Franciacorta Dosaggio Zero 2006 Colline della Stella

Denominazione: Franciacorta Docg
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay

Giudizio:
8


Ho già avuto modo di esprimere, recentemente ad esempio qui, tutto il bene che penso di un piccolo produttore di Franciacorta come Andrea Arici, alias Colline della Stella, che come ho scritto, con il proprio stile testardamente e rigorosamente all’insegna del “Pas Dosé”, del non dosato, riesce a fare risaltare al massimo la mineralità, la forte presenza di calcare nei terreni dove sono collocati i vigneti, terrazzati, sostenuti da muretti a secco, posti da 150 a 350 metri di altezza, nella zona di Gussago, quindi Franciacorta nord-est, da cui provengono le uve.
Uno stile molto personale, che esprime vini che non lasciano tiepidi o indifferenti, che o piacciono senza se e senza me o possono anche lasciare interdetti, che conduce questo giovane vignaiolo dalle idee chiare a realizzare vini con uno zucchero residuo massimo di 1,5 grammi litro, vini decisamente secchi e dalla spiccata mineralità.
Sono pertanto particolarmente contento che in occasione della serata dedicata alla Franciacorta e ai suoi vini che condurrò questa sera in collaborazione con i cari amici dell’A.I.S. di Modena, io possa avere, accanto a vini di altre aziende franciacortine più note e affermate e con una storia più lunga, anche un Franciacorta di Colline della Stella, nonché quello di un’altra azienda che vanta una storia analoga, Camossi, e che si avvale della consulenza tecnica dello stesso enologo, Nico Danesi e della collaborazione di quel vulcanico personaggio che è Giovanni Arcari.
Contento perché anche attraverso la stilistica dei vini di questi piccoli vignerons un po’ sognatori, potrò raccontare l’esistenza di una Franciacorta che accanto alla classicità, al mainstream, può permettersi di inseguire personali utopie e idee sulle bollicine di questa bellissima zona.
In preparazione di questo wine tasting, che, ne sono certo, vedrà come sempre accorrere un pubblico di appassionati quanto mai curiosi e attenti, uno di quei pubblici al quale ti dà sempre soddisfazione indirizzarti e parlare, voglio consigliarvi il Dosaggio Zero millesimato 2006 di Arici, ottenuto da uve Chardonnay 100% e dalla produzione contenuta in 70 quintali ettaro. Un vino che ha trascorso circa tre anni sui lieviti, seguiti da sei mesi di riposo in bottiglia prima della commercializzazione.
Un Franciacorta ancora giovane, un po’ contratto, ma che credo potrà avere una fantastica evoluzione in bottiglia – ho testato il vino ad un anno e qualche mese dalla sua sboccatura – e che lascia capire non solo il potenziale dell’annata, ma la personalità e lo stile dei vini di Arici.
Giallo paglierino di smagliante lucentezza, perlage sottile e continuo, mostra un naso molto compatto di grande integrità, ancora un po’ in sé, con le classiche note agrumate, l’incisività petrosa, il grande nerbo e sale dei Franciacorta di questa cantina.
La bocca affascina subito, morde e conquista d’imperio con un attacco fulminante e nervoso, di grandissima energia e tensione, una materia importante che deve ancora distendersi e de-contrarsi e trovare quell’equilibrio che la sua giovane età non gli permette ancora.
Dal punto di vista della sapidità, della verticalità, della persistenza profonda e lunga, e della piacevolezza per chi ama questo genere di Franciacorta anti-piacioni per definizione, già un grande vino. Dal punto di vista della personalità, della capacità di esprimere uno stile aziendale legato al terroir – non dimenticate che siamo in un angolo estremo di Franciacorta, con una forte matrice calcarea dei terreni, pure.

Andrea Arici Colline della Stella
Via Forcella, 70 25064 Gussago (BS)
sito Internet http://www.collinedellastella.com
e-mail info@collinedellastella.com

14 commenti

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14 commenti

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  2. luigi fracchia

    giugno 16, 2011 alle 11:57 am

    Caro Franco,
    sono felice per due motivi:
    1° che tu abbia apprezzato i vini (chè sono veri vini con casuali bollicine ed io adoro)di Andrea, io li ho riassaggiati lunedì a Terroirvino e li ho trovati superbi, in particolare il millesimato. In subordine per Andrea che è un ragazzo di una semplicità e genuinità commovente.
    2° che tu abbia usato una mia foto che sullo sfondo ha un bacino di allevamento di ostriche ad Arcachon, luogo mitico, vicino a Bordeaux frequentato da Gabriele d’Annunzio sulle cui spiaggie faceva correre i suoi levrieri. la velocità agile, la salinità, le ostriche e il Franciacorta di Andrea hanno una affinità elettiva.

    • Franco Ziliani

      giugno 16, 2011 alle 12:00 pm

      grazie per la tua foto Luigi, a Cesare quel che é di Cesare…

  3. luigi fracchia

    giugno 16, 2011 alle 12:09 pm

    Carissimo Franco,
    ti ho scritto non per rivendicare la paternità della foto che avevo già donato con immenso piacere a Giovanni Arcari ma per ribadire la mia felicità nel leggere il tuo post su Andrea che è un uomo di estrema gentilezza e timidezza doti rare in questi tempi.

  4. luigi fracchia

    giugno 16, 2011 alle 12:14 pm

    carissimo Franco,
    se mi permetti segnalerei un mio post su Giovanni Arcari e Andrea Arici che potrebbe chiosare la tua splendida recensione.
    http://bit.ly/ktJcf3

  5. Siria

    giugno 16, 2011 alle 12:27 pm

    Ooooooh uno Ziliani un po’ più ardito, à la Battisti (non l’assassino beninteso), dove lo chardonnay non è salvifico ma si fa essenza. Questa è la (poca invero) Franciacorta che mi piace.

    • Franco Ziliani

      giugno 16, 2011 alle 12:47 pm

      Siria: proviamo a fare un patto? Io cerco di farle conoscere la Franciacorta ed i Franciacorta che mi piacciono e lei cerca di introdurmi alla bellezza dei Blanc de Noir oltrepadani: cosa ne dice?

  6. Gabriele

    giugno 16, 2011 alle 1:09 pm

    Gran bolla. Un grazie a Luigi che me ne parlo tempo addietro facendomi incuriosire.
    Saluti a tutti!

  7. alla

    giugno 16, 2011 alle 1:20 pm

    Ei franco….ci stai provando?

    • Franco Ziliani

      giugno 16, 2011 alle 1:44 pm

      assolutamente no! sto solo cercando un enoico punto d’incontro con Siria, di cui m’intriga la fedeltà tenace (e un po’ commovente) ai suoi amati Blanc de noir oltrepadani… 🙂

  8. Davide

    giugno 20, 2011 alle 12:28 pm

    Anche se il mio parere, e il parere di tutti quelli presenti ad un matrimonio, sabato, non è di tecnici del settore, vi assicuro che il padre della sposa si è complimentato per la magnifica figura dei vini di Arici e Camossi! Insomma, quando dei vini sono buoni, anche il consumatore medio, occasionale o fortuito, lo riconosce, nonostante la visibilità o la pubblicità sui comuni mezzi di comunicazione di massa siano ovviamente minimi, visto il volume di vendite coinvolto.
    complimenti
    Buona giornata!

  9. Michele

    giugno 30, 2011 alle 12:30 pm

    sono stato in cantina a fine maggio più che i suoi vini (ottimi indubbiamente) mi ha colpito l’accoglienza famigliare riservataci da Andrea e dalla sua famiglia. Che gran bella azienda!

  10. gianfranco

    ottobre 5, 2014 alle 10:10 am

    tutto ok, complimenti
    per un lavoro di questo tipo, come tutti, c’è
    bisogno di passione e coordinazione.
    g.franco

  11. valter

    febbraio 12, 2015 alle 10:28 pm

    Oggi ho visitato la cantina , accoglienza familiare squisita , simpaticissimo Davide ,ottime bollicine ,Valter

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