Eno-farneticazioni: troppo “spumante”, soprattutto se orobico, può dare alla testa

Volete iniziare l’anno facendo un’opera di carità cristiana? Bene, fate sapere con urgenza al presidente della Coldiretti di Bergamo, Giancarlo Colombi, che troppe bollicine, pardon troppo spumante, specie se orobico, ovvero made in Bergamo, può fare male e causare pericolose perdite della trebisonda.
E’ solo ad un eccesso di brindisi con bollicine della Terra del Colleoni, oltre che ad una robusta dose di provincialismo, che si può difatti attribuire l’uscita del dirigente agricolo, che come potete leggere sul sito Internet della sezione bergamasca della principale Organizzazione Agricola a livello nazionale e tra le prime a livello europeo.
Uscita dove invitando al brindisi a “km zero” con lo spumante bergamasco dopo aver sottolineato il “rinnovato interesse per gli spumanti locali” che ha messo in crisi “il mito dello Champagne”, massacrato letteralmente dallo “spumante italiano che stravince con il 98 per cento per cento dei brindisi delle feste”, Colombi l’ha sparata grossa.
Non gli bastava sottolineare che “anche a Bergamo il settore vitivinicolo ha fatto segnare importanti progressi e riscuote un crescente consenso” e ricordare la solare e lapalissiana evidenza secondo la quale “i nostri spumanti e i nostri vini in generale vengono apprezzati da numerosi bergamaschi”, ma preso coraggio, forse anche merito di qualche calice dello “spumante” bergheimer, non ce l’ha fatta più e assumendo una posa gladiatoria dopo aver intonato Nóter de Bèrghem ha proclamato che “per quanto riguarda la  produzione di spumanti nella nostra provincia c’è una storica tradizione, forse più che nella vicina Franciacorta.
La qualità dei nostri spumanti è ottima e il vitigno principale che compone lo spumante bergamasco è lo Chardonnay, proprio come nello spumante prodotto nella Franciacorta. Dobbiamo credere di più in questo settore e lavorare ulteriormente per miglioralo e soprattutto per promuoverlo”.

In Franciacorta, nonostante i dieci milioni di bottiglie prodotte e una notorietà in continua crescita, si sono subito accinti, dopo aver indossato un doppio Linidor d’ordinanza, ad affrontare la terrificante offensiva rappresentata dalle circa 200.000 bottiglie di “spumante Made in Bergamo” ogni anno complessivamente prodotte da una quindicina di aziende.
Ad Erbusco e dintorni non sanno che pesci pigliare e come provare a rispondere alla terribile arma segreta orobica rappresentata dall’avvento dalla vendemmia 2010 della nuova Doc Terre del Colleoni con la quale verrà classificato lo “spumante bergamasco”.
Ora che arriverà, come sottolinea un ormai incontenibile Colombi “questo importante riconoscimento, anche lo spumante bergamasco diventerà a denominazione di origine e avrà la possibilità di essere maggiormente valorizzato”.
Peccato che l’agro-burocrate bergamasco si sia dimenticato di sottolineare che questa nuova Doc con le palle, anzi con tre, non riguarderà solo, a differenza della Docg Franciacorta, un’unica e ben riconoscibile tipologia, quella relativa ai vini prodotti con la tecnica della rifermentazione in bottiglia, o metodo classico, bensì, perché a Bergamo (città dove per inciso vivo) non si fanno mancare nulla, ben 14 tipologie.
Dal Novello, al Moscato giallo passito, passando per vini bianchi fermi, vini rossi fermi, allo “Spumante”, per il quale non verrà utilizzato il solo Chardonnay, o Pinot bianco e Pinot nero, ma su proposta dell’immaginifico Consorzio Tutela anche quelle varietà a notoria vocazione alla produzione di metodo classico di qualità note come Pinot Grigio e Incrocio Manzoni.
D’accordo, in Franciacorta, vista l’offensiva dello “spumante bergamasco” (un doppio magnum in premio a chi saprà fornirmi entro trenta secondi l’elenco delle “celeberrime” aziende produttrici), la parola d’ordine è si salvi chi può, e per cavarsela si stanno affrettando a chiedere l’annessione di Erbusco, Adro e dintorni alla provincia bergamasca.
Ma come vogliamo definire la confusione (eufemismo) che regna nelle menti degli immaginifici massimi dirigenti di Coldiretti Bergamo?

1 commento

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Un commento

  1. davide

    febbraio 21, 2011 alle 7:14 pm

    mi sorprende il fatto che, però, tutti gli anni al vinitaly c’è uno spumante bergamasco che rasenta l’eccellenza. forse le potenzialità ci sono. rimango perplesso ma non sottovaluto il territorio, fatto di aziende ma soprattutto e incredibilmente di moltissimi assaggiatori attenti

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