Brut Metodo Classico CartaOro La Versa

Denominazione: Altre Bollicine
Metodo: classico
Uvaggio: Pinot nero, Chardonnay

Giudizio:
6


Bisognerà celebrare prima o poi, su questo blog, il ruolo chiave che ha avuto nella storia del vino dell’Oltrepò Pavese e soprattutto dei vini espressione di quell’uva fantastica, il Pinot nero, che in terra oltrepadana ha trovato un proprio ideale habitat, una cantina come La Versa.
Nata per iniziativa di Cesare Gustavo Faravelli nel maggio 1905, e composta da 22 soci, tutti situati in Valle Versa, oggi questa cantina cooperativa o public company come oggi preferiscono chiamarla conta su 720 soci che rappresentano 480 aziende agricole.
Dire La Versa vuol dire ieri, come oggi, dire soprattutto bollicine metodo classico, e La Versa vanta il primato di essere la sola cantina in Italia in qualche modo “casa” del Blanc de Noir perché produce bollicine, metodo classico e metodo Martinotti, utilizzando soltanto il Pinot Nero, da uve provenienti da nove comuni: Santa Maria della Versa, Montù Beccaria, Castana, Rovescala, Montecalvo Versiggia, Golferenzo, Volpara, Canevino e Ruino.
Svariate le etichette di bollicine (le potete vedere quasi tutte, il sito Internet non è completamente aggiornato, qui) prodotte, dal celebre Testarossa, versione Principio (65 mesi sui lieviti), millesimato (48 mesi) e rosé, alle cuvée storiche, che non trascorrono mai meno di 36 mesi sui lieviti.
Tutti vini di cui conto di darvi progressivamente conto, avendo avuto modo di degustarli, per raccontare il modo di lavorare di una cantina nella cui storia ha avuto un ruolo fondamentale un personaggio importante come il duca Antonio Denari che ne fu presidente per svariati anni.
Per cominciare però ho preferito puntare su una vino dove il Pinot nero non è il solo protagonista, ma da una cuvée dove è accompagnato anche da una piccola quota di quello Chardonnay la cui presenza mi ostino a pensare possa contribuire a rendere le bollicine oltrepadane più appealing. Quantomeno ad un gusto che ha dimostrato di apprezzare i metodo classico prodotti in altre zone dove è lo Chardonnay e non il Pinot nero ad essere protagonista.
Mi riferisco al metodo classico Brut Carta Oro Cuvée storica, che non si avvale della Docg Oltrepò Pavese ma si propone solo con la dizione “vino spumante di qualità”.
Una cuvee composta da Pinot Nero e Chardonnay (10%) dell’Alta Valle Versa di diverse annate, uniti in assemblaggio per dare continuità qualitativa allo spumante.
Le uve provengono da vigneti di proprietà dei vignaioli di La Versa, con selezioni clonali par­ticolarmente adatte a dare basi-spumante di pregio; le viti sono alle­vate a spalliera sulle colline dell’alta Valle Versa, su un suolo di origine sedimentaria marina, caratterizzato da argille finissime, con resa media di uva per ettaro di 80 quintali.
La vinificazione avviene in bianco con pigiatura soffice, con il mosto fiore che fermenta con lieviti selezionati a temperatura controllata (18° C) e con una cuvée, costituita da vini di varie annate, che rifermenta in bottiglia con ceppi di lieviti esclusivi di La Versa per almeno 30 mesi. La bottiglia da me degustata dichiarava in retroetichetta una sboccatura risalente al quarto trimestre 2010.
Come ho trovato il vino?
Tipicamente e classicamente di gusto oltrepadano, colore paglierino oro, con riflessi leggermente ramati, perlage fine e continuo con ampia presa di spuma, naso molto deciso, secco, di bella freschezza e fragranza, dotato di un apprezzabile appealing, molto pulito, con note di frutta secca in evidenza, agrumi (pompelmo soprattutto), accenni di ananas, fieno e fiori secchi e una componente fruttata abbastanza viva.
La bocca è parimenti secca, incisiva, croccante, con una buona presenza di frutto e una leggera vena di miele e agrumi nel retrogusto, con un buon equilibrio di tutte le componenti, più largo e caldo che profondo, con buona persistenza e una vena ben secca che richiama la mandorla sul finale.
Ideale come aperitivo, ma data la struttura può essere proposto con soddisfazione anche su antipasti freddi e su piatti a base di pesce, di acqua dolce in particolare, soprattutto in insalata.

4 commenti

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4 commenti

  1. Silvana Biasutti

    maggio 24, 2011 alle 6:31 pm

    Leggo questo (quasi) nuovo tuo blog, e imparo.
    Poi ho avuto una conferma – da un “sommo nome” del vino -. Che mi ha detto: “Ziliani, che ha quel caratteraccio che ben conosciamo (relata refero) è l’unico che propone ‘cose giuste’, non c’è nessuno al suo livello. Ha naso e competenza, e capacità di comunicare e di distinguere la verità”

  2. ednarder brigliadori

    gennaio 14, 2012 alle 8:19 pm

    scusatemi, il mio non vuole essere un commento alla vs. esposizione, ma una domanda; come mai che da 2 anni il brut la versa, non si trova piu’ in commercio nella mia zona: sono della romagna, citta di rimini e dintorni.grazie

  3. lorenzo

    dicembre 31, 2014 alle 10:02 pm

    Io l’ho trovato scontato 12,90€ all’esselunga per il 31.12.14. Vino buonissimo. Complimenti

    • redazione

      dicembre 31, 2014 alle 10:04 pm

      io andrei cauto nel definirlo “buonissimo”… Direi che La Versa sta ricordando che si possono fare ancora buoni metodo classico e ha ritrovato l’orgoglio di un nome che é simbolo e blasone di Oltrepò Pavese di qualità 🙂

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