Galanta Brut Cruasé Ruiz De Cardenas

Denominazione: Oltrepò Pavese Docg
Metodo: classico
Uvaggio: Pinot nero

Giudizio:
9


E’ paradossale, ma in verità é proprio così, che per trovare alcune delle migliori bollicine metodo classico oltrepadane salvo rare eccezioni locali che si contano praticamente sulle dita di una mano ci si debba rivolgere ad un grandissimo rossista piemontese, che da molti anni seleziona il suo Pinot nero in Oltrepò e lo trasforma in Extra Brut di classe superiore.
Oppure ad un outsider, la cui produzione, assolutamente confidenziale e ridotta a piccolissimi, lo rende quasi un “garagiste” degli “champenois”.
Eppure, lo ripeto salvo alcune pochissime eccezioni, oggetto di articoli già apparsi su questo blog, il meglio dell’Oltrepò bollicinaro metodo classico, ovviamente secondo il mio particolarissimo gusto, viene non solo dall’Extra Brut blanc de noir e rosé di Bruno Giacosa da Neive, ma dai metodo classico di un produttore “dilettante” inteso nel senso più alto e migliore del termine, sottolineando l’aspetto piacere e diletto che scopertamente prova, (lui che nella vita ha fatto tutt’altro, pur essendo da sempre un grande appassionato di Pinot nero, soprattutto quelli della Bourgogne) nel fare vino, come Gianluca Ruiz de Cardenas.
Un signore di altri tempi soprattutto, un vero signore prima che un piccolo produttore che dovrebbe essere preso ad esempio da chiunque come lui ama l’Oltrepò Pavese e come scrive ha scelto questa terra, pur non avendo “tradizioni plurisecolari” ed essendo milanese di nascita, per riscattarne l’immagine purtroppo oppressa da troppi “prodotti dozzinali, con poche eccezioni”.
Pur essendo un convinto sostenitore della fondamentale importanza del terroir, De Cardenas ha “capito che il territorio non basta” che “è l’iniziativa degli uomini a fare la differenza, come insegna la storia di altre regioni ed altri paesi”.
E, segno dell’influenza umana è sicuramente il saper scegliere bene un vigneto e rispettarne la “verità” con un lavoro serio e misurato, mai protagonista, in cantina.
Proprio questo, da trent’anni, da quando nel lontano 1979 comprò la sua prima vigna a Casteggio, ha fatto e fa De Cardenas, vinificando esclusivamente le uve dei suoi circa cinque ettari di proprietà interamente a Pinot nero e Chardonnay, delle migliori selezioni di Champagne, su portainnesto a bassa vigoria con allevamento a cordone speronato, con distribuzione di un’uva e dell’altra determinata dalle diverse altitudini, orientamenti e composizioni dei terreni.
So bene che trovarlo non sarà facile ma voglio consigliarvi di trovare ugualmente il modo di procurarvi almeno una bottiglia di uno dei metodo classico, Extra Brut Blanc de Blanc, Galanta Brut e Galanta Rosé (Cruasé) di Ruiz De Cardenas (parlerò in altra sede dei suoi eccellenti Oltrepò Pavese Pinot nero Brumano e Miraggi).

In attesa di parlarvi presto degli altri due voglio plaudire all’eccellente Galanta Rosé, che questo produttore dalle idee chiare produce con una quota variante di anno in anno delle due canoniche uve, del 70% Pinot nero e 30% Chardonnay, dalla vigna Galanta situata, come scrive con grande precisione sul sito Internet aziendale “nella zona collinare di Torricella Verzate al Mappale n.27, Foglio 5, Catasto di Torricella Verzate. Esposizione Nord-Est, densità di impianto 6.000 ceppi/ettaro, filari a rittochino. La proporzione dei vitigni è del 72% chardonnay e 28% pinot nero”.
Vino che prevede una permanenza sui lieviti di almeno 36 mesi, con sboccatura (dégorgement) effettuata dopo “remuage” manuale, per piccole partite, in modo che le bottiglie in spedizione siano sempre di recente sboccatura.
Degustato nella sua piccola ma fornitissima cantina milanese, ho trovato questo Cruasé assolutamente delizioso: colore salmone scarico brillante, luminoso, splendente, si propone con un naso di grande delicatezza ed eleganza, salato, nervoso, suadente, dove la vena minerale prevale nettamente su una succosa, energica, sapida nota di fragoline di bosco, ma senza nessuna compiacenza ad accenni dolci o confettosi.
Ancora meglio la bocca, caratterizzata da una calibrata dolcezza cremosa, da una delicata succosità carnosa del frutto, da una vera croccantezza che ravviva e tiene in tensione il palato, ancora con slancio, dinamismo, mineralità e sale e un’assoluta finezza d’accento, una perfetta armonia tra tutte le parti, un’eleganza davvero rara, ahimé, in terra oltrepadana.

Ruiz De Cardenas
Strada della Mollie 35
Frazione Mairano 27045 Casteggio (Pavia)
tel. 0383 82301 – fax: 02 40094322
e-mail: vini@ruizdecardenas.it
sito Internet http://www.ruizdecardenas.it/

25 commenti

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25 commenti

  1. Alessandra

    agosto 22, 2011 alle 9:15 am

    certo che di fronte ad un articolo così solo una persona in palese malafede, che interviene su questo blog solo per provocare e gettare fango su una ben precisa zona vinicola potrà continuare a sostenere che lei ce l’ha con l’Oltrepò Pavese ed i suoi vini! Dia ascolto a Crosta: banni senza esitazioni gli interventi in forma di insulto delle solite note

  2. Mario Crosta

    agosto 22, 2011 alle 1:15 pm

    Chi vuol farsi una bella gita con la famiglia e vedere dov’e’ la vigna, in uno dei posti piu’ incantevoli per chi se li e’ fatti in bicicletta da corsa, da Casteggio (che ha un’uscita dall’autostrada Torino-Piacenza) bisogna prendete la via Emilia (S.S. 10) in direzione Broni-Stradella e dopo pochi chilometri, dopo l’enorme centro commerciale Romera, che troverete sulla vostra sinistra, imboccate a destra la via Roma per Torricella Verzate, salendo in un paesaggio sempre piu’ bello. Passate il centro del borgo di Torricella Verzate ed il suo Municipio, la vostra via Roma diventera’ via Cesare Pavese e s’inerpichera’ fra le vigne, dove appunto c’e’ la Galanta: http://maps.google.it/maps?hl=it&q=torricella+verzate+via+cesare+pavese&bav=on.2,or.r_gc.r_pw.&biw=1280&bih=718&wrapid=tljp1314007929536034&um=1&ie=UTF-8&hq=&hnear=0x478731297122f0c1:0xa9505552d5d1dce8,Via+Cesare+Pavese,+I-27050+Torricella+Verzate+PV&gl=it&ei=jytSTpXTG8S4hAePqbjjBg&sa=X&oi=geocode_result&ct=image&resnum=1&sqi=2&ved=0CCEQ8gEwAA
    Se fossi in voi proseguirei poi su e giu’ per le colline piano piano, godendo il paesaggio, chilometri e chilometri di aria pura, buon umore, scoperta di luoghi inaccessibili per chi non li conosce, per Parrocchia, Calvignano, Montalto Pavese, Pezzolo, Costa Gallotti, Finigeto, Palazzina, Michelazza, Francia-Casella, Frenzo, Castelrotto, Montecalvo Versiggia e poi scenderei giu’ al Prato Gaio (sulla strada che sale da Santa Maria La Versa a Volpara) a mangiare e bere e pernottare…

    • Franco Ziliani

      agosto 22, 2011 alle 1:31 pm

      ottimi suggerimenti Mario! Tenuto poi conto che tu lì mandi non da lì, come potrebbe invece fare qualcuno, ma dalla lontana Polonia, sono ancora più preziosi e a me cari

  3. Mario Crosta

    agosto 22, 2011 alle 2:24 pm

    Ma tu cosa credi che io sogni di notte, in Polonia? L’Oltrepo, la mia bici, la mia borraccia, le osterie, le trattorie, le vigne, il canto delle cicale di giorno e quello dei grilli di notte! La memoria non mi abbandona, caro mio e capisco dei metropolitani come Ruiz de Cardenas che investono tutto quello che hanno in vigne oltrepadane. Il paesaggio e’ sicuramente migliore che in Franciacorta, anche se la’ hanno il lago d’Iseo. Poi quelle che ho suggerito io non vanno bene per le auto normali, ma per le spider… e a bassa velocita’! E poi al Prato Gaio si puo’ anche dormire, percio’ non trattenetevi nel bere!

  4. Cantastorie

    agosto 22, 2011 alle 5:10 pm

    ……Grande Mario!!! …guida poco….che devi bere!!!!!

    • Mario Crosta

      agosto 22, 2011 alle 6:05 pm

      Mah, caro cantastorie, cosa vuoi che ti dica: l’Oltrepo e’ proprio il posto adatto per guidare poco e bere bene. Ci sono un sacco di foto sul web di gruppi cicloamatoriali che organizzano raid da quelle parti e che mostrano orgogliosi le premiazioni dei partecipanti che vincono qualche traguardo volante con bottiglie di Pinot Nero, Buttafuoco, Metodo Classico. La Franciacorta ha le strade intasate di automobili, ma l’Oltrepo e’ un’immensa campagna con alture, creste, valloni, posti ricchi di paesaggi che ristorano la vista e di osterie e trattorie che ristorano il corpo. A prezzi molto convenienti. Ho fatto l’esempio del Prato Gaio perche’ a me ha permesso di lasciare in parcheggio la macchina e scatenarmi a piedi o in bicicletta, ma anche on la macchina si puo’ bere appunto e dormire lì, che e’ un posticino silenziosissimo, davvero tonificante. Quello che Franco non ha scritto abbastanza in questo pezzo, ma credo che lo fara’ senz’altro un po’ piu’ in là, e’ cio’ che e’ stata la base della decisione di Ruiz de Cardenas, milanese, di comprare vigne in Oltrepo e non altrove. Una a Casteggio, poi una a Torricella Verzate, poi un’altra a Oliva Gessi, un’altra ancora sempre a Casteggio, insomma i posti se li e’ andati a scegliere, non ha preso il primo che gli capitava. Ruiz de Cardenas scrive molto volentieri, si spiega benissimo, e’ un punto di riferimento per chi ama la natura e l’Oltrepo, la vita sana all’aria aperta, la civilta’ contadina, insomma un mondo da… cantastorie! Spero che non si limiti ad un pezzo sul suo Cruase’ il discorso sulle bollicine di Ruiz de Cardenas. C’e’ anche un Extra Brut Blanc de Blanc che vale davvero la pena di raccontare, anche per la scelta dei vitigni, che non e’ mai stata, nel suo caso, la copia di cio’ che fanno gli altri, ma un’interpretazione del vino tutta personale, studiata, progettata, sofferta e ben curata. Ma tocca a Franco o, semmai, a Ruiz de Cardenas stesso. Ammiro molto quest’uomo, come ammiravo l’Ing. Giulio Venco (altro milanese, progetto’ e costruì il fungo della Marelli vicino a casa mia…) e il buon Duca Denari, come Angelo Ballabio, Lino Maga, insomma ci siamo capiti.

      • Cantastorie

        agosto 22, 2011 alle 9:34 pm

        …conosco bene tutta la zona, sono stato molte volte in quei posti, conosco qualche posticino ameno e qualche buon produttore, sono nato a pochi chilometri da li, e da ragazzo, nei pomeriggi domenicali d’autunno e della primavera, la tappa nell’oltrepo era d’obbligo, ho ancora qualche amico che abita li… bei ricordi…

        • Mario Crosta

          agosto 23, 2011 alle 9:45 am

          Scrivi qualche bell’articolo anche tu, cantastorie, su questo tuo paese natìo che merita davvero un’attenzione particolare e attraverso i tuoi ricordi e gli amici che hai ancora lì vedrai che farai venir voglia di sane bollicine a mezzo mondo!

          • Cantastorie

            agosto 23, 2011 alle 11:52 am

            …non male l’idea, …ci penso…magari qalcosa esce…

          • Franco Ziliani

            agosto 23, 2011 alle 12:22 pm

            magari sentendo prima anche il responsabile del blog, no?

          • Mario Crosta

            agosto 23, 2011 alle 1:24 pm

            Beh, tutti i commenti sono in coda di moderazione del responsabile del blog. Gli articoli, come ho sempre fatto io con te sin dai bei tempi di Wine Report, sempre via e-mail, anche per correggere eventualmente qualche errore di grammatica, di sintassi, di battitura. Ma un Cantastorie limitato a qualche commento mi sembra sprecato, visto che e’ nato lì, che ha amici lì e che potrebbe fare un pizzichino di piu’ per l’Oltrepo, sempre che ne abbia tempo e voglia.

          • Franco Ziliani

            agosto 23, 2011 alle 1:38 pm

            beh Mario, un conto é un commento e tutti i commenti sono benvenuti e sono il sale del blog e un conto sono eventuali contributi come quelli di Giuseppina e del corrispondente dal Far East, che sono sempre stabiliti di comune accordo con il sottoscritto…

  5. Roberto

    agosto 22, 2011 alle 5:55 pm

    dove sono andate a finire oggi le persone petulanti che intervengono su questo blog solo per sostenere che non si parla mai di Oltrepò Pavese e dei suoi vini e che se ne perla male? Coda di paglia?

  6. Paola

    agosto 22, 2011 alle 5:56 pm

    aspettiamo di sapere cosa avrà da ridire anche oggi la Signora Siria…

  7. Siria

    agosto 22, 2011 alle 6:37 pm

    Più che altro mi incuriosisce il fatto che da un vigneto con il 72% di chardonnay e il 28% di pinot nero si tragga uno spumante con le percentuali ribaltate.

    • Franco Ziliani

      agosto 22, 2011 alle 7:25 pm

      risposta affidata al produttore stesso, Gianluca Ruiz de Cardenas:
      “Domanda abbastanza ingenua, non uso tutte le uve del vigneto per fare quello Spumante, uso quello che mi serve a seconda delle annate e nelle proporzioni che mi servono, poi per altri Spumanti ed altri vini come lo Chardonnay tranquillo, e se avanza vendo anche l’ uva. Essendo un produttore da garage come dici giustamente. Il lettore può vedere nel mio Sito che produco anche Spumanti con il 100% di chardonnay ecc.”

      • Siria

        agosto 22, 2011 alle 7:46 pm

        Grazie ad entrambi per l’esaustiva risposta.

  8. Mario Crosta

    agosto 22, 2011 alle 7:37 pm

    Immaginavo che lei diffamasse anche Ruiz De Cardenas, dandogli praticamente del bugiardo, in quanto sara’ anche suo concorrente. Dunque, non solo attacca slealmente i Franciacorta, ma anche tutti gli altri che le danno fastidio, anche in Oltrepo. Questa cosa comincia a puzzare davvero…

    • Franco Ziliani

      agosto 22, 2011 alle 7:42 pm

      Mario, in questo caso Siria si é limitata a fare una domanda legittima. Nessun atto leale o sleale questa volta. Anche perché l’ho avvisata che se riprende secondo il suo stile non pubblicherò più e scriverò “commento moderato dalla redazione”… Non le sarà più possibile buttare fango e altro, come ha spesso fatto sinora

      • Mario Crosta

        agosto 22, 2011 alle 7:48 pm

        Speriamo che tu abbia ragione. Ma di schizofrenici che hai dovuto bannare dopo inutili tentativi anche fin troppo democratici da parte tua i lettori di lunga data si ricordano perfettamente.

        • Franco Ziliani

          agosto 22, 2011 alle 8:01 pm

          hai ragione Mario, appunto perché ho avuto in passato a che fare con autentici schizofrenici (eufemismo) ho deciso di dare un chiaro stop alle intemperanze verbali, forse troppo a lungo tollerate, di Siria. Uomo (o donna) avvisato….

          • Siria

            agosto 22, 2011 alle 8:11 pm

            Crosta, una semplice domanda, perfino ingenua come ha detto De Cardenas, diventa diffamazione? Se lo vuole mettere in testa una volta per tutte che io NON sono una produttrice di vino?

      • Siria

        agosto 22, 2011 alle 7:48 pm

        Infatti la mia osservazione ha avuto una risposta chiara ed esaustiva. Tra l’altro anni fa bevvi un piacevolissimo blanc de blancs del signor De Cardenas e mi pare che anch’esso si chiamasse Galanta, se non sbaglio.

  9. Rud

    gennaio 23, 2012 alle 5:51 am

    Bel post, grazie per la condivisione …, il tuo contenuto molto utile per me:)
    grazie

  10. Roger Marchi

    marzo 3, 2012 alle 1:54 pm

    Degustato con calma ieri al ristorante “Selvatico” di Rivanazzano (PV), a un anno da un assaggio sconcertante al Vinitaly. Un ottimo prodotto, di grande piacevolezza, eleganza e bevibilità. Complimenti a Ruiz De Cardenas.

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