Champagne Brut Grand Cru Avize 2003 Corbon

Denominazione: Champagne
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay

Giudizio:
10


Non mi stancherò mai, credo che ormai sia chiaro a chi segue questo blog, di esprimere tutto il bene che penso degli ottimi Champagne prodotti nel loro domaine ad Avize, nella celebre Côte de Blancs, da Claude e Agnès Corbon, una coppia di vignerons, padre e figlia, di cui ho già celebrato l’eccellenza del Prestige Brut – leggete qui – e del Brut d’Autrefois – leggete qui.
Champagne che sono fortunatamente disponibili in Italia perché importati e distribuiti dalla Herès, così come lo erano stati in passato dalla Flute di Delphine Veissière.
Come ho già detto I Corbon sono davvero degli esempi meravigliosi di un’idea di Champagne artigianale, espressione delle uve del terroir, uno Champagne da vignaioli, da récoltant-manipulant, che elaborano i vini esclusivamente dalle uve provenienti dai propri vigneti e nelle loro bottiglie ci mettono veramente tutta la passione possibile. Anzi, l’anima.
Oggi mi “tocca”, scherzo, lo faccio con estremo piacere, “costretto” come sono dalla bontà di ogni loro prodotto, parlare, ma che dico, celebrare, un altro grande Champagne che abbina struttura ad eleganza, un Blanc de Blanc a base di Chardonnay 100% da vigneti posti nel villaggio di Avize.
E qui varrà la pena di ricordare, anche se i grandi appassionati lo sanno certamente, che il vigneto della Champagne che oggi si estende su 34 mila ettari e comprende qualcosa come 319 cru, contempla solo 17 villaggi definiti Grands Crus, villaggi le cui uve entrano nella composizioni delle più importanti e prestigiose (e costose) cuvée de prestige, poiché apportano ai vini caratteristiche uniche, e Avize è uno dei questi soli 17 Grand Crus, che designano Champagne elaborati unicamente con uve provenienti da uno di questi villaggi.
Nella gamma degli Champagne dei Corbon, il Millésimé designa il Blanc de Blanc espressione degli Chardonnay di Avize dove sono proprietari di sei ettari di vigna. I Corbon definiscono questo millesimato “Champagne de plénitude”, con affinamento sui lieviti di sei anni, ed io ho avuto modo di bere l’edizione 2003 di questo vino speciale, millesimo che è stato commercializzato prima del 2002, mentre per attendere lo sviluppo delle annate 1996 e 2001, secondo la visione e il gusto del patron della Maison, Claude Corbon, bisognerà attendere ancora qualche anno…
Come abbia trovato questo millesimé (prezzo di listino in Italia per il canale HoReCa 39 euro più Iva, ma Heres vende, a prezzo leggermente maggiorato, anche ai privati) è presto detto: sontuoso, di un’eleganza fuori misura, di una piacevolezza (testimoniata dalla rapida fine della bottiglia, ahimé, ci sarebbe voluto un magnum….) esemplare.
E per di più, considerando che si trattava della celebre annata torrida, il 2003, all’insegna di un equilibrio, di una freschezza, di un’energia tali da far pensare che questo Champagne possa avere un’evoluzione ancora più lunga in bottiglia, visto che non mostrava alcun segno di “stanchezza” o di evoluzione prematura.
Colore paglierino oro nell’ampio bicchiere, mi raccomando non la flûte!, che l’ha accolto, perlage sottile, finissimo, continuo, si presenta subito con un bouquet intrigante, dove la noce, anzi il mallo di noce, la nocciola fresca e non tostata, il cioccolato bianco, accenni leggermente burrosi (di burro di montagna precisamente) e poi di mela e albicocca secca e disidratata, di miele, fiori secchi e fieno d’alpeggio, con qualche ricordo agrumato e una vena leggermente speziata, vanno a comporre, ognuno perfettamente distinguibile, ma perfettamente fusi, un insieme di grande effetto, di grande complessità.
La bocca conferma il taglio ben secco, incisivo, senza concessioni a facili effetti, larga e avvolgente, di grande tessitura e tensione, cremosa e croccante sul palato, dove si ritrovano precise le note di cioccolato bianco e nocciola, decisa eppure setosa, carezzevole, con una freschezza, una verticalità un nerbo sapido e una vena minerale davvero da fuoriclasse.
Il consiglio dei Corbon è di gustarlo su un piatto forte della cucina classica francese, Foie gras poélé sur toasts de pain d’épice, indicazione assolutamente perfetta per chi apprezza il fegato d’oca, ma credo che questo millésimé andrà alla grande anche su preparazioni meno impegnative, soprattutto a base di pesce, specie se sceglierete di berlo, com’è giusto che accada con ogni grande vino, in felice compagnia, con la persona in grado di farsi sognare e farvi apparire la vita ancora più bella e degna di essere vissuta…

3 commenti

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3 commenti

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  2. Enrico

    giugno 6, 2011 alle 1:00 pm

    Legggere una recensione del genere fa proprio venir voglia di comprarlo , complmenti !

  3. patrizia

    giugno 8, 2011 alle 1:06 pm

    Fantastica notizia: una distribuzione professionale che vende ai privati.. Grazie dell’informazione. Non è na novità, ma fa sempre piacere.

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