Finanziamenti della Provincia di Trento alla Ferrari per attività di promozione all’estero

Ho letto sull’edizione on line del quotidiano Il Trentino la seguente notizia che riporto testualmente citando la fonte: “TRENTO. La Provincia ha assegnato alla Ferrari un contributo di 285 mila euro per un’attività di promozione all’estero.
Il contributo copre il 50 per cento della spesa ammessa di 570 mila euro per una campagna di due anni per il 2010 e il 2011. La Ferrari nei giorni scorsi ha chiesto di poter cambiare la composizione della spesa privilegiando la promozione su stampa specializzata e televisioni.
Il contributo fa parte di una misura ad hoc del Ministero per le politiche agricole. Il Ministero per il 2011 ha assegnato alla Provincia di Trento 924 mila euro per la promozione all’estero. Alla Ferrari sono andati 285 mila euro in due anni. Alla Concilio spa, invece, sono andati 91.500 euro, a fronte di una spesa ammessa di 183 mila euro per un progetto che si chiama «Wine technology Oenology promotion».
Il progetto delle Cantine Ferrari, invece, si chiama solo «Ferrari» ed è mirato a promuovere all’estero il brand di Ravina, che è uno dei più prestigiosi, se non il più prestigioso, nel campo delle bollicine made in Italy.  Nelle scorse settimane, la Ferrari ha chiesto di poter modificare la composizione della spesa.
Nella vecchia versione della campagna, la Ferrari aveva previsto di spendere 85 mila euro per materiale promozionale e 165 mila euro per advertising, televisione e stampa specializzata. Adesso, però, chiede di diminuire di 40 mila la spesa per il materiale promozionale che passa così, a 45 mila euro. I 40 mila euro passano alla spesa per l’advertising, la tv e la stampa specializzata.
La misura prevista dal Ministero delle politiche agricole ha lo scopo di aumentare la presenza dei prodotti italiani all’estero. In particolare, la misura che aiuta il settore del vino ha l’obiettivo di valorizzare i prodotti di punta della nostra enologia.
Da qua il contributo concesso alla Ferrari per un’attività promozionale sui mercati stranieri.  Lo spumante Ferrari è uno dei brand più noti della vitienologia trentina e anche di quella italiana. Continua a scalare posizioni e a portare il marchio Trento doc nel mondo, trascinando anche i concorrenti trentini. E’ uno degli orgogli del settore.
La Provincia ha deciso di assegnare un contributo importante all’azienda anche in forza di un programma di promozione completo e ambizioso. Il settore del vino, lo ricordiamo, sta attraversando un periodo tutt’altro che tranquillo. Poche settimane fa, i quattro saggi incaricati dalla Provincia hanno presentato il loro piano per risollevare le sorti dell’enologia trentina e molto si investirà sul marketing”.
Due cose mi hanno colpito in questa comunicazione.
Che la Ferrari intenda promuovere ulteriormente il proprio brand all’estero e che abbia deciso di investire “570 mila euro per una campagna di due anni per il 2010 e il 2011” e che sollecitamente la Provincia di Trento abbia deciso di assegnare alla Ferrari un contributo di 285 mila euro pari al 50% delle spese.
E che detto contributo che, ci viene detto, “fa parte di una misura ad hoc del Ministero per le politiche agricole” che prevede per il 2011 l’assegnazione alla Provincia di Trento di 924 mila euro per la promozione all’estero, preveda una quota di ben 285 mila euro alla celebre casa di spumantistica di Trento. Mentre ad un altro noto soggetto produttivo trentino, la Concilio spa, “sono andati 91.500 euro, a fronte di una spesa ammessa di 183 mila euro per un progetto che si chiama «Wine technology Oenology promotion»“. Intendiamoci, non c’è assolutamente nulla di male nel contributo pubblico concesso ad un’azienda che porta il nome del vino trentino, dello “spumante” trentino, nel mondo. Alla Ferrari hanno fatto benone a chiedere questo contributo visto che i soldi erano disponibili.
Fa solo un po’ specie nel vedere come un contributo pubblico venga concesso ad un’azienda i cui bilanci, come si è letto di recente su un altro quotidiano trentino, l’Adige, vanno alla grandissima: “l’utile netto della casa spumantistica torna ai livelli record degli anni precedenti con 6,9 milioni, il 55% in più del 2009”.
Si é letto ancora che “il bilancio della Lunelli spa, che registra 150 milioni di attività e 107 milioni di patrimonio netto, si chiude con un utile di 336 mila euro. Il consolidato invece, dove l’attivo arriva a 285 milioni e il patrimonio netto supera i 200, vede un valore della produzione di 65 milioni e un utile netto di 5,5 milioni”.
Sarò un po’ demagogo e populista nel pensarla così, ma come mi piacerebbe vedere un produttore ricco e di successo come Ferrari programmare le proprie attività di promozione all’estero – dove vende una quota notevolmente ridotta rispetto a quella commercializzata in Italia – fare da solo…
Senza chiedere il contributo di “mamma” Provincia e lasciando i contributi pubblici a disposizioni di altri soggetti che non hanno le sue ingenti possibilità…

6 commenti

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6 commenti

  1. Alessandro Carlassare

    settembre 2, 2011 alle 1:59 pm

    Franco, in quanto scrivi non vi è NULLA di populista o demagogico, ma solo tanta verità!

  2. Cantastorie

    settembre 2, 2011 alle 4:06 pm

    … e non è il solo scandalo di una Provincia autonoma come la trentina!!!!… dopodichè in altre regioni con un contributo erariale notevole, come il Veneto, mancano le infrastrutture…… senza voler rimarcare che quelle sono terre irredente che ci costaron molte vite, ..e continuano a costarci molti denari….

  3. Riccardo

    settembre 2, 2011 alle 4:17 pm

    Beh se vanno alla grandissima pagheranno anche le tasse alla grandissima. Se un’ottima azienda può migliorare ancora che male c’è ad aiutarla? Da noi purtroppo, sarà il cattolicesimo, si sprecano risorse per chi è già spacciato e si schifa chi eccelle. Non dico a Lei, carissimo Ziliani, è una considerazione generale.

    • Cantastorie

      settembre 3, 2011 alle 1:32 pm

      …lei sig Riccardo, al di làdelle politiche (eclettiche) della regione Trentina, non deve essere giovane, almeno nello spirito, perché se lo fosse non ragionerebbe in quel modo….

  4. Valerio

    settembre 3, 2011 alle 11:15 am

    “Vanno alla grandissimi pagheranno tasse alla grandissima”: 150 milioni di euro e chiudono con un utile di 336.000 euro (51.000 euro in più del contributo che gli regalano), se sono queste gli utili belle tasse pagano…
    Però, come si legge nell’articolo de l’Adige, in Romania hanno un tesoretto immobiliare di ben 10 milioni di euro, così se esiste un ICI lo pagano allo stato Rumeno, non a quello Italiano…
    Nulla da ridire contro i Lunelli, come scrive lei Ziliani, loro chiedono solo un contributo stanziato, chi sbaglia è lo Stato che elargisce a pochi (e nel vino ci si spreca) e domanda a tanti!

    • Franco Ziliani

      settembre 3, 2011 alle 11:46 am

      ribadisco: tutto perfettamente in regola, giustissimo. Tranne che un punto di vista etico. Ma sono consapevole che credere ancora ai valori morali, ai giorni nostri, non é nemmeno da Don Chisciotte, é da pirla, come diciamo a Milano….

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