Prosecco di Treviso Doc Gatti. Colfòndo, anzi sur lie, ça va sans dire…

Denominazione: Altre Bollicine
Metodo: sur lie
Uvaggio: Glera

Giudizio:
8


Acciperbacco, l’ho fatta grossa.
Con i miei ultimi interventi in tema di Prosecco, che potete leggere qui e poi ancora qui, ho fatto nascere in alcuni il sospetto, tanto più dopo questo richiamo, e alcuni precedenti post in tema di vini veneti, che io ce l’abbia con il Veneto, i suoi vini, la sua gente. Niente di più sbagliato.
Sebbene abbia criticato l’eccessiva e confusa amaronizzazione della Valpolicella e mi diverto ogni tanto a prendere in giro determinati personaggi istituzionali che si comportano da propagandisti o piazzisti, io adoro il Veneto e non nutro assolutamente alcuna antipatia verso la sua gente, che trovo deliziosa.
Quando penso alle terre del Soave in primis e al loro vino simbolo, ad un piccolo vino che ho nel cuore e di cui conto di occuparmi presto, anche qui, ovvero il Lessini Durello, e poi alla Valpolicella e ad alcuni vini e personaggi che tengono duro e che non accettano la riduzione dell’Amarone a wine commodity, non posso che dire, parafrasando Kennedy, “io sono un veneto”. L’ho già detto e devo ripeterlo, non riesco a diventare un Prosecco (Doc e Docg) fan, ma continuo ad osservare con grande attenzione ed estrema simpatia quella variazione sul tema Prosecco che sono i Prosecco (di varie denominazioni) Colfòndo. Roba intrigante, di cui ha scritto recentemente anche il mio amico americano Jeremy Parzen su Do Bianchi.
Ho già raccontato, qui, alcune impressioni di degustazione avute nel corso di un bell’incontro – assaggio avuto, in terra trevisana, a novembre.
Voglio oggi proseguire parlando di un altro Prosecco Colfòndo anzi, sur lie, degustato in quella occasione, quello opera della produttrice più simpatica e tosta del “gruppo” quella Carolina Gatti di Ponte di Piave di cui potete apprezzare la verve e l’arguzia con la quale scrive, ad esempio qui, raccontando dal suo punto di vista come e cosa diavolo siano quei Prosecco Colfòndo.
Oppure quando anima un blog aziendale dal simpaticissimo titolo di Rabosando (perché lei e la sua famiglia adorano e hanno profonde radici nel Raboso).
Il Prosecco di Treviso Doc da uve della vendemmia 2009 (ma in futuro potrebbe diventare anche un’Igt Marca Trevigiana (proprio come il Raboso) che nasce da vigneti condotti, come dice orgogliosamente, con la “forma di allevamento che contraddistingue i nostri vigneti, il “Bellussi”, ovvero il sistema a raggera.
Potremmo adottare nuovi sistemi d’impianto, più moderni, ma preferiamo gustarci i nostri soldatini verdi con le braccia rivolte verso il cielo!”.
Partito con solo 900 bottiglie e oggi arrivato alla “considerevole” quota di 2000 (che nessuno pensa di portare a 10 mila o ventimila) è un Colfòndo -sur lie che mi è proprio tanto piaciuto.


Paglierino verdognolo il colore, di grande brillantezza e traslucido, naso proprio come piace a me, molto salato, incisivo, petroso, intrigante nella sua essenzialità e precisione, impreziosito poi da note di cedro e fiori bianchi, ed una nitida nota aromatica, aperta e fragrante, tipica del vitigno. Quello che era (è?) il Prosecco e oggi chiamiamo Glera.
Bocca perfettamente coerente, di grande pulizia e nerbo, piena di sapore, con rande pulizia e nerbo, un’apprezzabile costruzione e soprattutto notevole dinamismo e scatto, con grande freschezza e sale e una notevolissima piacevolezza, una capacità di farsi bere (anche da un tiepido prosecchista come me) contagiosa.
Se Carolina, come dice, aveva in mente di “sdoganare il vino della casa” con questo suo Prosecco sur lie, ci è pienamente riuscita. E un bravo a tutti i Gatti, al padre Lorenzo, la mamma Renata e al fratello Lino, tutti coinvolti nell’attività di questa piccola, esemplare azienda.

P.S.
Non ha le bollicine, non c’entra con il tema di questo blog, ma come posso scrivere dei Gatti senza raccontarvi, en passant, del loro ottimo Raboso Marca Trevigiana che esce dalla cantina intorno ai 6 euro? Non posso e quindi, beccatevi anche questa descrizione.
Grande intensità di colore, rubino violaceo fitto, ma non impenetrabile, mostra un caratteristico naso vinoso, selvatico, leggermente e piacevolmente “aggressivo” e vegetale il giusto. La bocca è ricca, piena, sugosa, ricca di nerbo, con quel tannino “incazzoso” del Raboso che si fa sentire e chiama cibo e si sposa magnificamente sui piatti più grassi (penso ad una bella salsiccia o luganega come vogliamo chiamarla o delle salamelle alla piastra o in umido con lenticchie o meglio ancora crauti o cavolo cappuccio, a delle costine).
Un vino senza tante balle che si fa bere: come dice qualcuno “il Raboso che non ti aspetti, che bevi e tasi”…

Azienda agricola Lorenzo Gatti
via Campagne 29
Ponte di Piave TV
e-mail cantinagatti@libero.it



32 commenti

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32 commenti

  1. Ettore

    febbraio 9, 2011 alle 7:39 pm

    Se quello è un buon prosecco, io sono il Gabibbo!!!

    Magro, spigoloso, acido… le ha tutte!

  2. carolina

    febbraio 10, 2011 alle 12:10 pm

    ettore non si può piacere a tutti, però prima di criticarlo ti invito ad assaggiarlo, perchè la tua critica non gli appartiene: non è magro, semmai troppo grasso, e nemmeno spigoloso e acido. e tu forse sei il gabibbo. 🙂

    • Franco Ziliani

      febbraio 10, 2011 alle 12:18 pm

      sono assolutamente d’accordo con te Carolina. Il “commento” di Ettore ha tutta l’aria della stroncatura a prescindere, magari dettata da chissà quali motivi…
      Magro? Macché! Troppo acido? Forse il commento…

  3. Nic Marsèl

    febbraio 10, 2011 alle 3:28 pm

    Ho visitato l’azienda la primavera scorsa apprezzando molto sia il prosecco colfondo che la bellissima accoglienza e cordilaità di Carolina e della sua famiglia. Se posso dire la mia, mi piacerebbe una carbonica un pizzico più aggressiva, ma è solo un’opinione. Nota di merito anche per il tappo. Mai pensato di fare un surlie di raboso?

  4. carolina

    febbraio 10, 2011 alle 6:34 pm

    Franco: chissà magari gli sto semplicemente sulle palle ad Ettore e allora, anzichè prendersela con me, boccia il mio figliolo senza nemmeno conoscerlo 🙂
    Nic: grazie mille, riguardo al Raboso, quest’anno a cerea succederà qualcosa… 🙂

    • Ettore

      febbraio 10, 2011 alle 10:30 pm

      non stai sulle palle a nessuno, non so nemmeno chi tu sia. Il tuo vino l’ho assaggiato e io ho trovato quelel sensazioni… non posso? sono così idiota?
      Beata te che hai tanta tanta capacità!
      Secondo me dall’analisi risulta acido e verde!

      • Franco Ziliani

        febbraio 10, 2011 alle 10:50 pm

        “Ettore” o come diavolo si chiama: acido mi sembra solo il suo commento, perché a me, che ne ho scritto e non cambierei di una virgola il mio post, quel vino é parso tutto tranne che acido e verde.

  5. eros

    febbraio 11, 2011 alle 11:41 am

    Volendo entrare nel merito della discussione, ma non avendo assaggiato il prodotto incriminato( si fa per dire!!), Vi chiederei gentilmente se si possa trovare in qualche enoteca o in prov. di Udine o in prov. di Roma. Altirmenti, se possibile, vorrei visitare l’azienda. In attesa di notizie, Vi ringrazio a prescindere.

  6. carolina

    febbraio 11, 2011 alle 11:41 am

    Ettore son felice di non starti sulle palle, sopratutto se non mi conosci, spero ci sia l’occasione di degustarlo assieme così da avere un confronto.
    Posso sapere quando e dove l’hai degustato? era a temperatura giusta?
    Probabilmente non sei idiota, forse era solo il vino troppo freddo. Se così non fosse bene, l’avrai trovato acido e verde, non lo berrai più e io avrò un cliente in meno e non è che la cosa mi piaccia, però ripeto, non si può piacere a tutti.
    Ti invito a ridegustarlo a Cerea ad aprile.

    • Franco Ziliani

      febbraio 11, 2011 alle 11:44 am

      Carolina, vedo che scrivi “ridegustarlo” e non degustarlo: pensi forse che il prode Ettore l’abbia davvero degustato il tuo vino? Dal suo commento sembrerebbe di no, oppure che di vini capisca pochino… 🙂

  7. Nic Marsèl

    febbraio 11, 2011 alle 11:43 am

    Ciao Carolina, non voglio rovinare la sorpresa ma i miei ricordi confusi (dall’alcol?) mi riportano ad un assaggio da botte piccola di un raboso più scuro e concentrato (forse una vendemmia tardiva?) … cmq grazie a te ancora una volta per il tuo entusiasmo contagioso (che mi fa un po’ invidia) a Cerea quest’anno potremmo esserci (Vinitaly permettendo)

  8. carolina

    febbraio 11, 2011 alle 6:15 pm

    eros, vai su http://www.rabosando.blogspot.com e scrivimi una mail, ti darò tutte le dritte su dove trovarlo e su come venire in azienda (da udine ci metti 1 ora).
    nic: te hai assaggiato il raboso 2008, quest’anno a cerea presento un raboso rosato 2010, 900 bottiglie, vediamo se fà il botto come il prosecco 🙂 tu passa, io poi ti faccio assaggiare le news :), semmai chiama che ci si vede in diversa sede. o manda mail.

  9. Ettore

    febbraio 12, 2011 alle 2:41 am

    scusa franco ma tu come l’hai bevuto?
    decantato e “mesciato”?

  10. Elisa

    febbraio 12, 2011 alle 8:43 am

    Ciao Carolina, le bottiglie che mi hai portato quando sei venuta in Romagna, sono terminate in un attimo, l’ho trovato bellissimo, grasso, ricco e pieno, mi ha emozionato tantissimo.
    E per chi se ne va in giro a disprezzare il vino degli altri,oltrettutto quando non richiesto e ingiustificatamente, è meglio che si astenga… se non altro sapremo come si vestirà x carnevale…. 😉

    • Ettore

      febbraio 12, 2011 alle 9:32 am

      elisa, qui si parla di un vino. A mio parere mi sembra giusto commentare come l’ho trovato. Proprio come hai fatto tu.

      • Elisa

        febbraio 14, 2011 alle 12:24 am

        Un conto, è esprimere in maniera educata la propria opinione, un conto è prendere in giro e schernire su un blog il lavoro di una persona, e senz’altro non comprende la fatica, il lavoro e l’amore che ciascun produttore mette nel proprio vino.

  11. carolina

    febbraio 12, 2011 alle 10:37 am

    Ettore vedo che sei più interessato alla polemica che al mio vino, quindi saluti.

    • Ettore

      febbraio 12, 2011 alle 1:13 pm

      Ho chiesto come va bevuto, ed ho commentato. Non mi pare di essere più interessato alla polemica che al tuo vino.
      Vuoi che ti dica che è buono?
      ok IL TUO VINO E’ OTTIMO VERAMENTE OTTIMO… COMPLIMENTI!

  12. carolina

    febbraio 12, 2011 alle 5:54 pm

    Ettore, ti ho invitato a ridegustarlo e non mi hai risposto. Riguardo al come va bevuto, c’è chi mescola il fondo prima di berlo e chi semplicemente lo versa stando attento a non mescolarlo direttamente nel bicchiere, oppure in una caraffa. io consiglio prima il modo limpido, poi se uno è curioso anche il mescolato col fondo.
    Per finire io non voglio che mi si dica che il mio vino è buono, è una questione di gusti se è buono o meno, se sei abituato ai prosecchi con anche un minimo residuo di zucchero il mio difficilmente ti piacerà perchè è secco, quindi sentirai in bocca cose diverse, piacevoli o meno. Però non permetto nemmeno critiche sterili senza aver risposto a domande esatte e precise.
    Quindi ti ripropongo la degustazione a Cerea, assieme, mentre lo descrivo e mi auguro che tu possa accettare, così da scoprire qualcosa di più sul prosecco.

    • Franco Ziliani

      febbraio 12, 2011 alle 6:08 pm

      devo scriverne di più di post sul Prosecco Colfòndo… Anzi annuncio per martedì 15 l’uscita di un altro post..

    • Ettore

      febbraio 12, 2011 alle 6:33 pm

      Non vengo a Cerea per principio… chi non concede ai produttori di partecipare a VinNatur non merita i miei soldi

  13. carolina

    febbraio 12, 2011 alle 6:56 pm

    Ettore, a VinoVinoVino a Cerea ci sono produttori che partecipano anche a Vin Natur.
    Comunque sia, tienti le tue idee che a me vanno bene uguale. Saluti.

    • Franco Ziliani

      febbraio 12, 2011 alle 7:11 pm

      Carolina, se Ettore é davvero Ettore e non.. (ci siamo capiti…) io sono Pippo Baudo…

    • Ettore

      febbraio 12, 2011 alle 7:35 pm

      Sicura carolina? a me risulta il contrario…. forse mi sbaglio!

      Io sono ettore caro Dott.Ziliani se vuole le do le mie generalità e la mia carta d’Identità.
      Non capisco cosa voglia insinuare

      • Franco Ziliani

        febbraio 12, 2011 alle 7:45 pm

        nessuna “insinuazione”: quello che scrive e come lo scrive mi fa pensare che Ettore sia un nome di fantasia e che il suo vero nome sia un altro. Posso anche sbagliarmi, ma…
        p.s. non sono “dottore” e non mi spaccio per tale. Al massimo… paramedico…

        • Ettore

          febbraio 12, 2011 alle 7:48 pm

          secondo me Ziliani si sbaglia… autonomo sono e autonomo resto

  14. carolina

    febbraio 13, 2011 alle 8:19 am

    ettore, io che vado a cerea a vini veri posso andare anche a vin natur essendo libera e non socia di nessuna delle due. quindi per quel tuo principio che enunciavi sopra puoi anche venire a degustare assieme a me a cerea se davvero ti interessa conoscere meglio il nostro vino, sennò pace, va dove vuoi 🙂

  15. Luca Ferraro @ Bele Casel

    febbraio 13, 2011 alle 10:37 am

    Franco, vorrei dire che il commento di Ettore ci sta, come dice Carolina non a tutti può piacere il nostro vino. Io accetterei il commento di Ettore senza farmi troppe paure.
    Cosa molto sgradita invece sarebbe se Ettore fosse un “ghostwriter” ma avendo il suo indirizzo IP si risale tranquillamente alla persona 😉
    http://www.ipligence.com/geolocation

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