TrentoDoc Brut millesimato 2006 Pisoni

Denominazione: Trento Doc
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay, Pinot nero

Giudizio:
8


Non mi sono sbagliato, non ho preso TrentoDoc per grappa o viceversa. L’azienda produttrice del TrentoDoc che voglio segnalare alla vostra attenzione oggi è davvero una delle storiche aziende di “sgnapa” del Trentino.
Ed i Pisoni di cui sto per parlarvi sono davvero – potete controllare qui – “maestri distillatori dal 1852”, perché “le origini della Distilleria F.lli Pisoni si perdono un po’ nella notte dei tempi, dato che la tradizione vitivinicola è da sempre portata avanti dalle numerose generazioni dei Pisoni, che si sono succedute negli anni.
Vi sono notizie risalenti ai tempi del Concilio di Trento che parlano di un certo Carlo Antonio Pisoni, fornitore ufficiale di vini ed acquaviti presso la corte dell’allora principe vescovo Madruzzo”.
Distillatori in quel di Pergolese, nella zona dell’ampia piana di Sarche, “vero crocevia del Trentino, perché da un lato la strada vi giunge attraverso la “storia” di una terra, fatta di castelli e residenze vescovili (Toblino, Madruzzo), dall’altro sale lungo l’aspra forra del Limarò fin sulle montagne del Brenta e i grandi ghiacciai, mentre dall’altro lato ancora, piegando a sud, il percorso viene quasi risucchiato dall’azzurro cielo mediterraneo del Garda”, allievi del rinomato Istituto Agrario di S. Michele all’Adige sin dalla sua fondazione (1874).
Distillatori di grappe classiche, monovitigno, alle erbe, speciali, di liquori e distillati di frutta, ma anche “spumantisti” e araldi del TrentoDoc, di cui producono una versione base, una rosé e una riserva millesimata. Lavorando, come è normale in Trentino, soprattutto con lo Chardonnay e con una piccola quota di Pinot nero, uve raccolte e vinificate direttamente dai Pisoni nel pieno rispetto del Metodo Classico a rifermentazione in bottiglia, uve provenienti esclusivamente dai terreni di proprietà, vigneti posti ad altezze varianti dai 250 ai 400 metri, su terreni a matrice calcarea, con forme di allevamento sia a pergola trentina semplice che guyot.
Una volta ottenuto il “vino base”, le bottiglie vengono accatastate nella fresca cantina scavata nella roccia dove avviene la rifermentazione e il successivo affinamento, che può variare da 24 a 48 mesi.
Il vino che mi ha favorevolmente sorpreso è il Brut millesimato 2006, da una cuvée composta per il 90% da Chardonnay con un dieci per cento di Pinot nero.
Colore paglierino oro intenso brillante, perlage sottile, mostra un naso molto intrigante complesso e strutturato con una componente sapida minerale che innerva una materia ricca e piena.
Ottima la fragranza con fiori bianchi, agrumi, spezie, crosta di pane, frutta esotica e accenni di pietra focaia in evidenza. La bocca è piena asciutta, nervosa, incisiva di bella personalità e freschezza, ottima la componente fruttata, succosa, viva, bella l’acidità ben calibrata, per un gusto lungo, pieno, di notevole soddisfazione e dinamismo, con un finale di notevole persistenza e pulizia.
Nel non vastissimo (e non sempre esaltante) panorama del TrentoDoc una delle (piccole) aziende da tenere sicuramente in considerazione.

 

3 commenti

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3 commenti

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  2. Gabriele

    marzo 11, 2011 alle 11:29 am

    Attenzione Franco: “vigneti posti ad altezze varianti dai 24 ai 48 mesi”!
    Bella bollicina, non la conoscevo fino a poco tempo fa, mi è stata servita ad un wine bar a milano recentemente, ho fatto i complimenti al titolare per la scela!

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