Franciacorta Brut millesimato 2006 Tenuta Ambrosini

Denominazione: Franciacorta Docg
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay, Pinot bianco, Pinot nero

Giudizio:
8


Devo confessare che mi é venuta alla mente una metafora di carattere calcistico nell’accingermi a scrivere di questa azienda e dei suoi vini.
Per vincere i campionati, e le coppe, servono sicuramente i solisti ed i funamboli, quelli che s’inventano giocate fantasiose e incantano la platea con i loro numeri. Ma sono fondamentali, senza di loro non si potrebbe combinare granché, i “gregari”, gli onesti lavoratori, quelli che corrono, faticano, pressano, difendono, svolgono il lavoro più duro e consentono ai campioni di brillare.
Fuor di metafora voglio dire che il successo e l’immagine forte di una denominazione è sicuramente legata a quelle aziende che magari, anche grazie al loro potere mediatico, e a qualche vino speciale, colpiscono particolarmente il gusto del consumatore e diventano dei punti di riferimento, e degli “eno-miti”, ma a rendere una denominazione forte credo sia il lavoro di tante aziende serie, concrete, senza fronzoli, che formano il tessuto connettivo, la base solida, la qualità affidabile di una zona.
Così accade anche in Franciacorta, dove sicuramente c’è qualche Eto, Messi, Iniesta, Cristiano Ronaldo o Buffon, ma dove sono i tanti Cambiasso, Zanetti, Stankovic (per par condicio aggiungete pure voi qualche giocatore delle altre squadre…) ad assicurare il risultato finale, la credibilità generale, l’affidabilità, di questa bella zona.
Questa lunga premessa per introdurre il discorso su un’azienda agricola, la Tenuta Ambrosini di Cazzago San Martino, i cui Franciacorta non presentano gli squilli e le giocate ad effetto dei fuoriclasse, ma costituiscono un validissimo, solido punto di riferimento, con una qualità costante, per tutti coloro che ad una bottiglia di bollicine metodo classico prodotte in questa zona chiedono soprattutto non cose mirabolanti, ma di rappresentare bene il territorio e di farsi bere.
Una decina di anni di storia per quest’azienda che conta su otto ettari di vigneto, a Cazzago San Martino e Monterotondo, destinati al vitigni Chardonnay, Pinot bianco e Pinot Nero, e che si avvale, dopo aver lungamente collaborato con Fabrizio Zardini, enologo che in passato curava il Pas Operé realizzato per la selezione Marchiopolo, della collaborazione dell’enologo Roberto Pepe, e una bella cantina finita nel 2000 posta al centro dei vigneti.
Motore dell’azienda è l’ex bancario nonché perito agrario Sergio Ambrosini, che ha deciso di continuare l’opera del padre Lorenzo e del fratello Francesco e di non limitarsi a vendere le uve delle proprie vigne, come hanno fatto dagli anni Novanta, ad altre aziende, ma di trasformarle in propri vini. Questo anche con la prospettiva di essere affiancato progressivamente dal figlio Lorenzo, 22 anni, diplomato in agraria e studente in enologia.
Nel 2001 le prime 1000 bottiglie che oggi son diventate 50 mila, 20 mila di Satèn, 20 mila di Brut, ed il resto suddiviso tra millesimato e Rosé, con l’obiettivo di arrivare ad 80 mila forse già quest’anno.
Inoltre, visto che in famiglia si destreggiano bene ai fornelli, gli Ambrosini hanno pensato bene di aprire in azienda un piccolo agriturismo (40 posti a sedere, solo su prenotazione – tel. 030 7254850 – aperto nei fine settimana, dove si prepara, dicono benissimo, un classico della cucina bresciana come lo spiedo.
Come ho già detto i loro Franciacorta, che vendono esclusivamente nel canale horeca, son solidi, ben fatti, concreti. Buono il Brut, affinato 18 mesi, di cui ho degustato un campione di sboccatura 2011, forse eccessivamente rotondo, con i suoi 8-9 grammi zucchero, per i miei gusti, ma di indubbia piacevolezza ed equilibrio, bene il Satèn, Chardonnay 100%, 26 mesi sui lieviti, dall’intensa fruttuosità a naso (ananas, pompelmo, mandorla) e di bella consistenza burrosa, molto strutturato al gusto, solido.
E niente male il Rosé, con una bella quota del 55% di Pinot nero, 24 mesi sui lieviti, colore salmone scarico buccia di cipolla, dai profumi intriganti di ribes, mirtilli, cedro e mandarino, molto fragrante, sapido, aperto, molto equilibrato al gusto, con bella polpa fruttata e una certa rotondità, anche se vivo e fresco, decisamente piacevole.
Il Franciacorta che più mi ha convinto è però stato il millesimato 2006, a base di Chardonnay, 60%, e 20% ognuno di Pinot bianco e Pinot nero. 36 mesi sui lieviti ed una parte delle uve fermentate in barrique. Solo 5000 bottiglie prodotte.
Colore paglierino intenso oro antico, brillante e luminoso, mostra subito un naso ampio, caldo, maturo, con note di agrumi in evidenza, di cedro candito e fiori secchi e accenni di mandorla di buona complessità e salda tessitura.
La bocca conferma l’impressione di trovarsi di fronte ad un Franciacorta, gastronomico, da apprezzare a tavola e non da servire come aperitivo, di una certa importanza: larga, piena, profonda, molto succosa, con una componente fruttata molto evidente, ma bilanciata da una bella spalla sapida, da una vena acida ben precisa, che danno al vino persistenza lunga e ampia, equilibrio ed un finale molto vivo e ben sostenuto. A dimostrazione che anche i Marini, gli Oriali, quelli che fanno “una vita da mediano” sono preziosi alla squadra. E sanno andare in gol….

Tenuta Ambrosini
via della Pace 60
Cazzago San Martino BS
tel. 030 7254850
e-mail info@tenutambrosini.it
sito Internet www.tenutamabrosini.it

31 commenti

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31 commenti

  1. Siria

    agosto 16, 2011 alle 6:52 pm

    Finalmente un Franciacorta!

    • Franco Ziliani

      agosto 16, 2011 alle 7:04 pm

      ah rieccola! In verità non mi/ci mancava affatto Siria…

      • Siria

        agosto 16, 2011 alle 9:59 pm

        Non lo metto in dubbio, Ziliani. Anche per questo sarò sempre pronta a rompere le uova del suo paniere franciacortino.

        • Franco Ziliani

          agosto 16, 2011 alle 11:04 pm

          solo una persona faziosa e in dichiarata malafede come lei può definire Lemillebolleblog un “paniere franciacortino”… Sicuramente non avrebbe nulla da eccepire se pubblicassi con altrettanta frequenza articoli su bollicine Docg oltrepadane… Peccato che non trovi altrettante occasioni per scriverne, come mi capita, invece, piaccia o non piaccia a lei, di Franciacorta Docg…

          • Siria

            agosto 17, 2011 alle 10:37 pm

            “Dichiarata malafede”? Ma in che lingua parla, Ziliani? Basta vedere e contare i post per capire com’è composto questo paniere, mica ci vuole un ingegnere. Questo è un blog sulla Franciacorta, con le 4 stelle garantite a mo’ di 6 politico e qualche occasionale puntata altrove. Faccia quel che vuole, il blog è suo, IO non la accuso di malafede perché non ne ho le prove né mi interessa farlo, ma non neghi l’evidenza.

          • Franco Ziliani

            agosto 18, 2011 alle 9:40 am

            devo una risposta, definitiva, a Siria.
            Questo é un blog sui metodo classico italiani (e anche su Prosecco e Asti) che tiene conto dei numeri che parlano di 100 aziende che producono metodo classico in Franciacorta, di una trentina nel campo del Trento Doc, di nemmeno dieci in Alto Adige, di nemmeno dieci per l’Alta Langa e di 20-30, il numero esatto non lo conosco, in Oltrepò Pavese. Viene molto più facile per me e per chiunque degustare Franciacorta di quanto accada con i metodo classico delle altre denominazioni. Anche per una collaborazione ben diversa del relativo Consorzio, come pure di chi si occupa del TrentoDoc, che a mia richiesta mi hanno organizzato ampie degustazioni. Attendo ancora, nonostante diverse richieste, che analoga ampia degustazione mi venga organizzato dal Consorzio vini Oltrepò Pavese.
            Un’ultima cosa capziosa Siria: tutte al “soldo” dei franciacortisti anche le varie guide, che in materia di bollicine metodo classico tendono a concedere molto più spazio ai Franciacorta Docg rispetto a quanto concedano ai metodo classico delle altre denominazioni?
            Ecco perché lei é dichiaratamente e clamorosamente in malafede, soprattutto quando afferma che sul mio blog le 4 stelle per i Franciacorta sarebbero “garantite a mo’ di 6 politico”. Era un metodo, quello del 6 politico, che mi indignava ai tempi del liceo e m’indigna ed é lontano anni luce da me anche oggi.

  2. Joseph

    agosto 16, 2011 alle 8:40 pm

    Anche io trovo i vini di Tenuta Ambrosini molto dolci…il migliore per me è il Rosè…

  3. Siria

    agosto 20, 2011 alle 1:04 pm

    Egregio Ziliani, scrivo qui di un altro produttore di cui lei ha parlato recentemente. Ho avuto la fortuna (si fa per dire) di assaggiare due Franciacorta di Arici comprati direttamente in azienda, il millesimato e il rosé, in un consesso di una decina di persone tra le quali alcuni appassionati di vino, un paio di vignaioli e anche un ristoratore. Dato che entrambi i vini sapevano, sia al naso sia in bocca, pesantemente di buccia di salame e di cotechino, ed entrambi sono finiti ad innaffiare le rose del padrone di casa, le chiedo quale secondo lei è l’ipotesi più probabile:

    1) Due bottiglie sfortunate, capita
    2) Arici è altamente sopravvalutato
    3) Nessuno dei presenti capisce alcunché di spumanti.

    Grazie in anticipo per la risposta.

    • Franco Ziliani

      agosto 20, 2011 alle 3:24 pm

      nulla da rispondere, prendo atto del suo legittimo punto di vista. Che é talmente caricaturale, quando parla di salame e cotechino, da essere del tutto privo di credibilità.

      • Siria

        agosto 20, 2011 alle 3:48 pm

        Purtroppo quello su buccia di salame e cotechino è stato un parere generalizzato, condiviso anche dalla persona che aveva comprato le bottiglie, conoscitrice di Franciacorta e appassionata, così come da un’amica non particolarmente esperta, così come da un ristoratore di grande esperienza.

        • Franco Ziliani

          agosto 20, 2011 alle 3:50 pm

          si certo, e sentori di mortadella, pancetta o magari Salame di Varzi non c’erano? Ed un pizzico di salsiccia, magari piccante? Ma per favore….

          • Siria

            agosto 20, 2011 alle 5:02 pm

            Il suo sarcasmo è del tutto fuori luogo. Per arrivare a versare le bottiglie nel prato vuol dire che NESSUNO dei presenti le ha trovate bevibili. Devo peraltro dire che in altra occasione, un mese fa, il Dosaggio Zero non millesimato è risultato piacevole.

          • Franco Ziliani

            agosto 21, 2011 alle 9:14 am

            lei pensa che “commenti” come il suo abbiano una benché minima possibilità di essere presi sul serio?

          • Mario Crosta

            agosto 20, 2011 alle 6:01 pm

            E quello di sperma, riconosciuto da Gino Veronelli in un ottimo Champagne, un caso che scandalizzo’ mezzo mondo, non c’era?

  4. Siria

    agosto 21, 2011 alle 12:51 pm

    Magari ci fosse stato, egregio Crosta. Sarebbe stato senz’altro meglio di quelle altre tanfe ignobili.

    • Franco Ziliani

      agosto 21, 2011 alle 2:47 pm

      la sua definizione, da cui prendo totalmente le distanze e rifiuto, é al limite della diffamazione e della querela. Le sue non sono critiche sono insulti. Se questo é il suo modo di fare si squalifica da sola

      • Siria

        agosto 21, 2011 alle 3:36 pm

        Questo è il mio modo di fare quando due bottiglie pagate nel complesso circa 40 euro si rivelano imbevibili. Come ho già detto, può anche essere semplice sfortuna. Signor critico senza macchia e senza paura, da quando in qua dire che un vino puzza è al limite della diffamazione?

        • Franco Ziliani

          agosto 21, 2011 alle 5:56 pm

          lei non é solo arrogante, ma anche ignorante, nel senso che ignora e non é consapevole di quello che scrive. Lei non ha scritto che quei vini puzzavano, ma li ha testualmente definiti “tanfe ignobili”, che non é più legittima critica, ma insulto gratuito. E stupido. Se io fossi il produttore mi incavolerei di brutto.

          • Siria

            agosto 21, 2011 alle 6:11 pm

            Guardi, mi sono incavolata di brutto più io per il mio amico che, volendo fare cosa gradita, ha buttato via 40 euro. Se c’è qualcuno che, in questa storia, ha il diritto di incavolarsi è l’acquirente, non il produttore.

          • Franco Ziliani

            agosto 21, 2011 alle 6:19 pm

            colgo l’occasione per informarla che non intendo offrirle uno strumento per fare sfoggio della sua tendenza all’insulto spacciata per diritto di critica. Per cui la avviso che casserò inesorabilmente, inserendo la dizione commento moderato dalla redazione, ogni sua eventuale futura intemperanza verbale. Perché definire “tanfe ignobili” delle bottiglie di vino, che potevano anche non essere buone, non esserle/vi piaciute, non é più critica. Ma puro insulto. Gratuito e stupido. Si crei un suo blog, se vuole, per insultare tutti i produttori, ovviamente di Franciacorta, che vorrà. Qui é già andata oltre il limite del consentito. Sono certo che lei griderà alla censura, ma poiché questa é casa mia, il mio blog, ho tutto il diritto di decidere cosa pubblicare e cosa cestinare. Spero di essere stato ben chiaro.

  5. Klara

    agosto 21, 2011 alle 6:35 pm

    Questa poi……non me l’aspettavo!!!
    Da quando ero bambina non sentivo una cosa del genere.
    La bambola e mia e gioco come voglio io!!!

  6. Siria

    agosto 21, 2011 alle 6:48 pm

    Niente da dire, invece, egregio. Non grido ad alcuna censura. E’ casa sua, appunto. Visto che mi ha dato della stupida e dell’ignorante, lei è l’unico a poter insultare, qui. Quello che ho scritto io è pesante, lo ammetto, ma non è un insulto. Nasce dallo sconforto e dal dispiacere di dover versare del vino appena comprato nel prato.

    • Franco Ziliani

      agosto 21, 2011 alle 6:52 pm

      Prendo atto che provare a parlare con lei é tempo perso. E che nel suo personalissimo e a me incomprensibile sistema di pensiero definire “tanfe ignobili” delle bottiglie di vino, non rappresenta un insulto. Sarebbe interessante conoscere il punto di vista di un avvocato.

      • Siria

        agosto 21, 2011 alle 7:11 pm

        Su suggerimento di un amico sono andata a leggermi alcuni suoi vecchi post su “Vino al vino”, e ho visto che il meccanismo della polemica alla fine è sempre lo stesso. Quando fa così diventa noioso, banale e prevedibile come Giovanni Allevi.

  7. Mario Crosta

    agosto 21, 2011 alle 7:48 pm

    Nessuno pensa agli Ambrosini che si vedono ben 25 commenti di battibecco gratuito, organizzato con il solito sistema della concorrenza sleale coperta dall’anonimato? Era meglio non scrivere nemmeno il post. Anzi forse e’ proprio questo lo scopo degli strali di tale Siria, anonimo per giunta, contro qualsiasi espressione della Franciacorta. Sto cominciando a pensare di cercarmi un altro blog, seriamente. E non penso di essere il solo.

  8. Mario Crosta

    agosto 21, 2011 alle 8:06 pm

    Franco, mettiti nei panni di un lettore qualsiasi che vorrebbe semplicemente avere informazioni su di un vino e si vede invece una serie di attacchi a raffica contro qualsiasi cosa che porti il nome Franciacorta da parte di un presunto (o di una presunta) produttrice concorrente sleale e coperto (o coperta) dall’anonimato. Se questo blog rimane aperto soltanto per ospitare gente che spande merda gratuitamente sul vino degli altri, per invidia ed incapacita’, che figura ci fa il Consorzio dell’Oltrepo Pavese he potrebbe essere ritenuto perfino responsabile di manovre del genere? Ti devo mettere in guardia, perche’ forse non ci hai ancora pensato, ma stai rischiando che qualcuno dubiti perfino della tua imparzialita’ nascosta dietro un finto dibattito con qualcuno che nasconde invece degli interessi precisi, secondo la responsabilita’ oggettiva. Fornisci il numero dell’IP al Consorzio dell’Oltrepo Pavese e a quello del Franciacorta, che ci penseranno loro, ma togliti da questa pietosa vetrina che allontana chi ama, nel vino, anche la trasparenza.

  9. Mario Crosta

    agosto 21, 2011 alle 8:32 pm

    Scusa, Franco, guarda, forse e’ meglio che togli i mei commenti delle 7:48 e delle 8:08 e anche questo. Erano rivolti a te, non a tutti. Ti ho mandato una e-mail in proposito. Ma ogni volta che vedo ancora la firma Siria, clicco altrove. Quando interviene questo commentatore non c’e’ piu’ discorso sul vino, ma e’ solo spandere merda sul Franciacorta, gratis e anonimo.

  10. Giovanni Arcari

    agosto 22, 2011 alle 8:02 pm

    Siria, non so come il suo amico abbia potuto acquistare in cantina il rosé visto che non è in vendita (tenga la pezza che attesta l’acquisto perché le servirà) e il dosaggio zero che viene venduto in cantina ha un’etichetta diversa rispetto a quella che si può trovare nei ristoranti, bar, ecc. e 40 euro non può averli spesi (ma questo lo verificheremo presto, insieme alla sua identità).
    le puzze che ha sentito lei saranno certo derivanti dal legno che usiamo in eccesso… è un’ipotesi. secondo lei che se ne intende, a cosa possono essere dovute certe puzze?
    ci vediamo (davvero) presto, Siria..
    p.s. uno intelligente, capace e conoscitore del vino se le sarebbe fatte cambiare due bottiglie “fallate” e oggi avrebbe la prova per sostenere le fantasie che ha scritto, soprattutto davanti alla legge.

    • Joseph

      agosto 22, 2011 alle 11:35 pm

      commento moderato dalla redazione

      • Joseph

        agosto 24, 2011 alle 9:16 pm

        casualità…bravo Mr. €!

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