Negli States nessuna corsa agli “spumanti”: questione di tasse

A differenza dall’Italia dove è in corso, consentitemi il gioco di parole, una vera e propria corsa allo “spumante”, inteso come prodotto indistinto con le bollicine, da inserire nella gamma ad ogni costo, perché tira, è richiesto, ha successo ed è un po’ meno bloccato nelle vendite di altre tipologie, una corsa dettata da mere motivazioni commerciali e non da improvvise conversioni alla “bubble way”, negli Stati Uniti è escluso possa scatenarsi un’analoga “bubble rush”.
Questo non perché le bollicine non vadano bene, gli Usa sono sempre il secondo mercato export dello Champagne, con quasi 17 milioni di bottiglie e la tipologia è in salute, con una crescita delle vendite del dieci per cento nel corso del 2010, ma per motivi, come ho scritto in questo articolo che ho pubblicato sul sito Internet dell’A.I.S., puramente economici, anzi finanziari.
Come ho appreso da un articolo del sempre interessante wine blog statunitense The Gray Report, condotto dal wine writer W. Blake Gray, articolo che potete leggere qui, negli Stati Uniti il sistema di tassazione sul vino penalizza gli sparkling wines.
In quel grande Paese i vini sono tassati in base alla loro gradazione alcolica. I vini sotto i 14 gradi di alcol sono tassati per 1.07 dollari per gallone (un gallone americano equivale a 3,79 litri), con un credito di 0,90$ per gallone per le aziende che producono meno di 250,000 galloni, ovvero una sorta di incentivo per le piccole aziende.
I vini con una gradazione da 14 a 21 gradi sono tassati di 1,57$ a gallone, con lo stesso bonus sopra descritto. Gli sparkling wines figurano tra i vini meno alcolici, eppure, ecco spiegato l’arcano, sono tassati con 3,40 dollari per gallone, ovvero di 67 centesimi per una bottiglia da 750 ml. con nessun bonus per le piccole aziende.
In altri termini, dice W.Blake Gray, se si è un piccolo produttore, si pagherà una tassa venti volte superiore se si producono sparkling wines rispetto a quel che si pagherebbe producendo del Sauvignon, o un Moscato.
In ogni caso viene applicata una tassa quintupla rispetto a quella da pagare per vini tranquilli con un contenuto alcolico superiore ai 14 gradi.
Si tratta di una tassazione eredità del periodo del Proibizionismo, per evitare che si vendesse dello Champagne proveniente dal Canada e per spingere a consumare vino californiano.
Ecco spiegato, in pillole, perché in California e negli Stati Uniti non ci sarà, almeno per ora, nessuna grande corsa alle bollicine.

 

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