Oltrepò Pavese Brut Anteo

Denominazione: Oltrepò Pavese Docg
Metodo: classico
Uvaggio: Pinot nero, Chardonnay

Giudizio:
8


So bene che qualcuno non sarà d’accordo con me e mi darà del “fissato” per il mio ribadire anche in questa occasione la ferma convinzione che in Oltrepò Pavese otterrebbero risultati migliori con le loro bollicine metodo classico se non si ostinassero a lavorare testardamente in regime di Blanc de noir e se equilibrassero il loro gagliardo Pinot nero con la finezza e la morbidezza apportata da una quota di Chardonnay.
Per i puri e duri dell’ortodossia “bollicinara” oltrepadana anche se nelle zone metodo classico concorrenti, quelle che commercialmente e dal punto di vista della sintonia con il gusto del consumatore ottengono i risultati più soddisfacenti (ogni riferimento a Franciacorta Docg e TrentoDoc non è casuale) la prevalenza dello Chardonnay sul Pinot nero assicura maggiore bilanciamento ed un gusto più suadente ai vini, in Oltrepò per le bollicine prodotte con il metodo della rifermentazione in bottiglia si deve utilizzare il Pinot nero per una percentuale minima che va dal 70 all’85 per cento.
Il che renderà sicuramente di gusto spiccatamente oltrepadano i vini, abbastanza inconfondibili, ma enfatizza un gusto che limita inevitabilmente il loro gradimento ad un ambito locale e riduce gli entusiasmi al di fuori della cerchia oltrepadana.
Quello della necessità di equilibrare prodotti che hanno tutta la potenzialità per riscuotere maggiore successo sarà un mio pallino, corrispondente al mio gusto personale. Però, guarda caso, le riserve che esprimevo recentemente (“ma con una quota di Chardonnay a bilanciare tutta la possanza, il carattere tosto del Pinot nero, il gusto non risulterebbe forse più equilibrato e appealing ed il vino non finirebbe con il piacere forse non solo ai cultori del Così è se vi pare di stile oltrepadano?”) parlando di un pur valido Extra Brut Pinot nero in purezza prodotto da una eccellente cantina dell’Oltrepò Pavese come la Anteo dei fratelli Antonella e Piero Cribellati, svaniscono di fronte ad un metodo classico della stessa azienda dove il Pinot nero pur largamente maggioritario con la sua percentuale dell’80 per cento è corroborato e temperato da una quota del 20% di Chardonnay.
Siamo sempre a Rocca de’ Giorgi ai confini con la Valle Versa, nell’azienda composta da quasi trenta ettari vitati fondata da Trento Cribellati nel 1981, ma a differenza dall’Oltrepò Pavese Nature Ecru 2005 di cui ho già scritto questo forse più semplice e diretto Oltrepò Pavese Doc Anteo Brut non millesimato (sboccatura ottobre 2010 per il campione da me degustato) mi è parso un vino maggiormente in grado di intercettare non solo il  mio gusto (che conta poco) ma soprattutto di una schiera più ampia di appassionati di bollicine.
La formula è semplice: una percentuale di Pinot nero variante dal 70 all’80 per cento e quindi da un venti ad un 30 per cento di Chardonnay da vigneti posti su marne calcaree oceaniche esposte a Sud/Sud-Ovest, pressatura soffice in bianco con utilizzo del solo mosto fiore con resa del 40%, affinamento di 30 mesi sui lieviti ed una maggiore morbidezza e cremosità al palato assicurata da un dosaggio degli zuccheri intorno ai 9 grammi litro.
Il risultato è ancora una bollicina piuttosto “gastronomica”, che si esprime al proprio meglio se portato a tavola e abbinato, secondo i consigli dell’azienda, ad antipasti, pesci, molluschi, crostacei, primi piatti delicati e carni bianche, ma in questo caso ci si può azzardare con successo a proporre il Brut anche come aperitivo.
Colore paglierino oro splendente di grande luminosità e brillantezza nel bicchiere, che io continuo a suggerire di preferire alla sempre più desueta flûte, perlage sottile e di buona continuità, questo Brut di Anteo si propone con un naso ben secco e compatto, che abbina complessità e ricca tessitura a buona finezza e fragranza, maturità di frutto (agrumi, mela golden, accenni di ananas) a classiche note di crosta di pane tostato, accenni burrosi, di frutta secca e miele, di fiori di montagna essiccati.
Al palato il vino evidenzia com’è naturale una salda struttura, una buona espansione, un carattere ben spallato, pienezza e continuità, un retrogusto e un carattere ben secco e nerbo preciso e diritto, con un retrogusto preciso di mandorla e agrumi, ma anche un carattere fruttato più espansivo, una vivace “croccantezza” sapida, un equilibrio che attribuisce al vino una notevole piacevolezza, verticalità e non solo voluminosità e pienezza al gusto.
Ci pensino i “pasdaran” dell’ortodossia bollicinara oltrepadana, non sarà forse merito anche di quella dose di Chardonnay usata in aggiunta al grande, ma un po’ “gnucco” se usato da solo, Pinot nero ?

Azienda Agricola Anteo
Località Chiesa – 27040
Rocca de’ Giorgi (PV)
tel +39.0385.99073 – fax +39.0385.951814
email: info@anteovini.it
sito Internet http://www.anteovini.it/

28 commenti

Condividi

28 commenti

  1. Pingback: Oltrepò Pavese Brut Anteo | Wine Italy Blog

  2. Siria

    giugno 13, 2011 alle 7:55 pm

    Chissà com’è, mi sento chiamata in causa.
    Per quanto mi faccia piacere una recensione positiva su questo brut base, che è davvero un bello spumante, trovo insensato preferirlo al più ricco, minerale, intrigante, affascinante, suadente, secco, etereo e nitido Nature 05, il tutto solo per la presenza di una liqueur più ruffiana e, naturalmente, ça va sans dire, del miracoloso e salvifico chardonnay.

    • Franco Ziliani

      giugno 13, 2011 alle 8:30 pm

      sempre rispettosa del gusto altrui Siria nel definire insensato il mio preferire questo vino al Nature 2005…
      Sempre molto simpatica e gentil, quasi una certezza… 🙂
      Mi chiedo cosa possa fare per vedere la misteriosa Siria concordare con un mio punto di vista: forse invitarla a cena e proporle un menu tutto Blanc de noir oltrepadano? 🙂

  3. Siria

    giugno 14, 2011 alle 1:04 am

    Egregio e salvifico Ziliani, lei si sorprenderebbe se sapesse quali e quanti blanc de blancs godono del mio favore. Ma vede, non mi piacciono le mezze misure mal congegnate. Non mi piace l’idea del salvifico intervento sovrannaturale per aggiustare un vino. Certi blanc de noir sono indubbiamente gnucchi, come ama definirli lei,per il semplice motivo che chi li fa non sa farli. E neanche il salvifico intervento del padreterno potrebbe metterli a posto. Mentre i grandi blanc de noir sono forse qualcosa di cui lei non riesce a cogliere lo struggente fascino pur col suo bagaglio di esperienza. Questione di eteree sensazioni, di sensibilità diverse. Sa, ha mai pensato che forse un salvifico 10% di chardonnay potrebbe ridurre a più miti consigli quegli indisciplinati tannini del nebbiolo per fare un Barolo meno spigoloso?

    • Franco Ziliani

      giugno 14, 2011 alle 8:31 am

      cara Siria, vuole farmi da guida per aiutarmi a “cogliere lo struggente fascino” dei miglior “blanc de noir” oltrepadani? Complimenti per la battuta finale, giusto un pizzico di venenum in cauda…

      • Siria

        giugno 14, 2011 alle 10:10 pm

        Adorabile Ziliani, se lei non riesce a cogliere la maravilia minerale del Nature di Anteo, come potrei farle apprezzare il brut di Ca’ del Gè, o il Classese di Quacquarini? Lei è un velocista, un ciclista di pianura, un Cipollini, capace di dare un bel colpo di pedale viaggiando sulle salvifiche mollezze pianeggianti di Ricci Curbastro o di Ca’ del Bosco, non è un Wladimiro Panizza che dà il meglio di sé sugli arditi spunti dello Stelvio o del Mortirolo. Lei ha bisogno del salvifico chardonnay come una sorta di airbag gustativo. Del tutto legittimo beninteso, ma si perde una bella porzione di brivido.

        • Franco Ziliani

          giugno 15, 2011 alle 8:58 am

          adorabile Silvia, trovo straordinarie le sue metafore ciclistico-enoiche… Lei mi incuriosisce sempre più

  4. luigi

    giugno 16, 2011 alle 5:16 pm

    Siria,
    Siria non dargliela: ti sta prendendo per i fondelli.
    Non è vero che non gli piace il Pinot Nero in purezza.
    Leggi la recensione del Blanc de Noir Majolini: è una vigna di Pinot Nero da rosso, è sboccato da poco, ha fatto relativamente poco tempo sui lieviti – si sa quanto è importante per un Pinot Nero in purezza – eppure…….
    (forse perchè è un Franciacorta ?)

    • Franco Ziliani

      giugno 16, 2011 alle 5:41 pm

      Luigi, complimenti per la finezza, l’acume e la profondità del suo commento, un vero capolavoro d’intelligenza…

  5. alla

    giugno 16, 2011 alle 6:46 pm

    E dai franco?
    Tanto tua moglie non ti sente!!!
    Non te la prendere

    • Franco Ziliani

      giugno 16, 2011 alle 6:53 pm

      non c’entrano mogli, o amiche o altro, quel commento l’ho trovato particolarmente fuori luogo e scarsamente intelligente

  6. luigi

    giugno 18, 2011 alle 11:06 am

    Che il commento, comunque scherzoso, sia un po’ volgare è anche vero.
    Ma non è un buon motivo per eluderne la sostanza.

    • Franco Ziliani

      giugno 18, 2011 alle 11:32 am

      la sostanza conferma che la sua é stata una battuta non solo volgare, ma del tutto infelice e immotivata

  7. luigi

    giugno 18, 2011 alle 11:39 am

    si continua ad evitare la sostanza del discorso: evidentemente dà fastidio…..

    • Franco Ziliani

      giugno 18, 2011 alle 12:00 pm

      la sostanza del discorso consisterebbe nel fatto che Luigi (e Roberto) mi contestano che al mio gusto personale possa piacere più un Blanc de Noir franciacortino come quello di Majolini di cui ho scritto piuttosto che il Nature di Anteo? La contestazione é legata al mio gusto, al fatto che io preferisca il primo rispetto al secondo, o chiama in causa, come sembrerebbe fare Luigi, nella coda più allusiva che velenosa del suo primo intervento, il fatto che io preferisca un Franciacorta Docg ad un Oltrepò Pavese Docg? E se fosse così, dove starebbe il “delitto” e il fatto da contestare? Si vuole forse alludere che io, come ha detto qualche volta anche Siria intervenendo, sarei prevenuto nei confronti dei vini oltrepadani? E se così fosse, e non é affatto, come si spiegano i giudizi positivi dati, anche su questo blog, ad una serie di bollicine targate O.P.?

  8. roberto

    giugno 18, 2011 alle 11:45 am

    Adesso che Luigi ha riconosciuto la volgarità della sua battuta non dovrebbero esserci più motivi per non rispondergli.
    Anch’io concordo con lui che il Nature di Anteo è meglio del Blanc de Noirs di Majolini che, peraltro, stimo assai per altre sue bollicine.

  9. roberto

    giugno 18, 2011 alle 12:41 pm

    La contestazione di Luigi non verteva sulla preferenza di uno spumante rispetto ad un altro ma riguardava la totale assenza, nel commento sul Blanc de Noirs di Majolini, della solita tiritera sui difetti intrinseci dei metodo classico fatti solo di Pinot Nero.
    Comunque, caro Ziliani, non se ne faccia un cruccio: lisciare il pelo ai potenti franciacortini è sicuramente utile ad un giornalista enogastronomico.

    • Franco Ziliani

      giugno 18, 2011 alle 2:15 pm

      “complimenti” roberto per il suo commento di “rara”, nel senso che se ne vede ben poca, intelligenza. Accuse del genere, ridicole e infondate, se le tenga per sé, perché tutta la mia storia professionale, si informi, dimostra che quella del “lisciare il pelo ai potenti”, di qualsiasi zona vinicola,é una prassi, squallida, che non mi riguarda.

  10. roberto

    giugno 19, 2011 alle 10:23 am

    comunque nel merito della questione…..nulla

    • Franco Ziliani

      giugno 19, 2011 alle 10:47 am

      proprio il nulla che caratterizza il suo intervento, al quale ho già risposto

  11. roberto

    giugno 19, 2011 alle 11:06 am

    prendo atto che il Pinot Nero dell’O.P. è gnucco mentre quello di Franciacorta non lo è per niente.

    • Franco Ziliani

      giugno 19, 2011 alle 11:12 am

      mi sa che “gnucco” e duro di comprendonio sia soprattutto lei. Ci sono Pinot nero dell’Oltrepò in purezza che sono “gnucchi” (altri, ne ho anche scritto, sono decisamente più bilanciati e soprattutto piacevoli) e cominciano ad esserci, sono ancora delle rarità, dei buoni Pinot nero in purezza franciacortini. Io privilegio i fattori equilibrio e piacevolezza e non mi chiedo, checché lei ne possa pensare, quale sia la zona di produzione. E non considero, a priori, una zona superiore all’altra. Semmai questo lo sta facendo quell’elemento importante che é il mercato, specchio degli orientamenti dei consumatori, che al momento attuale sembra premiare i metodo classico della Franciacorta più di quanto stia facendo con i metodo classico oltrepadani… Vuole negare questa evidenza?
      Inoltre vuole spiegare come mai il suo indirizzo I.P. sia lo stesso di Luigi intervenuto con lo stesso tono arrogante?

      • Siria

        giugno 21, 2011 alle 3:57 pm

        Oh Ziliani, Ziliani… l’orientamento dei consumatori, suvvia. Ha recentemente criticato la comunicazione di Comolli circa il fatto che il Prosecco farà più bottiglie dello Champagne… dunque il Prosecco (medio) è più buono dello Champagne (medio)? La Beck’s è più buona della Affligem?

  12. Ettore Piero Cribellati

    giugno 29, 2011 alle 11:03 am

    Adesso che la polemica si è un po’ stemperata, mi piacerebbe dire una parola (spero finale) su una questione che è diventata più grande di quello che poteva e doveva essere.
    Premetto che sono sicuro della buona fede di Franco Ziliani anche perchè alcune sue valutazioni degustative lo dimostrano.
    D’altra parte confesso di essere assolutamente d’accordo con Siria che, a mio giudizio, affronta la questione in termini più “liberali” , meno dogmatici, forse addirittura più “professionali” nel senso che mi pare di intravedere una cultura non solo degustativa ma anche enologica di una certa profondità.
    In definitiva, però, ognuno è libero di avere i propri gusti e le proprie convinzioni motivandole adeguatamente e senza demonizzare chi la pensa diversamente.
    Sono considerazioni, le mie,un po’ scontate, di non grande spessore, è vero, ma tutto sommato anche l’argomento è tale.

    • Franco Ziliani

      giugno 29, 2011 alle 11:15 am

      caro Cribellati la ringrazio per le sue parole a favore della mia buona fede! Meno male, evidentemente i miei oltre 25 anni di esperienza nel mondo del vino e la mia professionalità non erano sufficienti ad attestarla…
      Non capisco perché parli di “polemica” e di punti di vista. Qui la vicenda é molto semplice: per questo blog e non solo assaggio metodo classico di varie denominazioni e racconto le mie impressioni. Ci sono vini che mi piacciono e ne scrivo bene e vini che mi piacciono meno e lo dico e spiego perché. Mi volete dire, lei, la fantomatica “Siria”, o altri dove starebbe il problema? Che se faccio delle critiche ai vini di una denominazione non sono attendibile oppure sono “al soldo” di un’altra denominazione? Se la pensate così, ditelo chiaramente e fuori dai denti, non in maniera così capziosa, con questo strano modo di dire e non dire…

  13. Ettore Piero Cribellati

    giugno 29, 2011 alle 11:39 am

    Non vorrei riaccendere la polemica.
    Mi pare che stiamo dicendo la stessa cosa vale a dire che ognuno è libero di esprimere le sue convinzioni: questo vale anche per chi è in malafede e meglio ancora se è in buona fede come le ho riconosciuto.
    Sinceramente non capisco questo “in cauda venenum”…….

    • Franco Ziliani

      giugno 29, 2011 alle 11:44 am

      … e io non capisco perché un diretto interessato, un produttore oltrepadano, abbia voluto dire la sua e riattizzare questa polemica. Cose del genere non accadono mai con produttori del Trentino o della Franciacorta, solo con i produttori dell’Oltrepò. Si vede che fa parte del vostro modus operandi…

  14. Ettore Piero Cribellati

    giugno 29, 2011 alle 12:10 pm

    Ribadisco in ogni caso – e glielo ripeterò quando avrò occasione di vederla di persona -che le mie parole erano assolutamente distensive e prive di intento polemico come ognuno può verificare.
    Comunque questo è il mio ultimo intervento perchè non mi piace questo tipo di tenzoni nelle quali sono intervenuto solo stavolta non pensando che fosse di cattivo gusto per i produttori (??)

Lascia un commento

Connect with Facebook