Franciacorta Extra Brut Lantieri de Paratico

Denominazione: Franciacorta Docg
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay, Pinot nero

Giudizio:
8


E’ sempre più difficile, anche per chi, causa affinità elettive e vicinanza geografica (Bergamo, dove risiedo, dista meno di mezzora) vive in prossimità della Franciacorta avere una visione veramente aggiornata e onnicomprensiva di quello che si sta muovendo in questa dinamica zona vinicola che proprio in questo 2011 festeggia i suoi primi cinquant’anni come produttrice di bollicine metodo classico.
Lo sviluppo che la zona ha conosciuto, in ordine agli ettari vitati (giunti a circa 2500) e soprattutto ai soggetti produttivi, che hanno raggiunto e superato quota 100, rende molto difficile o quantomeno impegnativo riuscire quantomeno a mettere fisicamente piede in tutte le cantine che oggi producono Franciacorta Docg.
Però, per questo blog e altro (che al momento ho solo in mente, ma lasciate che riesca a mettere a fuoco l’idea e forse capirò cosa intendo fare…) ho deciso di arrivare a poter dire entro la fine del 2001 di aver visitato almeno il 40-50% di tutti i produttori.
Quelli emergenti ed emersi da poco, quelli della serie “saranno famosi”, ma anche cantine dove, colpevolmente, anche se vantano una lunga storia, il sottoscritto non era mai stato.
Una di queste cantine dove finalmente (faccio pubblicamente ammenda) sono stato visitatore è una delle cantine storiche della Franciacorta, Lantieri de Paratico, dove si producono bollicine di quello che oggi chiamiamo Franciacorta Docg, dal lontano 1973, quando la famiglia Lantieri, che produce vino dal 1600, dapprima nel Castello di Paratico, poi, dopo la battaglia di Maclodio, a Capriolo, si mise, quarti in assoluto a farlo in territorio franciacortine, bollicine “méthode champenoise”.
Ad aiutarli tecnicamente un enologo alle prime armi o quasi di cui in seguito si sentirà ancora parlare a lungo (e si parla tuttora, visto il numero di consulenze che mantiene ancora) Cesare Ferrari, tuttora apprezzato collaboratore dell’azienda.
Come forse si sarà capito ci troviamo all’inizio della Franciacorta, in quel di Capriolo, dove ha sede, in splendida e appartata posizione, la tenuta, oggi condotta da Fabio Lantieri de’ Paratico e dalla dinamica consorte (che si occupa anche di un altro ramo di attività familiare, la grande enoteca Cantine di Franciacorta ad Erbusco) che dispone di 18 ettari vitati, metà in territorio di Capriolo e metà nel confinante comune di Adro.
Ettari da cui ottengono una produzione di circa 120 mila esemplari di Franciacorta Docg e di trentamila (ma è una quantità destinata a scendere) di Curtefranca Doc bianco e rosso.
E’ largamente lo Chardonnay a dominare nei vigneti aziendali, anche se si pensa di incrementare la presenza del Pinot nero (di cui è stato piantato recentemente un ettaro impiegando cloni diversi) e lo stile dei vini è decisamente, anche grazie alle caratteristiche dei terreni dove giacciono i vigneti, in particolare quelli dell’area di Adro che presentano una sensibile componente calcarea, più giocato sulla freschezza, sul nerbo, che sulla potenza.
Questo anche se alla mia prova degustazione, fatta conversando amabilmente con i Lantieri de Paratico e gustando i piatti della buona cucina proposta presso l’accogliente Agriturismo Corte Lantieri, (una struttura creata da qualche anno dove si può cenare tutte le sere, domenica anche a pranzo, tranne il lunedì giorno di chiusura, ma dove vengono ospitati anche meeting aziendali ed eleganti ricevimenti) ho trovato che l’intera gamma dei vini sia decisamente di valido livello, con alcune punte d’eccellenza.
Franciacorta non da “elucubrazioni mentali” e da “arrampicamenti sugli specchi” (in Franciacorta purtroppo non mancano…), ma bollicine che si fanno gioiosamente e copiosamente bere e che sanno accompagnare e sottolineare adeguatamente la piacevolezza dei cibi.
Dei due Franciacorta rosé parlerò in altra occasione, e dei quattro Franciacorta degustati in questa occasione dirò, sottolineato l’equilibrio e la pulizia, direi quasi la trasparenza, del Brut (90% Chardonnay e 10% di Pinot bianco) e la ricchezza e importanza, la continuità al gusto del Satèn (naso cremoso e una nota di legno ancora da assorbire totalmente), dirò di aver apprezzato particolarmente senza se e senza ma il Franciacorta Brut millesimato 2006, (sboccatura febbraio 2011) dal perlage esplosivo e finissimo (anche nel nuovo e discusso Calice Franciacorta…), naso molto ricco e compatto, cremoso, con note di agrumi, cioccolato bianco e alloro in evidenza, bocca larga, piena, succosa, di ampia tessitura, molto ricco e strutturato, con persistenza lunga e carattere eppure molto facile da bere.
La palma del vino che mi ha però maggiormente conquistato la do al Franciacorta Extra Brut (in vendita a 14,50 euro nel wine shop on line delle Cantine di Franciacorta), a base di Chardonnay (90%) con una quota del 10% di Pinot nero. Franciacorta affinato 24 mesi sui lieviti degustato ancora molto fresco di sboccatura (aprile 2011) e con ulteriori ampi margini di miglioramento quando il vino si sarà ancora più “assestato” in bottiglia.
Un Extra Brut che l’azienda ed il suo enologo hanno voluto fosse ben secco ma senza eccessi, con tre grammi zucchero litro e una vinificazione esclusivamente in acciaio, senza passaggi in legno.
Colore paglierino verdognolo, perlage molto fine, sottile e persistente nel bicchiere, mostra subito un naso che conquista per la sua immediatezza, il suo piglio ben sapido, vivo e nervoso, un’innata ed elegante fragranza e freschezza, con una bella componente agrumata e di fiori bianchi in evidenza, una nitida vena di nocciola fresca e non tostata, di crosta di pane.
La bocca conferma le impressioni di energia e vitalità del vino, molto pulita e precisa sin dall’attacco, di buon nerbo, mostra progressivamente un interessante dinamismo e scatto, una bella croccantezza sapida delle bollicine, equilibrio, piacevolezza, con una bella vena acida molto bilanciata, tutti elementi che rendono il vino estremamente gradevole e ne facilitano decisamente la beva. Questo sia che lo si scelga come aperitivo, sia che lo si abbini ad antipasti freddi a base di salumi, pesce e/o verdure, o su primi piatti con pesce o ragù di carni bianche.
Un Franciacorta Extra Brut, in conclusione, che mi sento decisamente di consigliarvi.

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