Alto Adige Praeclarus Brut Kossler

Denominazione: Alto Adige Doc
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay, Pinot bianco, Pinot nero

Giudizio:
7


L’ho già scritto e ricordato più volte e mi piace ricordarlo ancora oggi: c’é anche l’Alto Adige, o Süd Tirol, come preferiscono chiamarlo in provincia di Bolzano, da tenere in considerazione quando si desidera tracciare una mappa completa delle zone di produzione di metodo classico in Italia.
La produzione, attestata intorno alle 220-230 mila bottiglie complessive, è quasi confidenziale, però nell’ambito di quel 45% della produzione altoatesina destinata ai vini bianchi le bollicine nobili riescono con notevole efficacia a completare ed impreziosire l’offerta, sempre più articolata, di questa magnifica terra da vino.
Otto in totale – vedere qui l’elenco http://www.vinialtoadige.it/it-6-330.aspx – le aziende produttrici,  sei delle quali fanno parte della Associazione dei produttori altoatesini di spumante o, per dirla in tedesco, Vereinigung Südtiroler Sekterzeuger nach dem klassischen Verfahren, creata nel 1990 da nove membri fondatori che si posero come obiettivo la comune difesa dei proprio interessi nonché l’efficace promozione degli spumanti metodo classico e della produzione di qualità.
Sono produzioni artigianali, l’azienda più “grande”, la Arunda Vivaldi di Meltina, incantevole località di montagna posta a 1200 metri, distante una quindicina di chilometri da Terlano, non arriva a centomila bottiglie, ma meritano interesse.
Dal punto di vista della diversità meritano sicuramente interesse perché spesso nelle varie cuvée, oltre a Chardonnay e Pinot nero, è presente anche una quota rilevante di Pinot bianco, anche in percentuali varianti dal 20 al 30 per cento.
Una grande uva, che esprime in provincia di Bolzano vini bianchi tra i più eleganti e serbevoli ed in grado di durare nel tempo, ma sulla quale occorre fare molta attenzione, perché l’uso di uve provenienti da terreni con cospicuo contenuto di porfido può regalare, se le uve non sono mature al punto giusto e se le vinificazioni non vengono condotte con estremo rigore, note leggermente amare. Ma se da uve ben mature, il suo uso ben calibrato è un’arma in più, in termini di eleganza, di profondità, di ricchezza di sapore, di cui i produttori di bollicine metodo classico possono avvalersi.
Discorso introduttivo, questo, necessario per inquadrare bene il vino di cui intendo parlarvi, il Praeclarus Brut metodo classico che fa parte della “linea spumante” della Cantina Produttori di San Paolo, che nel 2005 ha stretto un accordo con la cantina Kossler dello stesso paese famoso anche per il suo campanile di 84 metri di altezza dotato di una delle campane più grandi della provincia di Bolzano.
Non un grandissimo vino questo Brut, di cui ho degustato una bottiglia con sboccatura dell’autunno 2010, che ha visto un periodo un periodo di affinamento sui lieviti di 36 mesi.
Quanto alla composizione della cuvée nella descrizione del Praeclarus che compare sul sito Internet sopra indicato, esistono due diverse indicazioni, una che parla di 90% Pinot Bianco, 10% Chardonnay e una, nella scheda tecnica in formato pdf, che riduce l’apporto del Pinot bianco al solo 30% contro un 60% di Chardonnay e un 10% di Pinot nero.
Che sia 90 o piuttosto 30% come mi sembra sia l’ipotesi più accreditata dopo aver assaggiato il vino, questo Praeclarus rimane un vino interessante, con tutti i pregi ed i limiti della produzione dei metodo classico sudtirolesi.
Colore giallo paglierino squillante, di notevole intensità e brillantezza, mostra un naso molto secco, compatto, salato con una buona articolazione aromatica: note di frutta secca, nocciola e mandorla non tostata, mela, fiori bianchi, agrumi (pompelmo e cedro) crosta di pane e lieviti di fermentazione e un lieve accenno verde.
La bocca è molto incisiva, parimenti secca, salata con un’acidità che spinge e dà al vino slancio e verticalità. Anche se con una nota leggermente amara, in forma di mandorla, che fa pensare al discorso sul Pinot bianco fatto più sopra. Il gusto non è largo, ma vivo pieno di energia con grande freschezza e fa consigliare la proposta di questo Praeclarus Brut come aperitivo o sugli antipasti freddi, più che su preparazioni più impegnative, che il vino, per sua natura e struttura non sarebbe in grado di reggere.

4 commenti

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4 commenti

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  2. Gabriele

    marzo 9, 2011 alle 2:36 pm

    Io sono anni che non lo bevo ma ne serbo un bel ricordo. Mi sembrava avesse anche un costo più che abbordabile.
    Saluti.

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