San Giovanni: ottime bollicine metodo classico in “salsa” gardesana

Denominazione: Altre Bollicine
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay, Groppello

Giudizio:
8


Che bella sorpresa è stato scoprire, nel corso di un’intensa e piacevolissima giornata trascorsa sul Lago di Garda sponda bresciana, accompagnando in giro per cantine e frantoi un carissimo amico, Piotr Kamecki, (nella foto sotto davanti alle bottiglie) uno dei primi sommelier professionisti della Polonia e soprattutto tra i più importanti importatori di vino (anche italiano) in Polonia con la società Centrum Wina di cui è presidente.
Incontrando Piotr, accompagnato dalla sua gentilissima moglie Dorota e da una persona straordinaria e speciale, la cara amica Elisabeth Babinska Poletti, che sta facendo scoprire alla stampa e al mondo del wine business polacco la qualità dei vini di Garda, Puglia e Franciacorta, è stato sorprendente, dicevo, scoprire che uno dei produttori che Piotr importa da qualche mese con piena soddisfazione, è anche un eccellente “spumantista”.
Beh, a dire il vero di sorpresa assoluta non parlerei, perché già qualche mese fa avevo decantato i pregi di una bollicina davvero speciale, il Brut Cento per cento, prodotto dall’azienda vinicola San Giovanni (alias famiglia Pasini) di Raffa di Puegnago.
Ma pur essendo consapevole che i Pasini (Giuseppe, Diego, Bruno e le nuove generazioni, i cugini Luca e Paolo) le bollicine le producono da oltre vent’anni, al punto che oggi sono arrivati, nel loro piccolo, a produrne annualmente qualcosa come 45 mila bottiglie, non mi era mai capitato, prima di venerdì 19, di degustare l’intera gamma delle bollicine pasiniane, rimanendone, come lo è rimasta anche Elisabeth, del cui palato mi fido, davvero convinto e conquistato.
Intendiamoci, la parte del leone, in termini di numeri, 30 mila pezzi, lo fa il Lugana Brut metodo classico, prodotto con solo Trebbiano di Lugana e rifermentato in bottiglia per 18 mesi, che davvero “ha nella bevibilità e nell’eleganza le sue doti piu’ originali” e rappresenta una bella “bolla” gardesana di quelle che è sempre un piacere bere.
Naso molto secco, deciso con note agrumate in evidenza e una certa fragranza floreale e una componente fruttata di buona maturità, si propone equilibrato, rotondo, (è un Brut con 10 grammi di zucchero litro), molto piacevole, vino di assoluto equilibrio e vero easy drinking bollicinaro.
Riprovato, il Cento per Cento (da uve del 2008, con imbottigliamento 2009 e sboccatura molto recente, luglio 2011) continua a piacermi e convincermi senza se e senza ma, secco, deciso, salato al limite dello iodato al naso, bocca nervosa sapida che al momento data la sboccatura freschissima evidenzia qualche durezza e disarmonia e persino una certa, a me peraltro simpatica, componente tannica delle uve Groppello con cui è prodotto, ma un carattere diritto, affilato, simpaticamente scontroso, essenziale, che a me affascina e rende il vino uguale solo a se stesso.
Si sale ancora con il Ceppo 326 Brut da uve del 2006, 60% di Chardonnay e 40% di Groppello, “rifermentato in bottiglia con ceppi di lievito selezionati a seguito di una lunga esperienza nella spumantizzazione (ceppo 3: finezza di perlage – ceppo 2: intensita’ di profumi – ceppo 6: persistenza di sapore), è prodotto con chardonnay e groppello. Affinato sui lieviti per almeno 24 mesi”, dal colore oro splendente luminoso, spettacolare per vivacità e brillantezza, naso dichiaratamente mediterraneo, solare, gardesano, con frutta ben matura in evidenza (ananas pompelmo e accenni di frutta esotica), a formare un insieme intenso e complesso, ben secco al gusto, ma sorprendentemente ampio, strutturato, pieno, di notevole sostanza e peso, con il consueto carattere dichiaratamente secco delle bolle di San Giovanni che conferisce ampiezza e persistenza al palato.
Le grandi sorprese arrivano però dai due altri vini degustati, il Ceppo 326 ex Trentacarati 2003 e il Ceppo 326 Rosé. Partiamo dal primo, mix di Chardonnay e Pinot nero provenienti da due ettari di vigna selezionata, posta su terreno calcareo sabbioso di origine morenica, e affinato sui lieviti da 48 a 60 mesi, un vino di cui vale la pena riportare la descrizione presente sul sito aziendale: “dopo l’opulenza del Trentacarati 1998, la vendemmia 2003 ci ha regalato un nuovo millesimato di rara intensità, l’Ex-trentacarati.
Ideale prosecuzione di quel Trentacarati 98 fermentato in legno, ne prende però le distanze in termini di filosofia produttiva: solo acciaio, da cui il nome, Ex-trentacarati. rigoroso, varietale, integro e fragrante, tanto da meritarsi una sboccatura senza alcuna aggiunta di zuccheri. l’Ex-trentacarati 2003 è il nostro primo metodo classico non dosato, sintesi del vigore potente dell’annata 2003 e della nostra precisa volontà di esaltarne l’eccezionale influenza sulle vigne destinate alla creazione del vino base”.
Il vino colpisce immediatamente per la sua integrità, freschezza e vitalità, un paglierino oro intenso squillante e multiriflesso, un naso di grande incisività, nerbo e sale, vitale, energico, ricco di sale, elegante, avvolgente negli aromi agrumati e minerali,e poi dotato di grande materia e stoffa, di bella ampiezza e persistenza lunga e viva subito dal primo sorso, pieno di sapore, salato, croccante, dotato di una beva assolutamente contagiosa e di un mirabile equilibrio.
Infine il Ceppo 326 Rosé, da uve dell’annata 2006, sboccatura inizio 2010, mix di Chardonnay (prevalente) e Groppello affinato sui lieviti da 24 a 36 mesi, intrigante sin dal colore, che Elisabeth ha subito battezzato “salmoncino”, e aggiungo io cerasuolo pallido e rosa tenue più che buccia di cipolla o sangue di piccione, e poi suadente, carezzevole nei profumi di pompelmo rosa e melograno, buccia di mandarino e cedro candito, fiore d’arancia e accenni di crosta di pane tostato, dotato di un’estrema pulizia al gusto, pieno, ricco, rotondo il giusto (il dosaggio di zucchero è di 8 grammi) senza essere compiacente, succoso, dotato di una bella polpa viva, piacevolissimo bilanciato e persistente, con una nitida vena di mandorla non tostata sul finale ben secco, ma senza asperità.
Una bellissima bottiglia di bollicine, che medito di mettere presto alla prova su un delicato piatto a base di pesce di lago. Come quelli che si possono gustare all’eccellente Ristorante Al Porto di Wanda Perotti a Moniga sul Garda…O alla Locanda del Benaco di Salò…

Azienda Agricola San Giovanni
Via Videlle 2
Raffa di Puegnago BS
tel. 0365 651419 e-mail: info@pasiniproduttori.com
sito Internet http://www.pasiniproduttori.com

1 commento

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Un commento

  1. Siria

    agosto 30, 2011 alle 6:41 pm

    Ho assaggiato il rosé, molto buono anche se mi piacerebbe più secco.

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