Prosecco Colfòndo su Do Bianchi: “l’altro Prosecco” piace anche negli States

Jeremy Parzen e Tracie P. sua moglie

Do you remember Prosecco Colfòndo, la particolarissima tipologia di Prosecco di cui ho già trattato in precedenti occasioni raccontandovi di miei incontri – degustazione con esponenti di questa speciale visione, ancestrale e moderna, del celeberrimo vino con le bollicine veneto?
Bene, di questi vini, che dividono, che piacciono o non piacciono proprio, si comincia a parlare, e a scrivere, anche all’estero. Anche in un Paese, come gli Stati Uniti, dove il Prosecco, normale, quello che fa grossi numeri e grandi volumi, furoreggia e, complice la crisi, che ha portato svariati wine aficionados a cercare alternative risparmiose ai méthode champenoise, si vende (anche a very bargain price for a relatively small amount of money) bene.

E così è accaduto che un wine writer e wine blogger americano dai gusti molto europei, anzi italiani (e verrebbe voglia di aggiungere, visto che in questa terra ha compiuto studi universitari e a queste lande è molto legato, gusti veneti) come Jeremy Parzen, alias Do Bianchi oppure Vino Wire, non si sia accontentato, l’aveva già fatto in passato, di scrivere di qualcuno di questi vini, ma trovandosi in Italia con la sua dolce metà, Tracie P., abbia deciso di trascorrere una giornata con il gruppo del Prosecco Colfòndo.
E oggi, rientrato negli States, ad Austin nel Texas dove vive, abbia deciso di raccontarci, in un lungo e ben dettagliato post, che potete leggere qui.
Come scrive, “Tracie P and I got to experience so many great tastings on our recent trip to Italy but none was more thrilling than our appointment with the Colfondisti, a loosely gathered group of Prosecco producers who have returned to the fondo (i.e., the bottom, pun intended) of their tradition, producing bottle-fermented, lees-aged Prosecco — the way their grandfathers did it and the salty, crunchy, utterly delicious way that Tracie P and I like it. The event was organized by an old friend of mine and colfondo bottler, Riccardo Zanotto (who knows me from my coverband days, when I spent three summers playing 6 nights a week in a zone that some call the “Sinistra Piave,” the left bank of the Piave river).
We tasted five bottlings of sparkling Prosecco, from different vintages. And then we tasted the new Prosecco (still), by one of the producers, from the 2010 vintage — in other words, wine that had yet to be double-fermented”.
E poi cosa ha scritto dei vini che ha degustato?
Beh, andatevelo a leggere nella sua interezza nel post.
L’inglese di Jeremy è così chiaro, “quasi” come il suo fantastico italiano con accento veneto-padovano, che anche i non anglofoni capiranno tutto e potranno cogliere il suo entusiasmo…

2 commenti

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2 commenti

  1. Jeremy Parzen

    marzo 8, 2011 alle 7:50 pm

    Ti ringrazio Franco per la segnalazione generosissima.

    Per chi preferisce l’italiano, Riccardo Zanotto ha fatto tradurre il mio post in italiano:

    http://www.selezionezanotto.com/2011/03/07/prosecco-colfondo/

  2. Luca Ferraro @ Bele Casel

    marzo 13, 2011 alle 6:25 pm

    A volte la passione e il riuscire a lavorare assieme possono dare risultati inaspettati, il colfóndo che era conosciuto principalmente nelle terre trevigiane dove si produce ora si sta affacciando verso regioni e Stati nuovi.
    Se penso che il 30 ottobre ho organizzato colfondo1 senza troppe aspettative e tra 1000 problemi e adesso, col senno di poi mi rendo conto che non è stata una semplice reunion di produttori ma qualcosa che ha superato ogni mia più rosea aspettativa.
    Le vendite stanno aumentando, come sta aumentando la curiosità dei consumatori.
    Assieme a queste cose, come succede spesso c’è chi rema contro scrivendo articoli (post) per remare contro alle nostre iniziative senza rendersi conto il danno che potrebbe procurare.
    Sono convinto che la strada sia ancora lunga e completamente in salita ma siamo allenati e testardi.
    Dobbiamo toccare la cima e ci arriveremo a costo di arrivare stremati.
    Un grazie va a tutte quelle persone che credono in noi e che ci stanno aiutando a promuovere il nostro lavoro.
    Luca

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