratta di “diatribe” tra tale Siria ed il responsabile di questo blog, ma del colmo della sopportazione raggiunto, da me, per gli interventi provocatori e fini a se stessi della “signora” che “commenta” con il preciso obiettivo, ormai chiaro anche ai sassi, di attaccare una zona di produzione ed il suo Consorzio, ed il sottoscritto.
      Quanto al Consorzio, se prenderà visione di queste discussioni e critiche alla formula del Festival in cantina, sono certo che le prenderà in debita considerazione. Quando sono critiche costruttive, non interventi a piedi uniti fini a se stessi

  9. Vincenzo Maidani

    settembre 17, 2011 alle 10:11 am

    Sono un consumatore di Franciacorta da ormai vari anni. Ho partecipato a 3 edizioni del festival (un’Abbazia Olivetana e due Ville Lechi).
    Quando ho saputo del cambio di formula non sono più venuto (e come me hanno fatto i miei 5 amici con cui venivo abitualmente).
    Mi permetto solo di obiettare che:
    1) è la prima volta che sento giustificare una modifica di una formula per troppo successo. La cosa mi lascia perplesso. Correggetemi se sbaglio, ma credo che il Consorzio abbia gente pagata per organizzare manifestazioni e pianificare momenti di degustazione e avvicinamento delle associate ai possibili clienti.
    Tra l’altro quei numeri di avventori accorsi all’evento potrebbero spaventare se uno non ha conoscenza di come funzionano certe manifestazioni. Altrimenti, mi pare proprio, che siano numeri assolutamente “gestibili” per una macchina che è composta non di volontari ma di gente che lavora per promuovere il proprio prodotto. Qualsiasi manifestazione di promozione di prodotti (fatevi un giro sui siti di qualche evento paragonabile tipo: Cheese a Bra) fa numeri sicuramente maggiori, peraltro senza fare pagare un ingresso (di 30 euro a persona x 15.000 = 450.000 oltre sponsors e compagnia bella. Ne viene fuori un quadro economico di un certo rilievo che consente di servirsi di professionisti nel settore senza dover fare economia). Questo quadro mi fa ritenere che sia stata più una decisione “politica” (in senso lato chiaramente) che pratica. Anche perché se una manifestazione portasse questi numeri in qualsiasi comune d’Italia chiedendo disponibilità di posti e logistica, credo che qualsiasi Sindaco, stante la situazione economica attuale, farebbe carte false per ottenerla.
    2) Vorrei che qualcuno mi rispondesse su questo: ma un consorzio non dovrebbe lavorare maggiormente per i piccoli produttori? Mi spiego meglio: i grandi produttori riuscirebbero a vendere con o senza consorzio, aldilà delle manifestazioni organizzate e anche se dovessero operare sul mercato da soli. Quindi, il buon operato di un Consorzio del genere dovrebbe misurarsi: a) sulla altissima qualità dei prodotti; b) sulla capacità di far conoscere quelli che non potrebbero altrimenti essere conosciuti con forza propria. Perlomeno questo ho sempre pensato che sia lo scopo di un’associazione che altrimenti non ha senso che esista. Nel momento in cui, scegliendo una modalità di festival come quella attuale, tutti i piccoli produttori sollevano critiche, significa che c’è qualcosa di profondamente ingiusto in quello che si è fatto. Chiaramente la buona fede è sempre il presupposto, ma per dirla come Agostino: errare è umano, ma perseverare…
    3) Questa è una notazione personale: io ho deciso di bere solo i piccoli. Non perché i grandi non mi piacciano, ma perché ci sono anche ragioni etiche e di sana “passione” che mi spingono a scegliere realtà meno “industrializzate”. Un Casa Caterina di Aurelio del Bono (uve nella docg ma da quanto so non Franciacorta il prodotto finale) piuttosto che un brut di Vigna Dorata o un Santus valgono assolutamente il viaggio di 400 km andata e 400 ritorno che ogni volta ci sobbarchiamo io e i miei amici. E’ però profondamente ingiusto che non si dia la possibilità a questi produttori di emergere per il buon prodotto che creano. Già solo quest’ultima notazione dovrebbe convincere il Consorzio a rimettere in cantiere il caro vecchio festival. Sempre che sia il bene del Franciacorta tutto ad essere al centro dell’agenda. Ma non sono mai stato un dietrologo e non voglio cominciare ad esserlo proprio ora.

    • Franco Ziliani

      settembre 17, 2011 alle 11:11 am

      Vincenzo, perché fare della demagogia e fare affermazioni che non corrispondono al vero?
      Lei afferma testualmente:
      “ma un consorzio non dovrebbe lavorare maggiormente per i piccoli produttori? Mi spiego meglio: i grandi produttori riuscirebbero a vendere con o senza consorzio, aldilà delle manifestazioni organizzate e anche se dovessero operare sul mercato da soli. Quindi, il buon operato di un Consorzio del genere dovrebbe misurarsi: a) sulla altissima qualità dei prodotti; b) sulla capacità di far conoscere quelli che non potrebbero altrimenti essere conosciuti con forza propria. Perlomeno questo ho sempre pensato che sia lo scopo di un’associazione che altrimenti non ha senso che esista. Nel momento in cui, scegliendo una modalità di festival come quella attuale, tutti i piccoli produttori sollevano critiche”.
      Dove sono le critiche di TUTTI i piccoli produttori, come dice lei?
      Scorrendo il programma del Festival, qui
      http://www.festivalfranciacorta.it/pdf/festival_brochure.pdf
      si vede chiaramente che molti piccoli produttori, cito Cola Battista, Faccoli, Il Dosso, Abrami Elisabetta, Tenuta Ambrosini, Al Rocolo, Massussi, per citarne solo alcuni, partecipano regolarmente al Festival.
      Mancano, é vero diversi altri piccoli produttori, Gatti Enrico, San Cristoforo, Camossi, Colline della Stella, per citare solo i primi che mi vengono in mente, hanno deciso di non partecipare.
      Ma questo non autorizza affatto ad affermare, come fa lei, “che c’è qualcosa di profondamente ingiusto in quello che si è fatto”. E a sostenere tesi che non corrispondono a verità.
      Non sono l’ufficio stampa del Consorzio, che se vorrà potrà intervenire e dire la sua, ma non posso accettare che qualcuno, magari per strani disegni che puntano a disgregare la coesione di questo Consorzio, faccia facile demagogia…

  10. Vincenzo Maidani

    settembre 17, 2011 alle 4:02 pm

    Su 104 produttori partecipano in 50. Quando sono venuto l’ultima volta erano oltre 60 e mi pare che i consorziati allora non fossero nemmeno cento.
    Inoltre, le riporto le testuali parole dell’addetto stampa del consorzio:
    “In quella edizione (quella 2009 n.d.r.) furono ben 62 le cantine partecipanti, un numero record che costrinse il Consorzio a trovare una soluzione logistica per poterle accogliere tutte, individuando appunto Casa Marchetti, situata accanto a Villa Lechi.
    In vista dell’edizione 2010 vi furono ulteriori adesioni da parte di altre 7 cantine e sarebbe stato da irresponsabili organizzare il Festival nel medesimo luogo, senza la possibilità di offrire un contesto adeguato ai produttori e soddisfando contemporaneamente le attese dei visitatori”.
    Ossia: per l’edizione 2010 le cantine potenzialmente aderenti erano 69.
    Adesso sono calate di 19 con questa nuova formula (chiaramente tra le 19 in meno non ci sono le maggiori: loro hanno strutture e personale. Non è che devono rinunciare a fine settimana interi per predisporre una cantina in grado di accogliere gli avventori).
    Incrocio questi dati con quello che ho sentito con le mie orecchie da cantine aderenti al festival (più di una) per trarne una conclusione: è una formula esclusiva (nel senso che esclude, almeno matematicamente, nel vero senso della parola) e non inclusiva. Oltre il dato matematico mi chiedo: le cantine minori che lei cita partecipano e lei ne trae la conclusione che probabilmente se partecipano sono d’accordo. Ma se non fossero d’accordo? Quale soluzione avrebbero? L’unica che hanno a disposizione è scomparire. Sarebbe una protesta assimilabile al marito che se lo taglia per fare dispetto alla moglie… Mi passi la similitudine: siamo tutti adulti.
    Concludo chiedendole, per cortesia, di non buttarla su formule apodittiche. Altrimenti si rischia di nasconderci dietro delle qualificazioni come demagogo o cortigiano che oltre a non aggiungere niente alla discussione, non fanno un buon servizio ad altri che magari vorrebbero partecipare ma si sentono di non farlo per timore che gli venga affibbiato qualche titolo gratuito.
    Per concludere costruttivamente: io sto a molti kilometri di distanza. Quindi, non sono a conoscenza di tutte le dinamiche del Franciacorta, ma ho solo informazioni indirette. Se lei mi può confermare che i piccoli produttori, nonostante abbiano aderito a questa nuova formula astrattamente, poi sostanzialmente hanno preferito non partecipare. Se lei mi garantisce che ha informazioni in questo senso, non posso che fidarmi. Ma ciò non implica che io continui a non essere d’accordo con questa politica (dati statistici alla mano) escludente (rectius esclusiva).

    • Franco Ziliani

      settembre 17, 2011 alle 4:11 pm

      ma come é bene informato, e a conoscenza di molti dettagli per stare, come dice lei, “a molti chilometri di distanza” dalla Franciacorta!
      Ma non si accorge che si arrampica sui vetri asserendo che le cantine minori che partecipano lo fanno anche se non sono d’accordo sulla formula del Festival?
      Non le sembra un atteggiamento un po’ schizofrenico? Nessuno costringe le aziende ad aderire…
      Hai mai preso in considerazione l’ipotesi ovvia che partecipino perché condividono questa formula?

      • Siria

        settembre 17, 2011 alle 5:17 pm

        commento moderato dalla redazione

  11. Vincenzo Maidani

    settembre 17, 2011 alle 4:22 pm

    Per chiarezza, a margine, aggiungo che sono una persona reale, ho un profilo facebook che anche lei può vedere e potrà sincerarsi che sto a centinaia di km di distanza, svolgo un mestiere che non ha nulla a che vedere con il Franciacorta. Ritengo anzi abbastanza offensivo che lei inferisca, da poche mie frasi, che io abbia un fine disgregativo nei confronti di un’istituzione che tutto sommato credo che abbia più luci che ombre, se mettiamo insieme tutti gli anni in cui ha operato. Atteniamoci al festival. Proseguo nel mio proposito di non fare dietrologia. Credo che costituisca un sano metodo di discussione. Spero che lo creda anche lei.

  12. Vincenzo Maidani

    settembre 17, 2011 alle 4:26 pm

    Va bene. Parto dai suoi argomenti: se 50 sono d’accordo a partecipare perché condividono la formula, le 54 che non partecipano significa che non la condividono?

    • Siria

      settembre 17, 2011 alle 6:41 pm

      Maidani, lasci perdere. Discutere con Ziliani è impossibile oltre che inutile. Avevo ancora dei dubbi su che persona sia realmente, ora ne ho la definitiva conferma.

      • Franco Ziliani

        settembre 17, 2011 alle 6:52 pm

        e io ho la conferma definitiva di che razza di persona sia lei. Alla larga…

        • Siria

          settembre 17, 2011 alle 8:23 pm

          Le conviene, mi creda.

  13. Vincenzo Maidani

    settembre 17, 2011 alle 8:30 pm

    Scusi sig. Ziliani ma anziché toni canzonatorii che non mi sembrano adeguati al contesto civile che finora si era creato, non potrebbe dare una risposta alle mie domande? Una risposta non da portavoce dell’establishment (che sono sicuro lei non sia) ma di persona informata sui fatti. Se ritiene che io sia malinformato vorrei solo sapere come stiano realmente le cose. Intanto, le segnalo che Carlin Petrini ha inaugurato Cheese a Bra http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=128&ID_articolo=346 al quale parteciperanno 47 presidii con 186 bancarelle, molte manifestazioni collaterali, molti comuni coinvolti da tutta Italia. Fantascienza pensare che si possa accedere ad un modo come quello di creare un evento in favore degli avventori e allo stesso tempo dei produttori con meno mezzi? Tra l’altro io sto solo cercando di dare il mio piccolo contributo da acquirente come, peraltro, chiedeva lo stesso portavoce del Consorzio alla fine del suo intervento. Uno se critica deve per forza essere in mala fede? Contesto in pieno questo facile e sterile sillogismo.

  14. zakk

    settembre 18, 2011 alle 8:53 pm

    intanto questa mattina mi son fatto un giro a Iseo, vicinissimo alla franciacorta.
    Un paio di aperitivi in bar-enoteca e la butto li: “niente festival quest’anno?”
    Risposta: “ieri da XXX mi hanno trattato come fossi uno zerbino forse perchè non mi sono dichiarato operatore del settore. Era meglio quando potevo fare confronti tra i vari prodotti a mio piacimento, ressa o non ressa.”

    Saluti.

    PS: invito tutti coloro non si siano trovati bene a segnalare direttamente la cosa al consorzio, ‘n si sa mai che cambino idea.

    • Franco Ziliani

      settembre 18, 2011 alle 10:31 pm

      vedo che più o meno gli stessi “concetti” che esprime qui li ha espressi intervenendo, sempre sparando a zero sulla Franciacorta, anche su Intravino. Un impegno antifranciacortino, il suo, in servizio permanente effettivo…

      • Zakk

        settembre 19, 2011 alle 1:20 pm

        Il mio non e’ certo impegno anti franciacorta, soltanto riporto cose che mi son state dette da persone che non hanno gradito questo modo di proporre la franciacorta.
        Di screditare il consorzio non me ne importa, ci riesce già da solo senza il mio aiuto. Pero’ che non si possa dire come la si pensa senza esser tacciati di esser parte di una squadra che ha come obiettivo parlar male della franciacorta mi sembra assurdo soprattutto in un blog pubblico.
        Zillani faccia un giro tra le enoteche ta bg e bs, chieda anche ai ristoratori, alle persone appassionate di vino cosa veramente pensano, ne scoprira’ delle belle.

        • Franco Ziliani

          settembre 19, 2011 alle 1:29 pm

          e secondo lei, “egregio” Zakk, vivendo a Bergamo, recandomi in Franciacorta molto spesso, io contatti come quelli che lei mi suggerisce non li ho già?
          Vada a ripetere i suoi attacchi stereotipati anche altrove, come é solito fare (su Intravino ad esempio…)!

  15. Vincenzo Maidani

    settembre 19, 2011 alle 8:57 am

    Ma provare a dare un contributo nel merito della vicenda? Chiaramente risulta più facile mettere dei cartellini alle persone e bollarle come persone aventi pregiudizio. Le dirò che io ho un pregiudizio nei confronti del Franciacorta, però è positivo. C’è una remota possibilità che il festival così com’è non piaccia ai consumatori come me? Oppure è solo una propaganda pensata da qualche potere occulto che paga per creare confusione mediatica e in rete?
    Che dialogo ci può essere se le uniche risposte sono: chissà chi si cela dietro il tuo nickname. Sicuramente sei uno in mala fede prezzolato che cerca solo di andare contro.
    Ribadisco: sono una persona reale, non ho nessun tornaconto rispetto a questo tema. Ho solo la speranza che si torni alla sensatezza del festival.
    1) 15.000 presenze sono davvero ingestibili per una macchina come il Consorzio?
    2) Questo festival ha visto abbassarsi i produttori partecipanti (19 in meno solo tra piccoli produttori): è un problema o è solo una decrescita fisiologica?
    Mi sembrano domande di buon senso.

    • Franco Ziliani

      settembre 19, 2011 alle 9:01 am

      perché non prova a pensare che le sue ragionevoli domande di buon senso, alle quali é chiamato a rispondere il Consorzio Franciacorta, non io, rischiano di essere inficiate da affermazioni lunari tipo “una propaganda pensata da qualche potere occulto che paga per creare confusione mediatica e in rete”?
      Ma dove sono i poteri occulti e dove starebbe la confusione mediatica ed in rete? Forse in questo blog indipendente? Ma mi faccia il piacere, Vincenzo!

      • Andrea Marenghi

        settembre 19, 2011 alle 2:16 pm

        Poteri occulti…adesso diciamo che è il KGB! 🙂
        Poteri occulti non ce ne sono, è la dipendenza del blog si vede, ma molti, Sig. Ziliani, pensano che qualcuno tira l’acqua al proprio mulino con questa formula…e spero proprio di no!!!
        Se fosse così, il consorzio Franciacorta non avrebbe modo d’esistere…

        • Franco Ziliani

          settembre 19, 2011 alle 2:21 pm

          Adesso lei Signor Marenghi é invitato a portare le prove di quanto afferma, ovvero che “la dipendenza del blog si vede”, altrimenti mi troverò costretto a querelarla. Chiarisca che tipo di dipendenza e da chi.

          • Franco Ziliani

            settembre 19, 2011 alle 2:47 pm

            forza Signor Marenghi non può pensare di cavarsela a buon mercato gettando il sasso come un monello e poi nascondendo la mano. Porti le prove, se le ha, altrimenti può sempre cavarsela a buon mercato, in fondo il gesto costa poco, chiedendo scusa e rettificando. Io sono qui ad aspettare…

          • Andrea Marenghi

            settembre 19, 2011 alle 5:57 pm

            Ma scherza?
            Ma non vede che ho scritto che lei è libero?!?!
            Mah!!!

        • Andrea Marenghi

          settembre 19, 2011 alle 6:04 pm

          che ignorante sono…volevo dire INDIPENDENZA!
          MI SCUSI!!!

          • Franco Ziliani

            settembre 19, 2011 alle 6:09 pm

            lei aveva testualmente scritto così: “Poteri occulti non ce ne sono, è la dipendenza del blog si vede”.
            La invito pertanto a spiegare chiaramente quello che intendeva scrivere ed il concetto relativo al blog che intendeva esprimere

          • Andrea Marenghi

            settembre 19, 2011 alle 6:31 pm

            Il mio errore è solo stato di battitura e ignoranza e di fretta nello scrivere. basta mettere un IN davanti alla parola per cambiare il concetto! Volevo dire indipendente non dipendente
            mi scuso ancora!

  16. Vincenzo Maidani

    settembre 19, 2011 alle 9:26 am

    Era in tono sarcastico la mia asserzione, probabilmente non sono riuscito a renderlo evidente. Eppure non mi sembrava difficile coglierlo.
    Ma lei esprime una sua opinione solo sulle persone per poi non sentirsi autorizzato ad esprimerne una su questa formula del Festival?
    Lasciamo perdere il Consorzio. Proviamo ad affrontare un dialogo. Se volessi chiedere qualcosa al consorzio certo non lo farei scrivendo in un blog che non so nemmeno se qualcuno del consorzio legge. Non sono così pavido. Io scrivo qui per conoscere le opinioni delle persone, non dell’istituzione.
    Insomma, vorrei che l’indipendenza del blog fosse evidente anche nel coraggio di esprimere opinioni come sto facendo io adesso: non mi piace questa formula del festival e ho portato degli argomenti a supporto. Mi sembra un modo “libero” di esprimere un’opinione.

  17. max

    settembre 19, 2011 alle 9:51 am

    certo che se poi i vari big ..per farti entrare nella loro misera dimora ti chiedono 90 € (bellavista), opputr 50 € (ca del bosco).
    Della serie … non voglio nessuno che mi disturbi .. perchè tanto non ne ho bisogno ..

    • Franco Ziliani

      settembre 19, 2011 alle 10:00 am

      max in quale fantastico mondo ha letto che si dovevano pagare quelle cifre per visitare quelle due aziende?
      Dal programma del Franciacorta Festival in cantina leggo:
      Bellavista
      Visita con degustazione guidata: Franciacorta Cuvée, Franciacorta
      Gran Cuvée 2006. Prenotazione obbligatoria.
      Orari: Sabato 17 alle 16.00, Domenica 18 alle 10.30 e alle 15.00.
      Posti max: 20. Costo € 20 a persona.
      Ca’ del Bosco
      Visita con degustazione. Prenotazione obbligatoria.
      Costo 20 euro a persona

      Poi se vogliamo raccontare balle, fate pure, ma non pensate di poter essere presi seriamente in considerazione…

      • Andrea Marenghi

        settembre 19, 2011 alle 2:18 pm

        Il fatto di rimbalzare la gente anche avendo effettuato la prenotazione è reale…

      • max

        settembre 20, 2011 alle 8:33 pm

        Franco , scusa mi sono confuso con la degustazione comprensiva di cena.
        Chiedo venia.

        Però franco, una considerazione su quello che tu hai pubblicato, ovvero che questi 2 bigs per l’ingresso hanno un prezzo nettamente superiore agli altri.

  18. Klara

    settembre 19, 2011 alle 1:39 pm

    Ma lei Franco dove è andato in questi giorni?
    Aveva altro da fare…..?
    Certo che si pagavano quelle cifre…!!

    • Franco Ziliani

      settembre 19, 2011 alle 1:44 pm

      Klara, dove sia andato io e cosa avessi da fare, se permette, sono affari miei, non suoi… Quindi, con tutto il rispetto, stia al suo posto.
      Quanto alle cifre, scaricate il programma ufficiale dal sito del Festival Franciacorta in cantina e vedrete che i costi di partecipazione a molte iniziative, non solo le visite alle due aziende incautamente citate da Max, erano quelli.

  19. Andrea Marenghi

    settembre 19, 2011 alle 2:13 pm

    Mah…qui si da del demagogo a tutti, del pazzo, di persone marziane!mamma mia…argomentazioni?
    Sig. Ziliani, se non vuole che si critichi o non si abbia possibilità di parola o di replica, allora perchè ha aperto un blog?Sempre nel limite della decenza naturalmente.
    A bocce ferme, finito il festival, si trarranno le somme.
    Il Consorzio, naturalmente, dirà che sarà stato un bilancio positivo!
    Chissà perchè poi, tutte quelle persone che, arrivano in cantina, ti fanno sempre quelle domande.
    Tipo:
    1)”ma è cantine aperte?”:tanti dicono che pubblicità non ne han vista da parte del consorzio, ma bensì, scoprono che cè il festival o “cantine aperte” ed in molti l’hanno scoperto trabite Facebook!!!
    2)”perchè non sì fà il festival in villa?” :chissà perchè tutti lo chiedono…chissà!
    Alla maggior parte della gente, diciamolo, il festival fatto in questo modo, non piace.punto.
    Per semplici motivi.
    1)non piace punto e basta
    2)ci si deve muovere a dx e sx spendendo tanti €
    3)non piace, perchè la vecchia formula piace molto di più, perchè hanno la possibilità di assaggiare tutto anche spendendo un po’!
    se vorrei fare una mia percentuale personale, io dico che almeno all’85% delle persone con le quali ho parlato in questi giorni, non piace questa formula.
    Cosa secondo me bruttissima, è che tante aziende, le big o +o- big, hanno rimbalzato un sacco di persone al momento dell’arrivo in cantina, anche se questi hanno prenotato.
    Questo ne va a discapito loro delle cantine, e tanto meno, non fan di sè un buon ricordo.
    Un pro cè.E’ che quest’anno, almeno dai numeri, si evince che, le persone accorse a questo “festival”, hanno preferito visitare realtà diverse.Questo mi compiace, ma non mi fa cambiare idea che questo NON E’ IL FESTIVAL DEL FRANCIACORTA!
    Io trovo assurdo, che un consorzio, che spende soldi in stupidaggi, tipo in “opere artistiche” di un tizio che fa cadere vernice da un trattore, non ha le possibilità e la voglia di organizzare un festiva di “vecchia concezione”!
    Le possibilità ci sono…non nascondiamoci dietro ad un palmo di mano,suvvia.

    • Franco Ziliani

      settembre 19, 2011 alle 2:27 pm

      secondo punto, sempre in attesa che lei porti le prove di quanto ha affermato:
      lei scrive: “Alla maggior parte della gente, diciamolo, il festival fatto in questo modo, non piace.punto”.
      Pur considerando che lei si prenda molto sul serio e che consideri fondamentale il suo punto di vista, chi é lei per pensare di poter rappresentare la “maggior parte della gente”?
      Può portare numeri, statistiche, fatti che attestino quello che sostiene?
      Vede, io credo che il Consorzio Franciacorta, che non é la Spectre descritta dall’articolo cui ho fatto accenno o da taluni commenti qui pubblicati, terrà in debita considerazione le legittime critiche che, anche in questa sede, come in altre, gli appassionati della Franciacorta potranno esprimere. Escludo che possano altamente fregarsene delle critiche. Ma considereranno quelle espresse con garbo, educazione, senza arroganza, mentre dubito che potranno dare peso a quelle espresse sparando a zero, dando al sottoscritto del dipendente o del venduto, e facendo passare i responsabili del Consorzio come dei servi al servizio dei potenti che tiranneggiano le piccole aziende…

  20. Cantastorie

    settembre 19, 2011 alle 2:14 pm

    …più che un blog, sembrerebbe un “ring” e dove alcuni partecipanti appaiono un po’ “suonati”…. ecchediamine, nemmeno nei peggiori blog del calcio si lanciano strali come in questo…… quasi se ne facesse una questione personale…. del resto, credo, non vi produce reddito, e quindi perché essere così drastici, persino il tanto aperto e cordiale Mario Crosta si è visto costretto ad eclissarsi…. suvvia….

    • Mario Crosta

      settembre 19, 2011 alle 2:44 pm

      costretto no.

  21. Cantastorie

    settembre 19, 2011 alle 2:56 pm

    …bene!..ma siccome non la leggevo più, avevo pensato…

    • Mario Crosta

      settembre 19, 2011 alle 3:38 pm

      Io invece vi leggo sempre e piu’ volte al giorno. Perche’ dai post di Franco ho sempre da imparare. Anche da alcuni commenti di persone sane di mente, che non mancano certo. Ma dove non ho niente da dire, non dico. Troppi, specialmente gli anonimi, aprono invece la bocca come una ciabatta soltanto per infangare, per accusare, per deridere, per insinuare, per spargere zizzania. Presenti loro, assente io. E non recrimino, non reclamo. E’ il titolare del blog che fa le scelte editoriali e che decide cosa pubblicare e cosa no, con chi discutere e con chi no. Io sono soltanto un lettore e non metto neanche un dito dove tira brutta aria. Chi me lo fa fare? Tanto tutti i nodi vengono al pettine. Uno di voi su questo blog ha scritto che in Internet l’anonimato non esiste, si sa sempre prima o poi chi e’ che ha fatto il vigliacco magari per mesi. Aspetto molto volentieri. Quando cadra’ la sua testa, fara’ molto rumore.

    • Siria

      settembre 19, 2011 alle 3:56 pm

      Il clima che si crea è direttamente proporzionale all’incapacità del gestore di accettare critiche. Si ritiene insultato se qualcuno lo accusa di comportamento schizofrenico, salvo poi dare lui dello schizofrenico ad un utente poche righe dopo. Invece di accogliere come ricchezza tutti quelli che si degnano di leggere il suo blog e di intervenire, e che quindi gli portano visibilità e prebende, li tratta a pesci in faccia a meno che non gli diano sempre ragione.

      • Franco Ziliani

        settembre 19, 2011 alle 4:17 pm

        “prebende” Siria? E dove stanno? vedo piuttosto che il “coraggioso” che ha sparato a zero é sparito, con la coda tra le gambe…
        Quanto a lei non “degni” di leggere se non lo ritiene opportuno e si rivolga pure altrove…

        • Siria

          settembre 19, 2011 alle 4:39 pm

          Non so chi sia il “coraggioso” a cui si riferisce: avrà altro da fare. Per prebende intendo le pubblicità che appaiono sul blog, mi pare ovvio. Più il blog è frequentato, più le prebende salgono. Non c’è nulla di strano e nulla di cui scandalizzarsi. Ma un po’ meno aggressività da parte del gestore verso le persone con opinioni diverse dalle sue non guasterebbe.

          • Cantastorie

            settembre 19, 2011 alle 5:08 pm

            ….beh…vendersi trent’anni di reputazione per un banner (uno infatti ne vedo..) mi sembra più un offesa che un’illazione…. dovesse mangiare con quel banner..

          • Franco Ziliani

            settembre 19, 2011 alle 5:16 pm

            su questo blog, per rispetto del disclaimer che ho scelto, ho deciso di non pubblicare la campagna stampa di Vinoclic relativa al Dosaggio Zero di Villa Crespia…
            E se andassi a raccontare che “lauti guadagni” mi arrivano con i banner di Vinoclic pubblicati su Vino al vino e su Lemillebolleblog forse la “simpatica” Siria se ne starebbe finalmente zitta….

  22. Vincenzo Maidani

    settembre 21, 2011 alle 9:00 am

    Domanda diretta: ma aldilà delle faccende logistiche(io continuo a pensare che la gestione di 15.000 persone in 3 giorni non sia così fuori dal mondo), il sig. Ziliani, in astratto, è a favore dell’attuale festival o non pensa che sia piuttosto migliore una formula che consenta di confrontare “in diretta” vari prodotti nonché la partecipazione di un maggior numero di aziende (anche quelle che non hanno spazi adatti)? La ritengo una domanda fondamentale e per niente retorica. Perché se i giornalisti e gli esperti di settore ritenessero e scrivessero unanimemente che la vecchia formula è quella più corretta e democratica forse il Consorzio sarebbe ulteriormente incentivato a tornare all'”antico”.
    Tutto sommato attualmente sono i movimenti di opinione, con una cassa di risonanza sulla stampa, che sembrano gli unici a poter smuovere qualcosa.
    Se la sente di prendere posizione su di un dato astratto aldilà delle contingenze logistiche odierne?

    • Franco Ziliani

      settembre 21, 2011 alle 9:11 am

      Maidani, forse parlo turco o forse non sono stato sufficientemente chiaro. Il mio punto di vista l’ho già espresso in questo post, scrivendo chiaramente e lo ribadisco, che l’antica formula é stata fantastica, finché il successo della manifestazione, l’accresciuto numero di aziende che desideravano partecipare, l’afflusso enorme di pubblico, la logistica, l’impossibilità di disporre di strutture più grandi atte a ricevere in maniera conveniente tutti, hanno di fatto impedito che si potesse proseguire su quella strada. E hanno costretto ad adottare la formula del Festival Franciacorta in cantina. Che é, lo capiscono benissimo tutti, ALTRA COSA rispetto al Festival Franciacorta stile Villa Lechi, ma non ha alternative praticabili. A meno di indulgere in inutile demagogia.
      Il Consorzio non può tornare all’antico pertanto. Può invece studiare, come sono sicuro stia già facendo, una formula mista, che confermi la proposta del Festival Franciacorta in cantina e preveda, come ho già scritto, un momento collettivo, ma non con i produttori presenti, perché non c’é spazio!!!!, dove dopo preventiva iscrizione si possano fare degustazioni comparative delle varie tipologie. Così se un enotecaro, un appassionato, un ristoratore, volesse scegliere un Rosé, un Satèn o un Dosaggio Zero, potrebbe farlo dopo aver avuto modo di degustare un’ampia gamma di Franciacorta di queste tipologie.
      Ma il ritorno “all’antico”, ai fasti (e al gran caos, festoso finché si vuole, ma sempre caos) di Villa Lechi dell’ultimo anno di storia del Franciacorta Festival non é possibile.
      E chi insiste invece a far credere che sia possibile non fa corretta informazione, non agisce al servizio dei produttori, ma semplice demagogia. Quando non mesta nel torbido…
      Sono stato chiaro ora Vincenzo?
      Ovviamente parlo a titolo personale, non essendo l’ufficio stampa, nemmeno in questa fase in cui l’amico Francesco Angius termina il suo mandato per dedicarsi ad altre attività (auguri!), del Consorzio…

  23. Vincenzo Maidani

    settembre 21, 2011 alle 10:10 am

    E’ già importante che lei dichiari che quella formula era migliore di quella attuale. Quindi, se si trovassero le strutture, sarebbe possibile riproporla.
    Sono un po’ di anni che mi riprometto di partecipare a vino in villa. Non voglio credere che i Consorzi abbiano capacità organizzative diverse.
    Purtroppo non posso operare una comparazione tra i due eventi (ex festival Franciacorta ed attuale vino in villa). Lei ne sa qualcosa? 100 produttori, tutti in una villa, 20 euro di ingresso. Addirittura invitano anche produttori di altre regioni.
    Quando ne ho letto mi sembrava una cosa già sentita e a cui avevo avuto modo di partecipare io stesso nei pressi di Brescia.
    Probabilmente, in questa manifestazione c’è qualcosa di non detto: non portano realmente 100 produttori dentro ad una villa, con 300 vini e una serie di manifestazioni collaterali. Può essere solo frutto di demagogia. Il festival della demagogia di Valdobbiadene.

    • Franco Ziliani

      settembre 21, 2011 alle 10:26 am

      non ho mai affermato che “quella formula era migliore di quella attuale” Vincenzo!

  24. Vincenzo Maidani

    settembre 21, 2011 alle 10:47 am

    Se da una parte scriveva che la formula precedente era “fantastica”; che poi il consorzio è stato “costretto” (io al carattere della costrizione do un’accezione negativa) a modificarla e che, quindi, adesso si sta cercando una soluzione intermedia, mi era parso di poter dedurre che la formula attuale fosse peggiorativa. Altrimenti perché cercare delle soluzioni intermedie, quando si è raggiunta una modalità comunque equiparabile a quella precedente, ma sanando eventuali difficoltà organizzative?
    Prendo atto che preferisce non assumere alcuna posizione, ma prendere atto del comunicato stampa del Consorzio come dato di fatto non modificabile.
    La prego di smettere di tacciare tutti di demagogia, non è molto dissimile da quando lei si lamenta che molti la tacciano di servilismo.
    Io, piuttosto, credo che ci sia gente con opinioni diverse che come tali vanno rispettate. Sarebbe facile anche per me cominciare a qualificare ogni suo intervento con qualche aggettivazione “colorata”, ma credo che ne perda la possibilità di reale comunicazione.
    P.S.: ma non è possibile che il Consorzio sbagli nella sua valutazione di fattibilità? Tutto sommato ci sono altri consorzi che riescono ad organizzare anche manifestazioni con più partecipanti in una villa… Significa che così impossibile non è, forse.
    Adesso vado a confessarmi per aver bestemmiato contro il sacro comunicato dell’oracolo consorziale. 🙂 (Lo dico per sdrammatizzare, chiaramente).

    • Franco Ziliani

      settembre 21, 2011 alle 10:58 am

      la invito a non forzare le mie parole e a non affermare se non vuole passare per ridicolo che io “preferisce non assumere alcuna posizione, ma prendere atto del comunicato stampa del Consorzio come dato di fatto non modificabile”.

  25. Vincenzo Maidani

    settembre 21, 2011 alle 12:49 pm

    Ok, quindi prendo nota del fatto che secondo lei il festival com’era prima non possa essere più, nonostante ci siano persone che ritengano vero il contrario e nonostante ci siano esperienze in cui quello che è infattibile per il Consorzio Franciacorta non solo è fattibile ma ampliabile. Evidentemente è in possesso di notizie ulteriori, oltre al comunicato stampa del Consorzio, di cui non vuole fornirci ulteriori particolari. Altrimenti devo pensare che lei assuma questa posizione della serie “mettiamoci una pietra sopra”, solo sulla base delle asserzioni fornite dall’addetto stampa del Consorzio, ma questo mi sembrerebbe un po’ superficiale come presupposto. Quindi, tendo ad escluderlo.

    • Franco Ziliani

      settembre 21, 2011 alle 12:56 pm

      Vincenzo o lei é duro di comprendonio oppure prova a provocare.
      Non ho altre informazioni come lei prova ad insinuare e sono in grado, a 55 anni e con 26 anni di esperienza nel mondo del vino di assumere la posizione che ho preso solo in base alle mie personali convinzioni, alla mia esperienza e non conformandomi – visto che non eseguo ordini e non leggo veline – alle posizioni ufficiali di quello come di nessun altro Consorzio. Sono stato chiaro?

  26. Vincenzo Maidani

    settembre 21, 2011 alle 1:25 pm

    Si, adesso è stato chiaro: non ritiene più fattibile il festival com’era prima e questa è una sua opinione frutto dell’esperienza che ha. Posizione legittima.
    Come credo che sia legittima la posizione di chi la pensa diversamente perché ritiene che, non solo il vecchio festival fosse migliore, ma che, stante la presenza di eventi similari che continuano ad essere organizzati, sia tuttora fattibile.
    Mi spiace solo che ogni volta lei debba condire i suoi interventi con “offese” gratuite e dietrologie del tipo che uno farebbe certe asserzioni o per demagogia o perché ha un fine disgregativo o varie altre amenità del genere. Se lei non vuole essere qualificato in qualche maniera, rispetti anche le posizioni altrui senza necessariamente leggerci della malafede. Cosa che spesso non ha fatto (basta leggere qualche intervento “gratuito” a piedi pari (come direbbe lei) nei miei confronti. Non parlo degli altri).
    Non si offenda, ma spero che lei abbia torto e che si possa tornare al vecchio festival democratico anche se i produttori si dovessero stringere un po’ per starci tutti. La democrazia è importante, non solo in politica, e a volte bisogna battersi per ottenerla.
    E ho anche speranza che se mai dovesse accadere, lei possa assumere una posizione diversa da quella attuale (sempre che io l’abbia capita bene 😀 ).

    • Franco Ziliani

      settembre 21, 2011 alle 1:52 pm

      Maidani sbaglio o é lei che ha scritto di me: “Altrimenti devo pensare che lei assuma questa posizione della serie “mettiamoci una pietra sopra”, solo sulla base delle asserzioni fornite dall’addetto stampa del Consorzio”, dandomi del burattino che segue le direttive del Consorzio? Allora prima di scrivere quello che ha scritto nel suo ultimo commento si rilegga…

  27. Zakk

    settembre 21, 2011 alle 2:29 pm

    Il 22 agosto scorso a Bolzano all’interno di un concessionario multipara di Bolzano si e’ svolta vinea tirolesi: 70 (uno piu’ uno meno) produttori hanno presentato le nuove annate dei loro vini.
    Per carita’ non c’erano 15000 persone, ma a naso in proporzione c’erano piu’ metri quadri pro capite li che a villa lecchi, quindi faccio fatica a credere che le motivazioni della nuova versione del festival siano davvero reali. Ricordo che villa lechi ha un portico a piano terra e uno al piano superiore, aggiungiamo la villa adicente, hai voglia a riempire tutto con 15000 persone.

    • Franco Ziliani

      settembre 21, 2011 alle 2:34 pm

      allora forza Zakk, lei che sa tutto, lei che é informato, sveli la congiura e ci sveli finalmente le misteriose ragioni per cui il Consorzio ha deciso di rinunciare al Franciacorta Festival a Villa Lechi e di ridurlo a quella povera cosa, secondo lei, ovviamente, che é il Festival Franciacorta in cantina! Forza, spieghi,argomenti, riveli, non si limiti ad alludere…

      • Vincenzo Maidani

        settembre 21, 2011 alle 3:32 pm

        Sono marchigiano e le narro un aneddoto. Nel XV secolo sul Ducato di Urbino signoreggiava l’illuminato Duca Federico da Montefeltro. Alla sua Corte convenivano i maggiori artisti e pensatori di quell’epoca, tra le più fortunate e proficue non solo della storia italiana, ma del mondo. Un bel giorno presentarono a Federico un arnese una delle prime “macchine” per la stampa a caratteri mobili. Il signore, tanto intelligente per tutto il resto, bollò il marchingegno come inutile e destinato a fare poca strada…
        Ciò per dire che, aldilà delle dietrologie, non è possibile che si sia fatto semplicemente un errore di valutazione, dettato anche dalla maggiore semplicità ad organizzare una manifestazione come quella attuale? Se ha sbagliato cosa in maniera macroscopica uno dei maggiori fautori del rinascimento italiano (non si offendano i “rettori” del Consorzio, ma non potrebbero essersi sbagliati semplicemente pure loro?

        • Franco Ziliani

          settembre 21, 2011 alle 3:38 pm

          ci sbagliamo tutti Vincenzo e possono sbagliare, eccome!, anche al Consorzio Franciacorta. Ma lei dispone di dati numerici, statistiche, ecc. che dimostrino che la strada presa con il Franciacorta Festival sia stata un errore? O si tratta, invece, solo del rispettabile punto di vista suo e di qualche altra persona? E di un gruppo ristretto, rispettabilissimo, di produttori?

          • Vincenzo Maidani

            settembre 21, 2011 alle 3:51 pm

            Veramente le mie argomentazioni sostanziali non si fondano su dati statistici, ma piuttosto sull’opportunità di mantenere una possibilità di confronto reale tra i produttori che avvenga in tempo reale, saltando da un banco ad un altro.
            In quel modo sono riuscito a conoscere cantine che altrimenti, probabilmente, non avrei conosciuto.
            Ho cominciato bevendo solamente Bellavista e Ca’ del Bosco e sarei rimasto lì se non avessi avuto l’opportunità del festival.
            Lei partirebbe appositamente dalla Lombardia per venire nelle Marche a degustare in cantina il Goccione di Lucarelli del quale praticamente non sa niente quasi nessuno, piuttosto che il verdicchio Bachero? Si assumerebbe il rischio di fare 400 km per assaggiare un vino di cui non sa niente, o piuttosto non partirebbe, invece, per andare a visitare una cantina conosciuta come ad esempio quella di Garofoli (che tra l’altro produce anche un metodo classico di tutto rispetto)?
            E’ questo che mi spiace, aver tolto delle chances a piccoli produttori che faticheranno maggiormente a farsi conoscere.

          • Franco Ziliani

            settembre 21, 2011 alle 4:06 pm

            ecco l’errore Vincenzo! Pensare che consapevolmente o inconsapevolmente siano state tolte “delle chances a piccoli produttori che faticheranno maggiormente a farsi conoscere”. Chi le ha raccontato queste cose non la racconta giusta.
            I piccoli produttori hanno le stesse identiche possibilità di prima. E un gruppo di piccoli produttori non ha accettato, respingendola sdegnosamente, la proposta ragionevole che prevedeva che alcuni piccoli fossero ospiti di alcune aziende dotate di maggiore ricettività di modo da far conoscere i loro vini. Non hanno voluto i piccoli, non quei “cattivoni” dei grandi…

  28. Vincenzo Maidani

    settembre 21, 2011 alle 2:57 pm

    Ma leggere la riga che ho scritto prima è troppa fatica?
    Io volevo solo capire il motivo per cui secondo lei non è più possibile un festival “democratico”, a parte le argomentazioni del Consorzio, pur legittime e provenienti da un’organizzazione valida e che sa far bene il suo mestiere, ma che io, a distanza di due anni e portando argomenti, ho cercato di confutare in qualche modo (probabilmente non riuscendoci).
    Siccome lei ha raggiunto l’opinione opposta alla mia (e, ad esempio, a quella di Giovanni Arcari), volevo sapere sulla base di quali dati empirici ciò sia stato possibile. Considerato che non penso di avere una verità in tasca e che potrei cambiare idea nel momento in cui mi trovassi di fronte ad argomenti convincenti, la prego di rendermi evidenti i suoi presupposti. Non la sto prendendo in giro, o usando sarcasmo. Cerco solo di avere più indicazioni possibili per poter comprendere.

  29. Zakk

    settembre 21, 2011 alle 3:03 pm

    Ops, ovviamente il concessionario e’ multimarca.

  30. zakk

    settembre 21, 2011 alle 10:13 pm

    quindi deduco che per lei, Ziliani, sarebbe stata un’opportunità per i piccoli produttori farsi ospitare da quelli grandi, per farsi conoscere.
    Io la trovo una follia che avrebbe generato ulteriore confusione nel pubblico.

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