Oltrepò Pavese Vergomberra Brut 2006 Bruno Verdi

Denominazione: Oltrepò Pavese Docg
Metodo: classico
Uvaggio: Pinot nero, Chardonnay

Giudizio:
8


Buone notizie dal tanto discusso e controverso Oltrepò Pavese!
La terra dove si dispone, più che in qualsiasi altra zona vinicola italiana, di quantità importanti di Pinot nero, circa 2000 ettari, ma dove non hanno sempre dimostrato, anzi ho più volte scritto che l’hanno fatto raramente, di saper valorizzare, soprattutto quando lo utilizzano come “base spumante”, quell’autentico tesoro che si trovano in casa.
La buona novella è che finalmente, Brut di Bruno Giacosa a parte, ho trovato un Oltrepò Pavese Docg, un Brut millesimato, che mi ha convinto senza se ne ma.
Un vino che mi sento assolutamente di consigliarvi plaudendo anche al suo fantastico rapporto qualità-prezzo, 14 euro in cantina e attorno ai 16-18 euro in enoteca.
Per trovare questo ottimo metodo classico, che non casualmente non è prodotto con il solo Pinot nero, trattandosi di una cuvée dove la grande uva è temperata e resa più docile e elegante da un bel 30% di Chardonnay, dovete recarvi a Canneto Pavese.
Un centro molto importante nell’ambito dell’economia vitivinicola oltrepadana, situato tra le valli Versa e Scuropasso, in posizione dominante rispetto ai due comuni di Broni e Stradella. In questa fascia collinare la vite è protagonista  e si ottengono uve di particolare qualità.
Non a caso, proprio su queste colline si trovano le due sottozone più importanti dell’Oltrepò, quelle dove si producono il Buttafuoco e il Sangue di Giuda.
A Canneto Pavese la famiglia Verdi è presente dal XVIII secolo quando Antonio Verdi probabilmente dal Ducato di Parma si insediò in Oltrepo Pavese. Da allora ben quattro generazioni si sono succedute nella cura delle terre di famiglia. Già con Luigi, “la terza generazione, alla cura dei vigneti i Verdi uniscono l’arte della trasformazione delle uve in vino facendosi vinificatori e costruendo la prima cantina.
Un’eredità che si trasmette da Luigi a Clemente, da questi ad Alfredo, Cavaliere di Vittorio Veneto, quindi a Bruno, il primo a imbottigliare e fregiare le sue bottiglie con la propria etichetta, negli anni dell’immediato dopoguerra, e il figlio Paolo, che oggi conduce quella bella azienda, che conosciamo anche e soprattutto per l’ottimo Oltrepò Pavese Rosso riserva Cavariola, la Barbera Campo del Marrone, il Pinot nero, il Riesling renano ed il Moscato, che corrisponde al nome di Bruno Verdi.
Prodotto dal lontano 1981 (allora da uve Pinot grigio), quindi trentenne di storia, l’Oltrepò Pavese Vergomberra Brut (che con l’annata 2007 diventerà un Dosage Zero) è un metodo classico, che ha visto progressivamente calare il residuo zuccherino (oggi Verdi parla di 5 grammi/litro di zucchero massimo), e nasce, come ho detto, da un uvaggio di Pinot nero 70%, e Chardonnay 30% da vigneti tutti in comune di Canneto Pavese (ad altezze tra i 150ed i 200 metri), con densità di 4500 ceppi ettaro allevati a spalliera tradizionale con potatura Guyot.
L’uva nelle cassette, dopo essere stata raffreddata in cella frigo, viene rovesciata manualmente nella pressa pneumatica per una pressatura soffice ottenendo il 55% di resa uva/vino. Il mosto dopo la decantazione viene avviato alla fermentazione controllando la temperatura. Presa di spuma e imbottigliamento.
La prima sboccatura é avvenuta a novembre (con 19 mesi di permanenza sulle feccie nobili), ed il 15% del mosto viene posto in barriques della Stiria a fermentare. Il vino rimarrà in legno per 6 mesi sulle sue fecce fini di fermentazione. Il tiraggio avviene in aprile/maggio con una permanenza di 42 mesi sui lieviti.

Come ho trovato questo millesimato 2006 di Paolo (Bruno) Verdi? Eccellente e soprattutto, cosa rara per le bollicine oltrepadane, che tendono ad essere metodo classico “gastrononomici” che chiedono urgentemente il sostegno del cibo e che è difficile pensare come aperitivo, un vino di raro equilibrio e piacevolezza, paglierino verdognolo scarico il colore, molto secco, nervoso, essenziale, quasi petroso nei profumi, che richiamano la crosta di pane, la frutta secca, gli agrumi (pompelmo in primis), con una buona maturità di frutto e una certa ampiezza del bouquet, ben sottolineato e fragrante e dotato di un’indubbia eleganza.
La bocca è altrettanto incisiva, con un attacco secco e preciso, una notevole verticalità e un gran nerbo sapido, una grande freschezza, una bella persistenza merito di un’acidità ben calibrata, presente ma non aggressiva, che rende vivo il palato.
Un vino decisamente ben fatto, dotato di un’indubbia pulizia esecutiva e di una indubbia coerenza naso bocca, che potrete tranquillamente servire come aperitivo, ma potrete tranquillamente portare a tavola abbinandolo a salumi, antipasti freddi, primi piatti a base di verdure e di pesce, soprattutto d’acqua dolce.
Questo sì che è l’Oltrepò Pavese del vino (e delle bollicine in particolare) che mi piace!

Azienda agricola Bruno (Paolo) Verdi
via Vergomberra 5 Canneto Pavese (PV)
tel.0385-88023
sito Internet www.brunoverdi.it
e-mail info@brunoverdi.it

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