Auguri ad un grande del vino italiano: Franco Ziliani (Guido Berlucchi) compie 80 anni

Il mondo del vino italiano oggi è in festa. Tutti insieme, produttori e appassionati, sommelier e comunicatori del vino, ristoratori, enotecari, venditori, per una grande standing ovation riservata ad uno dei più importanti personaggi che hanno fatto la storia di Bacco nel nostro Paese negli ultimi cinquant’anni.
Sto parlando – inutile precisare che si tratta di pura omonimia, senza nessun legame di parentela (purtroppo…) – di Franco Ziliani, il patron delle cantine Guido Berlucchi di Borgonato di Cortefranca, che proprio oggi, martedì 21 giugno, compie i suoi primi ottant’anni.
Una lunga e operosa esistenza spesa nel nome delle bollicine, nella creazione, nel 1954 insieme a Guido Berlucchi e Giorgio Lanciani, dell’azienda, nell’elaborazione, nel 1961, 55 anni orsono, delle prime tremila bottiglie di metodo classico, battezzato “Pinot di Franciacorta” (la prima volta che il toponimo Franciacorta appare sull’etichetta di un vino), nello sviluppo di un’azienda divenuta negli anni leader nella produzione della particolare tipologia metodo classico (o méthode champenoise come piace ancora chiamarla a Franco).
E soprattutto, grazie all’intuizione sua e di Guido Berlucchi, nella vera e propria ideazione, se non addirittura “invenzione” della zona bresciana come terra di produzione di pregiate bollicine realizzate con la tecnica della rifermentazione in bottiglia, sino ad affermarsi come la più importante, come numero di bottiglie prodotte e vendute, ma anche nell’immaginario di molti consumatori, delle zone di produzione di metodo classico in Italia.
Sarebbe lungo tracciare le tappe di un percorso umano e imprenditoriale – che del resto ho delineato in questa lunga intervista pubblicata lo scorso febbraio sul sito Internet dell’A.I.S. – che ha visto questo tenace uomo nato a Travagliato nella Bassa bresciana il 21 giugno 1931, diplomatosi Perito agrario enotecnico presso l’Istituto enologico di Alba nel 1954 e dal 1955 consulente enologico, con laboratorio di analisi, per vari produttori dell’area bresciana.
Idee chiare, capacità imprenditoriali e determinazione non comuni, grande passione per il lavoro ed una vera e propria cultura del fare hanno sempre caratterizzato l’agire di Ziliani, portandolo a scelte difficili e coraggiose, come quando alla fine del 1975 decide, per consentire all’azienda ormai affermata di svilupparsi ulteriormente, di rinunciare alla produzione di bollicine con le sole uve, ormai non più sufficienti disponibili in Franciacorta, e di produrre la sua Cuvée Imperiale e le altre Cuvée con il contributo anche di altre uve acquistate in altre zone.
Decisione all’epoca non gradita o condivisa da Guido Berlucchi, che determinò invece la fortuna e la definitiva “esplosione” del marchio, arrivato a produrre qualcosa come cinque milioni di bottiglie, ovvero circa un quarto dell’intera produzione di metodo classico in Italia. Il dilemma, come racconta Franco Ziliani, era “o rimaniamo piccoli qui o cresciamo trasformandoci”.
Poi le cose sono cambiate, la Franciacorta è cresciuta, come identità e come denominazione, diventata la cosa importante che tutti conosciamo, e soprattutto per le dimensioni, arrivando a raggiungere la quota di 2500 ettari vitati, e anche in Franco Ziliani, al quale nel tempo si sono affiancati, con ruoli sempre più importanti, i tre figli, Cristina, Arturo e Paolo, ognuno impegnato, con modalità diverse, in azienda, è progressivamente maturata la decisione che occorresse ritornare alle radici.
Che il primo produttore di bollicine di Franciacorta, l’utopico e positivamente “visionario” ideatore di questa zona come area di produzione di metodo classico di qualità, dovesse ritornare ad essere, in toto, passo dopo passo, un produttore franciacortino a tutti gli effetti.
E’ proprio quello che la Guido Berlucchi ha programmato da tempo e sta realizzando, il lancio, accanto ai vini della storica azienda locale di proprietà, l’Antica Fratta, di nuove linee di Franciacorta Docg, i Franciacorta ’61, la Collezione Palazzo Lana, la riconversione a Franciacorta della linea Cellarius, ed il progetto di riconvertire entro pochi anni a Franciacorta Docg il prodotto simbolo e “core business”, la Cuvée Imperiale Brut.
In ognuna di queste tappe, che hanno comportato decisioni ed investimenti importanti, un cambio di mentalità e l’entrata in un ordine di idee che prevede, da franciacortini, di giocare con tutto l’impegno possibile e con un forte attaccamento alla “maglia” per la “squadra Franciacorta”, Franco Ziliani è stato, come sempre, protagonista e regista, esperto consigliere.
Ecco perché oggi l’intero mondo del vino italiano e non solo il comparto del metodo classico, che a Franco dovrebbe dedicare un monumento, credo debba oggi festeggiare l’arrivo dell’età della saggezza per Franco Ziliani e stringersi a lui, con la sua famiglia, i suoi collaboratori, i tanti amici, per fargli l’augurio più sincero di buon compleanno ed i complimenti per una vita intera spesa nel nome del vino e delle bollicine di qualità.
E auguri sinceri anche da me, giornalista veramente orgoglioso di essere il suo “omonimo”…

 

2 commenti

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2 commenti

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  2. Silvana Biasutti

    giugno 21, 2011 alle 11:20 am

    Auguri!!

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