In Champagne rese in aumento per la vendemmia 2011: il mercato riprende a tirare e chiede più vino

Importante decisione presa, come ho raccontato in questo articolo pubblicato sul sito Internet dell’A.I.S., giovedì 7 luglio in Champagne. Come raccontato dal sito Internet francese specializzato Vitisphère, in una cronaca corredata anche da un illuminante grafico,  il Comité Interprofessionnel des vins de Champagne (CIVC) ha annunciato l’accordo raggiunto tra produttori e négoce sulle rese per ettaro per la vendemmia 2011 la cui apertura si annuncia subito dopo ferragosto.
Come scrive Vitisphère, le rese “sont fixés à 12,5 tonnes par hectares, ce rendement était de 9,7 t/ha en 2009 (- 26 % par rapport à ceux de 2008). Dans le détail, les rendements au vignoble seront de 10,5 t/ha et les 2 t/ha restantes proviendront des vins de réserve. Le rendement au vignoble approche le rendement d’entrée en production (10,4 t/ha*) et les vins de reserve”.
Rese per il 2011 a 125 quintali (12,5 tonnellate) ettaro, mentre erano state di 9,7 nel 2009 e di 10,5 nel 2010 (13 nel 2005, 2006 e 2008, 14 nel 2004 e 12,4 nel 2007).
Perché questo rialzo delle rese? Semplicissimo, per rispondere alla progressione delle vendite già in corso, di cui parla in un illuminante post Marco Baccaglio sul suo blog I numeri del vino.
Come scrive, “le vendite di Champagne nel 2010 sono risalite a 320 milioni di bottiglie, praticamente lo stesso livello del 2008. Si può quindi dire che la crisi del 2009 è stata riassorbita, anche se il calo delle spedizioni era cominciato nel 2008 e quindi il record storico di 339 milioni di bottiglie del 2007 richiede un altro anno”.

Le cose per lo Champagne continuano ad andare molto bene anche nel 2011 con i dati relativi al primo trimestre che parlavano di crescita del 15% in volume e del 13% in valore e dati ulteriori, relativi all’andamento sino a maggio, che parlano di vendite in rialzo del 21,3% nei Paesi extra Comunità Europea, del 9,6% in Europa e dell’1,9% in Francia.
Le 12,5 tonnellate ettaro fissate dal C.I.V.C. sono una via di mezzo tra le 12 cui miravano i vignerons e le 14 (equivalente della cifra record raggiunta nel 2004) cui puntavano invece le maisons du négoce champenois.
Il Presidente del C.I.V.C. Ghislain de Montgolfier (membro della famiglia Bollinger) ha spiegato la scelta del contenuto aumento delle rese per ettaro con la necessità di “rimanere prudenti puntando per i prossimi anni su una crescita ragionevole del due per cento, per evitare il rischio di carenza di Champagne e un rialzo dei prezzi”.
Un orientamento che dovrebbe consentire di evitare una sopravvalutazione delle richieste dei mercati e di vedere i prezzi crollare come nel corso della crisi.
Un piccolo pensiero mi è venuto in mente nel leggere di questa riscossa dello Champagne: cosa diranno ora i teorici del “sorpasso” dello “spumante italiano” sullo Champagne, e del Prosecco come locomotiva insieme all’Asti? Capiranno finalmente che la “guerra” di cui hanno parlato è non solo ridicola, ma forse ha qualche difficoltà, nel caso, di essere vinta?

2 commenti

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2 commenti

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  2. Cantastorie

    luglio 13, 2011 alle 9:37 pm

    ….al di là delle cifre e delle previsioni, aumentare del 20% le rese e mantenere la stessa qualità equivarrebbe ad un vero e proprio …miracolo…. se poi riescono a mantenere gli stessi prezzi dicesi: miracolo economico!!

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