Domanda agli anti-franciacortisti: condividete un attacco del genere?

Vorrei rivolgere una semplice domanda non ai nemici, che credo non esistano, perché basta fare un semplice uso del buon senso per capire che non si può essere “nemici” di un’intera zona di produzione, ma ai semplici detrattori, ai critici feroci, che su questo blog non hanno mancato di farsi sentire con molteplici commenti, dei Franciacorta Docg.
Voi che non andate di certo matti per queste bollicine, che imputate ai loro produttori di essere degli industriali neo-convertiti alla viticoltura, che lamentate la carenza di veri terroir, che avete mille obiezioni (non sempre fondate peraltro) sulla crescita e lo sviluppo di questa zona, ritenute giusto un attacco indiscriminato alla Franciacorta, un’entrata quasi a piedi uniti, come quello del sito Internet Scatti di gusto?
Vi sembra corretto oppure ingiusto e sbagliato, come l’ho definito in questo primo commento a caldo, proporre un tipo di informazione che definirei “getta il sasso e nascondi la mano”, oppure “spara nel mucchio”, rappresentato dallo stroncare un’intera zona e una denominazione in base a sei soli Franciacorta Docg degustati?
Vi piace che si arrivi ad una condanna senza assoluzioni, senza fare i nomi dei “colpevoli”, senza riferire loro le imputazioni, senza raccontare di quali malefatte si siano resi responsabili?
Vi sembra giusto che per le “colpe”, tutte da dimostrare peraltro, di alcuni produttori, i cui vini sono apparsi ai loro incontentabili severi palati “solo bolle morte”, “bottiglie di scarso valore” con “profumi standardizzati dalle lavorazioni di cantina con l’immancabile bronchenolo di certe liqueur troppo abbondanti”, si arrivi a concludere che “la batteria dei Franciacorta era sconfortante, tanti tecnicismi e poca zona d’origine (terroir è termine che non si può proprio usare!)”?
A me, al quale qualche solenne imbecille imputa di essere uno zelante servitore degli industriali franciacortini, questo modo di fare informazione, privo di coraggio, tartufesco, qualunquista, non piace.
Ma voi che siete veramente liberi e indipendenti, che avete un palato super, che diventate matti per i competitor della Franciacorta, dal TrentoDoc all’Oltrepò Pavese Docg, per tacere del vostro idolo, la Champagne, che i “genietti” di Scatti di gusto rivendicano essere cosa ben diversa dalla Franciacorta (ma che scoperta, perbacco!), vi riconoscete in una liquidazione del genere?
Vi sentite di plaudire a questo modo sbrigativo di condannare il lavoro di una zona di produzione, di tanti viticoltori, produttori e tecnici, attribuendo loro di essere espressione del demonio, ovvero di “San mercato” che “non può giustificare operazioni speculative che ricordano la peggior finanza creativa”?
Vi confesso che confido troppo nella vostra intelligenza, nell’onestà intellettuale e nella passione che vi anima, nel vostro gusto, per credere che possiate accettare che la Franciacorta venga condannata in toto dopo aver scritto (e pubblicato foto che consentono facilmente di riconoscere almeno due Franciacorta) “nomi non ne faremo ma vi garantiamo che abbiamo stappato il gotha, solo un paio di outsider a inizio carriera spumantistica ma già affermati e celebrati coi loro classici”…
A voi ora la parola…

11 commenti

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  1. Pingback: Domanda agli anti-franciacortisti: condividete un attacco del genere? | Wine Italy Blog

  2. EnotecaRomani

    giugno 24, 2011 alle 4:14 pm

    L’articolo ha veramente dell’assurdo…
    Dicessero almeno quali sono queste aziende che fanno prodotti,secondo loro,scadenti !!
    Cosi come ci sono franciacorta medi,ci sono champagne pessimi !!!

  3. Siria

    giugno 24, 2011 alle 5:53 pm

    No.

  4. Luigi Fracchia

    giugno 24, 2011 alle 6:02 pm

    Carissimo Franco Ziliani,
    secondo me sta sopravvalutando il post in questione che ha gambe corte e fiato altrettanto.
    Non hanno argomentato la stroncatura con dati o pensieri sensati, hanno degustato troppo pochi campioni per essere significativi e poi non hanno indicato i vini per poter verificare (ognuno a casa propria) ciò che hanno detto.
    Ergo è un post riuscito molto male che, forse, era meglio ignorare.
    Per farsi passare l’amarezza le consiglerei di stappare un Franciacorta non dosato così non si sente il bronchenolo.

  5. Mauro

    giugno 24, 2011 alle 6:21 pm

    Vero in franciacorta come in tutto il resto ci son cose buone e cose meno buone, forse care e blasonate. non faccio nomi, mi affido al mio fedele palato. Salut

  6. Roberto Morelli

    giugno 25, 2011 alle 2:46 pm

    Direi che non c’era nemmeno bisogno di dare spazio ad un tale blog. Su internet c’e’ di tutto, cavolate comprese. Scatti di gusto e’ una di queste. Punto.

  7. pierazzo

    giugno 28, 2011 alle 10:33 am

    me sembra di sentire certe discutibili detrazioni sulla industrialità del prosecco.

  8. Giovanni Mastroianni

    luglio 2, 2011 alle 5:59 pm

    Entrando nel gioco “Getta la pietra..” di vino so dire solo: mi piace o non mi piace. Percui posso dire che senza fare paragoni con il quartiere Francese che: le bollicine Italiane mi piacciono in tutte le varianti, dal Saten al..ecc.ecc. In particolare la versione Pinot Nero metodo classico dell’oltre pò Pavese..e non farò nomi di aziende o nel Trentino lo spumante Trento bianco doc..ma la Franciacorta..(in certi casi il paragone con i Francesi si può fare)..senza fare nomi.Tornando all’articolo.Un’attacco dettato da cosa? O forse e meglio dire da CHI?? Ma della risposta se ne può fare a meno.!

  9. gianni Z

    luglio 2, 2011 alle 10:06 pm

    esaltare il franciacorta ormai è una moda nazional-popolare..ma sono proprio poche le aziende valide..e per favore sono d’ accordo che ci sono moltissimi champagne scadenti, ma con quello valido non ci sono paragoni.

    • Franco Ziliani

      luglio 3, 2011 alle 5:21 pm

      @ gianni z
      registro il suo punto di vista sul Franciacorta, ma non credo proprio che parlarne bene, quando merita, rappresenti una sorta di “moda nazional-popolare” come la definisce.
      Ad un tal genere di moda mi sembra invece corrispondere il parlare bene, a prescindere, del Prosecco…

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