TrentoDoc Brut Azienda del Revì

Denominazione: Trento Doc
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay, Pinot nero

Giudizio:
6


Ho già parlato segnalando il suo Dosage Zero e presentandola come forza piccola, coraggiosa, ambiziosa, quella realtà da circa 12 mila bottiglie all’anno, che è, ad Aldeno in Trentino, l’Azienda del Revì, in attività dal 1982.
Una delle realtà che vanno a comporre quella cosa più ampia che è il TrentoDoc.
Ho già ricordato che il nome dell’azienda deriva dal “toponimo della zona di produzione, del quale non è chiaro il significato ma è piacevole pensare che si riferisca ad una zona particolarmente vocata alla produzione viticola dalla quale si otteneva un vino superiore: il Re Vin. “Revì”.”
E ho detto che l’azienda produce tre TrentoDoc utilizzando uve Chardonnay e Pinot nero provenienti da vigneti posti ad altitudini che variano da 210 a 450 metri s.l.m. e che si tratta di una produzione che definirei al femminile, visto che “l’elaborazione del prodotto viene eseguita dai componenti della famiglia ed in particolare dalle titolari dell’azienda, Giovanna Bertoldi e Carmen Tomasi”.
Dopo il Dosage Zero ho degustato il TrentoDoc Brut (uve dell’annata 2006 e permanenza sui lieviti di almeno 30 mesi: il dégorgement correttamente indicato in retro etichetta è di metà 2010), a base di Chardonnay e Pinot nero.
Come nel caso precedente scriverei che non si è trattato di una “folgorazione”, perché il vino è buono, onesto, con ampi margini di miglioramento, ma tutt’altro che straordinario.
Credo però che detto questo faccia la sua onestissima figura nell’ambito, non straordinario, del metodo classico trentino e che sia rappresentativo delle uve del terroir d’origine.
Colore paglierino oro intenso molto luminoso nel bicchiere, perlage abbastanza fine, naso molto secco, deciso, non particolarmente fragrante, con una certa vena minerale in evidenza, accenni agrumati e di mandorla, con crosta di pane e note di lievito in evidenza.
Bocca di buona ricchezza, che conferma il timbro secco e deciso, salda costruzione, una certa polpa, una vena sapida e nervosa, un’acidità molto evidente e un po’ cruda, carente di cremosità e morbidezza, per un prodotto complessivamente piacevole, soprattutto se proposto come aperitivo, un po’ più debole se portato a tavola, che quanto a nerbo, energia, vivacità è perfettamente in regola, ma è un po’ crudo e carente quanto a complessità e definizione.
Tecnicamente ineccepibile, un po’ più di finezza lo renderebbe migliore.

Azienda vinicola del Revì
Via Florida 10 Aldeno TN
sito Internet http://www.revispumanti.com/

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