Franciacorta Docg Pas Dosé Il Mosnel

Denominazione: Franciacorta Docg
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay, Pinot nero, Pinot bianco

Giudizio:
9


Gli irriducibili e un po’ patetici pasdaran che si ostinano, con supremo sprezzo del ridicolo e di ogni evidenza, a negare che la Franciacorta sia una cosa seria e che nei terroir franciacortini  si producano esemplari metodo classico, non saranno d’accordo (amen, me ne farò una ragione) ma non posso in tutta coscienza non affermare come nella zona vinicola bresciana che in questo 2011 festeggia il suo primo mezzo secolo di vita ci siano ormai dei classici.
Intendo aziende che hanno lasciato un segno con la loro azione e contribuito a creare quello “stile Franciacorta” che è un’evidenza per tutti. Tranne che i miopi, di vista e di comprendonio.
Una delle aziende che è giusto considerare di riferimento in terra franciacortina è, forte di 40 ettari vitati e di una produzione che ha raggiunto quota 250 mila pezzi, Il Mosnel di Camignone di Passirano.
Un’azienda la cui storia è legata, come ben ricorda il volume Franciacorta un vino una terra, ad “una donna straordinaria e uno dei pionieri della Franciacorta del vino”, Emanuela Barboglio, che per mezzo secolo condusse “con piglio e tenacia” l’azienda.
Prendendo decisioni di fondamentale importanza per l’intera terra franciacortina, quando alla fine degli anni Ottanta, quando produceva e vendeva bene circa centomila bottiglie di uno “spumante” Charmat non esitò a rinunciare a questa produzione, per puntare integralmente sul metodo classico, consentire la nascita del Consorzio Franciacorta e favorire quell’identificazione zona – prodotto che ha reso il Franciacorta (Docg nel 1995) un must per un numero crescente di consumatori.
Oggi Emanuela Barboglio, scomparsa nel 2007, è salita nel cielo dei grandi viticoltori, ma il suo esempio è stato raccolto dai figli Lucia e Giulio che con l’aiuto di ottimi collaboratori hanno fatto crescere l’azienda. Sino a farla entrare in quel novero ristretto di aziende che, come dicevo, costituiscono una garanzia assoluta.
Proprio come accade, con numeri più importanti ovviamente, con alcune Maison nella storica, e completamente diversa e quindi imparagonabile zona vinicola francese.
Allora, anche se al Mosnel producono diverse eccellenti cuvée più ambiziose e impegnative, cito il Parosé Pas Dosé Rosé millesimato, l’EBB (dedicato ad Emanuela Barzanò Barboglio) Extra Brut millesimato, Il QdE Pas Dosé Riserva millesimato ed il Satèn millesimato, vini di cui parlerò prossimamente, ritengo che proprio come accade in quella celebre zona francese a definire lo stile e la credibilità dell’azienda siano i tre Franciacorta non millesimati.
Parlo del Brut (130 mila bottiglie), Chardonnay 60%, Pinot bianco 30%, Pinot nero 10%, ben secco, di grande freschezza, molto minerale, essenziale e diretto e senza nessuna traccia di piacioneria.
Parlo del Rosé Brut (40% di Pinot nero e di Chardonnay, 20% di Pinot bianco) una cui bottiglia dalla sboccatura 2008 stupisce ancora oggi per l’integrità, bellissimo colore buccia di cipolla, il naso fragrante, elegante, pulito, la giusta nota di fragoline di bosco e di lampone e tanto “sale”, tutto croccantezza e nerbo al palato, un frutto meravigliosamente integro e succoso, una bocca viva e piena di energia e una piacevolezza che rende contagiosa e gratificante la beva.
E parlo soprattutto per me e per altre care persone (che di vino e di Franciacorta ne sanno e della Franciacorta trasmettono il messaggio anche all’estero) di quell’autentico simbolo dello stile aziendale che è, disponibile purtroppo solo in 15 mila esemplari, il Franciacorta Pas Dosé, prodotto per la prima volta nel 1980 come Extra Brut e dal 2005 Pas Dosé.
Vino che nasce da un azzeccatissimo mix di 60 % Chardonnay, 30 % Pinot Bianco e 10 % Pinot Nero, provenienti dai vigneti Larga vecchia, Larga Cani, Mosnel, Camilì e Tesa posti nel Comune di Passirano, pede collina di Monterotondo e Fantecolo con esposizione Est – Sud/Est, terreno con piane e ondulazioni interne del morenico, di media fertilità, sciolto, con scheletro di media profondità.
Le note tecniche, presenti sul sito Internet aziendale, parlano di “vinificazione in bianco in pressa pneumatica con separazione della I e II spremitura. Dopo 12 ore di decantazione a 13° C, inoculo di lieviti selezionati per la fermentazione parte in vasche di acciaio inox a temperatura controllata e parte in botti di rovere di piccole dimensioni (30%). Imbottigliato dopo almeno 36 mesi dalla vendemmia il Pas Dosé viene lavorato per compattare il sedimento contro il tappo provvisorio poi degorgiato e confezionato”.
Perché mi/ci piace così tanto, senza se e senza ma, questo Pas Dosé, così buono che non bisognerebbe nemmeno descriverlo e dire soltanto “è buono, bevetelo”?
Perché riesce a farsi bere meravigliosamente senza essere banale, ad essere immediato, diretto, facilmente comprensibile pur non rinunciando ad una propria pluridimensionalità e senza arrampicarsi sui vetri delle impossibili complessità. Quelle della serie “vorrei ma non posso” che rendono i vini, anche svariati Franciacorta, pomposi, altisonanti, prevedibili e fanno sì che le bottiglie non si vuotino.
Questo Pas Dosé invece, con il suo bellissimo colore paglierino oro squillante, il perlage sottile e finissimo, imprevedibilmente zigzagante nel bicchiere (ampio), il naso secco, compatto, perentorio, con tutta la croccantezza delle note di frutta secca e di ananas, di agrumi di Sicilia, fiori secchi e accenni di miele, la fragranza ed il “sale” dello Chardonnay franciacortino, una volta stappata vede la bottiglia ineluttabilmente vuotarsi. Tanto é equilibrato, vena sapida, acidità bilanciata, bolla fresca, nervoso, freschissimo sul palato, pulito ma pieno di carattere.
Tale da mettere a tacere anche i quaraquaquà più irriducibili e prevenuti…

4 commenti

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4 commenti

  1. Gabriele

    febbraio 17, 2011 alle 9:22 pm

    Davvero, gran vino.

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  3. Luca

    febbraio 19, 2011 alle 1:54 am

    Caro Franco,
    prima o poi ti toccherà scrivere anche di Uberti (5 stelle come Cavalleri?). Attendo con ansia.

  4. Pingback: Franciacorta DOCG Extra Brut “EBB” 2007 Il Mosnel | Wine-Italy blog

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