Bollicine d’Italia al Vinitaly: a che punto siamo con le adesioni?

Manca poco più di una ventina di giorni dall’apertura, giovedì 7 aprile, della più importante rassegna del vino italiana, il Vinitaly. Nell’ambito della fiera sono previste tante manifestazioni collaterali, tra cui, come ho già scritto, qui, una vetrina che si presenta con il nome generico di Bollicine d’Italia o Sparkling Italy come recita in inglese.
Ho già fatto notare l’assoluta incongruità rappresentata del mettere insieme, nello stesso mazzo, “tutte le tipologie, dal metodo classico allo charmat”, nel nome del “successo mondiale che, nonostante la crisi economica globale, ha visto l’export di bollicine made in Italy crescere progressivamente”.
E visto che parlano di “territori di produzione e cantine, informazioni sui metodi di vinificazione e degustazioni curate da sommelier professionisti”,  di “un’area dove la presentazione dei vini, delle cantine e dei territori verrà fatta anche tramite supporti informatici, riservata agli operatori professionali che potranno così essere guidati tra le proposte dei consorzi di tutela e delle principali aziende produttrici, in rappresentanza delle 18 regioni e delle circa 600 cantine dove vengono prodotte le bollicine italiane”, posso fare una semplicissima, banale domanda?
Possiamo sapere, ad una ventina di giorni dal Vinitaly, in un’ottica di trasparenza, di comunicazione, e perché la stampa, soprattutto quella libera, ha diritto di essere informata, quali aziende, quali zone produttrici, quali Consorzi di bollicine a denominazione d’origine, sia metodo classico che charmat, hanno sinora dato la loro adesione?
Possiamo sapere quante “delle circa 600 cantine” produttrici di bollicine saranno presenti ai nastri di partenza di Bollicine d’Italia e renderanno?
Forza Ente Fiere di Verona, forza organizzatori del Vinitaly, fateci sapere!

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