Nuovo calice per i Franciacorta Docg: esordio, con qualche difficoltà, al Vinitaly

Ha fatto il suo esordio ufficiale al Vinitaly, presente negli stand delle aziende presenti nel grande spazio collettivo consortile al Palaexpo, (grande, ma non abbastanza, perché ospita 70 aziende, ma diverse altre vorrebbero partecipare e restano giocoforza escluse perché la superficie disponibile non lo consente) il nuovo Calice Franciacorta, studiato per esaltare ancora meglio il carattere peculiare e la personalità della prima denominazione Docg italiana metodo classico.
Ho detto che ha esordito, anche se per essere precisi, riferendosi alla prima giornata della rassegna veronese, giovedì, bisognerebbe dire che ha provato a farlo, visto che almeno sino alle 12 negli stand delle aziende franciacortine (e delle altre lombarde presenti nel Palaexpo), lo “sport” più praticato era un’affannosa (e alquanto un po’ “incavolata”) caccia al bicchiere, visto come “funzionava” (eufemismo) il servizio di fornitura assicurato dagli organizzatori della rassegna agli espositori paganti.
Un servizio così “efficiente” che a volte le aziende si sono trovate (e non perché non avessero fornito per tempo un sufficiente numero di calici, ma perché questi arrivavano, quando arrivavano, con il contagocce…) nella paradossale, allucinante situazione (chiedere ad una produttrice su tutte per avere conferma, ad esempio la Signora Pia Donata Berlucchi della Fratelli Berlucchi) di non poter servire il vino alle persone accorse agli stand… Endemiche disfunzioni organizzative del Vinitaly a parte, il nuovo calice, che si presenta indubbiamente con un design ricercato di grande eleganza, ben leggero e maneggevole e dotate di specifiche tecniche che parlano di 42 cl, 87,2 mm di diametro e 237 millimetri di altezza, mi è sembrato, dai primi assaggi fatti, ad esempio con i Franciacorta di Camossi e Colline della Stella, funzionare bene.
Forma classica e slanciata a tulipano arrotondato, gambo molto sottile con grande equilibrio delle forme e ottimo bilanciamento nella mano del degustatore, e soprattutto un punto perlage volutamente più profondo per poter meglio liberare le microbollicine verso l’alto nel bicchiere e apprezzarne così la persistenza, gli aromi e i profumi.
Ad aver realizzato il calice, secondo le indicazioni fornite dai produttori e dai tecnici del Consorzio Franciacorta, la ditta tedesca Rastal, azienda fondata nel 1919 da Eugen Sahm, con il motto di “vestire il bere”. Rastal opera direttamente sul territorio italiano dal 1997 con uffici commerciali ed un magazzino di 6.000 mq, a Castel San Giovanni in provincia di Piacenza.

Il nuovo Calice Franciacorta è in vetro cristallino SuperStrong e senza piombo, quindi più robusto rispetto ai calici tradizionali e perfettamente trasparente, per una corretta analisi visiva del Franciacorta. Il nuovo bicchiere è da oggi acquistabile presso le migliori enoteche e nei negozi specializzati.
Mi riservo di testarlo attentamente di modo da poterne raccontare meglio, con maggiori elementi utili per farlo, le caratteristiche ed i pregi.

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  2. Luca

    aprile 19, 2011 alle 12:36 pm

    Buongiorno Franco,
    una domanda riguardo al bicchiere Franciacorta e più in generale al perlage dei metodo classico.
    Giusto ieri ho partecipato a una degustazione di Franciacorta dalle parti di Viareggio e ho avuto modo di provare il nuovo bicchiere.
    Anche secondo me esalta il carattere dei Franciacorta. Ma il dubbio che ho è relativo al perlage: non ti sembra che questo bicchiere “strozzi” un po’ le bollicine?
    Mi spiego: già dai primi assaggi con bicchiere pulito il perlage era piuttosto scarso, dopo il 4-5 è sparito del tutto. Abbiamo cambiato bicchieri ma le bollicine non sono più tornate. Tutto ciò secondo te può dipendere dal bicchiere o ci sono altri fattori? Sottolineo che i Franciacorta in assaggio non erano gli ultimi della classe (Vittorio Moretti, Annamaria Clementi, Uberti, ecc.)

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