Oltrepò Pavese Brut Metodo Classico 1865 Conte Vistarino

Denominazione: Oltrepò Pavese Docg
Metodo: classico
Uvaggio: Pinot nero

Giudizio:
7


Lunga love story quella tra il Pinot nero e l’Oltrepò Pavese. La terra oltrepadana accoglie difatti dalla fine dell’Ottocento il vitigno borgognone e vanta la maggiore estensione in Italia ad esso riservata (quasi 2800 ettari), con alcune zone di riconosciuta vocazione quali l’area di Rocca de’ Giorgi e la Valle Scuropasso.
Uno dei protagonisti dell’introduzione del Pinot nero in Oltrepò fu il conte Carlo Giorgi di Vistarino, che dopo aver importato in Italia le prime barbatelle di Pinot Nero avviò in Oltrepo la coltivazione di questa nobile uve tra gli ultimi anni del 1800 e i primi del 1900, ottenendo riconoscimenti a Londra e Parigi per i suoi spumanti.
Una tradizione, quella del Pinot nero usato come base spumante, che in casa Vistarino continua anche oggi, nell’ampia tenuta agricola posta nel comune di Rocca de’ Giorgi, 828 ettari di cui 180 vitati (120 a Pinot nero) tutti iscritti all’Albo della Doc Oltrepò Pavese, condotta, con grande grinta dalla giovane e affascinante Ottavia Giorgi di Vistarino.
Vasta e diversificata, in rosso, in bianco ed in rosato la produzione, ma con uno spazio peculiare dedicato alla parte spumantistica, che comprende sia Charmat che metodo classico ed una particolare importanza, senza dimenticare il Rosé (Cruasé) Pinot nero in purezza denominato Saignée della Rocca, molto piacevole anche un po’ troppo scopertamente rotondo, ha la più ambiziosa delle “bollicine” di casa Vistarino, l’Oltrepò Pavese Brut Metodo Classico 1865, ispirato a quella data che fu veramente importante per la storia della spumantistica italiana.
Per questo vino viene utilizzato Pinot nero in purezza, uve provenienti dal versante sud della superficie collinare di Rocca de’ Giorgi, posto ad un’altitudine di 400 metri circa nei pressi di Cascina San Silvestro, su suoli che presentano caratteristiche composite, 15% sabbia, 50% limo, 35% argilla e un’alta concentrazione calcarea.
La modalità tecniche di produzione sono semplici, vinificazione in bianco con pressatura soffice con resa del 50% e alla fermentazione in acciaio del Pinot nero fa seguito una lenta rifermentazione in bottiglia secondo il metodo tradizionale, con una permanenza sui lieviti di almeno 36 mesi. I dati tecnici parlano di uno zucchero residuo pari a sei grammi litro.
Il risultato è un buon metodo classico, uno di quei, non frequentissimi Oltrepò Pavese che sanno abbinare alla struttura, assicurata dall’uso dal Pinot nero in purezza, buone dosi di equilibrio e piacevolezza. E una certa fragranza.
Color paglierino scarico brillante, perlage sottile, mostra un naso ben secco, di carattere deciso, e di una certa fragranza, con note di agrumi e fiori secchi in evidenza ed un piglio salato, nervoso, molto diretto.
Impressioni che si confermano anche al gusto, ricco, ampio, ben strutturato, ricco di sapore, sorretto da un’acidità viva e calibrata, da una certa croccantezza e da una buona fresca persistenza, con chiusura su una nitida nota di mandorla e una vena leggermente minerale.

4 commenti

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4 commenti

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  2. pedar

    aprile 6, 2011 alle 11:23 pm

    Seguo con interesse le sue degustazioni. Vorrei provare i vini che presenta ma trovo quasi sempre impossibile sapere dai siti aziendali se il loro vino viene distribuito dale mia parti (novara) o dove sia possibile reperirlo.Chiedo troppo?
    Scusi la puntigliosità ma nell’uvaggio pare ci sia un 10% di chardonnay.
    http://www.contevistarino.it/it/product/product_detail.asp?IDCategory=1

  3. kenray

    aprile 7, 2011 alle 11:58 am

    per essere dell’oltrepo è davvero un buon spumante
    io non li apprezzo tantissimo ma questo vale.

  4. Siria

    aprile 7, 2011 alle 12:37 pm

    Nessuno commento questa volta sugli occhi azzurri della contessa?

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