TrentoDoc Altemasi Brut Riserva Graal 2001 Cavit

Denominazione: Trento Doc
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay, Pinot nero

Giudizio:
8


Incontrano diversi estimatori gli spumanti prodotti da quella grande realtà produttiva che è la Cavit di Trento. Una realtà variegata dove si producono vini di ogni tipo, per anni fiumi di Pinot grigio destinato agli Stati Uniti nell’ambito della joint venture con la mega winery Gallo, e dove la produzione di bollicine, come spesso accade in Trentino, è duplice.
Da un lato la redditizia produzione di metodo Charmat, ottenuti sia da un mix di Chardonnay e Pinot bianco, oppure da Müller Thurgau, con due prodotti che fanno grandi numeri, e dall’altra la produzione, minoritaria rispetto alla prima, di metodo classico.
Loro, in azienda, la definiscono “la linea di eccellenza di spumanti Cavit, che esprime, con tre prodotti di assoluta qualità, tutta la meritata fama del territorio trentino come regione ad alta vocazione spumantistica”, linea che si traduce in tre distinti TrentoDoc: Altemasi Brut, Altemasi Brut millesimato e Altemasi riserva Graal millesimato.
Parlavo degli estimatori, consumatori, certo, ma soprattutto stampa specializzata e guide, che è assolutamente escluso possano farsi condizionare nei loro giudizi dal fatto che il produttore non sia una cantina qualsiasi, ma una delle componenti della trimurti pardon triade delle potentissime cantine cooperative trentine. Una di quelle realtà produttive che hanno ancora soldi da spendere in pubblicità tabellare da inserire su riviste più o meno influenti e seguite dai consumatori.
Il TrentoDoc di maggiore successo, quantomeno mediatico, visto che la produzione è confidenziale, roba da piccola azienda e non da Cavit, contenuta com’è in quindicimila o ventimila esemplari massimo, è il TrentoDoc Altemasi Graal riserva, “tribicchierato”, come per “abbonamento” con le annate 1993, 1995, 1996, 1997, 2000, 2001, 2002, 2003 e per di più sancito del titolo di “spumante dell’anno” con l’annata 2002 nel 2009.
Convinto che un grande TrentoDoc, come accade con il Giulio Ferrari delle Cantine Ferrari, sia grande anche se degustato qualche anno dopo, e che riesca ad evolvere splendidamente in cantina in bottiglia, sono andato a riassaggiarmi l’edizione 2001 di questa riserva prodotta con un settanta per cento di Chardonnay ed un trenta per cento di Pinot nero provenienti da zone particolarmente vocate alla spumantistica del Trentino (colline di Trento, altopiano di Brentonico e Valle dei Laghi).
Tecnica che prevede che le uve vengano vinificate in bianco e affinate in cisterne inox e barriques e che la presa di spuma in bottiglia venga seguita da una permanenza sui lieviti per almeno 48 mesi come da disciplinare. Il dégorgement, a seconda delle annate, avviene a 60-70 mesi dal tiraggio.

Come ho trovato questo Graal riserva? Decisamente buono e ben fatto, ma non trascinante: colore paglierino verdognolo vivace di bella brillantezza e luminosità, naso vivo floreal-vegetale incisivo e sottile ancora con una bella freschezza e vivacità, con accenni di fieno secco, fiori bianchi, miele d’acacia, una bella componente agrumata viva e nervosa a comporre un insieme articolato.
E poi bocca sapida, nervosa, ancora con acidità ancora leggermente mordente, un buon dinamismo, una notevole freschezza ed energia ed un finale solo leggermente amaro di buona piacevolezza che richiama la mandorla.
Un TrentoDoc dalla vasta gamma di abbinamenti, da aperitivo, ma di quelli veramente importanti, al sostegno a grandi preparazioni a base di pesce e verdure, oppure crostacei. Ma dal gigante Cavit non è lecito attendersi qualcosa di più?

2 commenti

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2 commenti

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  2. Carmen

    maggio 24, 2011 alle 7:00 pm

    Salve, io ho assaggiato diverse volte questo spumante e lo trovo eccezionale…non me ne intendo però l’ho acquistato da un sito http://www.dispensas.it per fare un regalo ad un amico sommelier che mi ha fatto i compliemnti dicendomi che avevo acquistato uno dei migliori spumanti! Carmen

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